Gustav Lange (1830 - 20 luglio 1889): Dein Eigen, notturno in la bemolle maggiore per pianoforte op. 54 (1869). Gamma1734.

Gustav Lange (1830 - 20 luglio 1889): Dein Eigen, notturno in la bemolle maggiore per pianoforte op. 54 (1869). Gamma1734.

Ramin Djawadi (19 luglio 1974): Light of the Seven, dalla colonna sonora della serie televisiva Il trono di spade. Coro e Orchestra filarmonica di Praga, dir. Evan Jolly.
Il brano accompagna la scena iniziale («Scena del processo») del 10° episodio della 6a stagione (2016) del celebre sceneggiato prodotto da HBO.


Pauline Viardot-García (18 luglio 1821 - 1910): Haï-luli!, mélodie (1880) su testo di Xavier de Maistre. Cecilia Bartoli, mezzosoprano; Myung-Whun Chung, pianoforte.
Je suis triste, je m’inquiète,
Je ne sais plus que devenir.
Mon bon ami devait venir
Et je l’attends ici seulette.
Haï-luli! haï-luli!
Où donc peut être mon ami?
Je m’assieds pour filer ma laine,
Le fil se casse dans ma main…
Allons! je filerai demain,
Aujourd’hui je suis trop en peine.
Haï-luli! haï-luli!
Qu’il fait triste sans son ami.
Si jamais il devient volage,
S’il doit un jour m’abandonner,
Le village n’a qu’à brûler
Et moi-même avec le village!
Haï-luli! haï-luli!
À quoi bon vivre sans ami?

Carl Czerny (1791 - 15 luglio 1857): Variations brillantes sopra un tema di valzer op. 14 (c1815). Stephen Hough.

Ernest Bloch (24 luglio 1880 - 15 luglio 1959): Baal Shem, «Three Pictures of Chassidic Life» per violino e pianoforte (1923). Isaac Stern, violino; Alexander Zakin, pianoforte.
Trae ispirazione dal chassidismo, movimento mistico ebraico che riconosce quale maestro il rabbino polacco Israel ben Eljezer, noto come Baal Shem Tov (c1700 - 1760), e che vede nell’espressione musicale, nel canto e nella danza un modo di avvicinarsi a Dio.

Alla Pàvlova (13 luglio 1952): Elegia per pianoforte e archi (1998). Orchestra sinfonica internazionale «Globalis», dir. Konstantin Krimec.

Giorgio Federico Ghedini (11 luglio 1892 - 1965): Elegia per violoncello e pianoforte (1923). Francesca Villa, violoncello; Gianluca Cascioli, pianoforte.

Philippe Gaubert (5 luglio 1879 - 8 luglio 1941): Madrigal per flauto e pianoforte (1908). Fenwick Smith, flauto; Sally Pinkas, pianoforte.

Leóš Janáček (3 luglio 1854 - 1928): Pohádka (Racconto) per violoncello e pianoforte (3a versione, 1923). János Fejérvári, violoncello; Zoltán Fejérvári, pianoforte.

George Frederick Boyle (29 giugno 1886 - 20 giugno 1948): Sonata per pianoforte (1925). Timothy Young.
Albert Dietrich (1829 - 1908), Robert Schumann (1810 - 1856) e Johannes Brahms (1833 - 1897): F.A.E., sonata per violino e pianoforte (1853). Isabelle Faust, violino; Aleksandr Mel’nikov, pianoforte.
Composta sopra F - A - E, che nella nomenclatura anglosassone corrispondono a FA - LA - MI, venne dedicata al violinista, direttore e compositore Joseph Joachim (28 giugno 1831 - 1907), al quale fu chiesto di indovinare i nomi degli autori. Il titolo è costituito dall’acronimo della frase Frei aber Einsam (Libero ma solo), che Joachim aveva scelto quale motto personale.
Sveinbjörn Sveinbjörnson (28 giugno 1847 - 1927): Impromptu-nocturne per pianoforte (1873). Nína Margrét Gunnarsdóttir.
Sveinbjörnson è l’autore dell’inno nazionale islandese, Lofsöngur.
Ruth Schönthal (24 giugno 1924 - 2006): By the Roadside, 6 songs su versi di Walt Whitman (1975). Berenice Bramson, soprano, accompagnata al pianoforte dall’autrice.


Teodor Leszetycki (22 giugno 1830 - 1915): Ballade vénitienne (Barcarola) per pianoforte, n. 1 dei Souvenirs d’Italie op. 39 (1889). Leo Ornstein.

Nikolaj Andreevič Rimskij-Korsakov (1844 - 21 giugno 1908): Quintetto in si bemolle maggiore per flauto, clarinetto, fagotto, corno e pianoforte (1876). Les Vents Français: Emmanuel Pahud, flauto; Paul Meyer, clarinetto; Gilbert Audin, fagotto; Radovan Vlatković, corno; Eric Le Sage, pianoforte.
Nel repertorio di composizioni da camera per strumenti a fiato ho trovato diverse cose preziose, come l’Ottetto op. 103 di Beethoven, la Serenata op. 44 di Dvořák, quella op. 7 di Richard Strauss e molto altro. Il Quintetto di Rimskij-Korsakov non sarà forse un capolavoro, ma a me è particolarmente caro. L’autore affermò di aver composto il I movimento «nello stile classico di Beethoven»; in realtà l’omaggio al Maestro di Bonn non si limita all’imitazione dello stile beethoveniano né alla mera adozione di uno schema strutturale. Ascoltate con attenzione i due temi, adeguatamente contrastanti l’uno con l’altro, e scoprirete che sono direttamente ispirati dalla Nona Sinfonia: l’uno scaturisce da un motivo del primo tema del I movimento, l’altro è una sorta di parafrasi dell’inno Alla Gioia.

Philippe Manoury (19 giugno 1952): Toccata per pianoforte (1998). Michèle Renoul.

Riccardo Zandonai (28 maggio 1883 - 5 giugno 1944): Telefunken, marcia in fa maggiore per pianoforte (1929). Pietro Massa.
L’unica composizione per pianoforte solo data alle stampe da Zandonai è un omaggio all’industria tedesca fondata nel 1903 e specializzatasi, a partire dagli anni 1920, nella produzione di apparecchi radiofonici, commercializzati anche in Italia.

Louis-Claude Daquin (4 giugno 1694 - 1772): l’Hirondelle, rondeau, dalla 2a Suite del Premier Livre de pièces de clavecin (1735). Luc Beauséjour al clavicembalo, o altrimenti György Cziffra al pianoforte.

Georges Bizet (1838 - 3 giugno 1875): Notturno in re maggiore per pianoforte (c1868). Glenn Gould.
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Michail Ivanovič Glinka (1° giugno 1804 - 1857): Barcarola in sol maggiore per pianoforte (1847). Viktor Rjabčikov.
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Mozart Camargo Guarnieri (1907 - 1993): Danza brasileira per pianoforte (1941). Maria Miriam Di Pasquale Baumann (14 agosto 1963 - 31 maggio 2024).

Addio, amica carissima.
Giovanni Sgambati (28 maggio 1841 - 1914): Quintetto con pianoforte n. 1 in fa minore op. 4 (1866). Robert Plano, pianoforte; Quartetto Noferini.

Shahrdad Rohani (27 maggio 1954): Dance of Spring per pianoforte e orchestra (1991) interpretata dall’autore con The Orion Symphony Orchestra.

Rosy Wertheim (1888 - 27 maggio 1949): Sonata per violino e pianoforte (1931). Ursula Schoch, violino; Marcel Worms, pianoforte.

Francesco d’Avalos (1930 - 26 maggio 2014): Vergängliche Bilder (Albumblätter und Variationen) per pianoforte. Francesco Libetta.

Franz Schubert (1797 - 1828): Adagio in mi bemolle maggiore per violino, violoncello e pianoforte op. 148, D 897 (c1828). Augustin Dumay, violino; Frédéric Lodéon, violoncello; Jean-Philippe Collard, pianoforte.
Pubblicato per la prima volta nel 1846 dall’editore viennese Diabelli con il titolo apocrifo di Notturno, probabilmente era stato concepito quale movimento intermedio di una composizione di più ampio respiro — forse il Trio in si bemolle maggiore op. 99, D 898.

Richard Wagner (22 maggio 1813 - 1883): Klavierstück in mi maggiore WWV 64, detto Albumblatt für Ernst Benedikt Kietz, Lied ohne Worte (1840). Sarah Stamboltsjan, pianoforte.

Mitja Nikisch (21 maggio 1899 - 1936): Concerto per pianoforte e orchestra (1936). Howard Shelley, pianoforte; Symphonie-Orchester Graunke, dir. Kurt Graunke.
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Paweł Mykietyn (20 maggio 1971): Quattro Preludi per pianoforte (1992). Anna Szałucka.

Clara Schumann (1819 - 20 maggio 1896): Trio in sol minore per violino, violoncello e pianoforte op. 17 (1846). ATOS Trio: Annette von Hehn, violino; Stefan Heinemeyer, violoncello; Thomas Hoppe, pianoforte.
