Mitja Nikisch (21 maggio 1899 - 1936): Concerto per pianoforte e orchestra (1936). Howard Shelley, pianoforte; Symphonie-Orchester Graunke, dir. Kurt Graunke.
- Andante e Romanza
- Scherzo [12:52]
- Phantaisie pathétique [16:37]
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Mitja Nikisch (21 maggio 1899 - 1936): Concerto per pianoforte e orchestra (1936). Howard Shelley, pianoforte; Symphonie-Orchester Graunke, dir. Kurt Graunke.
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Paweł Mykietyn (20 maggio 1971): Quattro Preludi per pianoforte (1992). Anna Szałucka.

Clara Schumann (1819 - 20 maggio 1896): Trio in sol minore per violino, violoncello e pianoforte op. 17 (1846). ATOS Trio: Annette von Hehn, violino; Stefan Heinemeyer, violoncello; Thomas Hoppe, pianoforte.

Charles Ives (1874 - 19 maggio 1954): Sonata per pianoforte n. 2, Concord, Mass., 1840-60 (1904, 1911-15, 1919; rev. 1947). Aleksej Ljubimov, pianoforte; Laurent Verney, viola; Sophie Cherrier, flauto.

Érik Satie (17 maggio 1866 - 1925): Españaña, n. 3 dei Croquis et agaceries d’un gros bonhomme en bois per pianoforte (1913). Aldo Ciccolini.

Stephen Heller (15 maggio 1813 - 1888): Introduction à l’art du phrasé, 25 studi melodici per pianoforte op. 45 (prima del 1844). Jan Vermeulen.
Nella prima edizione (Schlesinger, Berlino 1844) gli studi sono privi dei titoli descrittivi che furono poi aggiunti da altri editori essenzialmente per ragioni commerciali.
L’op. 45 di Stephen Heller è oggetto di uno studio assai accurato di Larissa Marie Kiefer, disponibile online in formato pdf: cliccare qui.

Arthur Lourié (14 maggio 1892 - 1966): 5 Préludes fragiles per pianoforte op. 1 (1908-10). Jenny Lin.

Raoul Laparra (13 maggio 1876 - 1943): Valse lente per pianoforte (1911). Gamma1734.
Adolf von Henselt (12 maggio 1814 - 1889): Valse mélancolique per pianoforte op. 36 (c1854). Gamma1734.

Max Steiner (10 maggio 1888 - 1971): Suite sinfonica dalla colonna sonora del film di Michael Curtiz Casablanca (1942). The John Wilson Orchestra.
Com’è noto, Mentre il tempo passa, cioè As Time Goes By, non è opera di Max Steiner: il brano era stato composto, testo e musica, diversi anni prima da Herman Hupfeld (1894 - 1951) per il musical Everybody’s Welcome, andato in scena a Broadway nel 1931. Qui è interpretato da Dooley Wilson, che è Sam nel film di Curtiz:
Louis Moreau Gottschalk (8 maggio 1829 - 1869): Bamboula, «danse des nègres» op. 2 (1844-45). Eugene List (1918 - 1985), pianoforte.
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Johannes Brahms (7 maggio 1833 - 1897): Mondenschein, Lied per voce e pianoforte op. 85 n. 2 (1882) su testo di Heinrich Heine. Dietrich Fischer-Dieskau, baritono; Jörg Demus, pianoforte.
Nacht liegt auf den fremden Wegen,
Krankes Herz und müde Glieder; –
Ach, da fliesst, wie stiller Segen,
Süsser Mond, dein Licht hernieder.
Süsser Mond, mit deinen Strahlen
Schleuchest du das nacht’ge Grauen;
Es zerrinnen meine Qualen,
Und die Augen übertauen.

Ernst Pauer (1826 - 5 maggio 1905); Quintetto in fa maggiore per oboe, clarinetto, corno, fagotto e pianoforte op. 44 (1856). Chantilly Quintet.

Tat’jana Nikolaeva (4 maggio 1924 - 1993) interpreta la Ciaccona dalla Partita in re minore per violino (BWV 1004) di Johann Sebastian Bach nella celebre trascrizione di Ferruccio Busoni.
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Ernest John Moeran (1894 - 1950): On a May Morning per pianoforte (1921). Una Hunt.

Franz von Vecsey (1893 - 1935): Valse triste in do minore per violino e pianoforte (1913). Svetlin Roussev, violino; Yeol Eum Son, pianoforte.

František Ondříček (29 aprile 1857 - 1922): Valse triste in sol minore per violino e pianoforte (1914). Václav Snítil, violino; Josef Hála, pianoforte.

Josef Labor (1842 - 26 aprile 1924): Tema e variazioni per corno e pianoforte op. 10 (c1899). Přemysl Vojta, corno; Oliver Triendl, pianoforte.

Ernst Widmer (25 aprile 1927 - 1990): Rondo mobile per pianoforte op. 145 (1984). Carol Murta Ribeiro.
Augusta Read Thomas (24 aprile 1964): Capricious; toccata-like da Two Thoughts About The Piano (2017). Daniel Pesca, pianoforte.

Johann Sebastian Bach (1685 - 1750): Weinen, Klagen, Sorgen, Zagen, cantata BWV 12 su testo di Salomo Franck (forse) e Samuel Rodigast (n. 7); eseguita per la prima volta a Weimar il 22 aprile 1714. Paul Esswood, contraltista; Kurt Equiluz, tenore; Max van Egmond, basso; Tölzer Knabenchor, dir. Gerhard Schmidt-Gaden; King’s College Choir Cambridge, dir. David Willcocks; Leonhardt-Consort, dir. Gustav Leonhardt.
Il basso ostinato del coro (n. 2) della cantata bachiana è costituito da una successione cromatica discendente di quattro note (passus duriusculus : secondo le convenzioni della retorica musicale, i cromatismi ascendenti o discendenti esprimono dolore). Su questo basso ostinato Franz Liszt compose un Präludium per pianoforte (R 23, 1859; dedicato a Anton Grigor’evič Rubinštejn) che qui possiamo ascoltare nell’interpretazione di Vladimir Horowitz:
In seguito, Liszt scrisse una serie di Variationen über den Basso continuo von J. S. Bachs Kantate «Weinen, Klagen, Sorgen, Zagen» (R 24, anch’esse dedicate a A. G. Rubinštejn), composte sotto l’impressione della morte di Blandine Ollivier, la figlia che il musicista ungherese aveva avuto da Catherine-Adelaide Méran e che era defunta a Saint-Tropez l’11 settembre 1862. L’esecuzione che vi propongo è di Artur Aksenov:
Liszt rielaborò poi le variazioni in una versione organistica (R 382, dedicata a Alexander Wilhelm Gottschalg, organista e Kantor di Tiefurt), qui eseguita da Thibaut Duret all’organo Michel-Merklin-Kuyhn di Saint Louis de la Guillotière, a Lione:

Édouard Lalo (1823 - 22 aprile 1892): Trio n. 3 in la minore per violino, violoncello e pianoforte op. 26 (1880). Trio Parnassus.
Édouard Lalo: Scherzo in re minore per orchestra (1884); trascrizione del II movimento dell’op. 26. Orchestre de la Suisse Romande, dir. Ernest Ansermet.

Clément d’Hooghe (21 aprile 1899 - 1951): Concerto per pianoforte e orchestra, Romantisch Concerto (1949). Jozef de Beenhouwer, pianoforte; BRT filharmonisch orkest, dir. Sylveer van den Broeck.

Leó Weiner (16 aprile 1885 - 1960): Ballata per clarinetto e pianoforte op. 8 (1911). Márton Egri, clarinetto; Boglárka Orgován, pianoforte.

Borys Ljatošyns’kyj (Boris Ljatošinskij; 1895 - 15 aprile 1968): Concerto slavo per pianoforte e orchestra op. 54 (1953). Evgenij Ržanov, pianoforte; Orchestra sinfonica della Radiotelevisione di Kiev, dir. Vadim Gnedaš.

Denis ApIvor (14 aprile 1916 - 2004): Six Songs per voce e pianoforte. Moira Harris, soprano; Wills Morgan, tenore; Richard Black, pianoforte.

Un’impresa editoriale di genere alquanto insolito è Torino – Il grande libro della città (Edizioni del Capricorno), una sorta di enciclopedia del capoluogo subalpino, curata da Bruno Gambarotta e altri, pubblicata giusto vent’anni fa, nel 2004.

In verità, ha avuto scarso successo; contiene però numerose notizie interessanti e curiose. Come, per esempio, quelle che seguono.
Non tutti sanno che Torino è il fulcro della cosiddetta “scuola” violinistica piemontese, un gruppo di musicisti che nel Settecento diedero un’impronta caratteristica alla musica europea. Primo di questi violinisti virtuosi e compositori fu Giovanni Battista Somis; fra i suoi allievi e epigoni si annoverano Felice Giardini, Gaetano Pugnani e Giovanni Battista Viotti. Di quest’ultimo (1755 - 1824) sono ancora nel repertorio dei violinisti d’oggi alcuni concerti per violino e orchestra, dei quali il più famoso è il numero 22.
Pugnani (1731-1798) compose fra l’altro un melologo per voce recitante e orchestra su testo tratto dal Werther di Goethe; il brano è stato pubblicato in edizione critica a cura di Ruggero Maghini e Alberto Basso.
Una famosa incisione di William Hogarth (lo straordinario artista inglese noto per la serie La carriera del libertino), intitolata The enraged musician, ritrae un violinista severamente disturbato da musicisti di strada: il poveretto ha le fattezze di Pugnani.
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Giardini (1716 - 1796) compose opere teatrali e molta musica da camera (in particolare trii per violino, viola e violoncello), molto apprezzata ai suoi tempi. Morì in miseria a Mosca.
Di Somis (1686-1763) oggi viene raramente eseguito qualcosa; compose circa 150 concerti e musica da camera, e inoltre il mottetto Mundi splendidae, l’unica sua opera vocale che ci sia pervenuta.
In compenso si ricorda la parentela di Somis con Désirée Clary, che fu per breve tempo fidanzata con il giovane Napoleone Bonaparte (l’episodio è liberamente raccontato in un film del 1954, famoso ma inconsistente, con Jean Simmons e Marlon Brando) e in seguito sposò uno dei suoi generali: quel Bernadotte che poi abbandonò la causa napoleonica e finì per diventare re di Svezia — e lei regina con il nome di Desideria.
I violinisti della scuola piemontese gravitarono prevalentemente in area francese e influenzarono fortemente lo stile musicale europeo di fine ‘700.
Gloria d’altri tempi – che non sono mai più tornati…
Louis-Emmanuel Jadin (1768 - 11 aprile 1853): Fantasia concertante in sol minore per arpa, pianoforte e orchestra. Lily Laskine, arpa; Robert Veyron-Lacroix, pianoforte; Orchestre de chambre «Jean-François Paillard», dir. Jean-François Paillard.
Rediscoveries: Old & New Music of Ireland. Joanne Quigley-McParland, violino; David Quigley, pianoforte.

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Berta Alves de Sousa (8 aprile 1906 - 1997): Preludio I per pianoforte. Sofia Lourenço.

Berta Alves de Sousa (al pianoforte)
Eugène Bozza (4 aprile 1905 - 1991): Aria per sassofono contralto e pianoforte (1936). Otis Murphy, sassofono; Haruko Murphy, piano
