Christian Erbach (c1568/73 - 14 giugno 1635): Ricercar noni toni. Lydia Maria Blank, clavicembalo.
Per ricercare (o ricercar, più raramente ricercata) s’intende una composizione contrappuntistica in stile severo, di norma concepita per strumenti a tastiera, in uso fra fine Cinquecento e primo Barocco. È annoverato fra le forme precorritrici della fuga.
Pomponio Nenna (battezzato il 13 giugno 1556 - 1608): Ecce quomodo moritur iustus, mottetto a 4 voci. Petit Chœur Liturgique de Saint-Claude de Tassin, dir. Bernard Barbier.
Ecce quomodo moritur iustus
Et nemo percipit corde
Et viri iusti tolluntur
Et nemo considerat.
A facie iniquitatis sublatus est iustus
Et erit in pace memoria eius.
Tamquam agnus coram tondente
Se obmutuit et non aperuit os suum
De angustia ed de judicio sublatus est
Et erit in pace memoria eius.
Roberto Fabbriciani (13 giugno 1949): Glacier Ururashraju, da Glaciers in Extinction per flauto iperbasso e nastro magnetico (2005). Esegue l’autore.
« Glaciers in Extinction è un’opera suddivisa in sei momenti ciascuno dei quali realizza situazioni originali ed insieme simili, prendendo spunto da sei grandi ghiacciai tuttora esistenti.
« L’idea generale è descrivere attraverso il suono un fenomeno naturale antico e di assoluta maestà quale la glaciazione e la sua impetuosa negazione. I grandi ghiacciai, come giganti gelidi ma vivi e palpitanti si muovono, scricchiolano, rombano minacciosi e temibili all’uomo, animati da un eterno mutamento che simboleggia il divenire della vita.
« Il suono è l’assoluto protagonista dell’opera; la ricerca dell’autore scava nella materia sonora plasmando e modellando, rinnovando continuamente il percorso in una miriade di sfumature, di sottili e talvolta appena percettibili mutamenti utilizzando un’estensione che giunge ai limiti dell’udibile.
« Interessante novità lo strumento scelto –- il flauto iperbasso –- utilizzato anche per la realizzazione del nastro sempre senza alcuna trasformazione elettronica, completamente al naturale. Il flauto iperbasso è il più grande strumento della famiglia dei flauti. Roberto Fabbriciani ha progettato e sperimentato questo strumento dalle incredibili sonorità, misteriose e profonde. Le sue caratteristiche sonore, unite alle nuove tecniche di emissione sperimentate dall’interprete e alle straordinarie possibilità di esplorazione, costituiscono un universo sonoro di grande interesse: enorme il range della dinamica, che consente di passare dalle inflessioni minime del soffio e della voce alle fortissime esplosioni dei suoni percussivi e dei multifonici, le improvvise rarefazioni, le difonie vocali, l’esplorazione dei diversi piani dinamici, la ricerca di specifiche aree timbriche mai fino ad ora ascoltate » (Luisella Botteon).
Antonín Vranický ovvero Anton Wranitzky (13 giugno 1761 - 1820): Trio in do maggiore per 2 oboi e corno inglese. John Abberger e Marc Schachman, oboi; Lani Spahr, corno inglese.
Oliver Knussen (12 giugno 1952 - 2018): Sonya’s Lullaby op. 16 (1977). Melanie Spanswick, pianoforte.
« The word Lullaby is used in the sense of an incantation to sleep; Sonya is my daughter, who was a four-month-old insomniac in October 1977 when the first sketch of this piece was written. Formally the music is, I hope, self-explanatory –- but perhaps it is worth mentioning that an initials stimulus toward the piano writing was the harmonic exploitation of overtones produced from the lowest register of the instrument by composers as diverse as Brahms, Scriabin, Copland and Carter » (Oliver Knussen).
Felix Mendelssohn-Bartholdy (1809 - 1847): Lied ohne Worte in la maggiore op. 62 n. 6 (1842). Vladimir Horowitz, pianoforte.
Questo brano, uno dei più celebri Lieder ohne Worte di Mendelssohn, è talvolta chiamato Frühlingslied (Canto di primavera) e, in Inghilterra, Camberwell Green: fu infatti composto al 168 di Denmark Hill a Camberwell, nella zona sud di Londra, dove Mendelssohn poté assaporare la dolce quiete del parco omonimo.
Il Lied ohne Worte (romanza senza parole) è un genere strumentale romantico, tipicamente tedesco, iniziato da Mendelssohn; le caratteristiche formali e espressive sono appunto quelle del Lied, ma trasferite in ambito esclusivamente strumentale, di solito pianistico. Mendelssohn è certamente il più famoso autore di Lieder ohne Worte: ne compose otto raccolte, ciascuna costituita da sei brani. Fra gli altri musicisti che si dedicarono a questa forma, uno dei più noti è Ignaz Moscheles.
Joseph Boulogne Chevalier de Saint-George (1739 o 1745 - 12 giugno 1799): Concerto per violino e orchestra op. 5 n. 1 (1775). Miroslav Vilímec, violino; Plzeňská filharmonie, dir. František Preisler jr.
Allegro
Andante moderato
Rondeau: Allegro
Questo musicista mulatto — primo compositore di ascendenza africana attivo nell’ambito della musica d’arte europea, ai suoi tempi detto appunto “il Mozart nero” — fu anche un abile spadaccino.
Francesco Antonio Bonporti (11 giugno 1672 - 1749): Aria cromatica e variata in la minore (1726). Duo Tartini: David Plantier, violino barocco; Annabelle Luis, violoncello barocco.
Richard Strauss (11 giugno 1864 - 1949): Zueignung (Dedizione), Lied op. 10 n. 1 (1885, orchestrato nel 1940) su testo di Hermann von Gilm (1812 - 1864). Doppia dame Kiri Te Kanawa: con sir Georg Solti al pianoforte, e con la London Symphony Orchestra diretta da sir Andrew Davis.
Ja, du weißt es, teure Seele,
Daß ich fern von dir mich quäle,
Liebe macht die Herzen krank,
Habe Dank.
Einst hielt ich, der Freiheit Zecher,
Hoch den Amethysten-Becher,
Und du segnetest den Trank,
Habe Dank.
Und beschworst darin die Bösen,
Bis ich, was ich nie gewesen,
Heilig, heilig an’s Herz dir sank,
Habe Dank.
Sì, tu sai, anima cara,
che lontano da te sto in pena,
l’amore fa ammalare i cuori.
Ti rendo grazie!
Una volta io, ebbro di libertà,
levai alto il calice d’ametista,
e tu benedicesti la bevanda.
Ti rendo grazie!
E tenesti lontani i malvagi
finché io, come mai avevo fatto,
santo, santo, al tuo cuore mi sono votato.
Ti rendo grazie!
Ecco un musicista che, ormai anziano, riprende in mano una composizione di oltre mezzo secolo prima, un’opera che gli aveva procurato fama e successo, per rielaborarla e trasformarla in qualcosa di uguale e allo stesso tempo di diverso, un altro capolavoro, unico, proprio come unico era il primo. Questo è un uomo di genio.
Johann Bernhard Bach (1676 – 11 giugno 1749): Ouverture (Suite) per orchestra n. 2 in sol maggiore. L’Achéron, dir. François Joubert-Caillet.
Ouverture
Gavotte en rondeau [3:11]
Sarabande [4:54]
Bourrée [6:48]
Air [8:03]
Menuet [13:42]
Gigue [14:33]
Organista a Erfurt, a Magdeburgo e infine a Eisenach, dove fu anche clavicembalista di corte del duca Giovanni Guglielmo di Sassonia-Eisenach, Johann Bernhard Bach era un cugino di secondo grado di Johann Sebastian.
Mark-Anthony Turnage (10 giugno 1960): Three Screaming Popes after Francis Bacon, per grande orchestra (1988–89). Birmingham Symphony Orchestra, dir. Simon Rattle.
« In 1985 I went to see a stunning exhibition of Francis Bacon’s paintings at the Tate Gallery. I was particularly taken with the three Pope paintings, based on Pope Innocent X by Velázquez, and my initial idea was to write a piece which distorted a set of Spanish dances as Bacon had distorted and restated the Velázquez. In the process of writing the piece, the dances (like a first layer of paint, or an outline) became so submerged in the other textures of the piece that only a faint trace is visible – just a hint of a tango here and there. What I hope comes across is the colouristic intensity and emotional immediacy of the paintings » (Mark-Anthony Turnage).
Laurent Petitgirard (10 giugno 1950): Les brumes de maigret, suite sinfonica. Orchestre Philharmonique de Monte-Carlo diretto dall’autore.
Antologia delle musiche composte da Petitgirard per la serie televisiva Maigret (1991, protagonista Bruno Cremer), tratta dai romanzi di Simenon.
Frederick Delius (1862 - 10 giugno 1934): Spring Morning, terzo dei Three Small Tone Poems (c1898). Royal Scottish National Orchestra, dir. David Lloyd Jones.
Tichon Chrennikov (10 giugno 1913 - 2007): Sinfonia n. 1 in si bemolle minore (1935). Orchestra sinfonica accademica di stato dell’URSS, dir. Evgenij Svetlanov.
Heinrich Picot de Peccaduc, Freiherr von Herzogenberg (10 giugno 1843 - 1900): Concerto in la maggiore per violino e orchestra WoO 4. Ulf Wallin, violino; Deutsche Radio Philharmonie Saarbrücken Kaiserslautern, dir. Frank Beermann.
Carl Nielsen (9 giugno 1865 - 1931): Sinfonia n. 4 op. 29, Det Uudslukkelige (L’inestinguibile; 1914-16). Hr-Sinfonieorchester, dir. Paavo Järvi.
Thomas Tomkins (1572 - 9 giugno 1656): Music divine, madrigale a 6 voci (pubblicato in Songs of 3, 4, 5, and 6 parts, 1622, n. 24). I Fagiolini, dir. Robert Hollingworth.
Music divine, proceeding from above,
whose sacred subject oftentimes is Love,
in this appears her heav’nly harmony,
where tuneful concords, sweetly do agree.
And yet in this her slander is unjust,
to call that Love which is indeed but lust.
«By the time I Fagiolini gave its first concert in 1986, the revival in interest and period playing styles of early music was well under way. At New College, Oxford (the group’s home), early music was known as ‘beany’ music because most of the musicians that seemed to be interested in it (both amateur and professional) seemed to have an alternative lifestyle of knitted yoghurt and wholefood pullovers, living on a diet of nothing but pulses and beans. Stuck for a name at short notice, countertenor Richard Wyn Roberts proposed ‘the beans’; Robert Hollingworth suggested translating this into Italian as the first concert involved Monteverdi and it sounded nicer like that. This worked well until I Fagiolini first went to Italy and discovered the various slang connotations it has there. We don’t go to Italy much.»
Jean Wiéner (1896 - 8 giugno 1982): Concerto n. 1 per pianoforte e orchestra, Concerto Franco-Américain (1923). Danielle Laval, pianoforte; Orchestre Philharmonique de Monte-Carlo, dir. Pascal Verrot.
Tomaso Albinoni (8 giugno 1671 - 1751): Concerto a cinque in do minore per archi e basso continuo op. 10 n. 11 (1735). Collegium Musicum 90, dir. Simon Standage.
I dodici concerti dell’op. 10 sono dedicati al marchese di Castelar don Lucas Fernando Patiño Visconti, comandante di un esercito spagnolo stanziato in Italia. In queste composizioni Albinoni ha inserito vari elementi che alludono alle origini iberiche del dedicatario: nel I movimento del Concerto n. 11 abbiamo dunque un’espressiva evocazione del flamenco.
Stan Golestan (7 giugno 1875 - 1956): Pe potecile Carpaților, concerto per pianoforte e orchestra, con coro (1937). Georgeta Ștefănescu-Barnea, pianoforte; Orchestra simfonică şi Corul a Radioteleviziunii Române, dir. Carol Litvin.