La Sicilienne di Fauré

Gabriel Fauré (1845 - 1924): Sicilienne in sol minore per violoncello e pianoforte op. 78 (1893). David Louwerse, violoncello; François Daudet, pianoforte.
Mi è giunta voce che qualcuno, oggi, per l’ora si pranzo, avrebbe gradito un brano per violoncello: ne conoscete uno più bello? 🙂


La stessa composizione nella versione per orchestra con flauto solista (strumentazione di Charles Koechlin, 1898), inserita nelle musiche di scena per Pelléas et Mélisande di Maurice Maeterlinck. Philadelphia Orchestra, direttore Eugene Ormandy.

Poco allegretto – II

Jakub Jan Ryba (1765 - 8 aprile 1815): Quartetto per archi in re minore (1801). Quartetto Nostitz: Petr Bernásek e Václav Vacek, violini; Pavel Horejsi, viola; Petr Sporcl, violoncello.

  1. Adagio
  2. Menuetto: Poco allegretto [5:24]
  3. Finale: Scherzando [7:45]

Ryba

Croquembouches

Claude Delvincourt (1888 - 5 aprile 1954): Croquembouches, 12 pezzi per pianoforte (1926). Diane Andersen.

  1. Omelette au rhum : Allegretto
  2. Linzer Tart : Allegro non troppo (Mouvement de valse)
  3. Rahat loukhoum : Très tranquillement
  4. Grenadine : Allegretto (Mouvement de habanera)
  5. Meringue à la crème : Allegro vivace
  6. Plum pudding : Allegro moderato, avec un humour tout britannique
  7. Puits d’amour : Lent sans excès
  8. Croquignoles : Vif et léger
  9. Baba : Assez animé
  10. Pets de nonne : Moderato non troppo
  11. Nègre en chemise : Andante, non troppo lento
  12. Huile de ricin : Molto moderato

Proprio come aveva fatto Debussy per i suoi Preludi, cui questi 12 Croquembouches fanno simpa­ticamente il verso, anche Delvincourt indica il titolo di ciascun brano non in testa alla partitura, bensì alla fine, sotto l’ultima battuta, fra parentesi e preceduti da tre punti di sospensione.

Il sottotenente Summenzionato

Sergej Sergeevič Prokof’ev (1891 - 1953): Поручик Киже (Il tenente Kižé), suite op. 60 tratta dalla colonna sonora del film omonimo di Aleksandr Fajncimmer (1934). London Symphony Orchestra, dir. André Previn.

  1. Рождение Киже (Nascita di Kižé)
  2. Романс (Romanza) [4:20]
  3. Свадьба Киже] (Nozze di Kižé) [8:25]
  4. Тройка (Trojka) [11:20]
  5. Похороны Киже (Funerale di Kižé) [14:05]

La sceneggiatura del film è ricavata da un racconto di Jurij Tynjanov (1894-1943) in cui si mette alla berlina l’assurda burocrazia militare dell’epoca di Paolo I, alla fine del XVIII secolo. In sostanza succede questo: copiando un ordine del giorno, un cancelliere del reggimento Preobraženskij incappa in un errore di trascrizione, invece di scrivere Подпоручики же…, «Per quanto riguarda i tenenti…», gli sfugge un Подпоручик Киже che letteralmente significa «Il sottotenente Kižé»: e così dà nome a un sottufficiale che non esiste. Prima che ci si accorga dell’errore, il documento finisce nelle mani dell’imperatore, il quale vuole sapere chi sia questo militare e che cosa abbia fatto di tanto rilevante da finire per essere citato in un ordine del giorno. Prova tu a dire a uno zar che si è sbagliato, se ne hai il coraggio… Superfluo dire che nessuno osa, anzi: si decide di inventare ipso facto il curriculum di Kižé. Favorevolmente colpito, il sovrano stabilisce che il valoroso soldato venga promosso e chiede di essere poi costantemente informato su di lui e sulle sue azioni. E così gli si racconta di volta in volta che Kižé, caduto in disgrazia, è stato esiliato in Siberia, ma poi ottiene il perdono, viene reintegrato nell’esercito, è promosso capitano, poi colonnello e infine generale. A questo punto lo zar vuole conoscerlo di persona: impossibile, si è ammalato, sta tanto male e non può muoversi. Allora l’imperatore si recherà di persona al suo capezzale: troppo tardi, maestà, Kižé è morto. Sinceramente addolorato, lo zar fa predisporre grandiosi funerali di stato.

Per chi volesse vederlo, il film è disponibile su YouTube. Il racconto di Tynjanov è stato pubblicato da Sellerio con il titolo Il sottotenente Summenzionato.

Questo post è dedicato a Luisella del blog Tra Italia e Finlandia, che ha pubblicato un articolo sulla composizione di Prokof’ev, sottolineando il fatto che fra la «Romanza», II movimento della suite, e la canzone di Sting Russians vi sia una singolare somiglianza 🙂

Il tenente Kižé, locandina

La Giga

Autore non identificato: Fuga a 4 voci in sol maggiore, Alla giga, già attribuita a Johann Sebastian Bach (BWV 577). Matthias Havinga all’organo van Vulpen (1966) dell’Augustanakerk in Amsterdam.

La giga (in francese gigue) è una forma di danza barocca, di andamento rapido e in ritmo doppio ternario, originatasi dalla jig irlandese. Per eseguire la Fuga alla giga gli organisti devono essere provetti ballerini: guardate infatti il nostro bravo e simpatico Matthias, qui sopra, come volteggia agile e leggero sulla pedaliera!

La Fuga BWV 577 — il cui manoscritto originale non è reperibile — non sarebbe opera di Bach: lo affermano, sulla base di considerazioni stilistiche, i più autorevoli studiosi del lascito bachiano. Ferruccio Rivoir, amico, collega e versatile organista, una volta mi confidò: «La Fuga alla giga non è di Bach. Te lo dicono le dita: quando suoni il vero Bach, le dita trasmettono sensazioni del tutto differenti.»

Troppo “facile”, dunque, per essere scaturita dal genio del Kantor di Lipsia, la Fuga in sol maggiore è tuttavia un brano assai gradevole, tant’è vero che è stata fatta oggetto di numerosi adattamenti: eccone alcuni, scelti fra i più interessanti:

  1. un pulsante adattamento di Michiko Noguchi per 2 marimbe e 4 esecutori; The Marimba Duo
  2. un dabadabadattamento per coro a 4 voci; The Swingle Singers
  3. un cinguettante adattamento di tenkon1 per sintetizzatore
  4. una trascrizione per orchestra realizzata nel 1929 da Gustav Holst (1874 - 1934); BBC Philharmonic Orchestra, dir. Leonard Slatkin.

BWV 577

La Dorica

Johann Sebastian Bach (31 marzo 1685 - 1750): Toccata e fuga in re minore (detta Dorica) BWV 538. Ton Koopman all’organo Schnitger (1689-93) della Sankt-Jacobi-Kirche in Amburgo.
Se confrontate questa con altre registrazioni del medesimo brano riscontrerete la differenza di accordatura: per lo strumento di Amburgo è stato in effetti adottato un temperamento mesotonico modificato, con LA a 495,45 Hz.


In primavera – II

Sergej Nikiforovič Vasilenko (30 marzo 1872 - 1956): Весной (In primavera), suite per flauto e orchestra da camera op. 138 (1954). Aleksandr Korneev (dedicatario della composizione), flauto; Orchestra filarmonica di Mosca, dir. Nikolaj Anosov.

  1. Preludio
  2. Valse-caprice [3:36]
  3. Attraverso il deserto [5:56]
  4. Nella foresta [9:53]
  5. I torrenti in primavera [14:19]

Vasilenko, Весной

In primavera – I

Hugo Wolf (1860 - 1903): Im Frühling, Lied su testo di Eduard Mörike (1888). Dietrich Fischer-Dieskau, baritono; Gerald Moore, pianoforte.

Hier lieg’ ich auf dem Frühlingshügel;
die Wolke wird mein Flügel,
ein Vogel fliegt mir voraus.
Ach, sag’ mir, all einzige Liebe,
wo du bleibst, daß ich bei dir bliebe!
Doch du und die Lüfte, ihr habt kein Haus.

Der Sonnenblume gleich steht mein Gemüte offen,
sehnend,
sich dehnend
in Lieben und Hoffen.
Frühling, was bist du gewillt?
Wann werd’ ich gestillt?

Die Wolke seh’ ich wandeln und den Fluß,
es dringt der Sonne goldner Kuß
mir tief bis in’s Geblüt hinein;
die Augen, wunderbar berauschet,
tun, als schliefen sie ein,
nur noch das Ohr dem Ton der Biene lauschet.

Ich denke Diess und denke Das,
ich sehne mich, und weiß nicht recht, nach was:
halb ist es Lust, halb ist es Klage;
mein Herz, o sage,
was webst du für Erinnerung
in golden grüner Zweige Dämmerung?
— Alte unnennbare Tage!

Me ne sto disteso sul colle della primavera:
le nuvole diventano le mie ali,
un uccello mi precede nel volo.
Ah, dimmi, mio unico amore,
dove sei, che io possa essere con te!
Ma tu e il vento non avete dimora.

Come un girasole si apre il mio spirito,
con desiderio,
dilatandosi
d’amore e speranza.
Primavera, che intendi fare?
Quando sarò saziato?

Vedo passare le nuvole e il fiume,
il bacio dorato del sole mi entra
a fondo nelle vene;
Gli occhi, meravigliosamente ebbri,
cedono al sonno,
solo l’orecchio ode ancora il ronzare dell’ape.

Vagano qua e là i miei pensieri,
mi sento struggere, e non so per cosa:
metà è desiderio, metà dolore;
cuor mio, dimmi,
quali ricordi vai intessendo
nel verde oro dei rami al crepuscolo?
— Indicibili giorni lontani!

Wolf, Mörike-Lieder, frontespizio

Preludio e Fuga in mi minore

Nicolaus Bruhns (1665 - 29 marzo 1697): (Großes) Praeludium und Fuge in mi minore. Georg Hagel all’organo Rieger della Basilica dei Quattordici Santi in Bad Staffelstein (Alta Franconia).

« Questo Preludio e Fuga in mi minore è una delle opere organistiche pre-bachiane più grandi e…sconvolgenti. A cominciare dal folgorante inizio che tocca tutte le note della scala cromatica e proseguendo con una quantità di episodi contrastanti che creano una sorta di tormentato ritratto psicologico di un musicista morto a 32 anni e di cui poco si sa. Tanto è vero che lo scrittore Andreas Nohr ne ha tentato una biografia immaginaria dal titolo Mitternacht, sorta di romanzo noir, ipotizzandone una fine tragica. Lo Stylus phantasticus è alla sua apoteosi e va ancora oltre quello di Buxtehude. L’interpretazione di quest’opera pone problemi rilevanti che sono stati risolti in modo molto vario nel corso del tempo. Richiede comunque un notevole coinvolgimento personale da parte dell’interprete. Musica visionaria quant’altre mai » (Pietro Pompili).

PENTAX Image
Gran Preludio in mi  minore

Allegro vivace – I

Achille Longo (28 marzo 1900 - 1954): Quintetto con pianoforte (1934). Circolo Artistico Ensemble: Giuseppe Carotenuto e Nicola Marino, violini; Giuseppe Navelli, viola; Manuela Albano, violoncello; Aldo Ciccolini, pianoforte.

  1. Moderato
  2. Largo [10:07]
  3. Allegro vivace [17:56]

Circolo Artistico Ensemble cd

La famiglia svizzera

Joseph Weigl (28 marzo 1766 - 1846): Ouverture per Die Schweizer Familie, «lyrische Oper» in 3 atti su libretto di Franz Castelli (1809). Orchestra Dreieck, dir. Uri Rom.
Ammirata da tutti i più noti compositori del tempo, fra i quali Franz Schubert, all’inizio del XX secolo Die Schweizer Familie scomparve dai teatri.

Sinfonia delle Cevenne

Vincent d’Indy (27 marzo 1851 - 1931): Symphonie Cévenole sur un chant montagnard français op. 25 (1886). Robert Casadesus, pianoforte; Philadelphia Orchestra, dir. Eugene Ormandy.

  1. Assez lent – Modérément animé
  2. Assez modéré, mais sans lenteur [10:44]
  3. Animé [17:00]

Cevennes