Pavana triste per tempi difficili

Thomas Tomkins (1572 - 1656): A Sad Paven for these Distracted Tymes (14 febbraio 1649); adattamento per quartetto d’archi di David Byers. Badke Quartet: Lana Trotovsek e Emma Parker, violini; Jon Thorne, viola; Jonny Byers, violoncello.

Pavana, Idillio e Baccanale

Edgar Bainton (14 febbraio 1880 - 1956): Pavane, Idyll and Bacchanal per archi, con flauto e tamburo basco ad libitum (1925). BBC Philharmonic Orchestra, dir. Paul Daniel.

  1. Pavane: Andante
  2. Idyll: Moderato, con grazia [2:03]
  3. Bacchanal: Allegro, molto vivace, e con fuoco [5:27]

Io mi son giovinetta

Domenico Ferrabosco (14 febbraio 1513 - febbraio 1574): Io mi son giovinetta, madrigale a 4 voci (pubblicato nel Primo Libro di madrigali de diversi eccellentissimi autori a misura di breve, 1542, n. 26) su testo di Giovanni Boccaccio. Gesualdo Consort Amsterdam, dir. Harry van der Kamp.

Io mi son giovinetta, e volentieri
M’allegro e canto in la stagion novella,
Merzè d’Amore e de’ dolci pensieri.
Io vo pe’ verdi prati riguardando
I bianchi fiori e’ gialli et i vermigli,
Le rose in su le spine e i bianchi gigli;
E tutti quanti gli vo somigliando
Al viso di colui che me amando
Ha presa e terrà sempre.


Andrea Gabrieli (1510 - 1585): Io mi son giovinetta di Domenico Ferrabosco intavolato per strumento a tastiera (pubblicazione postuma nel Terzo Libro de ricercari di Andrea Gabrieli, 1596, n. 11). Filippo Pantieri, clavicembalo.


Scipione Stella (1558 o 1559 - 1622): Io mi son giovinetta del Ferrabosco. Paola Erdas, clavicembalo.


Il madrigale di Domenico Ferrabosco eseguito su strumenti a percussioni da Tore Jamne (1966-).

Un bacio oppure mille

Thoinot Arbeau (pseudonimo di Jehan Tabourot, 1519 - 1595): Belle, qui tiens ma vie, chanson ovvero pavana. La Capella Reial de Catalunya e Hespèrion XXI, dir. Jordi Savall.

Belle, qui tiens ma vie
captive dans tes yeulx,
qui m’as l’âme ravie
d’un soubzris gracieux,
viens tost me secourir
ou me fauldra mourir.

Pourquoy fuis-tu mignarde
si je suis près de toy,
quand tes yeulx je regarde
je me perds dedans moy
car tes perfections
changent mes actions.

Approche donc, ma belle,
approche toy mon bien,
ne me sois plus rebelle
puis que mon coeur est tien,
pour mon mal appaiser,
donne-moy un baiser.



Clément Janequin (c1485 - 1558): Petite nymphe folastre, chanson a 4 voci (pubblicata negli Amours de Pierre de Ronsard, 1552). The Montreal Bach Choir Society, dir. George Little (sopra) e Promusica.

Petite nymphe folastre,
nymphette que j’idolatre,
ma mignonne dont les yeulx
logent mon pis et mon mieux;
ma doucette, ma sucrée,
ma grâce, ma cytherée,
tu me doibs pour m’appaiser
mille fois le jour baiser.

Era il 1970 o giù di lì, avevo 14 anni (o giù di lì) e mi capitò quasi per caso di ascoltare due chansons di Janequin (le Chant des oyseaulx e, appunto, Petite nymphe folastre) interpretate dal coro di Montreal: fu un colpo di fulmine.
Buona festa di san Valentino 🙂

Sinfonia d’estate

Erkki Melartin (2 febbraio 1875 - 14 febbraio 1937): Quarta Sinfonia in mi maggiore op. 80, Kesäsinfonia (Sinfonia d’e­sta­te, 1912). Pia Freund, soprano; Lilli Paasikivi, mez­zo­so­prano; Laura Nykänen, contralto; Tampere Filharmonia, dir. Leonid Grin.

  1. Allegro moderato
  2. Scherzo: Vivace [10:40]
  3. Andante [16:40]
  4. Rondò finale: Allegro – Tempo de marche festive [31:25]

Csárdás galeotta

Béla Kéler (alias Adalbert Paul von Kéler; 13 febbraio 1820 - 1882): Bártfai Emlék («Ricordo di Bártfa», ossia Bardejov, la città natale di Kéler), csárdás op. 31. NOVA filharmonija, dir. Simon Perčič.
Quando Brahms compose la quinta delle sue Danze ungheresi era convinto che questa csárdás di Kéler fosse un brano tradizionale.

Béla Kéler

Sinfonia del fuoco – I

Ildebrando Pizzetti (1880 - 13 febbraio 1968): Sinfonia del fuoco per baritono, coro e orchestra su testo di Gabriele d’Annunzio, composta per la scena del sacrificio nel film Cabiria (1914) di Giovanni Pastrone. Boris Statsenko, baritono; Städtischer Opernchor Chemnitz, Robert-Schumann-Philharmonie, dir. Oleg Caetani.

Invocazione a Moloch

IL PONTEFICE:
Re delle due zone, t’invoco,
respiro del fuoco profondo,
gènito di te, primo nato!

IL CORO:
Eccoti i cento puri fanciulli,
inghiotti! Divora! Sii sazio!
Karthada ti dona il suo fiore.

IL PONTEFICE:
Odimi, creatore vorace,
che tutto generi e struggi,
fame insaziabile, m’odi!

IL CORO:
Eccoti la carne più pura!
Eccoti il sangue più mite!
Karthada ti dona il suo fiore.

IL PONTEFICE:
Consuma il sacrificio tu stesso
nelle tue fauci di fiamma,
o padre e madre, o tu dio e dea!

IL CORO:
O padre e madre, o padre e figlio,
o tu dio e dea! Creatore vorace!
Fame ardente, ruggente…

Allegro affettuoso – I

Giuseppe Cambini (13 febbraio 1746 - 1818 o 1825): Quartetto in si minore per 2 violini, viola e violoncello T 171 (n. 3 dei Six Quatuors pour Monsieur le Sénateur Lacépède). Quartetto «Le Ricordanze»: Carlo De Martini e Stefano Barneschi, violini; Livia Baldi, viola; Caterino Dell’Agnello, violoncello.

  1. Allegro affettuoso
  2. Andante sostenuto [8:56]
  3. Minuetto: Allegro risoluto [16:50]
  4. Scherzo fugato: Allegretto vivace [22:31]

Never weather-beaten saile


Thomas Campian (o Campion; 12 febbraio 1567 - 1620): Never weather-beaten saile, ayre (pubblicato nel First Book of Ayres, 1613, n. 11). Ensemble Phoenix Munich e Stile Antico.

Never weather-beaten saile more willing bent to shore.
Never tired pilgrim’s limbs affected slumber more,
Than my wearied sprite now longs to fly out of my troubled breast:
O come quickly, sweetest Lord, and take my soul to rest.

Ever blooming are the joys of Heaven’s high Paradise.
Cold age deafs not there our ears nor vapour dims our eyes:
Glory there the sun outshines whose beams the blessed only see:
O come quickly, glorious Lord, and raise my sprite to thee.

Vivo in doglie e moro in pene

Agostino Steffani (1655 - 12 febbraio 1728): Placidissime catene, duetto da camera (1699). Carolyn Watkinson, mezzosoprano; Paul Esswood, controtenore; Wouter Möller, violoncello; Alan Curtis, clavicembalo.

Placidissime catene,
rallentarvi è crudeltà.
Ha perduto ogni suo bene
chi ritorna in libertà.
Vivo in doglie e moro in pene
se i miei lacci Amor disfà.

Affanni, pene e guai
voi non farete mai
ch’io mi disciolga, no!
Amor, fa’ quanto sai:
dalla prigion ch’amai
mai, mai non fuggirò.

Placidissime catene

Balletto meccanico

George Antheil (1900 - 12 febbraio 1959): Ballet mécanique per pianoforti, percussioni, cicalini elettrici e eliche da aeroplano (1923-25, rev. 1952-53); originariamente compo­sto per il film cubista omonimo, diretto da Fernand Léger con la collaborazione di Dud­ley Murphy e Man Ray. Philadelphia Virtuosi Chamber Orchestra, dir. Daniel Spalding.

Antheil

Concerto per violoncello – X

Josef Rejcha (12 febbraio 1752 - 1795): Concerto in la maggiore per violoncello e orchestra op. 4 n. 1. Mikael Ericsson, violoncello; Český komorní orchestr (Orchestra da camera ceca), dir. Ondrej Kukal.

  1. [Allegro]
  2. Largo [11:37]
  3. Rondò: Allegro [22:25]

Rejcha

Allegro con fuoco – I

Hans Bronsart von Schellendorff (11 febbraio 1830 - 1913): Concerto in fa diesis minore per pianoforte e orchestra op. 10 (1872). Michael Ponti, pianoforte; Westfälisches Sinfonieorchester, dir. Richard Kapp.

  1. Allegro maestoso
  2. Adagio ma non troppo [12:57]
  3. Allegro con fuoco [20:24]

Questo Concerto, che si conclude con una vigorosa tarantella, fu assai apprezzato da Hans von Bülow, il quale lo definì «il Concerto più significativo della cosiddetta Scuola di Weimar».

Allegro – Moderato – Allegro assai

Egidio Romualdo Duni (11 febbraio 1708 - 1775): Sonata a 3 in la maggiore op. 1 n. 1 (1738). Natalia Bonello, flauti barocchi; Leonardo Massa, violoncello barocco; Claudia Di Lorenzo, clavicembalo; DuniEnsemble.

  1. Allegro
  2. Moderato
  3. Allegro assai

Gran miracolo d’Amore

Alfonso Fontanelli (15 febbraio 1557 - 11 febbraio 1622): Io parto e nel partire, madrigale a 5 voci (pubblicato nel Primo Libro di madrigali senza nome, 1595, n. 13); testo di Annibale Pocaterra. Ensemble Per Passione.

Io parto, e nel partire,
Ahi, fier’empia partita,
Parte’l mio cor da me, parte la vita.
E spiro, o gran miracolo d’Amore!
Col nuovo essempio mio ben si può dire
C’huom viva senza core
E che lasci la vita huom che non more.

Allegro agitato – I

Johann Peter Pixis (10 febbraio 1788 - 1874): Concerto in fa diesis minore per pianoforte, violino e archi. Mary Louise Boehm, pianoforte; Kees Kooper, violino; Westfälisches Sinfonie-Orchester, dir. Siegfried Landau.

  1. Allegro agitato
  2. Adagio sostenuto [9:56]
  3. Allegro [17:13]

Johann Peter Pixis

Il vino

Alban Berg (9 febbraio 1885 - 1935): Der Wein / Le Vin, aria da concerto per soprano e orchestra (1929) su poesie di Charles Baudelaire nella traduzione di Stefan George. Dorothy Dorow, soprano; Wiener Philharmoniker, dir. Karl Böhm.

Berg scelse di musicare la prima e le ultime due delle cinque poesie di Baudelaire che costi­tuiscono il ciclo Le Vin, inserito nella raccolta Les Fleurs du mal (1857). La musica è adattata sia ai versi francesi sia alla traduzione tedesca che ne diede Stefan George nel 1901. Invertendo l’ordine originale delle due ultime poesie, Berg crea una forma tripartita ad arco, nella quale elementi e modi espressivi che caratterizzano la prima lirica tornano nella terza, mentre la seconda a sua volta è in forma di scherzo tripartito.

1. Die Seele des Weines ‒ L’Âme du vin

Des Weines Geist begann im Faß zu singen:
«Mensch, teurer Ausgestoßener, dir soll
Durch meinen engen Kerker durch erklingen
Ein Lied von Licht und Bruderliebe voll.

Ich weiß: am sengend heißen Bergeshange
Bei Schweiß und Mühe nur gedeih ich recht
Da meine Seele ich nur so empfange,
Doch bin ich niemals undankbar und schlecht.

Und dies bereitet mir die größte Labe,
Wenn eines Arbeitmatten Mund mich hält,
Sein heißer Schlund wird mir zum kühlen Grabe,
Das mehr als kalter Keller mir gefällt.

Hörst du den Sonntagsgesang aus frohem Schwarme?
Nun kehrt die Hoffnung prickelnd in mich ein:
Du stülpst die Ärmel, stützest beide Arme,
Du wirst mich preisen und zufrieden sein.

Ich mache deines Weibes Augen heiter,
Und deinem Sohne leih´ ich frische Kraft;
Ich bin für diesen zarten Lebensstreiter
Das Öl, das Fechtern die Gewandtheit schafft.

Und du erhältst von diesem Pflanzenseime,
Den Gott, der ewige Sämann, niedergießt,
Damit in deiner Brust die Dichtkunst keime,
die wie ein seltener Baum zum Himmel sprießt.»

Un soir, l’âme du vin chantait dans les bouteilles:
«Homme, vers toi je pousse, ô cher déshérité,
Sous ma prison de verre et mes cires vermeilles,
Un chant plein de lumière et de fraternité!

Je sais combien il faut, sur la colline en flamme,
De peine, de sueur et de soleil cuisant
Pour engendrer ma vie et pour me donner l’âme;
Mais je ne serai point ingrat ni malfaisant.

Car j’éprouve une joie immense quand je tombe
Dans le gosier d’un homme usé par ses travaux,
Et sa chaude poitrine est une douce tombe
Où je me plais bien mieux que dans mes froids caveaux.

Entends-tu retentir les refrains des dimanches
Et l’espoir qui gazouille en mon sein palpitant?
Les coudes sur la table et retroussant tes manches,
Tu me glorifieras et tu seras content.

J’allumerai les yeux de ta femme ravie;
À ton fils je rendrai sa force et ses couleurs
Et serai pour ce frêle athlète de la vie
L’huile qui raffermit les muscles des lutteurs.

En toi je tomberai, végétale ambroisie,
Grain précieux jeté par l’éternel Semeur,
Pour que de notre amour naisse la poésie
Qui jaillira vers Dieu comme une rare fleur!»

2. Der Wein der Liebenden ‒ Le Vin des amants

Prächtig ist heute die Weite −
Stränge und Sporen beiseite −
Reiten wir auf dem Wein
In den Feeenhimmel hinein!

Engel für ewige Dauer
Leidend im Fieberschauer ·
Durch des Morgens blauen Kristall
Fort in das leuchtende All!

Wir lehnen uns weich auf den Flügel
Des Windes der eilt ohne Zügel.
Beide voll gleicher Lust

Laß Schwester uns Brust an Brust
Fliehn ohne Rast und Stand
In meiner Träume Land!

Aujourd’hui l’espace est splendide!
Sans mors, sans éperons, sans bride,
Partons à cheval sur le vin
Pour un ciel féerique et divin!

Comme deux anges que torture
Une implacable calenture,
Dans le bleu cristal du matin
Suivons le mirage lointain!

Mollement balancés sur l’aile
Du tourbillon intelligent,
Dans un délire parallèle,

Ma soeur, côte à côte nageant,
Nous fuirons sans repos ni trêves
Vers le paradis de mes rêves!

3. Der Wein des Einsamen ‒ Le Vin du solitaire

Der sonderbare Blick der leichten Frauen
Der auf uns gleitet wie das weisse Licht
Des Mondes auf bewegter Wasserschicht −
Will er im Bade seine Schönheit schauen −

Der lezte Taler an dem Spielertisch
Ein frecher Kuß der hagern Adeline
Erschlaffenden Gesang der Violine
Der wie der Menschheit fernes Qualgezisch:

Mehr als dies alles schätz ich, tiefe Flasche,
Den starken Balsam den ich aus dir nasche
Und der des frommen Dichters Müdheit bannt.

Du giebst ihm Hoffnung, Liebe, Jugendkraft
Und Stolz − dies Erbteil aller Bettlerschaft −
Der uns zu Helden macht und Gottverwandt.

Le regard singulier d’une femme galante
Qui se glisse vers nous comme le rayon blanc
Que la lune onduleuse envoie au lac tremblant,
Quand elle y veut baigner sa beauté nonchalante;

Le dernier sac d’écus dans les doigts d’un joueur;
Un baiser libertin de la maigre Adeline;
Les sons d’une musique énervante et câline,
Semblable au cri lointain de l’humaine douleur,

Tout cela ne vaut pas, ô bouteille profonde,
Les baumes pénétrants que ta panse féconde
Garde au coeur altéré du poète pieux;

Tu lui verses l’espoir, la jeunesse et la vie,
– Et l’orgueil, ce trésor de toute gueuserie,
Qui nous rend triomphants et semblables aux Dieux!

Berg, Der Wein