Il Divino

Francesco Canova, detto Francesco da Milano, Francesco del Liuto e il Divino (18 agosto 1497 - 1543): composizioni per liuto. Caius Hera.
Le composizioni di Francesco da Milano che ci sono pervenute sono state pubblicate in edizione critica dal musicologo statunitense Arthur J. Ness nel 1970; oggi, per distinguerle si usa far riferimento alla numerazione assegnata loro dal prof. Ness.

  1. Fantasia (Ness 67)
  2. Fantasia (Ness 41) [1:35]
  3. Fantasia (Ness 31) [2:10]
  4. Ricercar (Ness 52) [2:50]
  5. Ricercar (Ness 4) [4:24]
  6. Fantasia (Ness 81) [5:08]
  7. Ricercar (Ness 84) [5:52]
  8. Ricercar (Ness 16) [6:38]
  9. Fantasia (Ness 40) [7:36]
  10. Ricercar (Ness 10) [8:30]
  11. De mon triste desplaisir (trascrizione dell’omonima chanson di Jean Richafort) [10:03]
  12. Fantasia de mon triste (sulla medesima chanson) [11:46]
  13. Fantasia (Ness 15) [13:52]
  14. Ricercar (Ness 46) [15:29]
  15. Fantasia (Ness 61) [16:06]
  16. Fantasia (Ness 58) [17:01]
  17. Fantasia (Ness 11) [18:46]
  18. Fantasia (Ness 57) [20:19]
  19. Ricercar (Ness 3) [21:46]
  20. Ricercar (Ness 2) [23:21]
  21. Ricercar (Ness 8) [24:58]

FdM

La Mascotte

Edmond Audran (1842 - 17 agosto 1901): Ouverture per l’opéra-comique La Mascotte (1880). Grand orchestre symphonique de Radio Luxembourg, dir. Paul Bonneau.

L’opera, in 3 atti, si avvale di un libretto di Henri-Charles Chivot e Henri-Alfred Duru. La parola mascotte entrò nell’uso comune proprio grazie all’opéra-comique di Audran, che ebbe grande successo anche fuori della Francia. Mascotte proviene dall’occitano mascoto = incantesimo, a sua volta derivato dal termine masca = strega, di origine spagnola o, secondo altri, longobarda.

Marie Montbazon, prima interprete del ruolo di Bettina

L’azione si svolge in un immaginario principato italiano di Piom­bino, nel Seicento. ― ATTO I: il fattore Rocco è perseguitato dalla sfortuna: per quanto si impegni nel lavoro, le cose per lui vanno di male in peggio. Per aiutarlo, suo fratello Antonio gli invia una nuova lavorante, la giovane e graziosa Bettina, guardiana di tacchini, fidanzata del pastore Pippo. Bettina reca con sé una lettera nella quale Antonio spiega al fratello che la ragazza è una mascotte, apportatrice di buona sorte, dote che è destinata a conservare finché rimarrà nubile e vergine. Rocco trascura di leggere la missiva, ciononostante la sua fortuna inizia a migliorare. Giunge nella fattoria il principe di Piombino, Lorenzo XVII – con quel numero non può essere che sfortuna­tissimo: infatti perde le guerre, fa investimenti sbagliati, le sue battute di caccia si risolvono in un nulla di fatto, e per di più ha una figlia, Fiammetta, che rifiuta ostinatamente di sposare il figlio del principe di Pisa, Fritellini, pur sapendo che quel matri­monio risolleverebbe le sorti di Piombino. La iella si accanisce su Lorenzo, che cade in una botte di vino; Rocco gli fornisce un cambio di abiti, e Lorenzo trova nella giacca la lettera di Anto­nio: venuto a sapere delle mistiche qualità di Bettina, finge di riconoscere in lei un’aristocratica scomparsa da tempo e con questa scusa la porta con sé a Piombino. ― ATTO II: la presenza di Bettina ha molto migliorato la situazione del principato di Piombino. I cortigiani ritengono che sia l’amante di Lorenzo, ma in realtà questi si guarda bene dall’insidiarla, sapendo che il perdurare dei poteri della giovane dipende dalla sua verginità. Nel castello di Piombino giunge Pippo, travestito da saltimbanco, con l’intenzione di riconquistare la fidanzata, ma viene riconosciuto e gettato in prigione. Prima, però, viene notato da Fiammetta, che se ne invaghisce e gli fa visita in cella; Lorenzo vede di buon occhio la cosa: se Fiammetta sposerà Pippo, il giovane non potrà più… attentare alla virtù di Bettina. Quest’ultima, credendo che Pippo voglia lasciarla, dichiara che sposerà Lorenzo. Fritellini, furioso e indignato, lascia il palazzo minacciando ritorsioni: sarà guerra fra Pisa e Piombino. Consapevoli a questo punto di essere stati manipolati, Bettina e Pippo si riconciliano e fuggono insieme, recandosi a Pisa. ― ATTO III: la malasorte ha ripreso a perseguitare il principato di Piombino, che subisce una cocente disfatta a opera delle forze guidate da Fritellini. Lorenzo e Fiammetta fuggono dal castello, vestiti da vagabondi. Giungono nel campo dell’esercito nemico proprio mentre si celebra il matrimonio di Bettina e Pippo, diventato capitano. Lorenzo ne è felicissimo, perché le nozze metteranno fine alla fortuna che la mascotte ha portato a Fritellini e a coloro che lo circondano. Il principe e la figlia vengono riconosciuti e arrestati; tuttavia, Fiammetta è talmente bella pur vestita di stracci, e Fritellini è così affascinante nella sua alta uniforme, che i due guardandosi sentono rinascere la passione; la guerra è finita. La felicità diventa generale quando si viene sapere che le doti di mascotte sono ereditarie e Bettina annuncia che avrà due gemelli.

Concerto fantastico

Ole Bull (1810 - 17 agosto 1880): Secondo Concerto in mi minore per violino e orchestra, detto Concerto fantastico (1841). Annar Follesø, violino; Kringkastingsorkestret, dir. Ole Kristian Ruud.

  1. Moderato – Allegro affettuoso (La Notte)
  2. Adagio sostenuto (L’Aurora) [8:17]
  3. Rondò: Marcato (Il Giorno) [12:54]

Scherzando: Presto

Philipp Jakob Riotte (16 agosto 1776 - 20 agosto 1856): Sinfonia n. 1 in do maggiore op. 25 (1812); dedicata a Girolamo Bonaparte, re di Vestfalia. Stuttgarter Kammerorchester, dir. Gernot Schmalfuss.

  1. Adagio – Allegro
  2. Andante con moto [7:23]
  3. Scherzando: Presto [14:06]
  4. Rondo: Allegro molto [20:48]

…e ogni passo è immensità

 
Siegmund von Hausegger (16 agosto 1872 - 1948): Natursymphonie per orchestra (1911) con coro finale su testo di Goethe (Proemio, pubblicato nel 1817 come introduzione a Zur Natur­wissen­schaft überhaupt ). WDR Rundfunkchor Köln, WDR Sinfonieorchester Köln, dir. Ari Rasilainen.

  1. Gehalten un mit Dehnung – Schnell
  2. Langsam und gedehnt [18:30]
  3. Stürmisch bewegt [38:04] – Sehr breit, mit größter Kraft (con coro) [45:44]

Im Namen dessen, der sich selbst erschuf!
Von Ewigkeit in schaffendem Beruf;
In Seinem Namen, der den Glauben schafft,
Vertrauen, Liebe, Tätigkeit und Kraft;
In jenes Namen, der, so oft genannt,
Dem Wesen nach blieb immer unbekannt:

Soweit das Ohr, soweit das Auge reicht,
Du findest nur Bekanntes, das ihm gleicht,
Und deines Geistes höchster Feuerflug
Hat schon am Gleichnis, hat am Bild genug;
Es zieht dich an, es reißt dich heiter fort,
Und wo du wandelst, schmückt sich Weg und Ort;
Du zählst nicht mehr, berechnest keine Zeit,
Und jeder Schritt ist Unermeßlichkeit.

Hausegger, Natursymphonie

Musica di sua maestà: la principessa Kurakina

 
Natal’ja Ivanovna Kurakina (16 agosto 1766 - 1831): Je vais donc quitter pour jamais, romanza su testo di Jean-Pierre Claris de Florian (dal romanzo pastorale Estelle). Anne Harley, soprano; Oleg Timofeev, chitarra; Étienne Abelin, violino.

Je vais donc quitter pour jamais
mon beau pays, ma douce amie!
Loin d’eux je vais traîner ma vie,
dans les pleurs et dans les regrets.
Vallon charmant, où notre enfance
goûta ces plaisirs purs et vrais
que donne la seule innocence,
je vais vous quitter pour jamais.

Champs que j’ai dépouillés de fleurs,
pour orner les cheveux d’Estelle;
roses qui perdiez auprès d’elle
et votre éclat et vos couleurs;
fleuve dont j’ai vu l’ eau limpide,
pour réfléchir ses doux attraits,
suspendre sa course rapide,
je vais vous quitter pour jamais.

Prairie où dès nos premiers ans
nous parlions déjà de tendresse,
où, bien avant notre jeunesse,
nous passions pour de vieux amans;
beaux arbres où nous allions lire
le nom que toujours j’y traçois,
le seul qu’alors je susse écrire,
je vais vous quitter pour jamais.


 
Ludwig-Wilhelm Tepper de Ferguson (1768 - 1838): Variazioni sopra una romanza della principessa Kurakina. Irina Rees, clavicembalo.
 


Kurakina, Vigée-Lebrun

Psallit laudes, canit hymnos

Loyset Compère (c1445 - 16 agosto 1518): Gaude prole regia, mottetto a 5 voci in lode di santa Caterina d’Alessandria. Capella Sancti Michaelis.

Gaude prole regia,
Virginum egregia,
dulcis o Catherina!

Congaudet exercitus
Cherub te divinitus
ferens in montem Sinai.

Costo regi Cypri nata,
moxque Christo desponsata
passa Alexandria.

Te clamat sanctam in caelis
omnis natio fidelis,
Francia cum Flandria.

Symphonisant dulce melos
cives qui habitant caelos
tam digno consortio.

Sponso tuo occurristi,
laureata quae fuisti,
digna caeli portio.

Psallit laudes, canit hymnos,
cantus personat divinos
fidelis ecclesia.

Laudes erumpit annuas,
colens passiones tUas
duraque supplicia.

o quam dulcis, quam formosa
quamque Christo gratiosa
est haec regis filia!

Quae spreta mundanitate
amplexaque castitate
nitet super filia.

Da captivis libertatem,
aegrotis incolumitatem,
sis spes te deprecantium.

Confer quaeso peregrinis
sanitatem in divinis,
sis via errantium.

Tandem pia Virgo cave,
ne quid in cor nostrum pravae
infundat diabolus.

Sed reice si quid assit
ut post mortem aeterna sit
mansio nostra polus.

Sancta Catherina, ora pro nobis.
Amen.

L’usignolo

Aleksandr Aleksandrovič Aljab’ev (15 agosto 1787 - 1851): L’usignolo (Соловей, 1826), romanza su testo di Anton Del’vig; trascrizione per voce e orchestra di Michail Ivanovič Glinka (1804 - 1857). Natalie Dessay, soprano; Berliner Sinfonie-Orchester, dir. Michael Schoenwandt.

Соловей мой, соловей,
Голосистый соловей!
Ты куда, куда летишь,
Где всю ночку пропоешь?
    Соловей мой, соловей,
    Голосистый соловей!

[Кто-то бедная, как я,
Ночь прослушает тебя,
Не смыкаючи очей,
Утопаючи в слезах?
    Соловей мой, соловей,
    Голосистый соловей!]

Ты лети, мой соловей,
Хоть за тридевять земель,
Хоть за синие моря,
На чужие берега;
    Соловей мой, соловей,
    Голосистый соловей!

Побывай во всех странах,
В деревнях и в городах:
Не найти тебе нигде
Горемышнее меня.
    Соловей мой, соловей,
    Голосистый соловей!

(Usignolo, mio usignolo, chiassoso usignolo! Dove sei, dove voli, dove canterai tutta la notte?
    Usignolo, mio usignolo, chiassoso usignolo!
[Ti ascolterà, questa notte, un’altra infelice come me, senza poter chiudere occhi che annegano nelle lacrime?]
Vola, mio usignolo, sopra terre lontane, sopra il blu del mare, sopra rive straniere.
Viaggia attraverso ogni landa, sui villaggi, sulle città: non troverai nessuno più infelice di me.)


Michail Ivanovič Glinka (1804 - 1857): Variazioni in mi minore sulla romanza L’usignolo di A. A. Aljab’ev (1833). Anna Petrova-Forster, pianoforte.


 
Franz Liszt (1811 - 1886): Le Rossignol, air russe d’Alabieff S 250/1 (1842). France Clidat, pianoforte.


Il brano di Liszt trascritto per arpa da Henriette Renié (1875 - 1956) e interpretato da Anneleen Lenaerts.

Paradigm (Lukas Foss 100)

Lukas Foss (15 agosto 1922 - 2009): Paradigm «for my Friends» per ensemble (1968, rev. 1969). Jan Williams, percussioni; Stephen Bell, chitarra elettrica; Charles Haupt, violino; Jerry Kirkbride, clarinetto; Marijke Verberne, violoncello; George Ritscher, suoni elettronici; diretto dall’autore.

  1. Session
  2. Reading
  3. Recital
  4. Lecture

« L’arte non ha funzione d’intrattenimento: i monumenti d’arte che costruiamo servono a questo, a introdurre qualcosa che trasformi la nostra vita. In ciascuna musica c’è sempre una verità che si dice e che non ha bisogno di essere spiegata. Non ha torto Mahler quando afferma che ogni musica è musica a programma. La mer di Debussy è musica a programma. Ma lo stesso Debussy non avrebbe scritto La mer se avesse voluto soltanto descrivere il mare: c’è qualcosa di più che la sua descrizione, c’è l’amore per il mare e la sensazione del mare » (Lukas Foss).

Želobinskij, opus 35

Valerij Viktorovič Želobinskij (1913 - 13 agosto 1946): 12 Canti senza parole per pianoforte op. 35 (pubblicati postumi nel 1948). Esegue lo youtuber Gamma1734, matematico di professione e pianista-divulgatore per passione.

  1. Sostenuto con molta espressione
  2. Andantino semplice [1:45]
  3. Allegro moderato [3:53]
  4. Moderato [5:45]
  1. Con allegrezza
  2. Allegro grazioso [2:13]
  3. Agitato [3:01]
  4. Dolente [5:30]
  1. Allegro commodo
  2. Allegretto grazioso [1:00]
  3. Moderato [2:23]
  4. Allegretto [3:31]

Adagio affettuoso

 
Salomon Jadassohn (13 agosto 1831 - 1902): Quarta Sinfonia in do minore op. 101 (1889). Brandenburgisches Staatsorchester Frankfurt, dir. Jürgen Bruns.

  1. Sostenuto – Allegro patetico un poco agitato
  2. Scherzo: Vivo [7:55]
  3. Adagio affettuoso [14:13]
  4. Finale: Sostenuto – Allegro deciso [23:39]

Concertino – IX

Bernhard Romberg (1767 - 13 agosto 1841): Concertino in la maggiore per 2 violoncelli e orchestra op. (posth.) 72. Oren Shevlin e Johannes Wohlmacher, violoncelli; WDR Sinfonieorchester Köln, dir. Reinhard Goebel.

Allegro – Andante grazioso [7:13] – Rondò: Con allegrezza [9:58]

Scene alsaziane

Jules Massenet (1842 - 13 agosto 1912): Suite sinfonica n. 7, Scènes alsaciennes (Souvenirs) (1882). Orchestre de la Société des Concerts du Conservatoire, dir. Albert Wolff.

  1. Dimanche matin: Allegretto moderato – Andante religioso – Tempo I
  2. Au cabaret: Allegro – Allegro moderato assai – Tempo I
  3. Sous les tilleuls: Adagio sostenuto
  4. Dimanche soir: Allegro moderato – Retraite française: Allegro moderato – Adagio – Tempo I – Allegro

Nella Retraite française suonano «à l’extérieur» (dietro le quinte) una tromba da segnali, un tamburo militare e una campana.
Per comprendere il significato della parola souvenirs (ricordi) nel sottotitolo, giova rammentare che, all’epoca in cui questa suite fu composta, l’Alsazia non era territorio francese: a seguito della sconfitta nella guerra del 1870 (cui Massenet aveva preso parte come volontario nella Guardia nazionale), la Francia era stata costretta a cedere Alsazia e Lorena al regno di Prussia (trattato di Francoforte, 1871); le due regioni furono restituite alla Francia dopo la prima guerra mondiale (trattato di Versailles, 1919).

HPSCHD

 
John Cage (1912 - 1992) e Lejaren A. Hiller jr (1924 - 1994): HPSCHD per un numero variabile da 1 a 7 di clavicembali rinforzati elettronicamente, suoni elettronici generati da computer e registrati su un numero variabile da 1 a 51 di nastri magnetici, e un numero variabile da 2 a 58 di altoparlanti (1967-69).

Il titolo è un’abbreviazione di harpsichord (termine inglese per clavicembalo) e si pronuncia leggendo le singole lettere all’inglese. La composizione utilizza parte di un precedente lavoro di Cage (Winter Music per 1-20 pianoforti, 1957) nonché brani di Ludwig van Beethoven, Ferruccio Busoni, Fryderyk Chopin, Louis Moreau Gottschalk, Wolfgang Amadeus Mozart e Robert Schumann. Alla 1a esecuzione (16 maggio 1969) le 7 parti per clavicembalo furono eseguite da William Brooks, Neely Bruce, Philip Corner, Ronald Peters, Yūji Takahashi, David Tudor e Antoinette Vischer.