Sergei Prokofiev (Sergej Sergeevič Prokof’ev; 1891 - 1953): 10 Pieces for piano from the ballet Romeo and Juliet / Десять пьес для фортепиано из балета Ромео и Джульетта op. 75 (1937). Igor Roma, piano.
Folk Dance (Народный танец)
Scene (Сцена) [3:53]
Minuet (Менуэт) [5:20]
Young Juliet (Джульетта-девочка) [8:33]
Masks (Маски) [12:23]
Montagues and Capulets (Монтекки и Капулетти) [14:37]
Friar Laurence (Патер Лоренцо) [18:01]
Mercutio (Меркуцио) [21:15]
Dance of the Girls With Lilies (Танец антильских девушек) [23:15]
Romeo and Juliet Before Parting (Ромео и Джульетта перел разлукой) [25:41]
William Byrd (c1540 - 4 luglio 1623): The Earl of Salisbury Pavan (1612 o prima). Simone Stella, spinetta.
Il titolo di questo post non fa riferimento a una raccolta di pezzi facili, bensì al mio primo incontro con la musica di Byrd, che avvenne, eoni fa, appunto per il tramite di questa bella pavana. Brano assai apprezzato da diversi musicisti, britannici e no, alcuni dei quali l’hanno elaborato per organici differenti: oltre alla trascrizione di sir Barbirolli (I movimento della sua Elizabethan Suite) ne segnalo una per quartetto d’archi di John Liberatore e un’altra, piena di pathos, concepita per un ampio complesso sinfonico da Leopold Stokowski:
Da sottolineare il fatto che Stokowski ha utilizzato come sezione centrale un’altra composizione di Byrd, una giga tratta dal Fitzwilliam Virginal Book (n. CLXXXI), e non una delle due gagliarde associate alla pavana nella prima edizione a stampa (il volume antologico Parthenia, del 1612).
Louis Brassin (24 giugno 1836 o 1840 - 1884): Feuerzauber (Incantesimo del fuoco), scena finale di Die Walküre di Richard Wagner (1870) liberamente trascritta per pianoforte. Aleksandra Beljakovič.
Stephen Hough (1961) esegue una propria rielaborazione al pianoforte del song di Richard Rodgers My Favourite Things, tratto dal musical The Sound of Music (1955).
Il brano di Rodgers è stato reinterpretato moltissime volte da numerosi musicisti, in particolare da John Coltrane: ne parla Sandro Dandria in un suo articolo recente, davvero interessante.
Luciano Berio (1925 - 27 maggio 2003): Quattro versioni originali della «Ritirata notturna di Madrid» di Boccherini sovrapposte e trascritte per orchestra (1975). Orchestra sinfonica di Milano «Giuseppe Verdi», dir. Riccardo Chailly.
Pëtr Il’ič Čajkovskij (1840 - 1893): Humoresque in sol maggiore per pianoforte op. 10 n. 2 (1872), eseguita da Sergej Rachmaninov (1873 - 1943) in una rara registrazione del 1923.
Lo stesso brano nella trascrizione per orchestra di sir Malcolm Sargent (29 aprile 1895 - 1967). Royal Philharmonic Orchestra diretta dal trascrittore (registrazione del 1963).
Francesco Canova, detto Francesco da Milano, Francesco del Liuto e il Divino (1497 - 15 aprile 1543): Fantasia per liuto, n. 33 del catalogo Ness. Monica Pustilnik, vihuela.
Clément Janequin (c1485 - 1558): Il estoit une fillette, chanson a 4 voci (pubblicata nell’antologia Le Parangon des chansons, Livre 9, 1541, n. 14). Ensemble «Clément Janequin».
Il estoit une fillette
qui voulait scavoir le jeu d’amour.
Un jour qu’elle estoit seulette,
je luy en appris deux ou trois tours.
Après avoir senty le goust
elle me dit en soubzriant:
«Le premier coup me semble lour
mais la fin me semble friant».
Je luy dit «Vous me tentez»,
elle me dit «Recommencez!»
Je l’empoigne, je l’embrasse, je la fringue fort.
Elle crie «Ne cessez!»
Je lui dis «Vous me gastez,
Laissez moy, petite garce, vous avez grant tort».
Mais quand ce vint à sentir le doulx point
vous l’eussiez veu mouvoir si doulcement
que son las cueur luy tremble fort et poingt,
mais dieu merci c’estoit un doulx tourment.
La chanson del ‘500 ha una certa importanza anche per quanto riguarda la musica… strumentale. La quale per tutto il corso del Medioevo non aveva avuto una propria autonomia: gli strumenti erano sempre utilizzati di supporto al canto, raddoppiando le voci (questo avviene quando una voce e uno strumento eseguono la stessa melodia) oppure sostituendone qualcuna in caso di necessità. Poi, in epoca rinascimentale, alcuni strumentisti particolarmente abili (oggi diciamo virtuosi), segnatamente liutisti e clavicembalisti/organisti, cominciarono a trascrivere per il proprio strumento le chansons francesi più in voga: la prassi si diffuse un po’ dovunque — in Italia grazie a maestri come Francesco da Milano, liutista, e Andrea Gabrieli — dando inizio alla storia della musica strumentale vera e propria.
Alcune chansons trascritte per ensemble strumentale si trovano poi nel famoso Terzo Libriccino di musica (Danserye) pubblicato a Anversa nel 1551 da Tielman Susato, contenente un’ampia antologia di musiche per la danza; fra queste v’è appunto Il estoit une fillette di Janequin:
Tielman Susato (c1510/15 - c1570), da Janequin: Den VII Ronde: Il estoit une fillette eseguita da un quartetto di cromorni. Membri della Camerata Hungarica, dir. László Czidra.
Il cromorno, in italiano detto anche cornomuto torto, è uno strumento a ancia doppia incapsulata: appartiene dunque alla famiglia degli oboi.
Filippo Azzaiolo (c1530/40 - p1570): Chi passa per ’sta strada, villotta a 4 voci. Eseguita da: The Musicians of Swanne Alley; The King’s Singers; Denis Raisin-Dadre, flauto, e ens. Doulce Mémoire; Yo-Yo Ma, violoncello, e The Silk Road Ensemble; Marco Beasley, voce, e ens. Accordone, dir. Guido Morini.
Chi passa per ‘sta strad’ e non sospira,
Beato s’è, falalilela,
Beato è chillo chi lo puote fare,
Per la reale.
Affacciati mo’
Se non ch’io moro mo’, falalilela.
Affacciati, ché tu mi dai la vita,
Meschino me, falalilela,
Se ‘l cielo non ti possa consolare,
Per la reale.
Affacciati mo’
Se non ch’io moro mo’, falalilela.
Et io ci passo da sera e mattina,
Meschino me, falalilela,
Et tu, crudele, non t’affacci mai,
Perché lo fai?
Affacciati mo’
Se non ch’io moro mo’, falalilela.
Compar Vassillo, che sta a loco suo,
Beato s’è, falalilela,
Salutami ‘no poco la comare,
Per la reale.
Affacciati mo’
Se non ch’io moro mo’, falalilela.
Giacomo Gorzanis (1525 - 1578): Padoana detta Chi passa per questa strada (trascrizione della villotta di Azzaiolo). Massimo Lonardi, liuto.
Anonimo (Inghilterra, sec. XVI): Chi passa (dal Marsh lute book). Valéry Sauvage, liuto.
William Byrd (c1540 - 1623): Qui Passe, dal My Ladye Nevells Booke (n. 2). Timothy Roberts, virginale.
Maurice Ravel (7 marzo 1875 - 1937): Tzigane per violino e pianoforte (1924). Chantal Juillet, violino; Pascal Rogé, pianoforte con luthéal.
Brevettato dal belga Georges Cloetens nel 1919, il luthéal è un dispositivo meccanico che, applicato a un pianoforte a coda, consente al pianista di modificarne il timbro, ottenendone sonorità affini a quelle del liuto, dell’arpa, del clavicembalo, della cetra. Non ebbe fortuna: la Tzigane di Ravel è una delle pochissime composizioni che ne prevedano l’impiego.
Lo stresso brano trascritto dall’autore per violino e orchestra. Olivier Charlier, violino; Orchestre National de Lorraine, dir. Jacques Mercier.
Josquin des Prez (c1450 - 1521): Bergerette savoyenne, chanson a 4 voci (pubblicata in Harmonice Musices Odhecaton, 1501, n. A10). The Clerks’ Group, dir. Edward Wickham.
Bergerette savoyenne,
Qui gardez moutons aux praz,
Dy moy si vieulx estre myenne:
Je te donray uns soulas,
Et ung petit chapperon;
Dy moy se tu m’aymeras,
Ou par la merande ou non.
Je suis la proche voisine
De monsieur le cura,
Et pour chose qu on me die,
Mon vouloir ne changera,
Pour François ne Bourgoignon.
Par le cor Dé, si fera,
Ou par la merande ou non.
La chanson di Josquin nell’adattamento per strumento a tastiera di Fridolin Sicher (6 marzo 1490 - 1546) eseguito al claviciterio da Vania Dal Maso.
Lo svizzero Fridolin Sicher fu organista della Chiesa collegiata di San Gallo; la raccolta di brani intavolati per organo da lui compilata fra il 1512 e il 1531 comprende 176 composizioni e testimonia l’importanza crescente della musica strumentale all’inizio del Cinquecento.
Del claviciterio (un clavicembalo con corde e cassa armonica disposte verticalmente) si hanno notizie a partire dalla seconda metà del Quattrocento, ma è probabile che le sue origini siano più remote.
Sergej Sergeevič Prokof’ev (1891 - 5 marzo 1953): Marcia in si bemolle maggiore per banda militare op. 99 (1944). Banda del Ministero della Difesa dell’Urss, dir. Nikolaj Petrovič Sergeev.
Il medesimo brano nella trascrizione per orchestra sinfonica. Chamber Orchestra of Europe, dir. Claudio Abbado.
Aleksandr Porfir’evič Borodin (1833 - 27 febbraio 1887): Quartetto per archi n. 2 in re maggiore (1881). Quartetto Borodin.
Allegro moderato
Scherzo [7:56]
Notturno [12:39]
Finale [20:50]
Il III movimento del Secondo Quartetto di Borodin trascritto per orchestra da Aleksandr Čerepnin (1899 - 1977). Philharmonia Orchestra, dir. Anatole Fistoulari.
Hugo Wolf (1860 - 22 febbraio 1903): Italienische Serenade per quartetto d’archi (1887). The Doric String Quartet: Alex Redington e Jonathan Stone, violini; Hélène Clément, viola; John Myerscough, violoncello.
Lo stesso brano nella trascrizione per orchestra eseguita da Wolf nel 1892. Orpheus Chamber Orchestra.
Domenico Ferrabosco (14 febbraio 1513 - febbraio 1574): Io mi son giovinetta, madrigale a 4 voci (pubblicato nel Primo Libro di madrigali de diversi eccellentissimi autori a misura di breve, 1542, n. 26) su testo di Giovanni Boccaccio. Gesualdo Consort Amsterdam, dir. Harry van der Kamp.
Io mi son giovinetta, e volentieri
M’allegro e canto in la stagion novella,
Merzè d’Amore e de’ dolci pensieri.
Io vo pe’ verdi prati riguardando
I bianchi fiori e’ gialli et i vermigli,
Le rose in su le spine e i bianchi gigli;
E tutti quanti gli vo somigliando
Al viso di colui che me amando
Ha presa e terrà sempre.
Andrea Gabrieli (1510 - 1585): Io mi son giovinetta di Domenico Ferrabosco intavolato per strumento a tastiera (pubblicazione postuma nel Terzo Libro de ricercari di Andrea Gabrieli, 1596, n. 11). Filippo Pantieri, clavicembalo.
Scipione Stella (1558 o 1559 - 1622): Io mi son giovinetta del Ferrabosco. Paola Erdas, clavicembalo.
Il madrigale di Domenico Ferrabosco eseguito su strumenti a percussioni da Tore Jamne (1966-).
Muzio Clementi (23 gennaio 1752 - 1832): Sonata in do maggiore per pianoforte op. 33 (36) n. 3 (1794). Vladimir Horowitz.
Allegro con spirito
Adagio (non troppo) e cantabile, con espressione [10:15]
Presto [16:15]
Muzio Clementi: Concerto in do maggiore per pianoforte e orchestra (si tratta dell’orchestrazione della Sonata op. 33 n. 3, curata da Johann Baptist Schenk). Pietro Spada, pianoforte; Philharmonia Orchestra, dir. Francesco d’Avalos.
Igor’ Fëdorovič Stravinskij (1882 - 1971): Le Sacre du printemps trascritto dall’autore per pianoforte a 4 mani (1914). Vladimir Aškenazij e Andrej Gavrilov.
1er tableau: L’adoration de la Terre
– Introduction
– Augures printaniers — Danses des adolescentes [3:58]
– Jeu du rapt [7:19]
– Rondes printanières [8:30]
– Jeu des cités rivales [12:22]
– Cortège du Sage [14:02]
– L’Adoration de la Terre (Le Sage) — Danse de la terre [14:40]
2ème tableau: Le sacrifice
– Introduction [16:15]
– Cercles mystérieux des adolescentes [20:44]
– Glorification de l’élue [24:14]
– Évocation des ancêtres [25:38]
– Action rituelle des ancêtres [26:17]
– Danse sacrale [29:44]
Johann Strauß figlio (1825 - 1899): Kaiser-Walzer op. 437 (1889), arrangiamento di Arnold Schoenberg (1874 - 1951) per flauto, clarinetto, quartetto d’archi e pianoforte (1925). Ensemble Virama (con un contrabbasso in più).
Pëtr Il’ič Čajkovskij (1840 - 1893): Времена года / Les Saisons op. 37a (1875-76), 12. Декабрь: Святки / Décembre: Noël. Versione originale: Valentyna Lysycja, pianoforte. Trascrizione per orchestra di Aleksandr Gauk (1893 - 1963): Orchestra da camera di Mosca, dir. Constantine Orbelian.
Anche questo brano fu originariamente pubblicato sul periodico sanpietroburghese «Нувеллист» (Nuvellist), nel dicembre 1876; in epigrafe, alcuni versi di Vasilij Žukovskij (dalla ballata Светлана, Svetlana, 1808-12):
Раз в крещенский вечерок
Девушки гадали:
За ворота башмачок,
Сняв с ноги, бросали.
Un tempo, la notte di Natale,
le fanciulle interrogavano il futuro:
si sfilavano una pantofola
gettandola oltre il cancello.
Carl Philipp Emanuel Bach (1714 - 14 dicembre 1788): Concerto in la minore per violoncello e archi H 432, Wq 170 (c1750). Peter Bruns, violoncello; Akademie für Alte Musik Berlin.
Allegro assai
Andante [10:18]
Allegro assai [18:11]
C. Ph. E. Bach: Concerto in la minore per flauto e archi H 431, Wq 166 (trascrizione del Concerto per violoncello). Emmanuel Pahud, flauto; Kammerakadamie Potsdam, dir. Trevor Pinnock.
C. Ph. E. Bach: Concerto in la minore per strumento a tastiera e archi H 430, Wq 26 (trascrizione del Concerto per violoncello). Ana-Marija Markovina, pianoforte; Kammerphilharmonie Berlin-Brandenburg.
Giles Farnaby (1563 - 25 novembre 1640): Daphne e Tell mee, Daphne per strumento a tastiera (dal Fitzwilliam Virginal Book, n. [CXII] e [CCLXXX]). Pieter-Jan Belder, clavicembalo.
Tell mee, Daphne nell’arrangiamento per ottoni di Elgar Howarth. Brass X.
Eduard Nápravník (1839 - 23 novembre 1916): Malinconia per archi op. 48 n. 3 (1888); trascrizione dell’originale per pianoforte. Orchestra sinfonica di Stato dell’URSS, dir. Evgenij Svetlanov.
Pëtr Il’ič Čajkovskij (1840 - 1893): Времена года / Les Saisons op. 37a (1875-76), 11. Ноябрь: На тройке / Novembre: Troïka. Versione originale: Valentyna Lysycja, pianoforte. Trascrizione per orchestra di Aleksandr Gauk (1893 - 1963): Orchestra da camera di Mosca, dir. Constantine Orbelian.
Questa composizione fu pubblicata nel 1876, sul numero di novembre del periodico sanpietroburghese «Нувеллист» (Nuvellist), associata a versi di N. A. Nekrasov:
Не гляди же с тоской на дорогу,
И за тройкой вослед не спеши,
И тоскливую в сердце тревогу
Поскорей навсегда затуши.
Non guardare la strada con malinconia,
non aver fretta di recuperare il ritardo con la trojka,
e cancella per sempre la tristezza
che brucia nel tuo cuore.
Camille Saint-Saëns (1835-1921): Danse macabre op. 40, versione per violino e pianoforte. Rachel Barton, violino; Patrick Sinozich, pianoforte.
Fra i vari adattamenti e trascrizioni di questo famoso poema sinfonico, scelgo quello che mi sembra il più interessante in quanto opera dello stesso Saint-Saëns.
Alla colonna sonora per la sera del 31 ottobre aggiungete This is Halloween di Danny Elfman (per The Nightmare Before Christmas di Tim Burton) in questo fantastico arrangiamento per 2 arpe di Harpsona.
Georges Bizet (25 ottobre 1838 - 1875): Jeux d’enfants, 12 pezzi per pianoforte a 4 mani op. 22 (1871). Alfons e Aloys Kontarsky.
L’Escarpolette (Rêverie: Andantino)
La Toupie (Impromptu: Allegro vivo) [2:52]
La Poupée (Berceuse: Andantino semplice) [3:49]
Les Chevaux de Bois (Scherzo: Allegro vivo) [6:38]
Le Volant (Fantaisie: Andantino molto) [7:56]
Trompette et Tambour (Marche: Allegretto) [9:10]
Les Bulles de Savon (Rondino: Allegretto) [11:18]
Les Quatre Coins (Esquisse: Allegro vivo) [12:39]
Colin-Maillard (Nocturne: Andante non troppo) [14:47]
Saute-Mouton (Caprice: Allegro molto) [16:45]
Petit Mari, petite Femme (Duo: Andantino) [18:06]
Le Bal (Galop: Presto) [21:06]
Bizet: Petite suite (trascrizione per orchestra dei Jeux d’enfants n. VI, III, II, XI e XII). Philharmonia Orchestra, dir. sir Adrian Boult (in concerto, 1964).
Franz Liszt (22 ottobre 1811 - 1886): Feuille d’album n. 2 S. 534/2bis (1849). Clemens Muller, pianoforte.
Si tratta della terza versione di una terza versione. All’origine vi è un Lied su testo di Felix Lichnowsky, intitolato Die Zelle im Nonnenwerth (S. 274/1, del 1841); la sua 3ª versione fu redatta nel 1845 con testo tradotto in francese da Étienne Monnier e il titolo di Élégie (S. 301b/2); della trascrizione per pianoforte di quel brano, questa è appunto la 3ª versione.
Franz Liszt: Die Zelle im Nonnenwerth (Élégie) per violoncello e pianoforte S. 382 (c1883; trascrizione della 2ª versione del Lied di cui sopra). János Fejérvári, violoncello; Zoltán Fejérvári, pianoforte.