La mente m’è confusa – III

Johann Sebastian Bach (1685 - 1750): « Erkenne mich, mein Hüter », corale (n. 21) dalla Matthäus-Passion BWV 244 (1729). Arnold Schoenberg Chor e Concentus Musicus Wien, dir. Nikolaus Harnoncourt.
Ancora una strofe, la 5a, dal testo di Paul Gerhardt del 1653, sempre con la melodia di Hans Leo Hassler del 1601.

Erkenne mich, mein Hüter,
Mein Hirte, nimm mich an,
Von dir, Quell aller Güter,
Ist mir viel Guts getan.
Dein Mund hat mich gelabet
Mit Milch und süsser Kost,
Dein Geist hat mich begabet
Mit mancher Himmelslust.

BWV 244.21

Una passeggiata nei prati

Sir William Sterndale Bennett (13 aprile 1816 - 1875): Concerto n. 5 in fa minore per pianoforte e orchestra (1836). Malcolm Binns, pianoforte; London Philharmonic Orchestra, dir. Nicholas Braithwaite.

  1. Allegro moderato
  2. Romanza pastorale A stroll through the meadows [14:40]
  3. Presto agitato [24:01]

William Sterndale Bennett, c1832
William Sterndale Bennett ritratto da James Warren Childe, c1832

La mente m’è confusa – II

Johann Sebastian Bach (1685 - 1750): Befiehl du deine Wege, corali BWV 270 e 271 (c1725). Augsburger Domsingknaben, dir. Reinhard Kammler.
Il testo di Paul Gerhardt (1653) è adattato alla stessa melodia di Hans Leo Hassler utilizzata anche per O Haupt voll Blut und Wunden.

Befiehl du deine Wege
und was dein Herze kränkt
der allertreusten Pflege
des, der den Himmel lenkt.
Der Wolken, Luft und Winden
gibt Wege, Lauf und Bahn,
der wird auch Wege finden,
da dein Fuß gehen kann.

BWV 270
BWV 271

La mente m’è confusa – I

Johann Sebastian Bach (1685 - 1750): « O Haupt voll Blut und Wunden », corale tratto dalla Matthäus-Passion (1729). Arnold Schoenberg Chor e Concentus Musicus Wien, dir. Nikolaus Harnoncourt.
Il corale, n. 54 della Matthäus-Passion, utilizza le prime due strofe di un testo di Paul Gerhardt (1653) che adatta in lingua tedesca il Salve caput cruentatum di Arnolfo di Lovanio (sec. XIII). La melodia è tratta da Mein Gmüth ist mir verwirret, una composizione profana di Hans Leo Hassler pubblicata in Lustgarten neuer teutscher Gesäng (1601): ne riparleremo in seguito.

O Haupt voll Blut und Wunden,
Voll Schmerz und voller Hohn!
O Haupt, zum Spott gebunden
Mit einer Dornenkron!
O Haupt, sonst schön gezieret
Mit höchster Ehr’ und Zier,
Jetzt aber höchst schimpfiret:
Gegrüsset sei’st du mir!

Du edles Angesichte,
Vor dem sonst schrickt und scheut
Das grosse Weltgerichte,
Wie bist du so bespeit!
Wie bist du so erbleichet,
Wer hat dein Augenlicht,
Dem sonst kein Licht niet gleichet,
So schändlich zugericht’t?

BWV 244, n. 54

Scherzo allucinante

Alberto Ginastera (11 aprile 1916 - 1983): Concerti per pianoforte e orchestra n. 1 op. 28 (1961) e n. 2 op. 39 (1972). Dora de Marinis, pianoforte; Orchestra sinfonica della Radio slovacca di Bratislava, dir. Julio Malaval.

    Concerto n. 1:

  1. Cadenza e varianti
  2. Scherzo allucinante
  3. Adagissimo
  4. Toccata concertata
    Concerto n. 2:

  1. 32 variazioni sopra un accordo di Beethoven
  2. Scherzo per la mano sinistra
  3. Quasi una fantasia
  4. Cadenza
  5. Finale prestissimo

Fra gli ammiratori di Ginastera si annoverava Keith Emerson (1944 - 2016), che nel 1973 volle far visita al maestro argentino nella sua casa di Ginevra e gli fece ascoltare una propria riela­bo­ra­zione del IV movimento del Primo Concerto per pianoforte: Ginastera ne fu favorevolmente impressionato. La rielaborazione, con il titolo di Toccata, fu poi inserita nell’album Brain Salad Surgery, inciso da Emerson insieme con Greg Lake e Carl Palmer in quello stesso 1973.

Concerto per violoncello – I

Matthias Georg Monn (9 aprile 1717 - 1750): Concerto in sol minore per violoncello e orchestra. Jaqueline Du Pré, violoncello; Valda Aveling, clavicembalo; London Symphony Orchestra, dir. sir John Barbirolli.

  1. Allegro
  2. Adagio
  3. Allegro non tanto

Monn

La Sicilienne di Fauré

Gabriel Fauré (1845 - 1924): Sicilienne in sol minore per violoncello e pianoforte op. 78 (1893). David Louwerse, violoncello; François Daudet, pianoforte.
Mi è giunta voce che qualcuno, oggi, per l’ora si pranzo, avrebbe gradito un brano per violoncello: ne conoscete uno più bello? 🙂


La stessa composizione nella versione per orchestra con flauto solista (strumentazione di Charles Koechlin, 1898), inserita nelle musiche di scena per Pelléas et Mélisande di Maurice Maeterlinck. Philadelphia Orchestra, direttore Eugene Ormandy.

Poco allegretto – II

Jakub Jan Ryba (1765 - 8 aprile 1815): Quartetto per archi in re minore (1801). Quartetto Nostitz: Petr Bernásek e Václav Vacek, violini; Pavel Horejsi, viola; Petr Sporcl, violoncello.

  1. Adagio
  2. Menuetto: Poco allegretto [5:24]
  3. Finale: Scherzando [7:45]

Ryba

Croquembouches

Claude Delvincourt (1888 - 5 aprile 1954): Croquembouches, 12 pezzi per pianoforte (1926). Diane Andersen.

  1. Omelette au rhum : Allegretto
  2. Linzer Tart : Allegro non troppo (Mouvement de valse)
  3. Rahat loukhoum : Très tranquillement
  4. Grenadine : Allegretto (Mouvement de habanera)
  5. Meringue à la crème : Allegro vivace
  6. Plum pudding : Allegro moderato, avec un humour tout britannique
  7. Puits d’amour : Lent sans excès
  8. Croquignoles : Vif et léger
  9. Baba : Assez animé
  10. Pets de nonne : Moderato non troppo
  11. Nègre en chemise : Andante, non troppo lento
  12. Huile de ricin : Molto moderato

Proprio come aveva fatto Debussy per i suoi Preludi, cui questi 12 Croquembouches fanno simpa­ticamente il verso, anche Delvincourt indica il titolo di ciascun brano non in testa alla partitura, bensì alla fine, sotto l’ultima battuta, fra parentesi e preceduti da tre punti di sospensione.

Il sottotenente Summenzionato

Sergej Sergeevič Prokof’ev (1891 - 1953): Поручик Киже (Il tenente Kižé), suite op. 60 tratta dalla colonna sonora del film omonimo di Aleksandr Fajncimmer (1934). London Symphony Orchestra, dir. André Previn.

  1. Рождение Киже (Nascita di Kižé)
  2. Романс (Romanza) [4:20]
  3. Свадьба Киже] (Nozze di Kižé) [8:25]
  4. Тройка (Trojka) [11:20]
  5. Похороны Киже (Funerale di Kižé) [14:05]

La sceneggiatura del film è ricavata da un racconto di Jurij Tynjanov (1894-1943) in cui si mette alla berlina l’assurda burocrazia militare dell’epoca di Paolo I, alla fine del XVIII secolo. In sostanza succede questo: copiando un ordine del giorno, un cancelliere del reggimento Preobraženskij incappa in un errore di trascrizione, invece di scrivere Подпоручики же…, «Per quanto riguarda i tenenti…», gli sfugge un Подпоручик Киже che letteralmente significa «Il sottotenente Kižé»: e così dà nome a un sottufficiale che non esiste. Prima che ci si accorga dell’errore, il documento finisce nelle mani dell’imperatore, il quale vuole sapere chi sia questo militare e che cosa abbia fatto di tanto rilevante da finire per essere citato in un ordine del giorno. Prova tu a dire a uno zar che si è sbagliato, se ne hai il coraggio… Superfluo dire che nessuno osa, anzi: si decide di inventare ipso facto il curriculum di Kižé. Favorevolmente colpito, il sovrano stabilisce che il valoroso soldato venga promosso e chiede di essere poi costantemente informato su di lui e sulle sue azioni. E così gli si racconta di volta in volta che Kižé, caduto in disgrazia, è stato esiliato in Siberia, ma poi ottiene il perdono, viene reintegrato nell’esercito, è promosso capitano, poi colonnello e infine generale. A questo punto lo zar vuole conoscerlo di persona: impossibile, si è ammalato, sta tanto male e non può muoversi. Allora l’imperatore si recherà di persona al suo capezzale: troppo tardi, maestà, Kižé è morto. Sinceramente addolorato, lo zar fa predisporre grandiosi funerali di stato.

Per chi volesse vederlo, il film è disponibile su YouTube. Il racconto di Tynjanov è stato pubblicato da Sellerio con il titolo Il sottotenente Summenzionato.

Questo post è dedicato a Luisella del blog Tra Italia e Finlandia, che ha pubblicato un articolo sulla composizione di Prokof’ev, sottolineando il fatto che fra la «Romanza», II movimento della suite, e la canzone di Sting Russians vi sia una singolare somiglianza 🙂

Il tenente Kižé, locandina

La Giga

Autore non identificato: Fuga a 4 voci in sol maggiore, Alla giga, già attribuita a Johann Sebastian Bach (BWV 577). Matthias Havinga all’organo van Vulpen (1966) dell’Augustanakerk in Amsterdam.

La giga (in francese gigue) è una forma di danza barocca, di andamento rapido e in ritmo doppio ternario, originatasi dalla jig irlandese. Per eseguire la Fuga alla giga gli organisti devono essere provetti ballerini: guardate infatti il nostro bravo e simpatico Matthias, qui sopra, come volteggia agile e leggero sulla pedaliera!

La Fuga BWV 577 — il cui manoscritto originale non è reperibile — non sarebbe opera di Bach: lo affermano, sulla base di considerazioni stilistiche, i più autorevoli studiosi del lascito bachiano. Ferruccio Rivoir, amico, collega e versatile organista, una volta mi confidò: «La Fuga alla giga non è di Bach. Te lo dicono le dita: quando suoni il vero Bach, le dita trasmettono sensazioni del tutto differenti.»

Troppo “facile”, dunque, per essere scaturita dal genio del Kantor di Lipsia, la Fuga in sol maggiore è tuttavia un brano assai gradevole, tant’è vero che è stata fatta oggetto di numerosi adattamenti: eccone alcuni, scelti fra i più interessanti:

  1. un pulsante adattamento di Michiko Noguchi per 2 marimbe e 4 esecutori; The Marimba Duo
  2. un dabadabadattamento per coro a 4 voci; The Swingle Singers
  3. un cinguettante adattamento di tenkon1 per sintetizzatore
  4. una trascrizione per orchestra realizzata nel 1929 da Gustav Holst (1874 - 1934); BBC Philharmonic Orchestra, dir. Leonard Slatkin.

BWV 577

La Dorica

Johann Sebastian Bach (31 marzo 1685 - 1750): Toccata e fuga in re minore (detta Dorica) BWV 538. Ton Koopman all’organo Schnitger (1689-93) della Sankt-Jacobi-Kirche in Amburgo.
Se confrontate questa con altre registrazioni del medesimo brano riscontrerete la differenza di accordatura: per lo strumento di Amburgo è stato in effetti adottato un temperamento mesotonico modificato, con LA a 495,45 Hz.