George Frederick Boyle (29 giugno 1886 - 20 giugno 1948): Sonata per pianoforte (1925). Timothy Young.
- Moderato, un poco maestoso
- Andante pensieroso
- Allegro ma non troppo, quasi marziale
George Frederick Boyle (29 giugno 1886 - 20 giugno 1948): Sonata per pianoforte (1925). Timothy Young.
Paul Véronge de La Nux (29 giugno 1853 - 1928): Morceau de concours per clarinetto e arpa (c1906). Jean-Marc Fessard, clarinetto; Rachel Talitman, arpa.
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Albert Dietrich (1829 - 1908), Robert Schumann (1810 - 1856) e Johannes Brahms (1833 - 1897): F.A.E., sonata per violino e pianoforte (1853). Isabelle Faust, violino; Aleksandr Mel’nikov, pianoforte.
Composta sopra F - A - E, che nella nomenclatura anglosassone corrispondono a FA - LA - MI, venne dedicata al violinista, direttore e compositore Joseph Joachim (28 giugno 1831 - 1907), al quale fu chiesto di indovinare i nomi degli autori. Il titolo è costituito dall’acronimo della frase Frei aber Einsam (Libero ma solo), che Joachim aveva scelto quale motto personale.
Sveinbjörn Sveinbjörnson (28 giugno 1847 - 1927): Impromptu-nocturne per pianoforte (1873). Nína Margrét Gunnarsdóttir.
Sveinbjörnson è l’autore dell’inno nazionale islandese, Lofsöngur.
Johann Friedrich Reichardt (1752 - 27 giugno 1814) Trio per archi in re magg. op. 4 n. 1 (1773). Trio Agora: Margarete Adorf, violino; Andreas Gerhardus, viola; Mathias Hofmann, violoncello.
Élisabeth-Claude Jacquet de La Guerre (1666 - 27 giugno 1729): Suite n. 3 in la minore per clavicembalo (1687). Elizabeth Farr.

Leopold Antonín Koželuh (26 giugno 1747 - 1818): Sinfonia in sol minore op. 22 n. 3, P I:5 (c1787).London Mozart Players, dir. Matthias Bamert.

Ernest Guiraud (26 giugno 1837 - 1892): Suite per orchestra n. 1 (1871). The Butler University Orchestra, dir. Jackson Wylie.

Jacobus Barbireau (1455 - 1491): Een vroylic wesen, Lied a 3 voci. Ensemble Rosarum flores.
Een vroylic wesen mijn oogskins saghen,
Wien ic ghetrauwicheijt moet thoescriven.
Al wilt mij haer jonst uut liefden driven,
Naer dese gheen ander om mij te behaghen.
(Una piacente signora mi riempie gli occhi, e io credo che sia fedele. Anche se il suo favore dovesse mutare, dopo di lei nessun altro potrà rallegrare il mio cuore.)
Lo stesso brano eseguito da un terzetto di bombarde (strumenti a fiato ad ancia doppia, della famiglia degli oboi). Ensemble Blondel: Belinda Paul, Emily Baines e Lizzie Gutteridge.

Gustave Charpentier (25 giugno 1860 - 1956): Impressions d’Italie, suite symphonique (1889). Brussels Philharmonic, dir. Hervé Niquet.

Secondo il Dictionnaire du Moyen Français (1330-1500), trut è una «interjection marquant l’impatience, l’indignation».
Clément Janequin (c1485 - 1558): Au joly jeu, chanson a 4 voci (pubblicata in Trente et une chansons musicales a quatre parties, 1529, n. 23). Ensemble «Clément Janequin».
Au joly jeu du pousse avant,
Il fait bon jouer.
L’aultrier m’aloye esbaloyer,
Je rencontray la belle au corps gent,
Soubzriant doulcement, la vois baiser.
Elle en fait doute, mais je la boute,
Laissez, laissez, laissez trut avant.
Au joly jeu…
Pour ung reffuz me fault laisser,
Propos luy tins amoureusement,
Soubzriant doulcement, la vois baiser.
Elle riotte, dance sans notte
Laissez, laissez, laissez trut avant.
Au joly jeu…
Jean Richafort (c1485 - 1558): Trut avant! Il faut boire, chanson a 3 voci (pubblicata nella Couronne et fleur des chansons a troys, 1536, n. 26). Ensemble La Maurache.
Tru, tru, trut avant!
Il faut boire!
Car après que serons morts,
Nous n’aurons plus que les os,
Avec deux aunes de toile.
Tru, tru, trut avant!
Il faut boire!


Ruth Schönthal (24 giugno 1924 - 2006): By the Roadside, 6 songs su versi di Walt Whitman (1975). Berenice Bramson, soprano, accompagnata al pianoforte dall’autrice.


Domenico Mancinelli (23 giugno 1724 - 1804): Quintetto per 2 flauti dolci, 2 violini e violoncello (1780). Janet Forbes e Nuno Atalaia, flauti dolci; Rezan Onen-Lapointe e Agnieska Papierska, violini; Paulina Ptak, violoncello.

Teodor Leszetycki (22 giugno 1830 - 1915): Ballade vénitienne (Barcarola) per pianoforte, n. 1 dei Souvenirs d’Italie op. 39 (1889). Leo Ornstein.

Philippe Verdelot (c1480/85 - c1530 o 1552): O dolce nocte, madrigale a 4 voci (pubblicato nel Terzo Libro de madregali, 1537); testo di Niccolò Machiavelli, inserito nell’intermezzo fra il IV e il V atto della Mandragola. Ensemble Alamire, dir. David Skinner.
O dolce nocte, o sanct’hore nocturn’et quete,
Ch’i desiosi amanti accompagnate;
In voi s’adunan tante Letitie onde voi sete
Sole cagion di far l’alme beate,
Voi i giusti premii date
A l’amorose schiere a voi amiche
Delle lunge fatiche.
Voi fate, o felice hore,
Ogni gelato pect’arder d’amore.

Michel Lambert (1610 - 1696): Ma bergère est tendre et fidelle, air de cour (1689). Stephan van Dyck, tenore; ensemble Musica Favola.
Ma bergère est tendre et fidelle,
Mais, hélas!, son amour n’égale pas le mien:
Elle aime son troupeau, sa houlette et son chien,
Et je ne sçaurois aimer qu’elle.

Nikolaj Andreevič Rimskij-Korsakov (1844 - 21 giugno 1908): Quintetto in si bemolle maggiore per flauto, clarinetto, fagotto, corno e pianoforte (1876). Les Vents Français: Emmanuel Pahud, flauto; Paul Meyer, clarinetto; Gilbert Audin, fagotto; Radovan Vlatković, corno; Eric Le Sage, pianoforte.
Nel repertorio di composizioni da camera per strumenti a fiato ho trovato diverse cose preziose, come l’Ottetto op. 103 di Beethoven, la Serenata op. 44 di Dvořák, quella op. 7 di Richard Strauss e molto altro. Il Quintetto di Rimskij-Korsakov non sarà forse un capolavoro, ma a me è particolarmente caro. L’autore affermò di aver composto il I movimento «nello stile classico di Beethoven»; in realtà l’omaggio al Maestro di Bonn non si limita all’imitazione dello stile beethoveniano né alla mera adozione di uno schema strutturale. Ascoltate con attenzione i due temi, adeguatamente contrastanti l’uno con l’altro, e scoprirete che sono direttamente ispirati dalla Nona Sinfonia: l’uno scaturisce da un motivo del primo tema del I movimento, l’altro è una sorta di parafrasi dell’inno Alla Gioia.

Isabella Leonarda (Isabella Calegari) detta la Musa novarese (1620 - 1704): Salve regina, mottetto per voci e strumenti (pubblicato in Mottetti a voce sola op. 11, 1684, n. 12). Gruppo vocale Musica Laudantes, dir. Riccardo Doni; Cappella strumentale del Duomo di Novara, dir. Paolo Monticelli.

Jacques Offenbach (20 giugno 1819 - 1880): Grand Concerto in sol maggiore per violoncello e orchestra, detto Concerto militaire (1847-48). Edgar Moreau, violoncello; Les Forces Majeures, dir. Raphaël Merlin.

Philippe Manoury (19 giugno 1952): Toccata per pianoforte (1998). Michèle Renoul.

Carl Zeller (19 giugno 1842 - 1898): Grubenlichter-Walzer per orchestra su temi tratti dall’operetta Der Obersteiger (1894). Wiener Philharmoniker, dir. Riccardo Muti.

Ludwig Senfl (1486 - 1543): Non moriar, mottetto a 4 voci. Ensemble Officium, dir. Wilfried Rombach.
Non moriar sed vivam
Et narrabo opera Domini.
(Salmo 118: 17)
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Georgs Pelēcis (18 giugno 1947): Plaukstošais jasmīns per violino, vibrafono e archi (2007). Kremerata Baltica, dir. e violino solista Gidon Kremer.

Johann Sebastian Bach (1685-1750): Ich hatte viel Bekümmernis, cantata BWV 21, eseguita per la prima volta a Weimar il 17 giugno 1714. Ivan Podyomov, oboe; Stefanie True, soprano; Ulrike Malotta, contralto; Guy Cutting, tenore; Felix Schwandtke, basso; Netherlands Bach Society; Shunske Sato, violino e direzione.
Parte 1ª

Johan Wagenaar (1862 - 17 giugno 1941): Larghetto per oboe e orchestra da camera op. 40 (1934). Ingrid Nissen, oboe; Radio Symfonie Orkest, dir. Eri Klas.

Johann Adam Hiller (1728 - 16 giugno 1804): Ouverture per il Singspiel Die Jagd (1770). Gewandhausorchester Leipzig, dir. Herbert Blomstedt.

Hayne van Ghizeghem (c1445 - ?): De tous biens plaine, chanson a 3 voci. Ensemble Perceval, dir. Guy Robert.
De tous biens plaine est ma maistresse.
Chascun luy doibt tribut d’honneur
Car assouvye est en valeur
Autant que jamais fut deesse.
(Di ogni virtù è colma la mia signora. Ognuno le rende tributo d’onore perché ha in dote più pregi di quanti ne abbia mai avuti una dea.)
Questa chanson fu un vero e proprio hit del tardo Quattrocento: è infatti riportata da almeno venticinque raccolte musicali dell’epoca, fra le quali il celebre florilegio Harmonice Musices Odhecaton curato dall’editore italiano Ottaviano Petrucci nel 1501. Di Hayne van Ghizeghem non si hanno molte notizie: fu membro della cappella musicale e valet de chambre di Carlo il Temerario, che seguì nelle numerose campagne militari; poiché non v’è più traccia di lui dopo il 1472, è possibile che abbia perso la vita in quell’anno, forse durante l’assedio di Beauvais. Si è anche pensato che avesse abbandonato il suo signore per entrare al servizio della corte di Francia, ma in realtà non vi sono documenti che possano confermare questa supposizione.
