Antonio Martín y Coll (? - c1734): Diferencias sobre las folias. Jordi Savall e Hespèrion XXI.
Giovanni Girolamo Kapsberger (c1580 - 1651): 19 Partite sopra la Folia. Sandro Volta, chitarrone.
Don Gregorio Paniagua Rodríguez: Fons vitae. Dementia praecox angelorum. Supra solfamireut (1982). Gregorio Paniagua e Atrium Musicae de Madrid.
Vangelis (Evangelos Odysseas Papathanassiou; 1943 - 2022): «Conquest of Paradise», dalla colonna sonora del film 1492 – La conquista del paradiso (1492: Conquest of Paradise) diretto nel 1992 da Ridley Scott.
Anche il brano da Vangelis, come le altre composizioni di cui propongo l’ascolto in questa pagina, si fonda sulla Follia, un antico tema musicale (si ritiene che abbia origini portoghesi risalenti al XVI secolo) che nel corso del periodo barocco fu rielaborato da numerosi compositori europei, da Frescobaldi a Corelli, da Lully a Marais, da Alessandro Scarlatti a Vivaldi, da Johann Sebastian Bach (nella Bauernkantate BWV 212) al figlio di questi Carl Philipp Emanuel.


Nell’Opera del mendicante (The Beggar’s Opera, 1728), scritta da John Gay, con musiche tratte perlopiù dal repertorio popolare e adattate da Johann Christoph Pepusch, trova posto anche la melodia di Greensleeves. Il brano è intonato con rabbia e frustrazione da Macheath subito dopo aver appreso di essere stato condannato a morte. Per «Tyburn Tree» si intende la forca: Tyburn era il villaggio del Middlesex in cui si eseguivano le sentenze capitali.
In The Beggar’s Opera (1728), written by John Gay, with music drawn mostly from traditional repertoire and arranged by Johann Christoph Pepusch, the tune of Greensleeves also finds its place. This piece is sung in anger and frustration by Macheath soon after learning that he was sentenced to death. «Tyburn Tree» means the gallows: Tyburn was the Middlesex village where capital punishment was carried out. 



















Eugène Delacroix: Hamlet et Horatio au cimetière (1839), Paris, Louvre
Hugo Staehle (21 giugno 1826 - 1848): Sinfonia n. 1 in do minore (1844). Orchester des Staatstheaters Kassel, dir. Marc Piollet. 



