Georg Friedrich Händel (1685 - 1759): Sarabanda, dal III atto dell’opera Almira HWV 1 (1705). Akademie für Alte Musik Berlin, dir. Bernhard Forck.
Franz Liszt (1811 - 31 luglio 1886): Sarabande und Chaconne aus dem Singspiel «Almira» von Georg Friedrich Händel per pianoforte S 181 (1879). Joel Hastings.
Tat’jana Nikolaeva (4 maggio 1924 - 1993) interpreta la Ciaccona dalla Partita in re minore per violino (BWV 1004) di Johann Sebastian Bach nella celebre trascrizione di Ferruccio Busoni.
Johann Heinrich Schmelzer (1620 - 1680): Ciaccona in la maggiore. Hélène Schmitt, violino; Jan Krigovsky, violone; Stephan Rath, tiorba; Jörg-Andreas Bötticher, claviorgano.
Alessandro Piccinini (30 gennaio 1566 - 1638): Chiaccona in partite variate (da Intavolatura di liuto, et di chitarrone, Libro primo, 1623). Jakob Wagner, tiorba.
Tarquinio Merula (1595 - 10 dicembre 1665): Ciaccona per 2 violini e continuo (1637). Hespèrion XXI. dir. Jordi Savall.
Merula: Aria sopra la Ciaccona. Montserrat Figueras, soprano; Hespèrion XXI; Jordi Savall, viola da gamba e direzione.
Su la cetra amorosa,
In dolce e lieto stile,
Io non pensavo mai di più cantar
Ch’anima tormentosa,
In suon funesto umile,
Dovea pianger mai e sempre sospirar.
Pur da nova cagion
Chiamato son d’Amor al canto e al suon.
Io, ch’amante infelice
Ceneri fredde a pena
Dal rogo riportai l’infaust’amor,
Sento che più non lice,
Con roca e stanca lena,
Narrar le fiamme antiche e’l vecchio ardor.
Hora che novo sol
M’accende, e vuol ch’io di lui canti sol.
Questa lacera spoglia
D’un cor trafitto ed arso,
Miserabile avanzo dei martir,
Invece che l’accoglia
Povero avello e scarso,
Amor tiranno anche pur vuol ferir.
Eccomi fatto egual
Scuopo al suo stral dispietato e mortal.
Io non intesi mai
Che si tragga di tomba
Nemico estinto, a farli guerra più,
È pur amor omai
Sona guerriera tromba,
Pur contro chi d’amor già morto fu.
Ecco a battaglia me
Rappella, ahimè, d’amor, d’onor, di fé.
Ei potea pur lasciarmi
Sepolt’infra i cipressi,
O nel sasso d’Elisa, algente e dur.
E con più gloria, l’armi
Volger contro quei stessi
Cori ch’al regno suo rubelli fur.
E in pace me lasciar,
Dopo il penar, mort’almen riposar.
Pur se di nuovo vuoi,
Ch’io porti il cor piagato,
Di tue quadrella, o dispietato arcier,
S’ancor da’ lacci tuoi
Mi vuoi pres’e legato,
E vuoi ch’avampi del tuo fuoco, o fier.
Deh, meco almen fa’ sì,
Ch’arda così colei che mi ferì.
E se tu vuoi ch’io canti
Nove fiamme, altri ardori
E divina beltà, scesa dal ciel,
Fa’ sì ch’anch’io mi vanti,
D’esser, tra casti allori,
Degno di non morir sempre di gel.
Ch’i più canori augei
Io emulerei, sì dolce canterei.
David Kellner (c1670 - 6 aprile 1748): Chaconne in la maggiore per liuto (pubblicata in XVI. Auserlesene Lauten-Stücke, 1747, n. 7). José Miguel Moreno.
John Corigliano (16 febbraio 1938):
I. Of Rage and Remembrance, ciaccona (composta sulla base del III movimento della Sinfonia n. 1) per voci e orchestra su testo di William M. Hoffman (1991).
This is the season of stone:
Dead leaves on a garden wall,
Dried berries in bone-cold air,
A brittle moon,
An ashen sun.
Bear it,
Bear it, you tell me.
This is the season of stone.
Was there a time before the sorrow –
Days of double darkness,
Nights of blinding light?
Is there life outside the terror –
Waking from an airless dream
To the silence of an empty room?
This is the season of stone,
You tell me,
When dead leaves lace the garden wall,
And berries dry in the bone-cold air.
And the brittle moon rules
The ashen sun.
Bear it,
Bear it, you tell me.
This is the season of stone.
But remember the crack of the ice-locked lake,
And the fog on the hyacinth roads.
Remember the breeze through the fields at dawn,
Cascading the trees and our youth-dark hair.
I remember, I remember.
Remember.
Giulio Sorrentino, cellist,
You were the radiance of my youth.
Freddy. Fortunato Arico,
Giulio’s teacher,
goodbye.
Paul Jacobs, brilliant pianist and dry wit,
Farewell.
J. J. Mitchell, muse of poets and painters,
60
Adieu.
Jacques Chwat, a cabalist and agnostic,
You walked among the living,
Guided by the dead.
Maya zhizn, maya maledost,
Prashchai, prashchai.1
Mark Pearson and Jim Moses: friends, lovers, died in ’88.
Shalom.
Robert Jacobson:
A tall, kind man with a dazzling smile
Opera was his passion.
Adios.
Nikos Kafkalis: I’ll never forget you!
Goodbye. Farewell.
Anthony Holland: man of the theatre,
Oh, Tony, I miss you so!
Lebewohl.
Farewell.
Adios.
Goodbye.
This is the season of stone.
Bear it, bear it, you tell me:
But remember the crack of the ice-locked lake,
And the fog on the hyacinth roads.
Remember the breeze through the fields at dawn,
Cascading the trees and our youth-dark hair.
I remember the scent of mint and thyme,
I remember the heat,
I remember the wine.
I remember the joy.
Remember.
Though I live to be a thousand years,
I’ll never forget you.
Gahm kee-aylaykh b’gay tzahlmohvess
Loh-eeraw raw kee-ahtaw eemodee
II. Sinfonia n. 1 (1988-89):
1. Apologue: Of Rage and Remembrance (Ferocious) [13:07]
2. Tarantella [26:46]
3. Chaconne: Giulio’s Song (Adagio) [35:00] – attacca:
4. Epilogue (Adagio) [48:50]
Michelle DeYoung, mezzosoprano; Michael Accinno, voce bianca; Robert P. Baker e Michael Forest, tenori; Jason Stearns e James Shaffran, baritoni; National Symphony Orchestra, dir. Leonard Slatkin.
Ispirata, in parte, dal NAMES Project AIDS Memorial Quilt, la Sinfonia è dedicata alla memoria di amici del compositore morti di AIDS. Alcune annotazioni di John Corigliano e la partitura completa si trovano qui.
Marco Marazzoli, detto Marco dall’Arpa (c1602 - 26 gennaio 1662): Dal cielo cader vid’io, «canzonetta su la ciaccona». Jakub Józef Orliński – controtenore; L’Arpeggiata, dir. Christina Pluhar.
Dal cielo cader vid’io
due stelle più luminose,
e sul volto al idol mio
di sua mano Amor le pose.
Di due luci allo splendore
arda pur lieto un amante,
e costante
gli offra in dono il proprio core.
Ma non speri in tanto ardore
col seren dáltre faville,
avvampar quelle pipille
che dan lume al mio desio.
Dal cielo cader vid’io
due stelle più luminose,
e sul volto al idol mio
di sua mano Amor le pose.
Sotto l’arco d’un bel ciglio
splenderanno in bravi giri,
due zaffiri
da far caro ogni periglio.
Ma d’Amore è van consiglio
ch’ardan mai di foco pieni,
vaghi rai così sereni
come un guardo ch’io desio.
Dal cielo cader vid’io
due stelle più luminose,
e sul volto al idol mio
di sua mano Amor le pose.
Alessandro Piccinini (30 dicembre 1566 - c1638): Chiaccona in partite variate (da Intavolatura di liuto, et di chitarrone, Libro Primo, 1623). Maurizio Manzon, chitarrone.
Johann Christoph Pezel (5 dicembre 1639 - 1694): Ciacona in si bemolle maggiore a 6 parti strumentali (pubblicata in Opus musicum sonatarum praestantissimarum, 1686, n. 25). ACRONYM ensemble.
Georg Muffat (1653 - 1704): Impatientia, suite in si bemolle maggiore per orchestra (da Florilegium secundum, 1698, Fasciculus I, n. 4). Orchestra da camera della Società filarmonica di Budapest, dir. Tamás Sulyok.
Symphonie
Balet
Canaries
Gigue
Sarabande
Bourrée
Chaconne
Henry Purcell (1659 - 21 novembre 1695): «Canaries», dal V e ultimo atto della semi-opera tragicomica The Prophetess, or The History of Dioclesian (1695). Tafelmusik, dir. Jeanne Lamon.
Francesca Caccini, detta La Cecchina (18 settembre 1587 - 1640): Non so se quel sorriso, canzonetta, dal Primo Libro delle musiche a una e due voci (1618). Shannon Mercer, soprano; Luc Beauséjour, clavicembalo; Sylvain Bergeron, tiorba; Amanda Keesmaat, violoncello.
Non so se quel sorriso
mi schernisce o m’affida,
se quel mirarmi fiso
m’alletta o mi diffida.
Gia schernito e deriso
da bella donna infida
non vorrei più che’l core
fosse strazio d’amore.
Non vo’ più per dolcezza
d’immaginato bene
nutrirmi d’amarezza
vivendo sempre in pene,
né per nuova bellezza
portar i lacci e catene,
né gravar l’alma ancella
di inferma novella.
Se tu vuoi ch’io t’adori,
d’amor stella gentile,
ti canti, e ch’io t’onori
su la mia cetra docile,
a più degni tesori
a guiderdon non vile
chiama l’avida speme
che spregiata già teme.
Soffrir’io più non voglio
la ferita crudele
d’un cor cinto d’orgoglio,
d’un anima infedele,
né tra scoglio né tra scoglio
affidar più le vele
della mia libertate
senza certa pietate.
Francesca Caccini: Ciaccona. Luigi Cozzolino, violino; Andrea Benucci, chitarra; Alfonso Fedi, clavicembalo; Francesco Tomei, viola da gamba.
Con il titolo Une symphonie imaginaire Marc Minkowski e Les Musiciens du Louvre realizzarono alcuni anni fa un cd contenente una suite di brani strumentali tratti da varie composizioni di Jean-Philippe Rameau (1683 - 12 settembre 1764). Questi i titoli:
Andrea Falconiero o Falconieri (c1585 - 29 luglio 1656): La Suave Melodia e Su Corrente, dal I Libro di canzone, sinfonie, fantasie… (1650). La Musa Armonica: Lina Manrique, viola da gamba; Parsival Castro, tiorba; Diogo Rodrigues, chitarra barocca.
Questo articolo è stato ispirato da Antartica e perciò a lei dedicato.
Passacaglia è il nome generico di una danza secentesca di origine spagnola e della forma musicale tradizionalmente associata alla danza stessa, in ritmo ternario e di andamento lento. Fra Seicento e Settecento la passacaglia si affermò nella musica d’arte assumendo la forma di variazioni sopra un tema, sopra uno schema armonico o sopra un basso ostinato; sotto il profilo musicale, la passacaglia è di fatto simile alla ciaccona, tanto che a lungo i due termini furono considerati equivalenti.
Numerosi musicisti si sono dedicati alla composizione di passacaglie; uno dei primi è Girolamo Frescobaldi:
Nell’ambito della musica teatrale, una passacaglia assai nota si trova nel V atto dell’Armide di Lully:
La Passacaglia con Fuga BWV 582 di Bach è uno dei più grandi capolavori della musica organistica d’ogni tempo:
Fra le passacaglie più celebri va annoverata quella in sol minore di Georg Friedrich Händel; fa parte di una Suite per clavicembalo (la n. 7, HWV 432) ed è una passacaglia sui generis perché ha ritmo binario anziché ternario. La versione originale suona così:
Nel 1897, quasi centoquarant’anni dopo la morte di Händel, il compositore norvegese Johan Halvorsen elaborò un adattamento per violino e viola della Passacaglia in sol minore:
Tanto della versione originale di Händel quanto della rielaborazione di Halvorsen esistono vari arrangiamenti per strumenti diversi. Fino a qualche anno fa, un adattamento per arpa (eseguito da Anna Palomba Contadino) era ben noto agli abbonati Rai:
Un’altra famosa passacaglia si trova nel IV movimento del Quintettino op. 30 n. 6 di Luigi Boccherini, noto anche come Musica notturna delle strade di Madrid:
È una passacaglia il Finale della Quarta Sinfonia di Brahms, costituito da una serie di 32 variazioni sopra il tema del coro conclusivo («Meine Tage in dem Leide») della cantata Nach dir, Herr, verlanget mich BWV 150 di Bach.
La passacaglia che costituisce il III movimento del Trio per violino, violoncello e pianoforte di Ravel è un brano di straordinaria intensità:
Troviamo una passacaglia, poi, fra i capolavori della musica del Novecento: è l’opus 1 di Anton Webern:
Johann Pachelbel (1653 - 3 marzo 1706): Ciaccona in fa minore P 43. Maurizio Mancino all’organo Nenninger della Chiesa prepositurale dei Santi Alessandro e Margherita in Melzo (Milano).
Considerata fra le più significative composizioni del musicista francone, la Ciaccona in fa minore consiste in una serie di ventidue variazioni sul tema iniziale; la complessità e la bellezza dell’insieme hanno indotto alcuni al paragone con l’arte di Bach, e in particolare con le Variazioni Goldberg.