Oleg Grigor’evič Jančenko (1939 - 12 gennaio 2002): Собор в Шпейере – Партиты на тему хорала «A solis ortus cardine» (Il Duomo di Spira – Partite sul tema del corale A solis ortus cardine) per organo (1987). Esegue l’autore.
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Oleg Grigor’evič Jančenko (1939 - 12 gennaio 2002): Собор в Шпейере – Партиты на тему хорала «A solis ortus cardine» (Il Duomo di Spira – Partite sul tema del corale A solis ortus cardine) per organo (1987). Esegue l’autore.
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Ulysses Kay (7 gennaio 1917 - 1995): Fantasy Variations per orchestra (1963). Oslo-Filharmonien, dir. Arthur Bennett Lipkin.

Gioachino Rossini (1792 - 1868): «Non più mesta accanto al fuoco», rondò dal II atto del melodramma giocoso La Cenerentola, ossia La bontà in trionfo (1817). Cecilia Bartoli, mezzosoprano; Orchestra La Scintilla, dir. Ada Pesch.
Non più mesta accanto al fuoco
Starò sola a gorgheggiar, no.
Ah fu un lampo, un sogno, un gioco
Il mio lungo palpitar.
Henri Herz (6 gennaio 1803 - 5 gennaio 1888): Variazioni su «Non più mesta». Earl Wild, pianoforte.

Massimo Nosetti (5 gennaio 1960 - 2013): Variazioni in la minore per organo sulla melodia tradizionale giapponese Sakura (Il ciliegio; 1994). Domenico Severin.

Louis Abbiate (4 gennaio1866 - 1933): Concerto per pianoforte e orchestra op. 96, detto Concerto italien (1922). Marcelle Bousquet, pianoforte; Orchestre du Théâtre National de l’Opéra de Monte-Carlo, dir. Louis Frémaux.

Franz Waxman (pseudonimo di Franz Wachsmann; 1906 - 1967): Auld Lang Syne Variations per quartetto con pianoforte (1947). Gidon Kremer, violino; Ula Ulijona, viola; Marta Sudraba, violoncello; Louis Lortie, pianoforte.
Secondo alcuni studiosi, la melodia di Auld Lang Syne potrebbe essere stata composta da Davide Rizzio, il musicista torinese che, giunto a Edimburgo al seguito di una missione diplomatica, divenne segretario, amico e confidente di Maria Stuarda, e fu perciò brutalmente assassinato (con cinquantasette pugnalate!) dagli sgherri di Enrico Stuart, Lord Darnley, consorte della regina.
(Nel loro romanzo più famoso, La donna della domenica, Fruttero & Lucentini scrivono che dietro ogni fatto inquietante della storia c’è sempre un torinese…)
Franz Waxman è autore di celebri colonne sonore: fra le più note, quella di Viale del Tramonto.

Giovanni Maria Trabaci (1575 - 31 dicembre 1647): Consonanze stravaganti (dal Secondo libro de ricercate & altri varij capricci, 1615). Accademia d’Arcadia.
Giovanni Maria Trabaci: Partite sopra Rugiero. Marco Mencoboni, clavicembalo.
Giovanni Maria Trabaci: Ancidetemi pur. Mara Galassi, arpa doppia.
Giovanni Maria Trabaci: Canzona francesa settima cromatica (da Ricercate, canzone franzese, capricci…, 1603). Basilio Timpanaro, organo.
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Fryderyk Chopin (1810 - 1849): Mazurka in fa minore op. 68 n. 4 (1849). Artur Rubinstein, pianoforte.
Fu concepita a Chaillot (dunque fra il 20 maggio e il 15 agosto 1849), quando la malattia aveva talmente prostrato il fisico di Chopin che il trentanovenne compositore non era ormai più in grado di suonare, né di scrivere la musica: l’abbozzo è infatti quasi illeggibile, e il curatore della prima edizione a stampa (1855), il violoncellista Auguste Franchomme, faticò non poco a decifrarlo.
Roman Vlad (29 dicembre 1919 - 2013): Variazioni intorno all’ultima Mazurka di Chopin (1954). Carlo Grante, pianoforte.

Roman Vlad
Anonimo del XV secolo: Noël nouvelet, testo e melodia del XV secolo. Petits Chanteurs du Mont-Royal.
Noël nouvelet, Noël chantons ici.
Dévotes gens disons à Dieu merci.
Chantons Noël, pour le roi nouvelet.
Noël nouvelet, Noël chantons ici.
Quand je m’éveillai et eus assez dormi.
Ouvris les yeux, vis un arbre fleuri.
Dont il sortait un bouton merveilleux,
Noël nouvelet, Noël chantons ici.
D’un oiselet bientôt le chant ouïs,
Qui aux pasteurs disait: Partez d’ici.
En Bethleem trouverez l’agnelet.
Noël nouvelet, Noël chantons ici.
En Bethleem, Marie et Joseph vis.
L’âne et le boeuf, l’enfant couché au lit.
La crèche était au lieu d’un bercelet.
Noël nouvelet, Noël chantons ici.
L’étoile y vis qui la nuit éclaircit.
Qui d’Orient dont elle était sortie
En Bethleem les trois Rois amenait,
Noël nouvelet, Noël chantons ici.
L’un portait l’or, l’autre la myrrhe aussi,
L’autre l’encens qu’il faisait bon sentir.
Du Paradis semblait le jardinet,
Noël nouvelet, Noël chantons ici.
Marcel Dupré (1886 - 1971): Variations sur un Noël per organo op. 20 (1922). Vincenzo Allevato.

Gaston Litaize (1909 - 1991): Variations sur un Noël angevin, da 12 Pièces pour grand orgue (1937). Bert van Stam all’organo della Cattedrale di san Bavone in Haarlem.

Walter Braunfels (19 dicembre 1882 - 1954): Symphonische Variationen über ein altfranzösisches Kinderlieder per orchestra op. 15 (1909). Münchener Symphoniker, dir. Hansjörg Albrecht.


Alcune diverse interpretazioni di Tander naken, brano composto dal re Enrico VIII d’Inghilterra sulla melodia della canzone renana quattrocentesca Tandernaken («A Andernach»).
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César Franck (10 dicembre 1822 - 1890): Variations symphoniques per pianoforte e orchestra (1885). Jorge Bolet, pianoforte; Concertgebouworkest, dir. Riccardo Chailly.
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César Franck (10 dicembre 1822 - 1890): Prélude, fugue et variation per organo op. 18 (1862). Vincent Dubois all’organo della Cattedrale di Soissons.

Claude Balbastre (8 dicembre 1724 - 1799): Il est un petit l’ange – Noël Suisse, dalla Deuxième Suite de Noëls (1770). Marina Tchebourkina all’organo Clicquot/Cavaillé-Coll della Chiesa di san Rocco in Parigi.
Nicolas Séjan (1745 - 1819): Variations sur un Noël suisse (lo stesso variato da Balbastre). David Christensen, organo.
Perché questo noël è «svizzero»? La risposta è nel testo originale, scritto in modo da far pensare a qualcuno che parli francese con pesante accento tedesco:
Il est un petit l’ange
Qui jamais li mange
Dit à moi l’autr’ jour:
Camarade Alimand,
Prends ton juste-au-corps
Et ton l’habiliment,
Fiens foir sti pouponne.
Quoique tout p’tit, li est grand.
Li l’être dans l’étable,
Li l’être misérable,
Li n’avoir point d’ coffre,
Li n’avoir rien qu’ fiauffe,
Li l’être paufriment
Bien misérablement.
J’ai dit à Monsieu l’ange
– Montrés moi sti grange,
Pour y voir sti pouponne
Qui l’est si paufriment.
Pour moi, n’i falloit faire
Un grand trinquement.
Moi saffre bien faire
Un beau p’tit compliment:
Moi parlerai à le père,
Moi parlerai à le mère,
Moi saffre bien dire:
– Moi reste avec le sire.
Le majesté du roi
Moi le dis franchement.
– Bon jour roi di gloire.
C’est moi qui ti fiens foir.
Comment li portes fous
Depuis l’autre demain?
Pourquoi vous lefir vous
De si grante matin?
Li l’être dangireux
D’y prendre li sirin.
Ni pleures point, j’ t’en prie!
Mon demoisell’ Marie,
Baille-moi lis langes
Que je les fiauffe au p’tit l’ange.
Li l’être une bonne garçonne,
Car moi le saffre bien.
Il testo è trascritto in una raccolta di Châlons-sur-Marne sotto il titolo Le Noël des reîtres : il termine reîtres, come il suo corrispondente italiano raitri, deriva dal tedesco Reiter, che si può genericamente tradurre come «cavaliere» ma nella fattispecie si riferisce agli schwarze Reiter («cavalieri neri», così chiamati per il colore della loro caratteristica corazza pettorale), ossia quei soldati di cavalleria leggera svizzeri e tedeschi (soprattutto sassoni) che furono inquadrati negli eserciti europei nel corso del XVI secolo.

Henry Purcell (1659 - 1695): Rondeau dalle musiche di scena composte nel 1695 per una rappresentazione del dramma Abdelazer or The Moor’s Revenge (1676) di Aphra Behn. Taverner Consort Players, dir. Andrew Parrott.
Benjamin Britten (1913 - 4 dicembre 1976): The Young Person’s Guide to the Orchestra, Variations and Fugue on a Theme of Purcell op. 34 (1946). YouTube Symphony Orchestra 2011, dir. Michael Tilson Thomas.
Una celebre e magistrale composizione didattica.

Giuseppe Sarti (battezzato il 1° dicembre 1729 - 1802): «Come un agnello», aria di Mingone (basso) dal I atto del dramma giocoso Fra i due litiganti il terzo gode (1782). Roberto Scaltriti, basso; Les Talens Lyriques, dir. Christophe Rousset.
Come un agnello
Che va al macello
Belando andrai
Per la città.
Io colla bella
Mia rondinella
Andrò rondando
Di qua, di là.
Io già m’aspetto
Sentirmi dire:
Guarda che amabile
Sposo perfetto!
Di là ripetere:
Viva 1a sposa.
O incomparable,
O impareggiabile
Coppia vezzosa,
Il ciel concedavi
Felicità.
Anonimo: 8 Variazioni su «Come un agnello» per pianoforte, attribuite a Wolfgang Amadeus Mozart (K 460, K6 454a). Rosemary Thomas.
È molto improbabile che questa serie di variazioni sia opera del salisburghese; i curatori dell’ultima edizione delle opere complete mozartiane la considerano infatti spuria. Tuttavia, il tema di Sarti era ben noto a Mozart, che lo cita nella seconda delle Danze tedesche per orchestra K 509 e nel Don Giovanni. In effetti, i due musicisti si erano conosciuti di persona: Wolfgang ne scrive in una lettera al padre datata 9-12 giugno 1784, raccontando fra l’altro di aver composto alcune variazioni sopra un’aria di Sarti e aggiungendo che quest’ultimo le aveva gradite molto.
Un manoscritto conservato presso una collezione privata elvetica contiene due variazioni su «Come un agnello», quasi certamente di Mozart, ma stilisticamente molto diverse dalle Variazioni K 460.
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Roberto Lupi (28 novembre 1908 - 1971): Varianti per viola e pianoforte (1944). Bruno Giuranna, viola; Ornella Vannucci Trevese, pianoforte.
Sergej Ivanovič Taneev (25 novembre 1856 - 1915): Tema e variazioni in do minore per pianoforte (1874). Viktor Bunin.

Anonimo (XVI-XVII secolo): Up Tails All, variazioni per liuto. Paul O’Dette.
Giles Farnaby (c1563 - 25 novembre 1640): Up Tails All, dal Fitzwilliam Virginal Book (n. [CCXLII]). Ton Koopman, clavicembalo.

Giles Farnaby (1563 - 25 novembre 1640): Daphne e Tell mee, Daphne per strumento a tastiera (dal Fitzwilliam Virginal Book, n. [CXII] e [CCLXXX]). Pieter-Jan Belder, clavicembalo.
Tell mee, Daphne nell’arrangiamento per ottoni di Elgar Howarth. Brass X.


Quando, per pura curiosità, ho cercato “home sweet home” nel web, sono rimasto alquanto sorpreso: nei primi 150 risultati della ricerca eseguita tramite Google, non compare nemmeno una volta il nome di Henry Bishop.
“Musicista?” chiederete voi. Certo: sir Henry Rowley Bishop (18 novembre 1786 - 1855) scrisse un gran numero di cantate, balletti e opere liriche; fra queste ultime si annovera Clari, or The Maid of Milan (1823), composta su libretto dello statunitense John Howard Payne: fa parte dell’opera l’aria «Mid pleasures and palaces» nota, per via del refrain, appunto con il titolo Home! Sweet Home! Qui potete ascoltarla nell’interpretazione del soprano Greta Bradman accompagnata dall’arpista Suzanne Handel:
Mid pleasures and palaces though we may roam,
Be it ever so humble, there’s no place like home;
A charm from the skies seems to hallow us there,
Which seek thro’ the world, is ne’er met elsewhere.
Home! Home!
Sweet, sweet home!
There’s no place like home,
There’s no place like home!
An exile from home splendor dazzles in vain.
Oh, give me my lowly thatched cottage again,
The birds singing gaily that came at my call
And gave me the peace of mind, dearer than all.
Home! Home!
Sweet, sweet home!
There’s no place like home,
there’s no place like home!
Home! Sweet Home! venne pubblicato come brano a sé stante, in un primo tempo con la dicitura «composed and partly founded on a Sicilian Air» (in seguito Bishop ammise di aver inventato questo particolare a scopo promozionale). Divenne subito incredibilmente popolare: in breve tempo ne furono vendute oltre centomila copie. Nel 1852, curata dall’autore, ne uscì una nuova edizione a stampa come parlour ballad (cioè, in sostanza, una romanza da camera), e in questa veste ottenne ampio successo anche negli Stati Uniti: difatti, ancora oggi è spesso presente nelle antologie di musiche risalenti agli anni della guerra di secessione (1861-1865).
La vasta popolarità di cui Home! Sweet Home! godette nel corso dell’Ottocento è testimoniata dal fatto che la sua melodia è citata in varie composizioni dell’epoca. Già nel 1827 venne utilizzata dallo svedese Franz Berwald (1796 - 1868) nella sezione mediana, Andante con variazioni, del suo Konzertstück per fagotto e orchestra op. 2 — qui interpretato da Patrik Håkansson con l’Orchestra sinfonica di Gävle diretta da Petri Sakari:
[l’Andante con variazioni ha inizio a 5:43]
Altra citazione celebre si trova all’inizio della «scena della pazzia» (aria «Cielo, a’ miei lunghi spasimi», atto II, scena 3ª) nella tragedia lirica Anna Bolena, rappresentata nel 1830, di Donizetti (1797 - 1848) — ascoltate Maria Callas:
Risale al 1855 circa l’opus 72 di Sigismond Thalberg (1812 - 1871), Home! Sweet Home! Air Anglais varié per pianoforte; nel video qui sotto è eseguito da Dennis Hennig:
Un’altra breve serie di variazioni, per cornetta a pistoni sola, si deve a Jean-Baptiste Arban (1825 – 1889); per ascoltarla (o riascoltarla) — potete farlo leggendo (o rileggendo) allo stesso tempo uno spassoso racconto di Jerome K. Jerome — cliccate qui.
Voglio menzionare ancora, per finire, la Fantaisie sur deux mélodies anglaises per organo op. 43 di Alexandre Guilmant (1837 - 1911): in questa composizione, del 1887 circa, Home! Sweet Home! è associato a un altro famosissimo brano inglese, Rule, Britannia! di Thomas Arne (1710 - 1778). Ecco la Fantaisie di Guilmant eseguita da Bernhard Schneider all’organo Klais della Chiesa di Sankt Aegidien in Braunschweig:
Jan Pieterszoon Sweelinck (1562 - 1621): Almande Gratie, 4 variazioni sulla canzone studentesca More palatino SwWV 318. Gavin Black, clavicembalo.
Johann Staden (1581 - 15 novembre 1634): Allamanda varirt sul medesimo tema. Thilo Muster, organo.
Gisbert Steenwick (1642 - 1679): More palatino, 3 variazioni (dall’album per la sua allieva Anna Maria van Eyl, 1671). Ernst Stolz, organo.
Dietrich Buxtehude (1637 - 1707): Aria: More palatino, 12 variazioni BuxWV 247. Basilio Timpanaro, organo.
More palatino bibimus; ne gutta supersit
unde suam possit musca levare sitem.
Sic bibimus, sic vivimus
dum academici.

Luigi Legnani (7 novembre 1790 – 1877): Terremoto con variazioni per chitarra op. 1. Alexander Milovanov.
Samuel Scheidt (3 novembre 1587 - 1654): Bergamasca, 22 variazioni SSWV 560 (pubblicate nella II parte dei Ludi musici, 1622). Fabiana Ciampi, organo.

Gustav Nottebohm (1817 - 29 ottobre 1882): Variazioni sopra un tema di J. S. Bach per pianoforte a 4 mani op. 17 (1865). Hans-Peter e Volker Stenzl.
Più che come compositore, oggi Nottebohm è noto quale musicologo: pubblicò numerosi studi su Beethoven ancor oggi considerati fondamentali, curò un catalogo tematico delle composizioni di Schubert e raccolse un’imponente quantità di partiture di musica barocca e prebarocca.
Il tema di queste Variazioni è tratto dalla Sarabanda (III movimento) della Suite francese n. 1 in re minore BWV 812. Nottebohm eseguì spesso l’op. 17 in concerto insieme con Brahms.

Camillo Togni (18 ottobre 1922 - 1993): Omaggio a Bach, fantasia per due pianoforti op. 32 (1950-51). Aldo Orvieto e Fausto Bongelli.

Ralph Vaughan Williams (12 ottobre 1872 - 1958): Fantasia (quasi variazione) on the Old 104th Psalm Tune per pianoforte, coro e orchestra (1950). John Hunt, pianoforte; Cornell A Capella Chorus e The Rochester Chamber Orchestra, dir. Robert Hull.

Pierre Baillot (1º ottobre 1771 - 1842): Air russe varié pour le violon avec accompagnement d’un violon, viola et basse op. 11. Ансамбль «Русское барокко» / Russian Baroque Ensemble.

Nadia Boulanger (16 settembre 1887 - 1979): Fantaisie variée per pianoforte e orchestra (1912). David Greilsammer, pianoforte; Orchestre philharmonique de Radio France, dir. Steven Sloane.
