Adagio con sentimento

Eugen d’Albert (1864 - 3 marzo 1932): Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 in si minore op. 2 (1884). Joseph Banowetz, pianoforte; Orchestra sinfonica di Mosca, dir. Dmitrij Jablonskij.

  1. Mäßig
  2. Langsam mit Empfindung [15:41]
  3. Erstes Zeitmaß [26:00]

Il modo giusto

Johann Pachelbel (1653 - 3 marzo 1706): Canone e Giga [al minuto 2:57] in re maggiore per 3 violini e basso continuo (1694). Hespèrion XXI, dir. Jordi Savall.

Ecco la composizione più tartassata dell’intera storia musicale: eseguita il più delle volte con lentezza abnorme; orbata della seconda parte, la Giga, come se questa non fosse una sua componente fondamentale; per tacer di quelli che ne eseguono il solo an­tecedente, ossia la parte del I violino, sopra un canapè di accordi banali, come se igno­rassero il significato del termine “canone” – e probabilmente l’ignorano davvero (*).
Insomma, un gioiello del repertorio musicale barocco ridotto a insipida sciacquetta romantico-sentimentale. Fortuna che ci sono Jordi Savall e il suo ensemble a ricordarci come Pachelbel l’aveva concepito.

(*) In ambito musicale il canone è, nella sua forma più semplice, una composizione polifonica costituita da un’unica idea melodica che viene enunciata da due o più “voci” (per convenzione si usa questo termine anche se si tratta di parti strumentali) diverse, le quali non attaccano simultaneamente ma in successione:

Si tratta dunque di una forma di contrappunto “a imitazione” (imitazione è detta appunto la ripe­ti­zione di una frase melodica eseguita da una voce diversa da quella che l’ha enunciata per prima).
Quello di Pachelbel che si può ascoltare in questa pagina è un canone a 3 voci (i tre violini). Siccome v’è una quarta parte (il basso continuo) che non partecipa al gioco delle imitazioni, si parla in questo caso di “canone misto”.

Canon

Buon compleanno!

Oggi è il compleanno di Trilce Marsh: auguri!

Siete tutti invitati visto che non lo celebro mai. Potete lasciare le condoglianze a Donna Maria.
I miei rispetti a chi ha perso qualcuno, non possiamo fare niente.
Qualcuno suoni il piano, grazie.

Ecco qua:


Cyprien Katsaris (1951): Tre Variazioni su Happy Birthday: Best wishes from Mozart, Beethoven, Chopin.

Il troppo e il troppo poco

Antonio Buzzolla (2 marzo 1815 - 1871): El tropo e el tropo poco, romanza per voce e pianoforte (dalla raccolta Canzonette veneziane, 1852) su testo di Anton Maria Lamberti. Lorenzo Regazzo, basso-baritono; Dimitri Romano, pianoforte.

Ne la stagion dei bocoli,
  Sul tramontar del dì,
  Sentai soto una pergola
  Gerimo Nina, e mi;
Mai più l’aveva vista
  Quanto in quel zorno bela;
  Fisso mi gera in ela
  Disendoghe cussì:
«Quel che ti fa, mia cocola,
  Xe tropo per scherzar,
  Ma tropo poco, nonola,
  Quando ti vogi amar.
Quele ochiadine tenere
  Che co le mie se vien,
  Fa che ’l mio cuor s’imagini
  De bisegarte in sen,
Ma de sto dolce ad onta
  Parlar, che ’l cuor me toca
  Oh dio! che la to boca
  Co quele no convien.

She never will say no

Thomas Campian (o Campion; 1567 - 1° marzo 1620): I care not for these ladies, ayre (pubblicato in A Booke of Ayres, 1601). Alfred Deller, controtenore; Desmond Dupré, liuto.

I care not for these ladies
That must be wooed and prayed:
Give me kind Amaryllis,
The wanton country maid.
Nature art disdaineth,
Her beauty is her own.
Her when we court and kiss,
She cries, “Forsooth, let go!”
But when we come where comfort is,
She never will say no.

If I love Amaryllis,
She gives me fruit and flowers:
But if we love these ladies,
We must give golden showers.
Give them gold, that sell love,
Give me the nut-brown lass,
Who, when we court and kiss,
She cries, “Forsooth, let go!”
But when we come where comfort is,
She never will say no.

These ladies must have pillows,
And beds by strangers wrought;
Give me a bower of willows,
Of moss and leaves unbought,
And fresh Amaryllis,
With milk and honey fed;
Who, when we court and kiss,
She cries, “Forsooth, let go!”
But when we come where comfort is,
She never will say no.

Campian - I care not

Se l’aura spira

Girolamo Frescobaldi (1583 - 1° marzo 1643): Se l´aura spira tutta vezzosa, dal Primo Libro d’arie musicali (1630). Alice Borciani, soprano; Sabine Stoffer, violino barocco; Maria Ferré, tiorba; Magdalena Hasibeder, organo.

Se l’aura spira tutta vezzosa
La fresca rosa ridente sta.
La siepe ombrosa di bei smeraldi
D’estivi caldi timor non ha.
A balli liete venite ninfe
Gradite fior di beltà
Orché sì chiaro il vago fonte
Dall’alto monte al mar s’en va.
Miei dolci versi spiega l’augello
E l’arboscello fiorito sta.
Un volto bello ha l’ombra accanto
Sol si dia vanto d’aver pietà.
Al canto ninfe ridenti
Scacciate i venti di crudeltà.

Dieci Preludi

Sergej Ėduardovič Bortkevič (28 febbraio 1877 - 1952): Dieci Preludi per pianoforte op. 33 (1926). Jouni Somero.

  1. Maestoso
  2. Vivace [6:08]
  3. Andantino [7:23]
  4. Sostenuto [9:04]
  5. Andantino semplice [10:19]
  6. Sostenuto, con espressione dramatica [11:37]
  7. Andantino [15:25]
  8. Andante sostenuto e cantabile [19:31]
  9. Andantino [25:03]
  10. Patetico [28:45]

Au pays mystérieux

Eva Dell’Acqua (28 febbraio 1856 - 1930): Villanelle, mélodie per voce e orchestra (1893) su testo di Frédéric van der Elst. Natalie Dessay, soprano; Berliner Philharmoniker, dir. Michael Schonwandt.

J’ai vu passer l’hirondelle
Dans le ciel pur du matin:
Elle allait, à tire-d’aile,
Vers le pays où l’appelle
Le soleil et le jasmin.
J’ai vu passer l’hirondelle!
J’ai longtemps suivi des yeux
Le vol de la voyageuse.
Depuis, mon âme rêveuse
L’accompagne par les cieux.
Ah! ah! au pays mystérieux!
Et j’aurais voulu comme elle
Suivre le même chemin.

Notturno – VI

Aleksandr Porfir’evič Borodin (1833 - 27 febbraio 1887): Quartetto per archi n. 2 in re maggiore (1881). Quartetto Borodin.

  1. Allegro moderato
  2. Scherzo [7:56]
  3. Notturno [12:39]
  4. Finale [20:50]

Il III movimento del Secondo Quartetto di Borodin trascritto per orchestra da Aleksandr Čerepnin (1899 - 1977). Philharmonia Orchestra, dir. Anatole Fistoulari.

Sinfonia lappone

Wilhelm Peterson-Berger (27 febbraio 1867 - 1942): Terza Sinfonia in fa minore, Same Ätnam (1913-15). Norrköpings Symfoniorkester, dir. Michail Jurovskij.

  1. Forntidsbilder (Immagini antiche): Allegro moderato, misterioso e fantastico
  2. Vinterkväll (Sera d’inverno): Moderato, ma energicamente colorito [13:07]
  3. Sommarnatt (Notte d’estate): Tranquillo, ma con nascosta passione [21:26]
  4. Framtidsdrömmar (Sogni futuri): Moderato, ma sempre con inquietà [32:33]

Andante sostenuto

Issay Dobrowen (27 febbraio 1891 - 1953): Concerto in do diesis minore per pianoforte e orchestra op. 20 (1912-1926). Jørn Fossheim, pianoforte; Orchestra filarmonica di San Pietroburgo, dir. Aleksandr Sergeevič Dmitriev.

  1. Moderato
  2. Scherzo: Presto [15:15]
  3. Intermezzo: Andante sostenuto [17:54]
  4. Finale [24:48]

Nato Icchok Zorachovič Barabejčik a Nižnij Novgorod, nel 1929 Dobrowen prese la cittadinanza norvegese.