Bernhard Molique (1802 - 10 maggio 1869): Concerto per violino e orchestra n. 3 in re minore op. 10 (c1836). Anton Steck, violino; L’arpa festante, dir. Christoph Spering.
- Allegro
- Andante [13:02]
- Rondò: Vivace [19:51]
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Bernhard Molique (1802 - 10 maggio 1869): Concerto per violino e orchestra n. 3 in re minore op. 10 (c1836). Anton Steck, violino; L’arpa festante, dir. Christoph Spering.
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Cipriano de Rore (1515 o 1516 - 1565): Ancor che col partire, madrigale a 4 voci (pubblicato nel Primo libro di madrigali a quatro voci di Perissone Cambio con alcuni di Cipriano Rore, 1547); testo di Alfonso d’Avalos. Ensemble Qvinta Essençia: Elia Casanova, soprano; Hugo Bolívar, controtenore; Albert Riera, tenore; Pablo Acosta Martínez, basso.
Ancor che col partire
io mi sento morire,
partir vorrei ogn’ hor, ogni momento:
tant’ il piacer ch’io sento
de la vita ch’acquisto nel ritorno:
et cosi mill’ e mille volt’ il giorno
partir da voi vorrei:
tanto son dolci gli ritorni miei.
Riccardo Rognoni (c1550 - c1620): Ancor che col partire, variazioni strumentali sul madrigale di Cipriano de Rore. Becky Baxter, arpa; Michael Leopold, tiorba; Annalisa Pappano, viola da gamba.

Sem Dresden (20 aprile 1881 – 1957): Sonata per flauto e arpa (1918). Mathias von Brenndorff, flauto; Maria Stange, arpa.

Morton Subotnick (14 aprile 1933): Parallel Lines per ottavino solista con “ghost electronics”, oboe, clarinetto/clarinetto basso, tromba, trombone, percussione, arpa, viola e violoncello (1979).
« The “ghost” score is a parallel composition to the piccolo solo. The ghost score amplifies and shifts the frequency of the original non-amplified piccolo sound. The two (“ghost” and original piccolo sounds), like a pair of parallel lines, can never touch, no matter how quickly or intricately they move. The work is divided into three large sections: (1) a perpetual-motion-like movement in which all parts play an equal role; (2) more visceral music, starting with the piccolo alone and leading to a pulsating “crying out”, and (3) a return to the perpetual motion activity, but sweeter » (Morton Subotnick).


Nino Rota (1911 - 10 aprile 1979): Concerto per arpa e orchestra in mi bemolle maggiore op. 98 (1947). Luisa Prandina, arpa; I Virtuosi Italiani, dir. Marzio Conti.

Carlos Salzedo (6 aprile 1885 - 1961): Chanson dans la nuit per arpa (1927). Susann McDonald.

Louis Spohr (5 aprile 1784 - 1859): Fantasia in do minore per arpa op. 35 (1807). Serafina Jaffé.

Giampaolo Testoni (2 aprile 1957): Scherzino per flauto, clarinetto e arpa op. 5 (1982, rev. 1996). Emilio Galante, flauto; Mauro Pedron, clarinetto; Cecilia Chailly, arpa.
Pierick Houdy (1929 - 22 marzo 2021): Concerto Français per arpa e orchestra (1998). Isabelle Perrin, arpa; Orchestre de Bretagne, dir. Pascal Rophé.
Xavier Montsalvatge (11 marzo 1912 - 2002): Concerto capriccio per arpa e orchestra (1975). Magdalena Barrera, arpa; Orquestra simfònica de Barcelona i nacional de Catalunya, dir. Lawrence Foster.

Johann Georg Albrechtsberger (1736 - 7 marzo 1809): Concertino a 5 in mi bemolle maggiore (1771). Marcos-Fregnani Martins, flauto; Benjamin Braude, violino; Pierre-Henri Xuereb, viola; Damien Ventula, violoncello; Rachel Talitman, arpa.

Jean-Xavier Lefèvre (6 marzo 1763 - 1829): Sonata per clarinetto n. 6 in sol minore, dalla Méthode de clarinette (1802). Oliver Dartevelle, clarinetto; Rachel Talitman, arpa.

Bernard Rands (2 marzo 1934): …in the receding mist… per flauto, arpa, violino, viola e violoncello (1988). North-South Consonance Ensemble.

Elias Parish Alvars (1808 – 25 gennaio 1849): Concerto per arpa e orchestra in mi bemolle maggiore op. 98 (1847). Marielle Nordmann, arpa; Orchestre Philharmonique de Strasbourg, dir. Theodor Guschlbauer.

Ernst Theodor Amadeus Hoffmann (24 gennaio 1776 - 1822): Quintetto in do minore per arpa e archi (1805-07). Isabelle Moretti, arpa; Quatuor Parisii.

Francesco Petrini (1744 - 1819): Concerto per arpa n. 1 in si bemolle maggiore op. 25 (c1786). Masumi Nagasawa, arpa; Kölner Akademie, dir. Michael Alexander Willens.

Paul Graener (11 gennaio 1872 - 1944): Symphonietta per archi e arpa op. 27 (1908). Münchner Rundfunkorchester, dir. Alun Francis.
La Symphonietta di Graener si evolve in un unico movimento, con le seguenti indicazioni agogiche: Adagio – All[e]gretto amabile (sol maggiore) – A tempo, ma un poco meno mosso – A tempo (re maggiore) – Tranquillo – Tempo I (do diesis minore) – Wie ein Schlummerlied (do maggiore) – Lento – Tempo I (sol maggiore) – Poco a poco meno mosso – Lento (mi minore) – Schwebend – Feierlich (mi maggiore).

Giovanni Maria Trabaci (1575 - 31 dicembre 1647): Consonanze stravaganti (dal Secondo libro de ricercate & altri varij capricci, 1615). Accademia d’Arcadia.
Giovanni Maria Trabaci: Partite sopra Rugiero. Marco Mencoboni, clavicembalo.
Giovanni Maria Trabaci: Ancidetemi pur. Mara Galassi, arpa doppia.
Giovanni Maria Trabaci: Canzona francesa settima cromatica (da Ricercate, canzone franzese, capricci…, 1603). Basilio Timpanaro, organo.
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François-Adrien Boieldieu (16 dicembre 1775 - 1834): Concerto in do maggiore per arpa e orchestra (1800). Anaïs Gaudemard, arpa; Orchestre de l’Opéra de Rouen Normandie, dir. Leo Hussain.

Virgilio Mortari (6 dicembre 1902 - 1993): Concerto per arpa e orchestra (1970). Giuliana Bressan, arpa; Orchestra da camera di Benevento e del Sannio, dir. Paolo Ponziano Ciardi.
Karlheinz Stockhausen (1928 - 5 dicembre 2007): Gruppen per 3 orchestre (1957). hr-Sinfonieorchester e Ensemble Modern, dir. Matthias Pintscher, Lucas Vis e Paul Fitzsimon.
Stockhausen spiega: «Per “gruppo” si intende un numero determinato di suoni collegati secondo rapporti affini tra loro su un piano superiore di percezione, quello del gruppo appunto. I vari gruppi di una composizione si distinguono per diversi tipi di proporzioni, per diversa struttura, ma sono correlati fra loro nel senso che non è possibile comprendere le proprietà di un gruppo se non in rapporto al grado di affinità che queste presentano con le proprietà di altri gruppi».
Per l’esecuzione di Gruppen sono necessari 109 esecutori ripartiti in 3 orchestre pressappoco uguali ma distanziate: il suono, movendosi da un’orchestra all’altra, crea una musica «spaziale», non solo in senso visivo ma anche acustico e strutturale.
— Organico —
Orchestra 1:
1 flauto (anche ottavino)
1 flauto contralto
1 oboe
1 corno inglese
1 clarinetto
1 fagotto
2 corni
2 trombe
2 tromboni
1 bassotuba
4 percussionisti: 1 marimbaphone (5 ottave; oppure 4 ottave + xilofono per la 5a), 1 Glockenspiel, 5 campanacci da mucca (sospesi, senza battacchio), 1 tamtam grande, piatti piccoli, piatti medi, piatti grandi, 2 tamburi a fessura, 4 tomtom e/o tumba e bongo, 1 cassa rullante con cordiera, 1 tamburo basco
1 Glockenspiel a tastiera (o celesta)
1 arpa
10 violini
2 viole
4 violoncelli
2 contrabbassi
Orchestra 2:
2 flauti (il I anche ottavino)
1 oboe
1 clarinetto piccolo
1 sassofono contralto (anche clarinetto)
1 sassofono baritono
1 fagotto
3 corni
2 trombe
1 trombone tenor-basso
1 trombone basso
4 percussionisti: 1 vibrafono, 14 campane tubolari, 4 campanacci da mucca (sospesi, senza battacchio), 1 tam-tam medio, piatti piccoli, piatti medi, piatti grandi, 2 tamburi a fessura, 4 tomtom e/o tumba e bongo, 1 cassa rullante con cordiera, 1 tamburo basco, 1 raganella, 2 triangoli (acuto e grave)
1 pianoforte a coda senza coperchio
1 chitarra elettrica
8 violini
4 viole
2 violoncelli
2 contrabbassi
Orchestra 3:
1 flauto (anche ottavino)
1 oboe
1 corno inglese
1 clarinetto
1 clarinetto basso
1 fagotto
3 corni
2 trombe
2 tromboni
1 trombone contrabbasso (o bassotuba)
4 percussionisti: 1 xilorimba o marimbaphone (4 ottave), 4 campanacci da mucca (sospesi, senza battacchio), 1 tam-tam piccolo, piatti piccoli, piatti medi, piatti grandi, 2 tamburi a fessura, 4 tomtom e/o tumba e bongo, 1 cassa rullante con cordiera, 1 tamburo basco
1 celesta (5 ottave)
1 arpa
8 violini
4 viole
2 violoncelli
2 contrabbassi

Studio e esperienza mi hanno insegnato che la musica “nuova” ha sempre suscitato analoghe reazioni. La “seconda prattica” di Monteverdi fu ferocemente avversata dal teorico Artusi, una composizione oggi amatissima come la Sinfonia K 550 di Mozart fece inorridire i primi ascoltatori con le sue dissonanze inusitate, e così via. Per contro, quando ho occasione di parlare della complessità di un brano di Bach, quando spiego che cosa s’intende per contrappunto doppio o imitato, non di rado mi succede di vedere che le reazioni degli astanti rasentano l’incredulità, come se alla maggior parte delle persone risulti inverosimile che una composizione del passato possa essere tanto complessa, come se ciò che sembrava ormai acquisito fosse improvvisamente diventato incomprensibile. Oggi, come ai tempi di Monteverdi o a quelli di Mozart, per comprendere l’arte bisognerebbe prima capire le necessità dalle quali scaturisce. Si deve solo decidere se si ha voglia di farlo oppure no.
Hans Otte (3 dicembre 1926 - 2007): Wassermann-Musik – Aquarian Music per arpa. Cecilia Chailly.

Chiara Margarita Cozzolani (27 novembre 1602-1678): Gloria in altissimis Deo (da Salmi a otto voci concertati… op. 3, 1650). Cappella Artemisia: Monica Piccinini e Silvia Vajente, soprani; Elena Biscuola e Candace Smith, mezzosoprani; Maria Christina Cleary, arpa barocca, Miranda Aureli, organo; dir. Candace Smith.

Quando, per pura curiosità, ho cercato “home sweet home” nel web, sono rimasto alquanto sorpreso: nei primi 150 risultati della ricerca eseguita tramite Google, non compare nemmeno una volta il nome di Henry Bishop.
“Musicista?” chiederete voi. Certo: sir Henry Rowley Bishop (18 novembre 1786 - 1855) scrisse un gran numero di cantate, balletti e opere liriche; fra queste ultime si annovera Clari, or The Maid of Milan (1823), composta su libretto dello statunitense John Howard Payne: fa parte dell’opera l’aria «Mid pleasures and palaces» nota, per via del refrain, appunto con il titolo Home! Sweet Home! Qui potete ascoltarla nell’interpretazione del soprano Greta Bradman accompagnata dall’arpista Suzanne Handel:
Mid pleasures and palaces though we may roam,
Be it ever so humble, there’s no place like home;
A charm from the skies seems to hallow us there,
Which seek thro’ the world, is ne’er met elsewhere.
Home! Home!
Sweet, sweet home!
There’s no place like home,
There’s no place like home!
An exile from home splendor dazzles in vain.
Oh, give me my lowly thatched cottage again,
The birds singing gaily that came at my call
And gave me the peace of mind, dearer than all.
Home! Home!
Sweet, sweet home!
There’s no place like home,
there’s no place like home!
Home! Sweet Home! venne pubblicato come brano a sé stante, in un primo tempo con la dicitura «composed and partly founded on a Sicilian Air» (in seguito Bishop ammise di aver inventato questo particolare a scopo promozionale). Divenne subito incredibilmente popolare: in breve tempo ne furono vendute oltre centomila copie. Nel 1852, curata dall’autore, ne uscì una nuova edizione a stampa come parlour ballad (cioè, in sostanza, una romanza da camera), e in questa veste ottenne ampio successo anche negli Stati Uniti: difatti, ancora oggi è spesso presente nelle antologie di musiche risalenti agli anni della guerra di secessione (1861-1865).
La vasta popolarità di cui Home! Sweet Home! godette nel corso dell’Ottocento è testimoniata dal fatto che la sua melodia è citata in varie composizioni dell’epoca. Già nel 1827 venne utilizzata dallo svedese Franz Berwald (1796 - 1868) nella sezione mediana, Andante con variazioni, del suo Konzertstück per fagotto e orchestra op. 2 — qui interpretato da Patrik Håkansson con l’Orchestra sinfonica di Gävle diretta da Petri Sakari:
[l’Andante con variazioni ha inizio a 5:43]
Altra citazione celebre si trova all’inizio della «scena della pazzia» (aria «Cielo, a’ miei lunghi spasimi», atto II, scena 3ª) nella tragedia lirica Anna Bolena, rappresentata nel 1830, di Donizetti (1797 - 1848) — ascoltate Maria Callas:
Risale al 1855 circa l’opus 72 di Sigismond Thalberg (1812 - 1871), Home! Sweet Home! Air Anglais varié per pianoforte; nel video qui sotto è eseguito da Dennis Hennig:
Un’altra breve serie di variazioni, per cornetta a pistoni sola, si deve a Jean-Baptiste Arban (1825 – 1889); per ascoltarla (o riascoltarla) — potete farlo leggendo (o rileggendo) allo stesso tempo uno spassoso racconto di Jerome K. Jerome — cliccate qui.
Voglio menzionare ancora, per finire, la Fantaisie sur deux mélodies anglaises per organo op. 43 di Alexandre Guilmant (1837 - 1911): in questa composizione, del 1887 circa, Home! Sweet Home! è associato a un altro famosissimo brano inglese, Rule, Britannia! di Thomas Arne (1710 - 1778). Ecco la Fantaisie di Guilmant eseguita da Bernhard Schneider all’organo Klais della Chiesa di Sankt Aegidien in Braunschweig:
Jan Zach (13 novembre 1699 - 1773): Concerto in do minore per arpa e orchestra. Mariella Nordmann, arpa; Orchestre d’Auvergne, dir. Jean-Jacques Kantorow.
William Alwyn (7 novembre 1905 - 1985): Lyra angelica, concerto per arpa e archi (1954). Suzanne Willison, arpa; Royal Liverpool Philharmonic Orchestra, dir. David Lloyd-Jones.

Carl Ditters von Dittersdorf (2 novembre 1739 - 1799): Concerto in la maggiore per arpa e orchestra. Rosa Díaz Cotán, arpa; Neubrandenburger Philharmonie, dir. Daniel Stratievsky.
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Alla colonna sonora per la sera del 31 ottobre aggiungete This is Halloween di Danny Elfman (per The Nightmare Before Christmas di Tim Burton) in questo fantastico arrangiamento per 2 arpe di Harpsona.

Daniel Steibelt (22 ottobre 1765 - 2 ottobre 1823): Concerto per arpa e orchestra (1807). Masumi Nagasawa, arpa; Kölner Akademie, dir. Michael Alexander Willens.

Pëtr Il’ič Čajkovskij (1840 - 1893): Времена года / Les Saisons op. 37a (1875-76), 10. Октябрь: Осенняя песнь / Octobre: Chant d’automne. Versione originale: Valentyna Lysycja, pianoforte. Trascrizione per orchestra di Aleksandr Gauk (1893 - 1963): Orchestra da camera di Mosca, dir. Constantine Orbelian.
Il dolente Canto autunnale fu pubblicato nell’ottobre 1876 sul periodico sanpietroburghese «Нувеллист» (Nuvellist), associato a versi di Aleksej Kostantinovič Tolstoj (1858):
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Осень. Обсыпается весь наш бедный сад, Листья пожелтелые по ветру летят… |
Autunno. Si spoglia il nostro povero giardino, foglie ingiallite che volano nel vento… |

Di Octobre, indubbiamente uno dei «mesi» più famosi della raccolta, esistono vari adattamenti per strumenti diversi. Ecco come l’esegue sull’arpa Pauline Haas:
Il brano è stato trascritto per clarinetto e quartetto d’archi da Tōru Takemitsu (1930 - 1996). Rob Patterson, clarinetto; Hrabba Atladottir e Mathew Oshidam, violini; Elizabeth Prior, viola; Evgeny Tonkha, violoncello.