Cesare Ciardi (28 giugno 1818 – 1877): Gran Concerto in re maggiore per flauto e pianoforte op. 129 (1859). Maurizio Bignardelli, flauto; Paola Quattrone, pianoforte.
- Allegro non troppo
- Andante sostenuto
- Allegro scherzando

Cesare Ciardi (28 giugno 1818 – 1877): Gran Concerto in re maggiore per flauto e pianoforte op. 129 (1859). Maurizio Bignardelli, flauto; Paola Quattrone, pianoforte.

Romeo & Juliet & Romeo & Juliet
Pyotr Ilyich Tchaikovsky (1840 - 1893): Romeo and Juliet, overture-fantasy in B minor for orchestra, after Shakespeare’s tragedy, 1st version (1869). London Symphony Orchestra; Geoffrey Simon, conductor.
Tchaikovsky: Romeo and Juliet, definitive version (1880). London Symphony Orchestra; Valerij Gergiev, conductor.
This piece has no opus number: the reason is that Tchaikovsky honestly did not want to claim full authorship, since main themes and some elements of the structure were suggested to him by Mily Balakirev.

Magnus Lindberg (27 giugno 1958): Secondo Concerto per pianoforte orchestra (2012). Yefim Bronfman, pianoforte; New York Philharmonic Orchestra, dir. Alan Gilbert.

Ernest Guiraud (26 giugno 1837 - 1892): La Chasse fantastique, poema sinfonico (1887) ispirato dalla Légende du beau Pécopin et de la belle Bauldour (1842) di Victor Hugo. Louisville Orchestra, dir. Jorge Mester.
La composizione segue fedelmente la descrizione della caccia nel racconto di Hugo, un passo del quale è citato da Guiraud in esergo sulla partitura:
« Al suono del corno, la foresta s’illumina, nei recessi più remoti, di mille luci straordinarie, di ombre che passano nella boscaglia, di voci lontane che gridano: a caccia! La muta abbaia, i cavalli nitriscono, gli alberi fremono come scossi dal vento. »

Armas Järnefelt (1869 - 23 giugno 1958): Korsholma, poema sinfonico (1894). Gävle Symfoniorkester, dir. Hannu Koivula.

…und Julia
Heinrich Sutermeister (1910 - 1995): Symphonic Suite from the opera Romeo und Julia (1940). Royal Philharmonic Orchestra; Rainer Held, conductor.

Ruth Zechlin (22 giugno 1926 - 2007): Polyphonie, da Musik zu Bach per orchestra (1983). Orchester der Komischen Oper Berlin, dir. Rolf Reuter.

Philippe Hersant (21 giugno 1948): Concerto per violoncello e orchestra da camera (Prix «Arthur Honegger» 1994). Olivia Gay, violoncello; Orchestre Pasdeloup, dir. Wolfgang Doerner.

Symphonic Hamlet
Franz Liszt (1811 - 1886): Hamlet, symphonic poem no. 10 (1858). London Philharmonic Orchestra; conductor: Bernard Haitink.
Pëtr Il’ič Čajkovskij (1840 - 1893): Hamlet, ouverture op. 67a (1889). London Symphony Orchestra; conductor: Valerij Gergiev.
Heinz Tiessen (1887 - 1971): Hamlet-Suite op.30 (1922). Rundfunk-Sinfonieorchester Berlin; conductor: Israel Yinon.
Eugène Delacroix: Hamlet et Horatio au cimetière (1839), Paris, Louvre
Hugo Staehle (21 giugno 1826 - 1848): Sinfonia n. 1 in do minore (1844). Orchester des Staatstheaters Kassel, dir. Marc Piollet.
Pasquale Bini (21 giugno 1716 - 1770): Concerto in re maggiore per violino, archi e basso continuo. Giacomo Scarponi, violino; Ensemble Frequenze Diverse.

Falstaff in Love
Ralph Vaughan Williams (1872 - 1958): Fantasia on Greensleeves for flute, harp and strings. Philadelphia Orchestra; conductor: Eugene Ormandy.
La Fantasia on Greensleeves è in realtà un arrangiamento, realizzato nel 1934 da Ralph Greaves con l’approvazione di Vaughan Williams, di un brano dell’opera Sir John in Love (1929), basata sulla commedia di Shakespeare Le allegre comari di Windsor. Utilizza non solo il ballad cui si allude nel titolo, ma anche una melodia tradizionale intitolata Lovely Joan, che Vaughan Williams aveva ascoltato nel Suffolk.
The Fantasia on Greensleeves is actually an arrangement, made in 1934 by Ralph Greaves with the approval of Vaughan Williams, of a piece from the opera Sir John in Love (1929), based on Shakespeare’s play The Merry Wives of Windsor. It uses not only the ballad alluded to in the title, but also a traditional tune called Lovely Joan, which Vaughan Williams heard in Suffolk.

Gustav Allan Pettersson (1911 - 20 giugno 1980): Sinfonia n. 14 (1976-78). Kungliga Filharmoniska Orkestern (Orchestra filarmonica regia) di Stoccolma, dir. Sergiu Comissiona.

Jacques Offenbach (20 giugno 1819 - 1880): Die Rheinnixen, ouverture (1864). The Gulbenkian Orchestra, dir. Michel Swierczewski.
Oltre alle operette per cui è famoso, Offenbach scrisse due opere «serie». La prima, Les Fées du Rhin, composta su libretto di Charles-Louis-Étienne Nuitter, Offenbach vivente fu rappresentata solo a Vienna nel 1864 con il titolo di Die Rheinnixen e libretto tradotto in tedesco da Alfred von Wolzogen; ma fu un allestimento poco fortunato: l’opera andò in scena in forma ridotta a causa di un’indisposizione del tenore Alois Ander, che vi avrebbe dovuto sostenere uno dei ruoli principali. La prima rappresentazione integrale, con il libretto originale francese, è del 2002.
Offenbach riutilizzò due brani delle Fées nella sua seconda e ultima opera, Les contes d’Hoffmann, rappresentata postuma nel 1881. Il più famoso dei due, lo «Chant des Elfes» citato anche nell’ouverture, diventò la barcarola («Belle nuit, ô nuit d’amour») cantata da Nicklausse e Giulietta all’inizio del IV atto, ambientato a Venezia.
Dopo il «Galop infernal» di Orphée aux enfers, questa barcarola è senz’altro la più celebre composizione di Offenbach. Qui è eseguita da Elīna Garanča e Anna Netrebko accompagnate dall’Orchestra filarmonica di Praga diretta da Emmanuel Villaume.
Belle nuit, ô nuit d’amour,
Souris à nos ivresses,
Nuit plus douce que le jour,
Ô belle nuit d’amour!
Le temps fuit et sans retour
Emporte nos tendresses
Loin de cet heureux séjour.
Le temps fuit sans retour.
Zéphyrs embrasés.
Versez-nous vos caresses.
Zéphyrs embrasés,
Donnez-nous vos baisers.

Jacques Offenbach
(disegno di Alexandre Laemlein, 1850. © Gallica-BnF)
Prospero’s incantations
Egon Wellesz (1885 - 1974): Prosperos Beschwörungen, 5 symphonische Stücke nach Shakespeares „Der Sturm“ op. 53 (1934-36). Wiener Philharmoniker, dir. Bernard Haitink.

Richard Heuberger (1850 - 1914): Valzer dall’operetta Der Opernball (1898). Wiener Symphoniker, dir. Robert Stolz.

Ignaz Joseph Pleyel (18 giugno 1757 – 1831): Sinfonia concertante in si bemolle maggiore per violino, viola e orchestra op. 35 (1791). Cornelia Loscher, violino; Johannes Flieder, viola; Camerata Pro Musica, dir. Paul Weigold.
Gérard Grisey (17 giugno 1946 - 1998): Le Temps et l’écume per 4 percussionisti, 2 sintetizzatori e orchestra da camera (1989). Ensemble S; Paulo Alvares e Benjamin Kobler, sintetizzatori; WDR Sinfonieorchester Köln, dir. Emilio Pomarico.

Jan Václav Stamic (Johann Stamitz; 17 giugno 1717 - 1757): Concerto per organo e orchestra n. 4 in mi bemolle maggiore. Alena Veselá, organo; Orchestra da camera «Dvořák», dir. Vladimir Válek.
Ferenc Erkel (1810 - 15 giugno 1893): Ünnepi nyitány (Ouverture festiva, 1887). Orchestra filarmonica di Budapest, dir. Ádám Medveczky.

Johan Svendsen (1840 - 14 giugno 1911): Romanza in sol maggiore per violino e orchestra op. 26 (1881). Ørnulf Boye Hansen, violino; Orchestra Filarmonica di Oslo, dir. Øivin Fjelstad.
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Roel van Oosten (14 giugno 1958): Concerto per arpa e orchestra (1999). Godelieve Schrama, arpa; Radio Kamerorkest, dir. Micha Hamel.
I movimento
II movimento [10:24]
III movimento [15:18]
Sing all a green willow – I
Gioachino Rossini (1792 - 1868): «Assisa a pie’ d’un salice – Deh calma, o ciel, nel sonno», Canzone del salice e Preghiera dall’atto III di Otello, ossia Il moro di Venezia, dramma tragico in 3 atti su libretto di Francesco Berio di Salsa (1816). Montserrat Caballé, soprano (Desdemona); Corinna Vozza, mezzosoprano (Emilia); Orchestra della RCA Italiana, dir. Carlo Felice Cillario.
DESDEMONA:
Assisa a pie’ d’un salice,
immersa nel dolore,
gemea trafitta Isaura
dal più crudele amore:
l’aura tra i rami flebile
ne ripeteva il suon.
I ruscelletti limpidi
a’ caldi suoi sospiri,
il mormorio mesceano
de’ lor diversi giri:
l’aura fra i rami flebile
ne ripeteva il suon.
Salce, d’amor delizia!
Ombra pietosa appresta,
(di mie sciagure immemore)
all’urna mia funesta;
né più ripeta l’aura
de’ miei lamenti il suon.
Che dissi!… Ah m’ingannai!… Non è del canto
questo il lugubre fine. M’ascolta… Oh dio!
(un colpo di vento spezza alcuni vetri della finestra.)
EMILIA:
Non paventar; rimira:
impetuoso vento è quel che spira.
DESDEMONA:
Io credeva che alcuno… Oh come il cielo
s’unisce a’ miei lamenti!…
Ascolta il fin de’ dolorosi accenti.
Ma stanca alfin di spargere
mesti sospiri, e pianto,
morì l’afflitta vergine
ahi! di quel salce accanto.
Morì… che duol! l’ingrato…
Poté… ma il pianto oh Dio!
proseguir non mi fa. Parti, ricevi
da’ labbri dell’amica il bacio estremo.
EMILIA:
Oh che dici!… Ubbidisco… oh come io tremo!
DESDEMONA:
Deh calma, o ciel, nel sonno
per poco le mie pene,
fa, che l’amato bene
mi venga a consolar.
Se poi son vani i prieghi,
di mia breve urna in seno
venga di pianto almeno
il cenere a bagnar.
(ella cala la tendina e si getta sul letto.)

René Leibowitz (1913 - 1972): Greensleeves per arpa e archi. New Symphony Orchestra of London diretta dall’autore (registrazione del 1961).

Richard Strauss (11 giugno 1864 - 1949): Suite dal balletto Schlagobers (1921-22). Orkiestra filharmonii narodowej w Warszawie (Orchestra filarmonica di Varsavia), dir. Jacek Kaspszyk.
Il balletto è ambientato a Vienna. Un gruppo di bambini dopo la cresima vengono accompagnati dalle rispettive madrine in una pasticceria del Prater, dove si abbuffano di ogni sorta di dolciumi: ne consegue inevitabile l’indigestione, sicché finiscono in ospedale. Durante la notte, i bambini sognano che tutti i dolcetti divorati il giorno prima prendono vita e danzano. La mattina successiva il medico constata la guarigione dei piccoli, che possono tornare ai loro giochi spensierati.

Charles Wuorinen (9 giugno 1938 - 2020): Microsymphony (1992). Philadelphia Orchestra diretta presumibilmente dall’autore.

Albéric Magnard (9 giugno 1865 - 1914): Sinfonia n. 4 in do diesis minore op. 21 (1913). Orchestre du Capitole de Toulouse, dir. Michel Plasson.
Tomaso Albinoni (8 giugno 1671 - 1751): Concerto in si bemolle maggiore per oboe e archi op. 9 n. 11 (1722). Han de Vries, oboe; Alma Musica Amsterdam, dir. Bob van Asperen.
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Giuseppe Demachi (7 giugno 1732 - c1791): Sinfonia in mi bemolle maggiore. Kurpfälzisches Kammerorchester, dir. Hans Oskar Koch.

Many sighs about nothing
Thomas Augustine Arne (1710 - 1778): Sigh no more, ladies, dalle musiche di scena (1748) per Much ado about nothing di W. Shakespeare (atto II, scena 3a).
– Versione per voce solista e orchestra d’archi: Alexander Young, tenore; Martin Isepp, clavicembalo; Wiener Rundfunkorchester, dir. Brian Priestman.
– Versione per 3 voci virili (TTB) a cappella: The Hilliard Ensemble.
Sigh no more, ladies, sigh no more.
Men were deceivers ever,
One foot in sea, and one on shore,
To one thing constant never.
Then sigh not so, but let them go,
And be you blithe and merry,
Converting all your sounds of woe
Into hey down derry.
Sing no more ditties, sing no more
Of dumps so dull and heavy.
The fraud of men was ever so
Since summer first was leavy.
Then sigh not so, but let them go,
And be you blithe and merry,
Converting all your sounds of woe
Into hey down derry.
