(Pezzo da) Concerto

Ferdinand Hiller (1811 - 11 maggio 1885): Concerto o Konzertstück per pianoforte e orchestra op. 113 (pubblicato nel 1866 con entrambi i titoli). Jerome Rose, pianoforte; Grand orchestre symphonique de Radio Luxembourg, dir. Pierre Cao.

  1. Alla marcia. Allegro energico con fuoco
  2. Andante religioso, ma con moto [9:43]
  3. Allegro [14:15]

Rondò capriccioso

Hermann Grädener (8 maggio 1844 - 1929): Concerto per violino e orchestra n. 2 in re minore op. 41 (1905). Karen Bentley Pollick, violino; Orchestra sinfonica nazionale dell’Ucraina, dir. Gottfried Rabl.

  1. Allegro non troppo
  2. Andante [19:18]
  3. Finale (Rondò capriccioso): Allegro [28:07]

Sinfonia concertante – III

Leopold Antonín Koželuh (1747 - 7 maggio 1818): Sinfonia concertante in mi bemolle maggiore per tromba, pianoforte, mandolino, contrabbasso e orchestra P II:1. Siegfried Goethel, tromba; Werner Genuit, pianoforte; Takashi Ochi, mandolino; Walter Meuter, contrabbasso; Academy of St Martin in the Fields & Consortium Classicum, dir Iona Brown.

  1. Allegro
  2. Andantino con variazioni [15:59]
  3. Finale: Rondò allegretto [22:19]

Le vergini prudenti

Asprilio Pacelli (c1570 - 4 maggio 1623): Media nocte, mottetto a 12 voci (da Sacrae cantiones, 1608). Ensemble Dodecantus, dir. Marina Malavasi.

Media nocte clamor factus est:
Ecce Sponsus venit, exite obviam ei.
Prudentes virgines ornaverunt suas lampades
et intraverunt cum Sponso ad nuptias.
Fatuae autem clamabant: Domine, aperi nobis.
Et Sponsus respondens ait: Amen dico vobis, nescio vos.
Vigilate ergo, quia nescitis diem neque horam.

Trascrizioni: Čajkovskij & Sargent

Pëtr Il’ič Čajkovskij (1840 - 1893): Humoresque in sol maggiore per pianoforte op. 10 n. 2 (1872), eseguita da Sergej Rachmaninov (1873 - 1943) in una rara registrazione del 1923.


Lo stesso brano nella trascrizione per orchestra di sir Malcolm Sargent (29 aprile 1895 - 1967). Royal Philharmonic Orchestra diretta dal trascrittore (registrazione del 1963).

Sinfonia con otto timpani obbligati

Johann Christian Fischer (Fc1733 - 29 aprile 1800): Symphonie mit acht obligaten Pauken (c1780). Alexander Peter, timpani; Dresdner Philharmonie.

  1. Moderato
  2. Adagio [8:03]
  3. Allegretto [9:19]

Oggi cambiare l’intonazione di un timpano, membranofono a suono determinato, è cosa facilissima e rapida, grazie a un marchingegno azionato da un pedale che per­mette di modificare pressoché istantaneamente la tensione della membrana. Ai tempi di Johann Christian Fischer i timpani venivano intonati mediante tiranti a vite: l’operazione era lenta e macchinosa, sicché l’unico modo di ottenere dai timpani più suoni diversi in successione rapida era avere più timpani intonati diversamente.

A sinistra: timpano barocco con tiranti a vite; a destra: moderno timpano a pedale

Racconti di Hemingway

Michael Daugherty (28 aprile 1954): Tales of Hemingway, concerto per violoncello e orchestra (2015). Zuill Bailey, violoncello; Detroit Symphony Orchestra, dir. Neeme Järvi.

  1. Big Two-Hearted River
  2. For Whom The Bell Tolls [5:27]
  3. The Old Man and The Sea [11:38]
  4. The Sun Also Rises [18:20]

Illic sedimus et flevimus

François Giroust (10 Aprile 1738 - 28 Aprile 1799): Super flumina Babylonis, grand motet sul Salmo 116 per soli, coro e orchestra (1767). Bernadette Degelin e Catherine Vandevelde, soprani; Jean Nirouet, controtenore; Howard Crook, tenore; Michel Verschaeve, basso; Chœur de chambre de Namur & Musica Polyphonica, dir. Louis Devos.

Super flumina Babylonis illic sedimus et flevimus, dum recordaremur Sion.
In salicibus in medio ejus suspendimus organa nostra:
quia illic interrogaverunt nos, qui captivos duxerunt nos, verba cantionum; et qui abduxerunt nos: Hymnum cantate nobis de canticis Sion.
Quomodo cantabimus canticum Domini in terra aliena?
Si obvlitus fuero tui, Jerusalem, oblivioni detur dextera mea.
Adhaereat lingua mea faucibus meis, si non meminero tui; si non proposuero Jerusalem in principio laetitiae meae.
Memor esto, Domine, filiorum Edom, in die Jerusalem: qui dicunt: Exinanite,
exinanite usque ad fundamentum in ea.
Filia Babylonis misera! beatus qui retribuet tibi retributionem tuam
quam retribuisti nobis.
Beatus qui tenebit, et allidet parvulos tuos ad petram.

Andante affettuoso

Andreas Jakob Romberg (27 aprile 1767 - 1821): Sinfonia n. 2 in re maggiore op. 22, SteR 19 (1806). Kammerorchester Hockenheim.

  1. Adagio – Allegro assai
  2. Menuetto: Allegretto [8:43]
  3. Andante affettuoso [13:48]
  4. Finale: Allegro [19:40]

Per il Musikalisches Lexikon (dizionario di musica, 1732) di Johann Gottfried Walther, con «affettuoso» si prescrive all’esecutore un atteggiamento espressivo particolarmente tenero e intenso, mentre nell’omonima opera di Heinrich Christoph Koch (1802) è definito affettuoso un tempo lento, un po’ più rapido dell’adagio e un po’ meno dell’andante; «Andante affettuoso» sarà dunque ancora un po’ più rapido dell’affettuoso semplice, ma sempre meno dell’andante. «Affettuoso» si trova anche in Bach, come indicazione del movimento centrale del V Concerto brandeburghese.
In epoca barocca era stata elaborata da musicisti italiani e tedeschi una «teoria degli affetti» (Affektenlehre in tedesco) che consisteva in una rappresentazione stilizzata di un repertorio di «affetti» o «passioni» convenzionali, in parte codificati come figure retoriche. Questa idea del «musicista oratore» non era un’esclusiva degli interpreti, ma era estesa anche all’attività creativa: i nomi delle figure della retorica classica vennero assegnati a particolari procedimenti compositivi che in qualche modo le ricordavano. Per esempio l’omeoteleuto, che nell’ambito dell’arte oratoria consiste nel far terminare in maniera foneticamente simile le parole che chiudono frasi consecutive, ha un corrispondente musicale quando due o più membri del periodo musicale si concludono in modo uguale.
Ma gli esempi sono innumerevoli, se ne trovano a iosa, anche in composizioni delle epoche precedenti e successive.

Romberg, Sinfonia 2

Poseidone e Anfitrite

John Knowles Paine (1839 - 25 aprile 1906): Poseidon and Amphitrite – An Ocean Fantasy, poema sinfonico op. 44 (1888). Ulster Orchestra, dir. JoAnn Falletta.

«This work was suggested by the memory of summer days at the seaside amid the changing moods of ocean life, calm and sunshine, murmuring breezes and rippling waves alternately with surge and storm.»