Franz Lehár (30 aprile 1870 - 1948): Gold und Silber, valzer op. 79 (1902). Wiener Symphoniker, dir. Robert Stolz.
Questo valzer era stato commissionato dalla principessa Pauline von Metternich per una serata di gala tenutasi a Vienna il 27 gennaio 1902.
Pëtr Il’ič Čajkovskij (1840 - 1893): Humoresque in sol maggiore per pianoforte op. 10 n. 2 (1872), eseguita da Sergej Rachmaninov (1873 - 1943) in una rara registrazione del 1923.
Lo stesso brano nella trascrizione per orchestra di sir Malcolm Sargent (29 aprile 1895 - 1967). Royal Philharmonic Orchestra diretta dal trascrittore (registrazione del 1963).
Johann Christian Fischer (Fc1733 - 29 aprile 1800): Symphonie mit acht obligaten Pauken (c1780). Alexander Peter, timpani; Dresdner Philharmonie.
Moderato
Adagio [8:03]
Allegretto [9:19]
Oggi cambiare l’intonazione di un timpano, membranofono a suono determinato, è cosa facilissima e rapida, grazie a un marchingegno azionato da un pedale che permette di modificare pressoché istantaneamente la tensione della membrana. Ai tempi di Johann Christian Fischer i timpani venivano intonati mediante tiranti a vite: l’operazione era lenta e macchinosa, sicché l’unico modo di ottenere dai timpani più suoni diversi in successione rapida era avere più timpani intonati diversamente.
A sinistra: timpano barocco con tiranti a vite; a destra: moderno timpano a pedale
Claus Schall (28 aprile 1757 - 1835): Concerto per violino e orchestra n. 4 in re maggiore (1790). Kai Laursen, violino; Aalborg Symfoniorkester, dir. Alf Sjøen.
Michael Daugherty (28 aprile 1954): Tales of Hemingway, concerto per violoncello e orchestra (2015). Zuill Bailey, violoncello; Detroit Symphony Orchestra, dir. Neeme Järvi.
François Giroust (10 Aprile 1738 - 28 Aprile 1799): Super flumina Babylonis, grand motet sul Salmo 116 per soli, coro e orchestra (1767). Bernadette Degelin e Catherine Vandevelde, soprani; Jean Nirouet, controtenore; Howard Crook, tenore; Michel Verschaeve, basso; Chœur de chambre de Namur & Musica Polyphonica, dir. Louis Devos.
Super flumina Babylonis illic sedimus et flevimus, dum recordaremur Sion.
In salicibus in medio ejus suspendimus organa nostra:
quia illic interrogaverunt nos, qui captivos duxerunt nos, verba cantionum; et qui abduxerunt nos: Hymnum cantate nobis de canticis Sion.
Quomodo cantabimus canticum Domini in terra aliena?
Si obvlitus fuero tui, Jerusalem, oblivioni detur dextera mea.
Adhaereat lingua mea faucibus meis, si non meminero tui; si non proposuero Jerusalem in principio laetitiae meae.
Memor esto, Domine, filiorum Edom, in die Jerusalem: qui dicunt: Exinanite,
exinanite usque ad fundamentum in ea.
Filia Babylonis misera! beatus qui retribuet tibi retributionem tuam
quam retribuisti nobis.
Beatus qui tenebit, et allidet parvulos tuos ad petram.
Andreas Jakob Romberg (27 aprile 1767 - 1821): Sinfonia n. 2 in re maggiore op. 22, SteR 19 (1806). Kammerorchester Hockenheim.
Adagio – Allegro assai
Menuetto: Allegretto [8:43]
Andante affettuoso [13:48]
Finale: Allegro [19:40]
Per il Musikalisches Lexikon (dizionario di musica, 1732) di Johann Gottfried Walther, con «affettuoso» si prescrive all’esecutore un atteggiamento espressivo particolarmente tenero e intenso, mentre nell’omonima opera di Heinrich Christoph Koch (1802) è definito affettuoso un tempo lento, un po’ più rapido dell’adagio e un po’ meno dell’andante; «Andante affettuoso» sarà dunque ancora un po’ più rapido dell’affettuoso semplice, ma sempre meno dell’andante. «Affettuoso» si trova anche in Bach, come indicazione del movimento centrale del V Concerto brandeburghese.
In epoca barocca era stata elaborata da musicisti italiani e tedeschi una «teoria degli affetti» (Affektenlehre in tedesco) che consisteva in una rappresentazione stilizzata di un repertorio di «affetti» o «passioni» convenzionali, in parte codificati come figure retoriche. Questa idea del «musicista oratore» non era un’esclusiva degli interpreti, ma era estesa anche all’attività creativa: i nomi delle figure della retorica classica vennero assegnati a particolari procedimenti compositivi che in qualche modo le ricordavano. Per esempio l’omeoteleuto, che nell’ambito dell’arte oratoria consiste nel far terminare in maniera foneticamente simile le parole che chiudono frasi consecutive, ha un corrispondente musicale quando due o più membri del periodo musicale si concludono in modo uguale.
Ma gli esempi sono innumerevoli, se ne trovano a iosa, anche in composizioni delle epoche precedenti e successive.
Bernardo Ottani (1736 - 26 aprile 1827): Ouverture per il dramma giocoso L’amore senza malizia (1768) su libretto di Pietro Chiari. Orchestre des Pays de Savoie, dir. Reinhard Goebel.
John Knowles Paine (1839 - 25 aprile 1906): Poseidon and Amphitrite – An Ocean Fantasy, poema sinfonico op. 44 (1888). Ulster Orchestra, dir. JoAnn Falletta.
«This work was suggested by the memory of summer days at the seaside amid the changing moods of ocean life, calm and sunshine, murmuring breezes and rippling waves alternately with surge and storm.»
John Foulds (1880 - 25 aprile 1939): April – England per orchestra (1926), n. 1 delle Impressions of Time and Place op. 48. Academy of St Martin in the Fields, dir. sir Neville Marriner.
Dame Ethel Smyth (23 aprile 1858 - 1944): Concerto in la maggiore per violino, corno e orchestra (1927). Saschko Grawiloff, violino; Marie Luise Neunecker, corno; NDR Radiophilharmonie, dir. Uri Mayer.
Giuseppe Torelli (22 aprile 1658 - 1709): Concerto in re maggiore per tromba e archi, Estienne Roger 188. Marco Toro, tromba; Cameristi della Scala, dir. Giulio Prandi.
Bruno Maderna (21 aprile 1920 - 1973): Quadrivium per quattro gruppi orchestrali (1969). Orchestra della Fondazione Arena di Verona, dir. Carlo Miotto.
Carl Loewe (1796 - 20 aprile 1869): Concerto per pianoforte e orchestra n. 2 in la maggiore (c1830). Ewa Kupiec, pianoforte; Orchestre national de Lorraine, dir. Jacques Houtmann.
Nikolaj Jakovlevič Mjaskovskij (20 aprile 1881 - 1950): Sinfonia n. 17 in sol diesis minore op. 41 (1937). Orchestra sinfonica di Stato della Federazione russa, dir. Evgenij Svetlanov.
Lord Berners (Gerald Hugh Tyrwhitt-Wilson, XIV barone Berners; 1883 - 19 aprile 1950): The Triumph of Neptune, suite dal balletto (1926). Royal Liverpool Philharmonic Orchestra, dir. Barry Wordsworth.
Feliks Michajlovič Blumenfel’d (19 aprile 1863 - 1931): Sinfonia in do minore op. 39, À la mémoire des chers défunts (1909). Orchestra sinfonica di Mosca, dir. Igor’ Golovšin.
Germaine Tailleferre (19 aprile 1892 - 1983): Ballade per pianoforte e orchestra (1920). Rosario Marciano, pianoforte; Grand orchestre symphonique de Radio Luxembourg, dir. Louis de Froment.
Miklós Rózsa (18 aprile 1907 - 1995): Spellbound Concerto per pianoforte e orchestra (1946), basato sulla musica composta da Rózsa per il film di Alfred Hitchcock Io ti salverò (Spellbound, 1945). Leonard Pennario, pianoforte; the Hollywood Bowl Symphony Orchestra diretta dall’autore (registrazione del 1960).
Julia Smith (1905 – 18 aprile 1989): Concerto in mi minore per pianoforte e orchestra (1938, rev. 1971). Larry Waltz, pianoforte; Dallas Civic Orchestra, dir. Lee Schaend.