Josef Mysliveček (1737 - 4 febbraio 1781): Concertino n. 1 in mi bemolle maggiore per orchestra. Concerto Köln, dir. Werner Ehrhardt.
- Allegro
- Largo [6:23]
- Presto assai [10:45]

Josef Mysliveček (1737 - 4 febbraio 1781): Concertino n. 1 in mi bemolle maggiore per orchestra. Concerto Köln, dir. Werner Ehrhardt.

Erkki Melartin (2 febbraio 1875 - 14 febbraio 1937): Sinfonia n. 6 op. 100 (1918-24). Tampere Filharmonia, dir. Leonid Grin.
La partitura riporta la seguente avvertenza:
La Sinfonia n. 6 è spesso chiamata “la Sinfonia dei quattro elementi” (terra, acqua, aria e fuoco): L’autore da parte sua non desidera darle un nome, poiché non si tratta di musica a programma.

Boris Blacher (1903 - 30 gennaio 1975): Concertante Musik op. 10 (1937). Staatsorchester Frankfurt, dir. Nikos Athinäos.

Michail Michajlovič Ippolìtov-Ivànov (1859 - 28 gennaio 1935): Schizzi caucasici, suite n. 1 op. 10 (1894). Orchestra sinfonica nazionale dell’Ucraina, dir Arthur Fagen.
Sardar è un termine di origine indo-iraniana in uso presso varie popolazioni mediorientali per designare un nobile o un dignitario, o anche un capo, un comandante militare.
Ippolitov-Ivanov: Schizzi caucasici, suite n. 2 op. 42, Iveria (1896). Stessi interpreti.
Iveria è il nome dato da greci e romani all’antica regione della Cartalia, nella Georgia centro-orientale.
Ketevana (c1560-1624), martirizzata dai safavidi per non aver abiurato la fede cristiana, è la santa più venerata in Georgia.
La lezginka è una danza caratteristica delle popolazioni caucasiche.

Wolfgang Amadeus Mozart (27 gennaio 1756 - 1791): Concerto n. 17 in sol maggiore per pianoforte e orchestra K 453 (1784). Géza Anda, solista e direttore; Camerata Academica des Mozarteums Salzburg.
Con i suoi chiaroscuri, il movimento iniziale trasmette all’ascoltatore attento un sottile ma persistente senso di inquietudine. Non di rado dalla musica di Mozart, anche nei brani apparentemente leggeri e spensierati, traspare una profonda malinconia.
Sono particolarmente affezionato a questa interpretazione di Géza Anda poiché si trova in un disco donatomi da mio padre nel 1970, poco prima della sua prematura scomparsa.

Daniele Zanettovich (26 gennaio 1950): Concerto per flauto e archi detto Il Casanova (2004). Enzo Caroli, flauto; Orchestra Sinfonica Adriatica, dir. Paolo Pessina.
Vítězslava Kaprálová (24 gennaio 1915 - 1940): Vojenská symfonieta op. 11 (Sinfonietta militare, 1936-37). AUniversity of Michigan Symphony Orchestra, dir. Kenneth Kiesler.

José Gomes de Abreu, meglio noto come Zequinha de Abreu (1880 - 22 gennaio 1935): Tico tico no fubá (ossia «Il passero nella farina di mais»), chôro (1917), versione per orchestra. Göteborgs Symfoniker, dir. Gustavo Dudamel.
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Ferdinand Hérold (1791 - 19 gennaio 1833): Sinfonia n. 2 in la maggiore (1814). Orchestra della Svizzera Italiana, dir. Wolf-Dieter Hauschild.

Emmanuel Chabrier (18 gennaio 1841 - 1894): España, rapsodia sinfonica (1883). Orchestre de la Suisse Romande, dir. Ernest Ansermet.

Giovanni Battista Sammartini (1700 o 1701 - 17 gennaio 1775): Sinfonia in sol maggiore J-C 39. Cappella Accademica, dir. Norihiko Yoshikawa.
P.D.Q. Bach (Peter Schickele, 1935 - 16 gennaio 2024): Concerto for Simply Grand Piano and Orchestra. Jeffrey Biegel, pianoforte; Philharmonia Northwest, dir. Julia Tai.

Vasilij Sergeevič Kalinnikov (13 gennaio 1866 - 1901): Sinfonia n. 2 in la maggiore (1897). Scottish National Orchestra, dir. Neeme Järvi.

Elfrida Andrée (1841 - 11 gennaio 1929): Sinfonia n. 2 in la minore-maggiore (1879). Stockholm Symfoniorkester, dir. Gustaf Sjökvist.

Frank Bridge (1879 - 10 gennaio 1941): Allegretto poco lento, n. 2 dei Three Idylls per quartetto d’archi H 67 (1906). Maggini Quartet.
Benjamin Britten (1913 - 1976): Variations on a theme of Frank Bridge per orchestra d’archi op. 10 (1937). A Far Cry.

Julius Bittner (1874 - 9 gennaio 1939): 3 brani sinfonici dall’opera Der Bergsee (1911, rev. 1938). Wiener Rundfunkorchester, dir. Felix Prohaska (registrazione del 1953).

Kevin Puts (3 gennaio 1972): Concerto per flauto e orchestra (2007). Adam Walker, flauto; Peabody Symphony Orchestra, dir. Marin Alsop.

Péter Eötvös (2 gennaio 1944 - 2024): Multiversum per organo, organo hammond e orchestra (2017), in memoriam Pierre Boulez († 5 gennaio 2016). Iveta Apkalna, organo; László Fassang, organo hammond; Koninklijk Concertgebouworkest diretto dall’autore (1a esecuzione, Amburgo, 10 ottobre 2017).
«Since Yuri Gagarin’s journey into space in 1961, technological advancements have caused us to marvel at the miracle of the cosmos. Research like Witten’s theory of the eleven dimensions and string theory has astounded us with its speculation on the nature of outer space, and has spurred me on in my compositional fantasy. My work consists of three movements: Expansion, Multiversum and Time and Space. It surrounds the audience with sound from all sides. The concert organ is played at the front of the hall and, although also played onstage, the rotating tone of the Hammond organ will sound from the back. The orchestral seating will reinforce the spatial impression of a tonal universe with the strings on the left, the woodwinds on the right and brass and percussion dispersed across the entire width of the stage» (Peter Eötvös).

Dmitrij Kabalevskij (30 dicembre 1904 - 1987): Suite dall’opera in 3 atti Colas Breugnon op. 24 (1938), composta su libretto tratto dall’omonimo romanzo di Romain Rolland. Orchestra filarmonica armena, dir. Loris Čknavorjan.

Maurice Ravel (1875 - 28 dicembre 1937): Rapsodie espagnole per orchestra (1907). Queensland Symphony Orchestra, dir. Alondra de la Parra.
« Mentre in Debussy gli sviluppi musicali si sciolgono in continue fluttuazioni di macchie sonore che si innestano e si sfrangiano liberamente per creare mobilissime atmosfere, in Ravel le immagini sonore sono sempre circoscritte da contorni taglienti, da una netta e quasi razionale precisazione melodica. Alle eleganze evanescenti di Debussy, Ravel oppone cadenze armoniche elementari che semplificano al massimo la struttura compositiva, un dinamismo ritmico ben definito, dure insistenze timbriche che squadrano gli sviluppi musicali con razionale geometria, spesso accentuata dall’adozione di certi schemi crudi e ossessivi della musica iberica » (Francis Poulenc).

Antonio Vivaldi (1678 - 1741): Concerto in la minore per violino, archi e continuo op. 3 (L’estro armonico, 1711) n. 6, RV 356. Elizabeth Wallfisch, violino; ensemble Tafelmusik, dir. Jeanne Lamon.
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Johann Sebastian Bach (1685 - 1750): «Flösst, mein Heiland, flösst dein Namen», aria per soprano, oboe e organo, dalla IV parte del Weihnachtsoratorium BWV 248 (1734). Nancy Argenta, soprano; The English Baroque Soloists, dir. John Eliot Gardiner.
Testo di Christian Friedrich Henrici alias Picander:
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Flößt, mein Heiland, flößt dein Namen Auch den allerkleinsten Samen Jenes strengen Schreckens ein? Nein, du sagst ja selber nein. (Echo: Nein! ) Sollt ich nun das Sterben scheuen? Nein, dein süßes Wort ist da! Oder sollt ich mich erfreuen? Ja, du Heiland sprichst selbst ja. (Echo: Ja! ) |
Potrà il tuo nome, Redentore, infondere anche il più piccolo seme di quel tremendo terrore? No, tu stesso dici no. (Eco : No!) Dovrei dunque temere la morte? No, la dolce tua parola è qui. Oppure dovrei rallegrarmi? Sì, Redentore, tu stesso dici sì. (Eco : Sì!) |
«Flösst, mein Heiland» è una parodia dell’aria «Treues Echo dieser Orten» per contralto, oboe d’amore e orchestra, quinto brano della cantata profana Lasst uns sorgen, lasst uns wachen (Die Wahl des Herkules) BWV 213, composta l’anno precedente (1733) per l’undicesimo compleanno del principe elettore Federico Cristiano di Sassonia (1722 - 1763):
Carolyn Watkinson, contralto; Kammerorchester Berlin, dir. Peter Schreier.
Testo dello stesso Picander:
| Treues Echo dieser Orten, Sollt ich bei den Schmeichelworten Süßer Leitung irrig sein? Gib mir deine Antwort: Nein! (Echo: Nein! ) Oder sollte das Ermahnen, Das so mancher Arbeit nah, Mir die Wege besser bahnen? Ach! so sage lieber: Ja! (Echo: Ja! ) |
Eco fedele di questi luoghi, dovrò da parole adulatrici essere indotto in errore? Dammi la tua risposta: No! (Eco : No!) Oppure sarà l’esortazione che prelude a così tanta fatica a indicarmi correttamente la via? Oh! Allora dimmi piuttosto: Sì! (Eco : Sì!) |

Vincenzo Tommasini (1878 - 23 dicembre 1950): Le donne di buon umore, balletto su musiche di Domenico Scarlatti (1917). Cleveland Orchestra, dir. Louis Lane.
Edgard Varèse (22 dicembre 1883 - 1965): Arcana, poema sinfonico per orchestra (1925-27, rev. 1931-32). Orchestre national de France, dir. Pascal Rophé.

Pëtr Il’ič Čajkovskij (1840 - 1893): Sinfonia n. 1 in sol minore op. 13, Sogni d’inverno (1866). hr-Sinfonieorchester, dir. Paavo Järvi.
Felice solstizio 🎉 ❄️ 🎄

André Jolivet (1905 - 20 dicembre 1974): Concertino per tromba, pianoforte e archi (1948). Maurice André, tromba; Annie d’Arco, pianoforte; Orchestre de l’Association des Concerts Lamoureux diretta dall’autore.

Saverio Mercadante (1795 - 17 dicembre 1870): Concerto in mi minore per flauto e orchestra op. 76. Jean-Pierre Rampal, flauto; I Solisti Veneti, dir. Claudio Scimone.

Anton Webern (3 dicembre1883 - 1945): Im Sommerwind, idillio per grande orchestra (1904) ispirato dal poemetto omonimo di Bruno Wille. Berliner Philharmoniker, dir. Pierre Boulez.
Bruno Wille (1860 - 1928): Im Sommerwind, da Offenbarungen des Wacholderbaums, Roman eines Allsehers, 2 voll. (1901); riporto solo le parti prese in considerazione da Webern:
Es wogt die laue Sommerluft.
Wacholderbüsche, Brombeerranken
Und Adlerfarne nicken, wanken.
Die struppigen Kiefernhäupter schwanken;
Rehbraune Äste knarren;
Von ihren zarten, schlanken,
Lichtgrünen Schossen stäubt
Der harzige Duft;
Und die weiche Luft
Wallt hin wie betäubt.
Auf einmal tut sich lächelnd auf
Die freie sonnige Welt:
Weithin blendendes Himmelblau;
Weithin heitre Wolken zu Hauf;
Weithin wogendes Ährenfeld
Und grüne, grüne Auen…
[…]
O du sausender brausender Wogewind!
Wie Freiheitsjubel, wie Orgelchor
Umrauschest du mein durstiges Ohr;
[…]
Da wird mir leicht, so federleicht!
Die dumpfi g alte Beklemmung weicht;
All meine Unrast, alle wirren
Gedanken sind im Lerchengirren –
Im süßen Jubelmeer ertrunken!
Versunken
Die Stadt mit Staub und wüstem Schwindel!
Ertrunken
das lästige Menschengesindel!
Begraben der Unrat, tief versenkt
Hinter blauendem Hügel.
[…]
Weißt du, sinnende Seele,
Was selig macht?
Unendliche Ruhe!
[…]
Im Lerchenliede,
In Windeswogen,
In Ährenwogen!
Unendliche Ruhe
Am umfassenden Himmelsbogen!

Compositori elisabettiani vari: An Elizabethan Suite, 5 brani per strumento a tastiera trascritti per orchestra da sir John Barbirolli (2 dicembre 1899 - 1970). The Hallé Orchestra, dir. John Barbirolli; registrata a Lugano nel 1961.

Dmitrij Dmitrievič Šostakovič (1905 - 1976): Concerto n. 2 in fa maggiore per pianoforte e orchestra op. 102 (1957). New York Philharmonic Orchestra; Leonard Bernstein, solista e direttore. Registrazione del 1958.
