Peter Arnold Heise (11 febbraio 1830 - 1879): Trio in mi bemolle maggiore per violino, violoncello e pianoforte (1869). Eskar Trio.
- Allegro molto risoluto
- Andantino [8:17]
- Presto – Vivace e scherzando [14:41]
- Allegro con spirito [18:45]

Peter Arnold Heise (11 febbraio 1830 - 1879): Trio in mi bemolle maggiore per violino, violoncello e pianoforte (1869). Eskar Trio.

Franz Liszt (1811-1886): Les Préludes, poema sinfonico n. 3 S 97 (1848-54), da Alphonse de Lamartine. Deutsches Symphonie-Orchester Berlin, dir. Ferenc Fricsay.
Il testo di Lamartine che ha ispirato Liszt:
http://www.poetes.com/lamartine/preludes.htm
Lo stesso brano nella trascrizione (di Liszt) per due pianoforti S 638. Tami Kanazawa & Yuval Admony.

Alban Berg (9 febbraio 1885 - 1935): Kammerkonzert per violino, pianoforte e 13 strumenti a fiato (1923-25). Christian Tetzlaff, violino; Mitsuko Uchida, pianoforte; Ensemble Intercontemporain, dir. Pierre Boulez.

Aldo Finzi (4 febbraio 1897 - 7 febbraio 1945): Pavana in sol maggiore per pianoforte (1918-20). Simonetta Heger.

Il pianista, matematico, filosofo, scrittore e prestigiatore statunitense Raymond Smullyan (1919 - 6 febbraio 2017) esegue il Preludio e Fuga in la minore BWV 543 di Johann Sebastian Bach nella trascrizione per pianoforte di Franz Liszt.
Smullyan, che all’epoca di questa interpretazione aveva all’incirca 88 anni, è l’autore del pensiero che dà il titolo al presente articolo; la frase era piaciuta molto anche a Umberto Eco, il quale la menzionò nel Pendolo di Foucault.

Wolfgang Amadeus Mozart (27 gennaio 1756 - 1791): Concerto n. 17 in sol maggiore per pianoforte e orchestra K 453 (1784). Géza Anda, solista e direttore; Camerata Academica des Mozarteums Salzburg.
Con i suoi chiaroscuri, il movimento iniziale trasmette all’ascoltatore attento un sottile ma persistente senso di inquietudine. Non di rado dalla musica di Mozart, anche nei brani apparentemente leggeri e spensierati, traspare una profonda malinconia.
Sono particolarmente affezionato a questa interpretazione di Géza Anda poiché si trova in un disco donatomi da mio padre nel 1970, poco prima della sua prematura scomparsa.

Earl Wild (1915 - 23 gennaio 2010): Concert paraphrase on Mexican Hat Dance per pianoforte. Esegue l’autore (composizione e registrazione del 2003: Wild aveva 88 anni).

P.D.Q. Bach (Peter Schickele, 1935 - 16 gennaio 2024): Concerto for Simply Grand Piano and Orchestra. Jeffrey Biegel, pianoforte; Philharmonia Northwest, dir. Julia Tai.

Leo Ornstein (Juda-Lejv Gornštejn; 1893 - 2002): Wild Men’s Dance (Danse Sauvage) per pianoforte op. 13 n. 2 (1913). Marc-André Hamelin.
Per cluster (letteralmente: grappolo) in musica si intende un gruppo di almeno tre suoni adiacenti simultanei. Ornstein fu tra i primi a farne largo impiego nelle sue composizioni pianistiche.

Henri Herz (6 gennaio 1803 - 5 gennaio 1888): La dolcezza, n. 1 dei Trois Nocturnes caractéristiques op. 45 (c1828). Gamma1734.

Claude Debussy (22 agosto 1862 - 1918): Préludes per pianoforte, 2ème Livre (L 123, L2 131; 191′-12), n. XII: Modérément animé. Marc-André Hamelin.

< …Feux d’artifice >
André Jolivet (1905 - 20 dicembre 1974): Concertino per tromba, pianoforte e archi (1948). Maurice André, tromba; Annie d’Arco, pianoforte; Orchestre de l’Association des Concerts Lamoureux diretta dall’autore.

Carl Philipp Emanuel Bach (1714 - 14 dicembre 1788): Sonata in la maggiore Wq 55/4, H 186 (1765). Marc-André Hamelin, pianoforte.

Cornelius Cardew (1936 - 13 dicembre 1981): Revolution is the main trend per pianoforte (1974). Fausto Bongelli.

Max Oesten (1843 - 12 dicembre 1917): Abends am See, notturno per pianoforte op. 91 (c1883). Gamma1734.

Alma Maria Schindler, nota anche come Alma Mahler Werfel (1879 - 11 dicembre 1964): Der Erkennende (1915), Lied su testo di Franz Werfel. ADorothea Herbert, soprano; Peter Nilsson, pianoforte.
Menschen lieben uns, und unbeglückt
Stehn sie auf vom Tisch, um uns zu weinen.
Doch wir sitzen übers Tuch gebückt
Und sind kalt und können sie verneinen.
Was uns liebt, wie stoßen wir es fort
Und uns Kalte kann kein Gram erweichen.
Was wir lieben, das entrafft ein Ort,
Es wird hart und nicht mehr zu erreichen.
Und das Wort, das waltet, heißt: Allein,
Wenn wir machtlos zu einander brennen.
Eines weiß ich: nie und nichts wird mein.
Mein Besitz allein, das zu erkennen.
(Le persone ci amano, e infelici si alzano da tavola, per piangerci. Ma noi restiamo chini sulla tovaglia e siamo freddi e possiamo contraddirle.
Ciò che ci ama lo cacciamo via e noi, freddi, nessuna pena può alleviare. Ciò che amiamo viene strappato via da un luogo, diviene arduo e non può più essere raggiunto.
E la parola che prevale è: solo, se noi, deboli, ardiamo di passione l’uno per l’altro. L’unica cosa che so è che mai e niente sarà mio. L’unica cosa che ho è l’esserne consapevole.)

Ludwig Thuille (30 novembre 1861 - 1907): Quintetto n. 2 in mi bemolle maggiore per quartetto d’archi e pianoforte op. 20 (1901). Gigli Quartet; Gianluca Luisi, pianoforte.

Dmitrij Dmitrievič Šostakovič (1905 - 1976): Concerto n. 2 in fa maggiore per pianoforte e orchestra op. 102 (1957). New York Philharmonic Orchestra; Leonard Bernstein, solista e direttore. Registrazione del 1958.

Viktor Stepanovič Kosenko (23 novembre 1896 - 1938): Passacaglia in sol minore con 38 variazioni, n. 10 degli 11 Studi in forma di antiche danze per pianoforte op. 19 (1927). Anastacia Tolstonog.

Nikolaj Girševič Kapustin (22 novembre 1937 - 2020): 24 Preludi in stile jazz per pianoforte op. 53 (1988) eseguiti dall’autore.

Frank Martin (1890 – 21 novembre 1974): Petite Symphonie concertante per arpa, clavicembalo, pianoforte e doppia orchestra d’archi (1944-45). Taylor Ann Fleshman, arpa; Renée Anne Louprette, clavicembalo; Frank Corliss, pianoforte; The Orchestra Now, dir. Zachary Schwartzman.
Franz Schubert (1797 - 19 novembre 1828): Trio con pianoforte n. 2 in mi bemolle maggiore op. 100, D 929 (1827). Trio di Trieste: Renato Zanettovich, violino; Amadeo Baldovino, violoncello; Dario de Rosa, pianoforte.

Ennio Morricone (10 novembre 1928 - 2020): Distanze per violino, violoncello e pianoforte (1958). Marco Serino, violino; Luca Pincini, violoncello; Gilda Buttà, pianoforte.
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Egon Wellesz (1885 - 9 novembre 1974): Der Abend, suite per pianoforte op. 4 (1909-10). Margarete Babinsky.

Ignaz Brüll (7 novembre 1846 - 1907): Sonata in re minore per pianoforte op. 73 (1894). Alexandra Oehler.

Elliott Carter (1908 - 5 novembre 2012): Concerto doppio per pianoforte, clavicembalo e 2 orchestre da camera (1961); commissionato dalla Fromm Music Foundation e dedicato a Paul Fromm, filantropo e mecenate. Charles Rosen, pianoforte; Ursula Oppens, clavicembalo; Fellows of the Tanglewood Music Center, dir. Oliver Knussen.
«Un capolavoro – e di un compositore americano» (Igor’ Stravinskij).

Gabriel Fauré (1845 - 1924): Ballata in fa diesis maggiore per pianoforte op. 19 (1877-78). Jean-Baptiste Doulcet.
Lo stesso brano nella versione per pianoforte e orchestra op. 19a (1881). Grant Johannesen, pianoforte; Orchestre philharmonique du Luxembourg, dir. Louis de Froment.

Kent Kennan (1913 - 1° novembre 2003): Sonata per tromba e pianoforte (1956, rev. 1986). Raymond Mase, tromba; David Pearl, pianoforte.
Charles Ives (1874 - 1954): Hallowe’en per quintetto con pianoforte (Three Outdoor Scenes, n. 1; 1906-07, rev. 1911). John Celentano e Millard Taylor, violini; Francis Tursi, viola; Alan Harris, violoncello; Frank Glazer, pianoforte.

Yves Cornière (Parigi, 29 ottobre 1934 - 2011): Toccata per pianoforte (1960), eseguita dall’autore.
