Je te veux

Alcune diverse interpretazioni di Je te veux, valse chantée composta probabilmente nel 1897 da Erik Satie (17 maggio 1866 - 1925) su testo di Henry Pacory:

J’ai compris ta détresse,
Cher amoureux,
Et je cède à tes vœux:
Fais de moi ta maîtresse.
Loin de nous la sagesse,
Plus de tristesse,
J’aspire à l’instant précieux
Où nous serons heureux:
Je te veux.

Je n’ai pas de regrets
Et je n’ai qu’une envie:
Près de toi là tout près
Vivre toute ma vie.
Que mon corps soit le tien,
Que ta lèvre soit mienne,
Que ton coeur soit le mien
Et que toute ma chair soit tienne.

J’ai compris ta détresse…

Oui, je vois dans tes yeux
La divine promesse
Que ton coeur amoureux
Vient chercher ma caresse.
Enlacés pour toujours,
Brûlant des mêmes flammes
Dans un rêve d’amour
Nous échangerons nos deux âmes.

J’ai compris ta détresse…



Jessye Norman, soprano, con accompagnamento di pianoforte.



Patricia Petibon, soprano, accompagnata da violoncello e pianoforte.



Measha Brueggergosman, soprano, con orchestra (strumentazione di William Bolcom).



Versione per pianoforte solo, eseguita da Pascal Rogé.


Due mazurche in fa diesis minore

Fryderyk Chopin (1810 - 1849): Mazurca in fa diesis minore op. 59 n. 3 (1844). Arthur Rubinstein, pianoforte.

Il tema iniziale ha carattere schiettamente popolare; anche il secondo episodio, in modo maggiore, è una danza piena di brio. Nella ripresa della sezione iniziale, il primo tema viene esposto attraverso un sottile gioco contrappuntistico; la composizione si conclude, inaspettatamente, in modo maggiore. Di questo brano si conosce anche un’altra versione, lievemente diversa.


Aleksander Michałowski (17 maggio 1851 - 1938): Mazurca n. 1 in fa diesis minore op. 5 (c1870-80). Robert Marat, pianoforte.

Moto perpetuo – III

Eric Whitacre (1970): Equus per coro e orchestra (2000). Royal Philharmonic Orchestra, The BBC Singers e The BBC Symphony Chorus diretti dall’autore.

«I wanted to write a moto perpetuo, a piece that starts running and never stops (equus is the Latin word for horse) and would also be a virtuosic show piece for winds. The final result is something that I call “dynamic minimalism”, which basically means that I love to employ repetitive patterns as long as they don’t get boring» (Eric Whitacre).

Whitacre

Moto perpetuo – II

Francis Poulenc (1899 - 1963): Trois Mouvements perpétuels per pianoforte (1918). Gabriel Tacchino.

  1. Assez modéré
  2. Très modéré
  3. Alerte

Arvo Pärt (1935): Perpetuum mobile per orchestra op. 10 (1963). Governor’s School Orchestra di Winston-Salem (North Carolina), dir. Orlando Cela.


Wilhelm Middelschulte (1863 - 1943): Perpetuum mobile per pedaliera sola (1903). Brink Bush, organo.

Wilhelm Middelschulte

Wilhelm Middelschulte

Moto perpetuo – I

Niccolò Paganini (1782 - 1840): Sonate à mouvement perpetuel in si bemolle maggiore per violino e orchestra (1831), II movimento. Salvatore Accardo, violino; London Philharmonic Orchestra, dir. Charles Dutoit.


Felix Mendelssohn-Bartholdy (1809 - 1847): Perpetuum mobile in do maggiore per pianoforte op. 119 (c1837). Joshua Grunmann, pianoforte.


Johann Strauß figlio (1825 - 1899): Perpetuum mobile, musikalischer Scherz per orchestra op. 257 (1862). Wiener Philharmoniker, dir. Herbert von Karajan.


Ottokar Nováček (1866 - 1900): Perpetuum mobile in re minore op. 5 n. 4 (1895). Nathan Milstein, violino; Ernest Lush, pianoforte.

Il musicista del villaggio

Max d’Ollone (1875 - 15 maggio 1959): Le Ménétrier, poema sinfonico per violino e orchestra (1910). Mark Kaplan, violino; Orquestra sinfònica de Barcelona i nacional de Catalunya, dir. Lawrence Foster.

  1. Au pays natal: Andante molto tranquillo
  2. Chez les Bohémiens: Mouvement de valse [9:04]
  3. Le retour au pays: Modéré, large, mais avec chaleur et mouvement [13:26]

A proposito della passacaglia

Questo articolo è stato ispirato da Antartica e perciò a lei dedicato.

Passacaglia è il nome generico di una danza secentesca di origine spagnola e della forma musicale tradizionalmente associata alla danza stessa, in ritmo ternario e di andamento lento. Fra Seicento e Settecento la passacaglia si affermò nella musica d’arte assumendo la forma di variazioni sopra un tema, sopra uno schema armonico o sopra un basso ostinato; sotto il profilo musicale, la passacaglia è di fatto simile alla ciaccona, tanto che a lungo i due termini furono considerati equivalenti.
Numerosi musicisti si sono dedicati alla composizione di passacaglie; uno dei primi è Girolamo Frescobaldi:


Nell’ambito della musica teatrale, una passacaglia assai nota si trova nel V atto dell’Armide di Lully:


La Passacaglia con Fuga BWV 582 di Bach è uno dei più grandi capolavori della musica organistica d’ogni tempo:


Fra le passacaglie più celebri va annoverata quella in sol minore di Georg Friedrich Händel; fa parte di una Suite per clavicembalo (la n. 7, HWV 432) ed è una passacaglia sui generis perché ha ritmo binario anziché ternario. La versione originale suona così:


Nel 1897, quasi centoquarant’anni dopo la morte di Händel, il compositore norvegese Johan Halvorsen elaborò un adattamento per violino e viola della Passacaglia in sol minore:


Tanto della versione originale di Händel quanto della rielaborazione di Halvorsen esi­stono vari arrangiamenti per strumenti diversi. Fino a qualche anno fa, un adat­tamento per arpa (eseguito da Anna Palomba Contadino) era ben noto agli abbonati Rai:


Un’altra famosa passacaglia si trova nel IV movimento del Quintettino op. 30 n. 6 di Luigi Boccherini, noto anche come Musica notturna delle strade di Madrid:


È una passacaglia il Finale della Quarta Sinfonia di Brahms, costituito da una serie di 32 variazioni sopra il tema del coro conclusivo («Meine Tage in dem Leide») della cantata Nach dir, Herr, verlanget mich BWV 150 di Bach.


La passacaglia che costituisce il III movimento del Trio per violino, violoncello e pianoforte di Ravel è un brano di straordinaria intensità:


Troviamo una passacaglia, poi, fra i capolavori della musica del Novecento: è l’opus 1 di Anton Webern:


Francesco Rasi nobile aretino

Francesco Rasi (14 maggio 1574 - 1621): Filli mia, Filli dolce (pubblicato in Madrigali di diversi autori per una voce e basso continuo, 1610); testo di Giovanbattista Strozzi il Vecchio (1505 - 1571). Vincenzo Manno, tenore; Ensemble Concerto, dir. Roberto Gini.

Fillia mia, Filli dolce,
O’ sempre nov’è più chiaro concento,
Quanta dolcezza sento
In sol Filli dicendo.
Io mi pur provo,
Né qui tra noi ritrovo
Né tra cieli armonia
Che del bel nome tuo
Più dolce sia.

La Belle Dame sans Merci – II

Olivier Greif (1950 - 13 maggio 2000): The Battle of Agincourt, sonata per 2 violoncelli (1995). Anne-Elise Thouvenin e David Bordeleau.

  1. Molto lento, quasi cadenza
  2. Chaconne
  3. Shtil, di nacht is ojsgesternt (Silenzio, la notte è piena di stelle)
  4. Rondeau de la Belle Dame sans Merci

Il titolo della sonata è dovuto alla doppia citazione, nel I e nel IV movimento, del­l’Agincourt Carol, il canto anonimo quattro­cen­te­sco che celebra la vittoria inglese a Azincourt il 25 ottobre 1415.
Il I movimento ha carattere introduttivo, sembra quasi una libera improv­vi­sa­zione, una fantasia sul tema dell’Agincourt Carol, e nello stesso tempo una meditazione sulla guerra e sulla morte. Il II movimento suona come un risveglio, ma a risvegliarsi sono i morti: sono i caduti di Azincourt, i cui scheletri tornano sul campo di battaglia per combattersi nuovamente e senza pietà. Il III movimento è un compianto, composto sul canto del Ghetto di Varsavia da cui prende il titolo. Il movimento finale è costituito da una serie di variazioni sulla melodia dell’Agincourt Carol e s’ispira nella struttura alla famosa ballata di Keats in cui una dama misteriosa trascina un cavaliere nell’aldilà: è dunque un’altra allegoria della morte.

Allegro patetico – I

Adolf von Henselt (12 maggio 1814 - 1889): Concerto in fa minore per pianoforte e orchestra op. 16 (1847). Michael Ponti, pianoforte; Philharmonia Hungarica, dir. Othmar Mága.

  1. Allegro patetico – Religioso – Tempo I
  2. Larghetto [13:16]
  3. Allegro agitato [20:40]

op. 16

Tema (e variazioni) per un giorno di gloria

Giovanni Battista Viotti (12 maggio 1755 - 1824): Tema e variazioni in do maggiore per violino e orchestra (1781?). Camerata Ducale, dir. e solista Guido Rimonda.
Pare, ma non è certo, che questa composizione abbia poi ispirato Claude-Joseph Rouget de Lisle.

drapeaux

Wagner-quadriglie

Gabriel Fauré (12 maggio 1845 - 1924) e André Messager (1853-1929): Souvenirs de Bayreuth, «Fantaisie en forme de quadrille sur les thèmes favoris de L’Anneau du Nibelung de Richard Wagner» per pianoforte a 4 mani (c1880). Pierre-Alain Volondat e Patrick de Hooge.


Emmanuel Chabrier (1841 - 1894): Souvenirs de Munich, «Fantaisie en forme de quadrille sur les thèmes favoris de Tristan et Isolde de Wagner» (1885-86). Pinuccia Giarmanà e Alessandro Lucchetti.


Cenerentola danzando

Jules Massenet (12 maggio 1842 - 1912): musica di balletto dall’opera Cendrillon (1899). Academy of St Martin in the Fields, dir. sir Neville Marriner.

  1. Le Sommeil de Cendrillon (atto I)
  2. Les Filles de noblesse (atto II) [3:47]
  3. Menuet de Cendrillon (atto II) [5:58]
  4. Les Tendres fiancés (atto II) [9:32]
  5. Les Mandores (atto II) [12:25]
  6. La Florentine (atto II) [14:25]
  7. Marche des princesses (atto IV) [16:11]

Airs from Another Planet

Judith Weir (11 maggio 1954): Airs from Another Planet per flauto, oboe, clarinetto, fagotto, corno e pianoforte (1986). Ingrid Culliford, flsuto; Melinda Maxwell, oboe; David Rix, clarinetto; Dominic Morgan, fagotto; Alison Taylor, corno; Dominic Saunders, pianoforte; dir. Odaline de la Martinez.

  1. Strathspey and reel
  2. Traditional air [2:36]
  3. Jig [5:46]
  4. Bagpipe air, with drones [8:02]

Puck


Ciao! Io sono Puck e oggi compio undici anni 😊

From the Lessons of Domenico Scarlatti

Charles Avison (1709 - 10 maggio 1770): Concerto grosso in re minore per archi e basso continuo, n. 3 dei Concertos in Seven Parts Done from the Lessons of Domenico Scarlatti. Café Zimmermann, dir. Pablo Valetti.

  1. Largo Andante (dalla Sonata K 89b di Scarlatti)
  2. Allegro spiritoso (dalla Sonata K 37) [1:27]
  3. Amoroso (dalla Sonata K 38) [4:39]
  4. Allegro (dalla Sonata K 1) [7:58]

Nebbia minimale

Ingram Marshall (10 maggio 1942 - 31 maggio 2022): Fog Tropes per sestetto di ottoni e suoni concreti (1980). John Marchiando e Mark Hyams, trombe; Nate Ukens e Rachael Brown, corni; Carson Keeble e Byron Herrington, tromboni; dir. David Felberg.