Ambo siam sassi

Heinrich Schütz (8 ottobre 1585 - 1672): Di marmo siete voi SWV 17, madrigale a 5 voci (n. 17 del Primo libro de madrigali, 1611) su testo di Giambattista Marino. The Consort of Musicke, dir. Anthony Rooley.

Di marmo siete voi,
donna, a colpi d’amore,
al pianto mio,
e di marmo son io
alle vostr’ire e agli strali suoi
per natura,
per amor io costante
e voi dura.
Ambo siam sassi
e l’un e l’altro è scoglio,
io di fé e voi d’orgoglio.

Un sogno è la speranza

Isabella Colbran (1784 - 7 ottobre 1845): So che un sogno è la speranza (da Sei Canzoncine ou Petits Airs Italiens, 3ème recueil, 1809); testo di Pietro Metastasio, dal Ruggero (aria di Bradamante, atto I, scena 9a). Maria Chiara Pizzoli, soprano; Marianne Gubri, arpa.

So che un sogno è la speranza
So che spesso il ver non dice
Ma, pietosa ingannatrice,
Consolando il cor mi va.

Fra quei sogni non ha pace
E capace almen si rende
Di sue barbare vicende
A soffrir la crudeltà.

IC

Con furto gentile

Settimia Caccini (6 ottobre 1591 - c1660): Due luci ridenti per voce e basso continuo. Ensemble Laus Concentus: Lavinia Bertotti, soprano; Massimo Lonardi, liuto; Maurizio Piantelli, tiorba; Maurizio Less, viola da gamba.

Due luci ridenti
Con guardo sereno
Di dolci tormenti
M’ingombrano il seno.

Ma lampi d’amore
Rapiscono al core
Con furto gentile
La libertà.

Pur lieto vivrà:
Quest’alma, cantando,
T’adora penando,
Celeste beltà.

Due labbra di rose
Con dolci rossori
Le faci amorose
Promettono ai cori.

Ma in quel bel sereno
S’annida il veleno
Che uccide dell’alme
La libertà.

Lavinia Bertotti (1957 - 2016)

Pour oublier les pleurs

Jacques Offenbach (1819 - 5 ottobre 1880): J’aime la rêverie, mélodie; «paroles de Mme la Baronne Gay de V[aux]» (1839). Mariam Sarkissian, mezzosoprano; Daniel Propper, pianoforte.

J’aime la rêverie:
Les bois et la prairie,
Le gazon et les fleurs
Font oublier les pleurs.

J’aime à voir ton image
Se refléter dans l’eau
D’un ruisseau.
Je voudrais au village
Avec toi m’isoler
Et rester.

J’aime la rêverie…

J’aime ta chevelure,
Et je frémis parfois
Quand mes doigts
De ta blonde parure
Déroulent les anneaux
Doux et beaux.

J’aime la rêverie…

Près de toi les orages
D’un rigoureux destin
Ne sont rien;
Dans tes yeux sans nuages
Je trouve le bonheur
De mon cœur.

J’aime la rêverie…

La notte dei maya

Silvestre Revueltas Sánchez (1899 - 5 ottobre 1940): La noche de los mayas, suite sinfonica tratta dalle musiche composte per il film omo­nimo (1939) diretto da Chano Urueta. Orquesta Juvenil Universitaria «Eduardo Mata» de la Universidad Nacional Autónoma de México, dir. Gustavo Rivero Weber.

  1. Noche de los mayas
  2. Noche de jaranas [7:15]
  3. Noche de Yucatán [12:45]
  4. Noche de encantamiento [19:22]

In æternum

Pierre de Manchicourt (c1510 - 5 ottobre 1564): Laudate Dominum omnes gentes, mottetto a 6 voci. Huelgas Ensemble, dir. Paul van Nevel.

1ª pars:

Laudate Dominum, omnes gentes;
laudate eum, omnes populi:
  resurrexit Dominus, alleluia.
Unus est Christus qui regnat;
laudate Dominum, omnes gentes:
  Christus triumphat, alleluia.
Unus est Christus qui renovat;
laudate eum, omnes populi:
  Christus glorificat, alleluia.
Unus est Christus qui coronat;
  laudate Dominum, omnes gentes, alleluia.

2ª pars:

Plaudite ergo, omnes gentes,
quoniam confirmata est super nos misericordia ejus, alleluia;
  et veritas Domini manet in æternum:
  laudate eum, omnes populi.
 

Questo mottetto ha una caratteristica che lo rende unico fra le composizioni congeneri dell’epoca di Manchicourt: presenta un refrain sulla parola «alleluia», riproposto cinque volte (prima pars: a 0:54, 1:45, 2:36, 3:19; secunda pars: a 4:52), continuamente variato.

In conspectu Domini

Francisco Guerrero (4 ottobre 1528 - 1599): Gabriel archangelus, mottetto a 4 voci. Ensemble La Sestina.

1a pars :

Gabriel archangelus locutus est ad Virginem dicens:
«Ave Maria, gratia plena, dominus tecum, benedicta tu in mulieribus.»

2a pars :

Gabriel archangele veni in adjutorio populo Dei,
qui semper assistis in conspectu Domini.

Allegro impetuoso – II

Georges Onslow (1784 - 3 ottobre 1853): Sinfonia n. 3 in fa minore (orchestrazione del Quintetto op. 32, 1826). Sinfonieorchester des Norddeutschen Rundfunks, dir. Johannes Goritzki.

  1. Largo – Allegro espressivo
  2. Allegro impetuoso [10:04]
  3. Andante soave [15:19]
  4. Finale: Allegro agitato [24:10]

Onslow

Quintetto con clarinetto – III

Henri Marteau (1874 - 3 ottobre 1934): Quintetto in do minore per clarinetto e archi op. 13 (1906). Klaus Hampl, clarinetto; Quartetto di Roma: Marco Fiorini e Biancamaria Rapaccini, violini; Davide Toso, viola; Alessandra Montani, violoncello.

  1. Andante molto sostenuto – Moderato assai
  2. Allegretto moderato [11:59]
  3. Andante sostenuto [18:20]
  4. Finale: Andante sostenuto – Allegro molto [27:01]

Crucifigat omnes

Anonimo del XII secolo: Crucifigat omnes, conductus a 3 voci. New London Consort, dir. Philip Pickett.

Si tratta di un vero e proprio canto di crociata. Il testo, composto a seguito della conquista di Gerusalemme da parte del Saladino (2 ottobre 1187), è riportato con o senza musica da più fonti diverse, fra le quali il manoscritto dei Carmina Burana : nell’ambito di questa raccolta è compreso fra i carmina moralia (canti morali) e gli è stato assegnato il numero 47.

Crucifigat omnes
Domini crux altera,
nova Christi vulnera!
Arbor salutifera
perditur, sepulchrum
gens evertit extera
violente,    plena gente
sola sedet civitas,
agni fedus    rapit hedus,
plorat dotes perditas
sponsa Sion, immolatur
Ananias, incurvatur
cornu David, flagellatur
mundus;
ab iniustis abdicatur
per quem iuste iudicatur
mundus.

O quam dignos luctus!
exulat rex omnium,
baculus fidelium
sustinet opprobrium
gentis infidelis;
cedit parti gentium
pars totalis;    iam regalis
in luto et latere
elaborat    tellus, plorat
Moysen fatiscere.
homo, Dei miserere!
fili, patris ius tuere!
in incerto certum quere,
ducis
ducum dona promerere
et lucrare lucem vere
lucis!

Quisquis es signatus
fidei charactere,
fidem factis assere,
rugientes contere
catulos leonum,
miserans intuere
corde tristi    damnum Christi!
longus Cedar incola,
surge, vide,    ne de fide
reproberis frivola!
suda martyr in agone
spe mercedis et corone!
Derelicta Babylone,
pugna
pro celesti regione,
et ad vitam te compone
pugna!

Crocifigga tutti
la seconda croce del Signore,
le nuove ferite di Cristo!
L’albero della salvezza
è perduto, il Sepolcro
è stato profanato da stranieri
con la violenza, piena di gente
la città resta sola,
l’ariete ha rotto il patto con l’agnello,
piange la dote perduta
la sposa di Sion, immolato
Anania, piegata
la potenza di Davide, flagellato
chi è puro;
dagli empi rinnegato
Colui che con giustizia giudica
il mondo.

Oh, come sono giusti i pianti!
Il Re del mondo è bandito,
il sostegno dei credenti
deve patire l’obbrobrio
di un popolo infedele;
cede a una parte dei gentili
la parte intera; già del Re
la terra tra fango e macerie
soffre, e lamenta
la rovina di Mosè.
Uomo, implora la pietà di Dio!
Figlio, difendi il diritto del Padre!
Nell’incerto cerca la certezza,
del Re
dei re merita il dono
e guadàgnati la luce della vera
luce!

Chiunque tu sia, segnato
con il marchio della fede,
testimoniala con i fatti,
schiaccia i ruggenti
cuccioli dei leoni,
osserva con pietà
e dolore la rovina di Cristo!
Lontano abitante di Kedar,
alzati e bada, che non ti si rimproveri
per la tua debole fede!
Suda, come un martire, nella mischia
sperando nel premio e nella corona!
Lasciata Babilonia,
lotta
per guadagnare un posto in cielo,
e preparati alla vita eterna
combattendo.

Il conductus è un tipo di composizione vocale su testo latino, monodica (a una voce) o polifonica (a più voci), la cui origine è da localizzarsi nella Francia meridionale (Aquitania) intorno al volgere del primo millennio; il nome è presumibilmente dovuto alla funzione che il conductus aveva in ambito liturgico, cioè quella di accompagnare durante la messa eventuali spostamenti del celebrante, di «condurre» processioni, e simili. Nel XII secolo il conductus divenne una delle forme predilette dagli esponenti della Scuola cosiddetta di Notre-Dame, che l’affrancarono dalla primitiva destinazione liturgica creando composizioni di argomento vario, talvolta anche non religioso: è il caso, per esempio, di Veris ad imperia, un conductus a 3 voci costruito sulla melodia di una canzone a ballo occitana abbastanza famosa, A l’entrada del tens clar (in questa pagina del blog potete ascoltare ambedue le composizioni). Mentre in altre forme della Scuola parigina prevale la scrittura melismatica (melisma: tante note per una sola sillaba), il conductus ha andamento perlopiù sillabico (una nota per ciascuna sillaba). La storia del conductus si conclude verso la fine del Duecento, con l’affermarsi di una forma nuova che avrà grandissima fortuna nei secoli a venire, il mottetto.

Ex contrario

 
Gija Kančeli (1935 - 2 ottobre 2019): Ex contrario per 2 violini (o violino e violoncello), tastiera elettronica (sampler), chitarra basso, archi e compact disc (2006). Gidon Kremer, violino; Giedrė Dirva­nauskaitė, violoncello; Andrej Puškarev, tastiera; Kremerata Baltica.
 

Ne damnemur in aeternum

Jacques Colebault detto Jacquet de Mantua (1483 - 2 ottobre 1559): Salve virgo virginum, mottetto a 4 voci. Ensemble «Jachet de Mantoue».

Salve virgo virginum,
salve lumen luminum,
vale, dulce lilium.
Salve, mater pauperum.
Mater Christi, tu peperisti regem omnium:
gaude pura spes futura deprecantium;
tu in hora mortis nostrae ora Christum Dominum ,
ne damnemur in aeternum.
Speciosa pretiosa lux errantium,
generosa, gratiosa sis in hac valle te laudantium
consolatrix et gaudium, apud Patrem et Filium.