Galop Excelsior

 
Romualdo Marenco (1841 - 9 ottobre 1907): il celebre «Galop» del Ballo Excelsior (1881). Allestimento del 2002 alla Teatro alla Scala di Milano, con Marta Romagna (Luce) e Isabel Seabra (Civiltà), coreografia di Ugo Dell’Ara; Corpo di ballo e Orchestra del Teatro alla Scala, dir. David Coleman.
 

Con tromba e contrabbasso

 
Camille Saint-Saëns (9 ottobre 1835 - 1921): Settimino in mi bemolle maggiore per tromba, 2 violini, viola, violoncello, contrabbasso e pianoforte op. 65 (1879-80). Edward Beckett, tromba: David le Page e Amanda Smith, violini; Julie Knight, viola; Ferenc Szucs, violoncello; Robin McGee, contrabbasso; Nicholas Walker, pianoforte.

  1. Préambule
  2. Menuet [4:49]
  3. Intermède [9:24]
  4. Gavotte et Final [13:14]

Late roses filled with early snow

 
Einojuhani Rautavaara (9 ottobre 1928 - 2016): Syksyiset puutarhat / Autumn Gardens per orchestra (1999). Helsingin kaupunginorkesteri (Orchestra filarmonica di Helsinki), dir. Vladimir Aškenazi.

    I. Poetico
   II. Tranquillo [10:39]
  III. Giocoso e leggiero [15:47]

« I have often likened the composer to a gardener: both are observers and overseers of organic growth rather than builders or assemblers of ready parts and elements. I would, furthermore, like my compositions to resemble an English garden, free-growing and organic, as opposed to a French garden, geometrically trimmed in angular shapes. These sentiments are possibly due to the fact that the work was commissioned by a British orchestra for an English festival.
« The name of the work is a quotation from the libretto of my opera The House of the Sun: “like a butterfly in a dark autumn garden”. The motif to which these words are sung is the theme for the variations in the first movement. Their texture gradually grows and quickens. Following on without a break is a slow, poetic movement of even rhythms and dynamics. The quick, lively finale begins giocoso e leggiero. But autumn is also a time of colour, and of death. At the end the music thus turns into a festive dance con grandezza. Maybe it bears the echo of a sarabande to the dying splendour of summer – or as T. S. Eliot put it: “late roses filled with early snow”. »

Einojuhani Rautavaara

EjR

Nello spirito della musica polacca

Ignacy Feliks Dobrzyński (1807 - 9 ottobre 1867) : Sinfonia n. 2 in do minore op. 15, Symfonia charakterystyczna w duchu muzyki polskiej (Sinfonia caratteristica nello spirito della musica polacca; 1831, rev. 1862). Narodowa Orkiestra Symfoniczna Polskiego Radia, dir. Łukasz Borowicz.

    I. Andante sostenuto – Allegro vivace
   II. Elegia: Andante doloroso ma non troppo lento [13:35]
  III. Minuetto alla Mazovienna: Allegro ma non troppo [19:32]
  IV. Finale alla Cracovienna: Vivace assai – Presto – Prestissimo [28:15]

Ignacy Feliks Dobrzyński

La Dame blanche

François-Adrien Boieldieu (1775 - 8 ottobre 1834): Ouverture per l’opéra-comique La Dame blanche (1825). Symfonický orchester Slovenského rozhlasu, dir. Ondrej Lenárd.

Il libretto, di Eugène Scribe, si fonda su episodi tratti da non meno di cinque opere di Walter Scott, fra cui i romanzi Guy Mannering (1815), The Monastery e The Abbott (1820).
La vicenda si svolge in Scozia nel 1759. ― ATTO I: il conte e la contessa Avenel sono morti in esilio, lasciando la curatela dei loro averi all’avido Gaveston; l’eredità spetterebbe al figlio dei conti, Julien, ma questi è scomparso senza lasciare traccia. Nelle terre degli Avenel, il fittavolo Dickson e sua moglie Jenny vorrebbero battezzare il loro figlio neonato, ma non hanno nessuno che possa fare da padrino; si offre di assumersi questo compito un giovane di passaggio, George Brown, ufficiale dell’esercito inglese che, a seguito di una ferita rimediata in guerra, ha perso la memoria. Dickson informa George sulle vicende del castello di Avenel, che presto sarà messo all’asta da Gaveston, il quale conta di acquistare il maniero e con esso il titolo nobiliare. Jenny canta una ballata che narra della Dama bianca, il misterioso fantasma che si aggira fra le mura del castello. A sua volta, George racconta di essere alla ricerca della giovane sconosciuta che si era presa cura di lui a Hannover, quando era ferito. ― ATTO II: al castello Anna, un’orfanella che i conti avevano preso sotto la propria tutela, racconta alla governante Marguerite di essersi presa cura di un ignoto soldato ferito che le ricordava molto Julien, del quale era innamorata fin da bambina. George giunge nella dimora degli Avenel e chiede ospitalità per la notte; rimasto solo, intona la cavatina « Viens, gentille dame ». Subito dopo appare Anna nelle vesti del fantasma, un lungo velo bianco che la copre interamente; riconosce immediatamente in George il soldato che aveva curato a Hannover, e gli impone di partecipare all’asta, che si terrà il giorno successivo, insieme con Dickson: i due dovranno fare un’offerta superiore a quella di Gaveston; la somma verrà poi pagata grazie al tesoro degli Avenel, nascosto in un luogo noto solo a Anna. Così avviene: le proprietà degli Avenel sono assegnate a Dickson, il quale ha tempo fino a mezzogiorno per onorare il debito, altrimenti finirà in carcere. ― ATTO III: Anna e Marguerite vanno alla ricerca della statua della Dama bianca, nella quale sono nascoste le ricchezze degli Avenel. Nel frattempo, Gaveston apprende che George Brown è in realtà lo scomparso Julien Avenel, cosa di cui il giovane è tuttora ignaro. Anche Anna apprende la notizia, e elabora un piano. Allo scoccare delle 12, la Dama bianca appare recando lo scrigno del tesoro e salda il debito di Dickson. Contrariato, Gaveston strappa il velo e smaschera Anna; ma questa rivela a tutti che Brown è in realtà Julien, il legittimo erede degli Avenel. I due giovani si sposeranno con grande soddisfazione di tutti, tranne ovviamente Gaveston.

Ambo siam sassi

Heinrich Schütz (8 ottobre 1585 - 1672): Di marmo siete voi SWV 17, madrigale a 5 voci (n. 17 del Primo libro de madrigali, 1611) su testo di Giambattista Marino. The Consort of Musicke, dir. Anthony Rooley.

Di marmo siete voi,
donna, a colpi d’amore,
al pianto mio,
e di marmo son io
alle vostr’ire e agli strali suoi
per natura,
per amor io costante
e voi dura.
Ambo siam sassi
e l’un e l’altro è scoglio,
io di fé e voi d’orgoglio.

Un sogno è la speranza

Isabella Colbran (1784 - 7 ottobre 1845): So che un sogno è la speranza (da Sei Canzoncine ou Petits Airs Italiens, 3ème recueil, 1809); testo di Pietro Metastasio, dal Ruggero (aria di Bradamante, atto I, scena 9a). Maria Chiara Pizzoli, soprano; Marianne Gubri, arpa.

So che un sogno è la speranza
So che spesso il ver non dice
Ma, pietosa ingannatrice,
Consolando il cor mi va.

Fra quei sogni non ha pace
E capace almen si rende
Di sue barbare vicende
A soffrir la crudeltà.

IC

Con furto gentile

Settimia Caccini (6 ottobre 1591 - c1660): Due luci ridenti per voce e basso continuo. Ensemble Laus Concentus: Lavinia Bertotti, soprano; Massimo Lonardi, liuto; Maurizio Piantelli, tiorba; Maurizio Less, viola da gamba.

Due luci ridenti
Con guardo sereno
Di dolci tormenti
M’ingombrano il seno.

Ma lampi d’amore
Rapiscono al core
Con furto gentile
La libertà.

Pur lieto vivrà:
Quest’alma, cantando,
T’adora penando,
Celeste beltà.

Due labbra di rose
Con dolci rossori
Le faci amorose
Promettono ai cori.

Ma in quel bel sereno
S’annida il veleno
Che uccide dell’alme
La libertà.

Lavinia Bertotti (1957 - 2016)

Pour oublier les pleurs

Jacques Offenbach (1819 - 5 ottobre 1880): J’aime la rêverie, mélodie; «paroles de Mme la Baronne Gay de V[aux]» (1839). Mariam Sarkissian, mezzosoprano; Daniel Propper, pianoforte.

J’aime la rêverie:
Les bois et la prairie,
Le gazon et les fleurs
Font oublier les pleurs.

J’aime à voir ton image
Se refléter dans l’eau
D’un ruisseau.
Je voudrais au village
Avec toi m’isoler
Et rester.

J’aime la rêverie…

J’aime ta chevelure,
Et je frémis parfois
Quand mes doigts
De ta blonde parure
Déroulent les anneaux
Doux et beaux.

J’aime la rêverie…

Près de toi les orages
D’un rigoureux destin
Ne sont rien;
Dans tes yeux sans nuages
Je trouve le bonheur
De mon cœur.

J’aime la rêverie…

La notte dei maya

Silvestre Revueltas Sánchez (1899 - 5 ottobre 1940): La noche de los mayas, suite sinfonica tratta dalle musiche composte per il film omo­nimo (1939) diretto da Chano Urueta. Orquesta Juvenil Universitaria «Eduardo Mata» de la Universidad Nacional Autónoma de México, dir. Gustavo Rivero Weber.

  1. Noche de los mayas
  2. Noche de jaranas [7:15]
  3. Noche de Yucatán [12:45]
  4. Noche de encantamiento [19:22]

In æternum

Pierre de Manchicourt (c1510 - 5 ottobre 1564): Laudate Dominum omnes gentes, mottetto a 6 voci. Huelgas Ensemble, dir. Paul van Nevel.

1ª pars:

Laudate Dominum, omnes gentes;
laudate eum, omnes populi:
  resurrexit Dominus, alleluia.
Unus est Christus qui regnat;
laudate Dominum, omnes gentes:
  Christus triumphat, alleluia.
Unus est Christus qui renovat;
laudate eum, omnes populi:
  Christus glorificat, alleluia.
Unus est Christus qui coronat;
  laudate Dominum, omnes gentes, alleluia.

2ª pars:

Plaudite ergo, omnes gentes,
quoniam confirmata est super nos misericordia ejus, alleluia;
  et veritas Domini manet in æternum:
  laudate eum, omnes populi.
 

Questo mottetto ha una caratteristica che lo rende unico fra le composizioni congeneri dell’epoca di Manchicourt: presenta un refrain sulla parola «alleluia», riproposto cinque volte (prima pars: a 0:54, 1:45, 2:36, 3:19; secunda pars: a 4:52), continuamente variato.

In conspectu Domini

Francisco Guerrero (4 ottobre 1528 - 1599): Gabriel archangelus, mottetto a 4 voci. Ensemble La Sestina.

1a pars :

Gabriel archangelus locutus est ad Virginem dicens:
«Ave Maria, gratia plena, dominus tecum, benedicta tu in mulieribus.»

2a pars :

Gabriel archangele veni in adjutorio populo Dei,
qui semper assistis in conspectu Domini.