Stelle e strisce in quattro quadri

Quadro I: In full glee
 

 
John Stafford Smith (1750 - 1836): The Anacreontic Song, or To Anacreon in Heav’n, canto bacchico su testo di Ralph Tomlinson composto a Londra intorno al 1775. Jacob Wright, voce solista; Jerry Blackstone, direttore.

To Anacreon, in Heav’n, where he sat in full glee,
A few sons of harmony sent a petition,
That he their inspirer and patron would be;
When this answer arrived from the jolly old Grecian –
Voice, fiddle and flute, no longer be mute.
I’ll lend ye my name, and inspire you to boot,
And, besides, I’ll instruct you, like me, to entwine,
The myrtle of Venus with Bacchus’s vine.

The news through Olympus immediately flew;
When Old Thunder pretended to give himself airs –
If these mortals are suffer’d their scheme to pursue,
The devil a goddess will stay above stairs.
Hark! already they cry in transports of joy.
Away to the Sons of Anacreon we’ll fly…
And there with good fellows, we’ll learn to entwine,
The myrtle of Venus with Bacchus’s vine.

The yellow-hair’d god, and his nine fusty maids,
From Helicon’s banks will incontinent flee.
Idalia will boast but of tenantless shades,
And the biforked hill a mere desert will be.
My Thunder, no fear on’t shall soon do its errand,
And dam’me! I’ll swing the ringleaders, I warrant.
I’ll trim the young dogs for thus daring to twine,
The myrtle of Venus with Bacchus’s vine.

Apollo rose up; and said, Pr’ythee ne’er quarrel,
Good King of the gods, with my vot’ries below!
Your thunder is useless – then, shewing his laurel,
Cry’d, Sic evitabile fulmen, you know!
Then over each head my laurels I’ll spread;
So my sons from your crackers no mischief shall dread,
Whilst snug in their club-room, they jovially twine,
The myrtle of Venus with Bacchus’s vine.

Next Momus got up, with his risible phiz;
And swore with Apollo he’d cheerfully join –
The full tide of harmony still shall be his,
But the song, and the catch, and the laugh shall be mine;
Then, Jove, be not jealous of these honest fellows.
Cry’d Jove, We relent, since the truth you now tell us;
And swear by Old Styx that they long shall entwine,
The myrtle of Venus with Bacchus’s vine.

Ye sons of Anacreon, then, join hand in hand;
Preserve unanimity, friendship and love.
‘Tis your’s to support what’s so happily plan’d;
You’ve the sanction of gods, and the fiat of Jove.
While thus we agree, our toast let it be.
May our club flourish happy, united, and free!
And long may the sons of Anacreon entwine,
The myrtle of Venus with Bacchus’s vine.

Sul modello dell’Anacreontic Song di Tomlinson è esemplata l’ode Defence of Fort McHenry, composta da Francis Scott Key per celebrare la vittoria dei soldati statunitensi e della popolazione di Baltimora sulla flotta inglese il 14 settembre 1814. In seguito il testo di Francis Scott Key, adattato alla musica di John Stafford Smith, divenne un canto patriottico, e nel 1931 fu ufficialmente adottato quale inno nazionale degli Stati Uniti d’America, oggi noto con il titolo The Star-Spangled Banner.


Quadro II: La versione di Igor’
 

 
The Star-Spangled Banner nella versione orchestrale curata da Igor’ Stravinskij nei primi anni 1940. National Symphony Orchestra, dir. Gianandrea Noseda.

Una pubblica esecuzione di questa versione si sarebbe dovuta tenere a Boston nel gennaio del 1944, con la Boston Symphony Orchestra diretta dal compositore stesso, ma fu depennata dal programma del concerto a causa di un curioso incidente: la polizia locale avvertì Stravinskij dell’esistenza di una legge che proibiva la manomissione, parziale o integrale, dell’inno nazionale, aggiungendo che ogni trasgressione sarebbe stata punita con un’ammenda di 100 dollari.
(La polizia di Boston era però in errore: una legge c’era davvero, ma si limitava a vietare l’uso dell’inno come musica da ballo o da intrattenimento.)
In effetti Stravinskij aveva modificato l’armonizzazione originale: perciò, per quanto dispiaciuto, rinunciò a dirigere il brano.


Quadro III: Le variazioni di Paine
 

 
John Knowles Paine (1839 - 1906): Concert Variations on «The Star-Spangled Banner» per organo op. 3 n. 2 (1861). Andrew Meagher.


Quadro IV: Lo yankee vagabondo
 

 
Giacomo Puccini (1858-1924): «Dovunque al mondo», da Madama Butterfly (1904), atto I. Luciano Pavarotti e Michel Sénéchal, tenori; Robert Kerns, baritono; Chor der Wiener Staatsoper e Wiener Philharmoniker diretti da Herbert von Karajan.

In terra aliena

Philippe de Monte (1521 - 4 luglio 1603): Super flumina Babylonis, mottetto per doppio coro a 8 voci sul testo del Salmo 137 (modificato). The Sixteen, dir. Harry Christophers.

Super flumina Babylonis illic sedimus et flevimus dum recordaremur tui, Sion.
Illic interrogaverunt nos qui captivos abduxerunt nos verba cantionum.
Quomodo cantabimus canticum Domini in terra aliena?
In salicibus in medio ejus suspendimus organa nostra.

Concertino – VI

Leoš Janáček (3 luglio 1854 - 1928): Concertino per pianoforte, due violini, viola, clarinetto, corno e fagotto (1925). Quintetto di fiati «Claude Debussy» e altri.

Composto durante una visita a Hukvaldy, in Moravia, luogo natale e ritiro campestre di Janáček, il Concertino è, secondo le indicazioni dell’autore, una descrizione dei giochi di vari animali nel bosco: in una lettera datata 23 aprile 1925 Janáček parla di “uno scoiattolo, alcuni moscerini, un capriolo”, mentre in un articolo scritto qualche tempo dopo aggiunge alla lista un riccio e dei gufi. Gli animaletti sono raffigurati prima individualmente, poi nel terzo movimento compaiono insieme, e nel Finale tutti giocano, saltano e corrono con crescente vivacità.

Minimalista ante litteram

Leoš Janáček (3 luglio 1854 - 1928): Suita (o Serenada) per orchestra op. 3 (1891). Janáčkova filharmonie Ostrava, dir. Otakar Trhlík.

  1. Con moto [0:07]
  2. Adagio [3:16]
  3. Allegretto [10:05]
  4. Con moto [12:44]

Appassionato studioso delle tradizioni musicali della propria terra, Janáček ne adotta gli elementi caratteristici — come per esempio le formule ripetitive — in varie composizioni. Il delizioso Allegretto della Suita op. 3 era già stato inserito, come II movimento, con strumentazione leggermente diversa, nella serie delle Danze dei lachi (1889).

Leoš Janáček con la moglie Zdenka Schulzová nel 1881.

Danze morave

 
Leoš Janáček (3 luglio 1854 - 1928): Lašské tance (Danze dei lachi; 1889). Orchestra sinfonica della Radio slovacca di Bratislava, dir. Ondrej Lenárd.

Il titolo originale di questa suite era Valašské tance, ossia danze della Valacchia morava, la regione di cui Janáček era originario.

  1. Starodávný I (In stile antico)
  2. Požehnaný (La Benedetta) [6:28]
  3. Dymák (Danza dell’incudine) [8:45]
  4. Starodávný II [10:56]
  5. Čeladenský (Danza del villaggio di Čeladná) [15:22]
  6. Pilky (Danza della sega) [17:17]

K 467

 
Wolfgang Amadeus Mozart (1756 - 1791): Concerto in do maggiore per pianoforte e orchestra K 467 (1785). Fazıl Say, pianoforte; hr-Sinfonieorchester, dir. Peter Oundjian.

  1. Allegro maestoso
  2. Andante [14:57]
  3. Allegro vivace assai [22:52]

Oggi, per cambiare un po’, ecco qualcosa di ben noto 🙂

Cornetti & tromboni

Georg Daniel Speer (2 luglio 1636 - 1707): Sonata a 5 in la minore e Sonata a 4 in do maggiore. Corelli Consort: Julia Fritz e Raivo Tarum, cornetti; Esa Fagerholm e Vairis Nartiss, tromboni; Peeter Sarapuu, dulciana; Lembit Orgse, organo.

Erme campagne, abbandonati orrori

Claudio Saracini detto il Palusi (1° luglio 1586 - 1630): Da te parto, cor mio, aria a 1 voce e basso continuo (pubblicata nella raccolta Le seconde musiche, 1620, n. 7). Nigel Rogers, tenore; Colin Tilney, clavicembalo; Jordi Savall, viola da gamba.

Da te parto, cor mio.
Io vado, anima mia.
Peregrin sconosciuto
d’ignoti lidi ad habitar l’arene,
erme campagne, abbandonati horrori
saran delle mie pene de miei passati ardori!
Dell’idol mio perduto
ecco misera e flebil’e dolente
del mio duol dal mio ardir memori ardente.

Vespro a 5

 
Giovanni Maria Sabino (battezzato il 30 giugno 1588 – 1649): Vespro a 5 voci e stumenti (con due mottetti di Antonino e Francesco Sabino, nipoti Giovanni Maria). Ensemble barocco «Giovanni Maria Sabino», dir. Paolo Valerio.

  1. Vespro: O quam speciosa
  2. Vespro: Dixit Dominus
  3. Vespro: Confitebor
  4. Benedicam Dominum (di Antonino Sabino)
  5. Vespro: Beatus vir
  6. Vespro: Laudate pueri
  7. Ave Virgo gratiosa (di Francesco Sabino)
  8. Vespro: Magnificat
  9. Vespro: Nisi Dominus
  10. Vespro: Diligam te Domine
  11. Vespro: Laetatus sum

Pièces en taille

Jacques Boyvin (c1650 - 30 giugno 1706): alcuni brani en taille tratti dalle sue due raccolte di composizioni organistiche (1669 e 1700). Michel Chapuis all’organo maggiore della Cattedrale di Santa Maria in Auch (Gers).

Le pièces en taille hanno generalmente carattere intimo e meditativo. En taille significa che la melodia si evolve nella tessitura della voce di tenore, detta appunto taille nella nomenclatura francese dell’epoca barocca.

2° Libro

Charmes & alarmes

Michel Lambert (1610 - 29 giugno 1696): Vos mespris chaque jour, air de cour (pubblicato in Airs à une, II. III. et IV. parties avec la basse-continue, 1689, p. 186). Stephan van Dyck, tenore; ensemble Musica Favola.

Vos mespris chaque jour me causent mille alarmes,
Mais je chéris mon sort, bien qu’il soit rigoureux,
Hélas! si dans mes maux je trouve tant de charmes,
Je mourrois de plaisir si j’estois plus heureux.

Quintetto con pianoforte e contrabbasso

Josef Labor (29 giugno 1842 - 1924): Quintetto in mi minore per pianoforte, violino, viola, violoncello e contrabbasso op. 3 (1886). Oliver Triendl, pianoforte; Cecilia Zilliacus, violino; Hiyoli Togawa, viola; Valentin Radutiu, violoncello; Zoran Marković, contrabbasso.

  1. Allegro
  2. Scherzo: Allegro vivace [10:24]
  3. Andante [16:01]
  4. Allegro ma non troppo – Allegro molto ed agitato [27:25]

Vienna, monumento a Josef Labor

Maestosamente

Antoine Forqueray (1672 - 28 giugno 1745): Suite in do minore per viola da gamba e basso continuo, n. 5 della raccolta di Pièces de viole pubblicata postuma dal figlio Jean-Baptiste nel 1747. Sigiswald Kuijken, viola da gamba principale; Wieland Kuijken (viola da gamba) e Gustav Leonhardt (clavicembalo), basso continuo.

  1. La Rameau: Majestueusement
  2. La Guignon: Vivement et détaché
  3. La Léon, sarabande: Tendrement
  4. La Boisson: Vivement, les pincés bien soutenûs
  5. La Montigni: Galamment sans lenteur
  6. La Sylva: Très tendrement
  7. Jupiter: Modérément

Sestetto svizzero

Hans Huber (28 giugno 1852 - 1921): Sestetto in si bemolle maggiore per flauto, oboe, clarinetto, corno, fagotto e pianoforte (1898). Kaspar Zehnder, flauto; Christian Hommel, oboe; Stephan Siegenthaler, clarinetto; Darbellay Olivier, corno; Bühlmann Matías, fagotto; Konstantin Lifschitz, pianoforte.

  1. Adagio non troppo
  2. Allegro molto vivace [10:38]
  3. Adagio ma non troppo [17:08]
  4. Allegro vivace con brio [19:29]