Sette veli e oltre

Robert Stolz (1880 - 27 giugno 1975): Salome, «orientalisches Lied und Foxtrot» op. 355 (1920), testo di Arthur Rebner. Una sontuosa interpretazione di Max Raabe.

Still durch den Sand der Sahara dahin
   Die Karawane sich zieht,
Welche der Forscher, der junge, aus Wien,
   Führt in ein neues Gebiet.
Plötzlich am Rand der Oase erspäht,
   Was er geschaut nie zuvor.
Er sieht ein Weib, das jauchzend sich dreht
   Zu der Araber Chor:

Salome, schönste Blume des Morgenlands.
Salome, wirst zur Göttin der Lust im Tanz!
Salome, reich den Mund mir wie Blut so rot.
Salome, deine Küsse sind süßer Tod!


Lo stesso brano in una versione solo strumentale. Berliner Symphoniker diretti da Robert Stolz.

La languida melodia romantica è nota in Italia con il titolo di Abat-jour­; la rielaborazione del brano di Stolz, su testo di Ennio Neri, negli anni 1962-63 fu riproposta da vari cantanti: Milva, Emilio Pericoli, Harry Wright. La versione di quest’ultmo fa da accompagnamento allo spogliarello di Sophia Loren in una celebre scena del film di Vittorio De Sica Ieri, oggi, domani (1963).
Da sottolineare che Carmelo Bene sardonicamente utilizzò Abat-jour, sempre cantato da Harry Wright, nella propria versione cinematografica (1972) della Salome di Oscar Wilde.
Una versione con testo inglese, intitolata Romeo, ebbe un certo successo nell’interpretazione di Petula Clark.


Stolz - Salome.jpg

La sostenibile levità della musica

Élisabeth-Claude Jacquet de La Guerre (1666 - 27 giugno 1729): Sonata n. 2 in re maggiore per violino e basso continuo (1707). Riccardo Masahide Minasi, violino; Salvatore Carchiolo, clavicembalo.

  1. Presto
  2. Adagio [1:25]
  3. Presto [2:50]
  4. Presto [4:25]

Élisabeth-Claude Jacquet de La Guerre ritratta da François de Troy

Il Brahms renano

Ewald Sträßer (27 giugno 1867 - 1933): Prima Sinfonia in sol maggiore op. 22 (1909). Nordwestdeutsche Phil­har­mo­nie, dir. Werner Andreas Albert.

  1. Alla breve e con anima
  2. Andante sostenuto [12:08]
  3. Scherzo: Presto [23:07]
  4. Finale: Molto con fuoco, vivacissimo. Sehr scharf rhythmisch [32:55]

Variazioni sul Pueblo unido

 
Frederic Rzewski (1938 - 26 giugno 2021): The People United Will Never Be Defeated!, 36 variazioni per pianoforte (1975), qui eseguite dall’autore, sul tema del canto di mobilitazione popolare ¡El pueblo unido jamás será vencido!, composto nel 1973 da Sergio Ortega su testo del gruppo «Quilapayún» e poi fatto proprio da altri complessi musicali, fra cui gli «Inti-Illimani», che lo portarono a notorietà internazionale.
 

Sinfonia per archi – II

Hans Rott (1858 - 25 giugno 1884): Sinfonia in la bemolle maggiore per orchestra d’archi (1874-75). Phil­har­mo­ni­sches Orchester des Staatstheaters Mainz, dir. Enrico Delamboye.

  1. Allegro con fuoco – Agitato e con brio
  2. Grave e largo – Grave [4:20]
  3. Scherzo: Prestissimo – Trio: Innig und Gemuetsvoll [10:08]

Dodici Marce eroiche

Georg Philipp Telemann (1681 - 25 giugno 1767): Helden-Music bestehend aus 12. Marchen / 12 Marches héroiques TWV 55:a1, versione per tromba e organo (l’originale è per due oboi e basso continuo). Ole Edvard Antonsen, tromba; Wayne Marshall, organo.

  1. Die Würde – La Majesté
  2. Die Anmut – La Grâce
  3. Die Tapferkeit – La Vaillance
  4. Die Ruhe – La Tranquilité
  5. Die Rüstung – L’Armement
  6. Die Liebe – L’Amour
  7. Die Wachsamkeit – La Vigilance
  8. Die Ausgelassenheit – La Gaillardise
  9. Die Sanftmut – La Douceur
  10. Die Großmut – La Générosité
  11. Die Hoffnung – L’Espérance
  12. Die Freude – La Réjouissance

Cinquecento anni fa…

– Leonardo da Vinci (1452 - 1519): Tre rebus
– Serafino Aquilano (1466 - 1500): Tu dormi, io veglio
– Franchino Gaffurio (1451 - 25 giugno 1522): Imperatrix reginarum
– Francesco Spinacino (sec. XV - p1507): Adieu mes amours e La Bernardina (trascrizioni per liuto, da Josquin)
Renata Fusco, soprano; Massimo Lonardi, liuto.

A proposito di Leonardo enigmista:
https://www.giannellachannel.info/storia-segreta-di-un-pioniere-enigmistica-leonardo-da-vinci/

?Gaffurio

Probabile ritratto di Franchino Gaffurio eseguito da Leonardo da Vinci nel 1485
(Pinacoteca Ambrosiana, Milano)

Un clavicembalo poco fa – II

Hugo Distler (24 giugno 1908 - 1942): Concerto per clavicembalo e orchestra d’archi op. 14 (1935-36). Huguette Dreyfus, clavicembalo; Deutsche Bachsolisten, dir. Martin Stephani.

  1. Allegro vivace
  2. Andante poco adagio [10:08]
  3. 13 Variazioni sopra Ach, du feiner Reiter di Samuel Scheidt [19:11]

Ach, du feiner Reiter

Samuel Scheidt (1587 - 1654): Niederländisches Lied, Cantio Belgica ovvero Ach, du feiner Reiter , tema e 7 variazioni per strumento a tastiera SSWV 111 (pubblicate in Tabulatura nova continens variationes aliquot psalmorum, fanta­siarum, cantilenarum, passamezo, et canones aliquot in gratiam organistarum adornata, 1624, Parte I, n. 10). Klaus Eichhorn, organo.

Monte Calvo

Modést Petròvič Mùsorgskij (1839 - 1881): Una notte sul Monte Calvo (Ночь на лысой горе), poema sinfonico, rielaborazione (1886) di Nikolaj Andreevič Rimskij-Korsakov (1844 - 1908). New York Philharmonic Orchestra, dir. Leonard Bernstein.
E questa è la versione più nota.


Musorgskij: La notte di san Giovanni sul Monte Calvo (versione originale, 1866-67). Berliner Philharmoniker, dir. Claudio Abbado.

Storie della Heimskringla

 
Carl Reinecke (23 giugno 1824 - 1910): Sinfonia n. 2 in do minore op. 134, Håkon Jarl (1874). Tasmanian Symphony Orchestra, dir. Howard Shelley.

  1. Håkon Jarl: Allegro
  2. Thora: Andante [11:12]
  3. Nel bosco di Odino, Intermezzo: Allegretto moderato [18:35]
  4. La vittoria di Oluf, Finale: Allegro – Allegro molto [23:55]

Reinecke - Sinfonia n. 2, frontespizio dello spartito

I shall but love thee better after death

Maude Valérie White (23 giugno 1855 - 1937): How Do I Love Thee?, song per voce e pianoforte su testo di Elizabeth Barrett Browning (Sonnet 43) ampiamente rimaneggiato dalla compositrice. Ximena Bernal, mezzosoprano; Felipe Calle, pianoforte.

Testo del song:

How do I love thee? Let me count the ways.
I love thee to the depth and breadth and height
My soul can reach,
(I love thee purely)
I love thee to the level of every day’s
Most quiet need,
(I love thee with the breath) of all my life!
and, if God choose,
I shall but love thee better after death.

Testo originale di Elizabeth Barrett Browning:

How do I love thee? Let me count the ways.
I love thee to the depth and breadth and height
My soul can reach, when feeling out of sight
For the ends of being and ideal grace.
I love thee to the level of every day’s
Most quiet need, by sun and candle-light.
I love thee freely, as men strive for right.
I love thee purely, as they turn from praise.
I love thee with the passion put to use
In my old griefs, and with my childhood’s faith.
I love thee with a love I seemed to lose
With my lost saints. I love thee with the breath,
Smiles, tears, of all my life; and, if God choose,
I shall but love thee better after death.

Julian, figlio di Aleksandr

 
Julian Aleksandrovič Skrjabin (1908 - 22 giugno 1919): Quattro Preludi per pianoforte (1918-19).

  • Preludio op. 2 (1918)
  • Preludio op. 3 n. 1 (1918) [2:30]
  • Preludio op. 3 n. 2 (1918) [3:40]
  • Preludio senza numero d’opus (1919) [4:08]

Secondo alcuni studiosi, questi Preludi sarebbero in realtà composizioni inedite di Aleksandr Skrjabin e risalirebbero al 1907 circa.

Per il Baryton

Luigi Tomasini (22 giugno 1741 - 1808): Trio in do maggiore per Baryton, viola e violoncello Kor.19. Maddalena Del Gobbo, Baryton; Robert Bauerstatter, viola; David Pennetzdorfer, violoncello.

  1. Allegro spiritoso
  2. Minuetto
  3. Rondò: Allegretto

Baryton è il nome tedesco della viola di bordone: si tratta di uno strumento ad arco di dimensioni analoghe a quelle di un violoncello, solitamente dotato di sei corde principali e di nove corde di risonanza, tese sotto la tastiera.
Luigi Tomasini lavorò per circa trent’anni al servizio del principe Nicola I Esterházy, che era un ottimo musicista dilettante, gran virtuoso di Baryton: Joseph Haydn e Tomasini composero per lui e il suo strumento una gran quantità di brani, perlopiù trii.
Wikipedia dice che il Baryton cadde in disuso “per l’elevata difficoltà che comportava il suonarlo”. In realtà, la ragione per cui l’interesse per questo tipo di strumenti a un certo punto cessò è l’esilità del loro suono; la famiglia dei violini prevalse infine su quella delle viole proprio grazie alla robustezza del suono.


Sumer is icumen in

Sumer is icumen in

L’esempio più antico di onomatopea musicale che io conosca è l’imitazione del canto del cuculo su cui si fonda il brano che vedete qui sopra, scritto su una pagina del codice Harley 978 della British Library: la cosiddetta « rota di Reading » (dal nome dell’abbazia in cui il manoscritto era un tempo conservato), ossia Sumer is icumen in. Non conosciamo il nome dell’autore, ma è possibile che si tratti di « W. de Wycombe », precentore del priorato di Leominster, Herefordshire, il cui nome è così riportato sul manoscritto.
Questo celebre canone (rota = round) risale a quasi ottocento anni fa ed è la più antica com­po­si­zione polifonica a sei voci che ci sia pervenuta. Il testo, in inglese medio (Middle English), descrive la natura all’inizio dell’estate:

Sumer is icumen in,
Lhude sing cuccu!
Groweþ sed and bloweþ med
And springþ þe wde nu.
Sing cuccu!
Awe bleteþ after lomb,
Lhouþ after calue cu.
Bulluc sterteþ, bucke uerteþ,
Murie sing cuccu!
Cuccu, cuccu, wel singes þu cuccu;
Ne swik þu nauer nu.

Pes : Sing cuccu nu.

È arrivata l’estate,
canta a piena voce, cucù!
Germoglia il seme e fiorisce il prato,
il bosco rinasce a nuova vita.
Canta, cucù!
La pecora bela per il suo agnello,
il vitello muggisce alla mucca,
salta il toro, il cervo emette fiati,
canta con gioia, cucù!
Cucù, cucù, come canti bene, cucù!
Ora non smettere più.

Pes : Canta, cucù, adesso.

Indicazioni per l’esecuzione del canone (scritte con inchiostro nero):

Hanc rotam cantare possunt quatuor socii. A paucioribus autem quam a tribus aut saltem duobus non debet dici, preter eos qui dicunt pedem. Canitur autem sic. Tacentibus ceteris, unus inchoat cum hiis qui tenent pedem. Et cum venerit ad primam notam post crucem, inchoat alius, et sic de ceteris. Singuli vero repausent ad pausaciones scriptas, et non alibi, spacio unius longe note.

Possono cantare questa rota quattro persone. Non può essere eseguita da meno di tre o al minimo due, oltre a quelli che cantano il pes. Per cantare si procede in questo modo. Mentre gli altri stanno zitti, uno inizia la rota insieme con i due che cantano il pes. Ma quando il primo arriva alla prima nota dopo la croce, un secondo cantore inizia da capo. Gli altri seguono allo stesso modo. Ogni cantore deve rimanere in silenzio, per la durata di una longa, dov’è indicata la pausa, ma non altrove.

Indicazioni per l’esecuzione del pes (in rosso):

1ª voce: Hoc repetit unus quociens opus est, faciens pausacionem in fine.

Una voce ripete questa parte tante volte quante sono necessarie, facendo una pausa alla fine.

2ª voce: Hoc dicit alius, pausans in medio, et non in fine, sed immediate repetens principium.

Un’altra voce canta questa parte facendo una pausa a metà, ma non alla fine, e poi rico­min­ciando immediatamente.

Oltre che sul testo in medio inglese scritto con inchiostro nero, il canone può essere cantato sul testo latino scritto in rosso:

Perspice christicola,
Que dignacio,
Celicus agricola
Pro vitis vicio.
Filio
Non parcens exposuit
Mortis exicio.
Qui captivos semivivos
A supplicio
Vite donat,
Et secum coronat
In coeli solio.

Guarda, o cristiano,
quale onore:
l’agricoltore celeste
per il vizio della vite,
il figlio
non risparmiando, lo espose
al destino della morte.
A voi peccatori, semivivi
per il peccato,
Egli dona la vita
e vi incorona con sé
al soglio celeste.

 
Sumer is icumen in eseguito dallo Hilliard Ensemble.
 

Sumer is icumen in, trascrizione in notazione moderna

Il volo impossibile

 
Nikolaj Andreevič Rimskij-Korsakov (1844 - 21 giugno 1908): interludio sinfonico dal 1° quadro del III atto dell’opera La fiaba dello zar Saltan (1900), noto con il titolo Il volo del calabrone. Royal Scottish National Orchestra, dir. Neeme Järvi.
 

«Tout d’abord poussé par ce qui se fait en aviation, j’ai appliqué aux insectes les lois de la résistance de l’air, et je suis arrivé avec M. Sainte-Laguë à cette conclusion que leur vol est impossible» (Antoine Magnan, Le Vol des insectes, 1934).