Serenata – XIX

Enrico Toselli (1883 - 15 gennaio 1926): Serenata op. 3 n. 1 (Rimpianto). Hans-Georg Arlt, vilolino; Berliner Symphoniker, dir. Werner Eisbrenner.

Musicista assai apprezzato dai Savoia e in particolare dalla regina Margherita, Toselli è tuttavia noto soprattutto per il suo scandaloso matrimonio con Luisa d’Asburgo-Lorena, principessa di Sassonia. Alla vicenda è dedicato il film di Duilio Coletti Romanzo d’amore (1950), protagonisti Danielle Darrieux e Rossano Brazzi.



L’approfondimento
di Pierfrancesco Di Vanni

Enrico Toselli: musica e scandali

Un talento precoce e il successo internazionale
Enrico Toselli si distinse fin da giovanissimo come virtuoso del pianoforte. Dopo aver appreso i primi rudimenti dalla madre, perfezionò la propria tecnica studiando con Giovanni Sgambati, Giuseppe Martucci e Reginaldo Grazzini. La sua abilità lo portò presto a calcare i palcoscenici delle più importanti capitali europee, spingendosi fino ad Alessandria d’Egitto e in Nord America. La sua fama di compositore e musicista fu tale da attirare l’attenzione della corte sabauda e i favori della regina Margherita, che elogiò personalmente la sua opera Il trionfo della fede. Stabilitosi nuovamente a Firenze, Toselli continuò la sua prolifica attività didattica e compositiva; tra le sue opere spicca la celebre Serenata (Rimpianto), brano che gli garantì una popolarità duratura, e il poema sinfonico ispirato a Il fuoco, nato da un amichevole incontro con Gabriele d’Annunzio. Si dedicò inoltre al teatro musicale con opere come Lea e La cattiva Francesca.

L’arciduchessa Luisa
Nonostante il successo artistico, la notorietà di Toselli fu amplificata a dismisura dalle vicende della sua vita privata. Nel 1907, il musicista divenne protagonista di uno scandalo internazionale sposando a Londra l’arciduchessa Luisa d’Asburgo-Lorena. La sposa, ex principessa ereditaria di Sassonia, era una figura chiacchierata per le sue stravaganze: aveva tredici anni più di Toselli ed era già madre di quattro figli avuti dal precedente matrimonio.
L’unione, seppur coronata dalla nascita nel 1908 del figlio Carlo Emanuele (detto Buby, futuro violinista), si rivelò turbolenta a causa dell’irrequietezza dell’ex principessa. Le differenze caratteriali e lo stile di vita della donna portarono la coppia alla separazione già nel 1912.

L’arte come specchio della vita e il triste epilogo
Toselli seppe trasformare il clamore mediatico del suo fallimento matrimoniale in materia artistica e letteraria. Sfruttando la sua fama di ex marito di un’aristocrtica, compose nel 1913 l’operetta dal titolo evocativo La principessa bizzarra e pubblicò un libro di memorie di successo intitolato Mari d’altesse: 4 ans de mariage avec Louise de Toscane.
Gli ultimi anni della sua esistenza furono segnati da una ritrovata serenità affettiva grazie al secondo matrimonio con la cantante Pia Santarini, che gli rimase accanto con affetto. Tuttavia, la sua salute andò rapidamente declinando: invecchiato precocemente e consumato dalla tubercolosi, Enrico Toselli si spense nella sua Firenze a soli 42 anni.

La Serenata
Questa composizione rappresenta uno dei vertici della musica da salotto del primo Novecento. Originariamente composta per voce e pianoforte, più nota è la versione per violino, arpa e orchestra, che ne esalta la natura eterea e sognante, trasformando la romanza in un dialogo intimo tra due strumenti dalla spiccata sensibilità timbrica.
Il brano si apre con un’introduzione affidata esclusivamente all’arpa. Gli accordi arpeggiati creano un tappeto armonico fluido che evoca immediatamente un senso di attesa e di pacata malinconia. La scelta di questo strumento non è casuale: il morbido pizzicato sostituisce la percussività del pianoforte, conferendo al brano un’aura quasi mitologica, come se la musica emergesse dalle nebbie del ricordo. Il violino poi entra con il tema principale, una melodia di una semplicità disarmante ma di un’efficacia emotiva straordinaria. Il fraseggio è ampio e disteso, con un vibrato stretto e un legato impeccabile per imitare la voce umana.
La melodia si muove prevalentemente per gradi congiunti, con piccoli salti che sembrano sospiri. L’arpa accompagna con un ritmo regolare, mantenendo il tempo in un moderato che non affretta mai l’esposizione. In questa fase, la musica trasmette un senso di rassegnata dolcezza: è il “rimpianto” che dà il titolo alternativo all’opera, un guardare indietro senza rabbia, ma con una punta di tristezza.
Verso la metà del brano, la composizione subisce una mutazione dinamica e armonica. Il violino sale verso il registro acuto e la scrittura si fa più densa. Qui emerge l’aspetto più drammatico della poetica di Toselli: le frasi si accorciano, diventano più incalzanti e cromatiche. Il dialogo con l’arpa si intensifica: non è più un semplice accompagnamento, ma un sostegno pulsante a una linea melodica che sembra cercare una risoluzione, un’uscita dal dolore del ricordo. In questa sezione centrale, la tensione emotiva tocca il suo apice, mettendo in luce la capacità del compositore di gestire la forma breve con una sapienza quasi operistica.
Dopo il momento di massima tensione, il brano scivola naturalmente verso la ripresa del tema iniziale. Il ritorno della melodia principale agisce come un sollievo psicologico: il conflitto della sezione centrale si placa e si torna alla stasi contemplativa dell’inizio.
Tuttavia, questa ripresa non è una mera ripetizione: nel violino si percepisce una stanchezza consapevole, una sorta di eco che prepara l’ascoltatore alla conclusione. Negli istanti finali, la dinamica scende verso il pianissimo. Il violino sostiene note lunghissime che sfumano lentamente, mentre l’arpa chiude il cerchio con gli ultimi arpeggi ascendenti, lasciando che il suono si perda nel silenzio, proprio come la luce del sole che scompare dietro l’albero ritratto nel video.

Musicalmente, il pezzo è un esempio perfetto di equilibrio tra forma e sentimento. La sua struttura ternaria è solida, ma è l’uso sapiente delle pause e delle sfumature dinamiche a renderla un capolavoro. In questa interpretazione, la componente “vocale” del brano viene sublimata: il violino non esegue solo note, ma “pronuncia” le parole di una romanza senza tempo, rendendo omaggio alla grande tradizione melodica italiana.

Romanzo d'amore

Siciliana variata

Francesco Antonio Bonporti (1672 - 19 dicembre 1749): Sere­nata IV in la minore (c1720). Luigi Mangiocavallo, violino; Claudio Ronco, violoncello; Marco Mencoboni, clavi­cembalo.

  1. Larghetto
  2. Siciliana variata: Comodo [3:08]
  3. Chiusa: Allegro [9:10]

Sopra antiche danze ungheresi

Leó Weiner (16 aprile 1885 - 1960): Divertimento nach alten hungarischen Tänzen per orchestra d’archi op. 20 (c1930). Zagrebački solisti.

  1. Jó alapos csárdás: Tempo di Csárdás (quasi alla Marcia)
  2. Róka-tánc: Vivace [2:09]
  3. Marosszéki keringős: Allegretto moderato (quasi andantino) [4:36]
  4. Csürdöngölő: Presto [6:38]

Eine kleine Nichtmusik

P.D.Q. Bach ovvero Peter Schickele (1935 - 2024): Eine kleine Nichtmusik (1977). The New York Pick-up Ensemble, dir. Peter Schickele.
Ecco un quodlibet alquanto irriverente. Se non riuscite a individuare tutte le compo­si­zioni citate, oltre ovviamente alla serenata quasi omonima (K 525) di Mozart, ne potete trovare qui di seguito i titoli, elencati in ordine di apparizione 😀

I movimento:

  – Anonimo: Turkey in the Straw [0:06]
  – Liszt: Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 [0:29]
  – Brahms: Sinfonia n. 3, IV movimento [0:32]
  – Mozart: duetto «Là ci darem del mano» dal Don Giovanni [0:39]
  – Mozart: Concerto per pianoforte n. 23, I movimento [0:46]
  – Mozart: «Voi che sapete» dalle Nozze di Figaro [0:53]
  – Anonimo: Canto dei battellieri del Volga [0:58]
  – Anonimo: D’ye ken John Peel? (canzone tradizionale inglese) [1:17]
  – Mozart: Sinfonia n. 1, I movimento [1:25]
  – Anonimo: El jarabe tapatio [1:33]
  – Mozart: «Voi che sapete» dalle Nozze di Figaro [1:40]
  – Rachmaninov: Concerto per pianoforte n. 2, I movimento [1:47]
  – Sousa: The Thunderer [2:11]
  – Beethoven: Sinfonia n. 7, IV movimento [2:14]
  – Mozart: Sinfonia n. 41 (Jupiter), IV movimento [2:32]
  – Dvořák: Sinfonia n. 9 (Dal Nuovo Mondo), I movimento [2:37]
  – Brahms: Sinfonia n. 3, IV movimento [2:40]
  – Brahms: Sinfonia n. 4, I movimento [2:50]
  – Händel: «For Unto Us a Child Is Born» dal Messiah [3:03]
  – Beethoven: Sinfonia n. 5, IV movimento [3:13]
  – Emmett: I wish I was in Dixie [3:23]
  – Šostakovič: Sinfonia n. 9, I movimento [3:35]
  – Čajkovskij: «Marcia» dallo Schiaccianoci [3:44]

II movimento:

  – Foster: Jeannie with the light brown hair [4:01]
  – Čajkovskij: Nur wer die Sehnsucht kennt [4:38]
  – Anonimo: Mary had a little lamb (canzoncina infantile) [4:52]
  – Čajkovskij: scena dal Lago dei cigni [5:07]
  – Beethoven: Concerto per pianoforte n. 3, I movimento [5:20]
  – Rimskij-Korsakov: Shahrazad, Leitmotiv del violino solista [5:20]
  – Franck: Sinfonia in re minore, I movimento [5:20]
  – Mendelssohn: Frühlingslied, n. 6 dei Lieder ohne Worte op. 62 [5:33]
  – Brahms: Sinfonia n. 4, I movimento [5:40]
  – Anonimo (forse Davide Rizzio): Auld Lang Syne [5:53]
  – Verdi: «Vedi, le fosche notturne spoglie» dal Trovatore [6:16]
  – Wagner: Preludio da Tristan und Isolde [6:31]
  – Anonimo: Alouette (canzoncina infantile) [6:48]
  – Tema B-A-C-H (SI♭-LA-DO-SI) [7:04]
  – Rachmaninov: Concerto per pianoforte n. 2, III movimento [7:12]

III movimento:

  – Anonimo: Here We Go Loopty Loo (canzoncina infantile) [7:53]
  – Beethoven: Sinfonia n. 5, I movimento [8:14]
  – Von Tilzer: Take Me Out to the Ball Game (inno ufficioso del baseball negli Stati Uniti) [8:36]
  – Musorgskij: tema dell’incoronazione da Boris Godunov [8:55]
  – Anonimo: Oh, Dear, What Can the Matter Be? (canzoncina infantile) [9:12]
  – Rimskij-Korsakov: Shahrazad, tema del giovane principe [9:23]

IV movimento:

  – Foster: Oh, Susanna [9:56]
  – Rossini: galop dalla sinfonia del Guillaume Tell [10:11]
  – Schubert: Marcia militare [10:15]
  – Franck: Sinfonia in re minore, III movimento [10:19]
  – Sullivan: «Miyasama» da The Mikado [10:19]
  – Grieg: «Nell’antro del re della montagna» da Peer Gynt [10:23]
  – Schubert: Erlkönig [10:26]
  – Musorgskij: tema dell’incoronazione da Boris Godunov [10:26]
  – Anonimo: Ah!, vous dirai-je, maman (canzoncina infantile) [10:32]
  – Franck: Sinfonia in re minore, III movimento [10:36]
  – Foster: Old Black Joe (canto tradizionale) [10:44]
  – Mozart: Sinfonia n. 29, IV movimento [10:50]
  – Stravinskij: dal finale di Pétrouchka [10:55]
  – Humperdinck: Hänsel und Gretel, atto I, scena 1a [11:03]
  – Offenbach: «Galop enfernal» da Orphée aux enfers [11:07]
  – Schumann: Sinfonia n. 1 (Frühlingssymphonie), I movimento [11:11]
  – Anonimo: Travadja La Moukère [11:15]
  – Musorgskij: «La Grande Porta di Kiev» dai Quadri di un’esposizione [11:19]
  – Autore incerto: Westminster Quarters [11:20]
  – Beethoven: Sinfonia n. 5, I movimento [11:20]
  – R. Strauss: Till Eulenspiegels lustige Streiche [11:30]


Peter Schickele

Serenata – XVII

Hugo Wolf (1860 - 22 febbraio 1903): Italienische Serenade per quartetto d’archi (1887). The Doric String Quartet: Alex Redington e Jonathan Stone, violini; Hélène Clément, viola; John Myerscough, violoncello.


Lo stesso brano nella trascrizione per orchestra eseguita da Wolf nel 1892. Orpheus Chamber Orchestra.

Serenata – XVI

Anton Diabelli (1771 - 1858): Grande Sérénade n. 4 in re magg. per flauto, viola e chitarra op. 95. Bruno Meier, flauto; Nicolas Corti, viola; Han Jonkers, chitarra.

  1. Andante
  2. Allegro ma non tanto [1:54]
  3. Menuetto: Moderato assai e cantabile [8:51]
  4. Rondò: Allegro [13:04]
  5. Marcia: Allegro [17:25]

Il trovatore capriccioso

John Fernström (6 dicembre 1897 - 1961): Den kapriciöse trubaduren, serenata in 4 parti per piccola orchestra op. 21 (1931). Sveriges Radios Symfoniorkester, dir. Stefan Solyom.

  1. Preludium
  2. Cantabile: Framför linden som blommar i aftonstjärnans sken (Davanti al tiglio in fiore nella luce della stella della sera)
  3. Giocoso: Serenad vid balkongen (Serenata sul balcone)
  4. Final: Sinnets oro (Pensieri della mente)

JF

Serenata – XI

Benjamin Britten (22 novembre 1913 - 1976): Serenade per tenore, corno e archi op. 31 (1943). Peter Pears, tenore; Dennis Brain, corno; BBC Symphony Orchestra, direttore John Hollingsworth.

  1. Prologue (assolo del corno)
  2. Pastoral [1:19]

    testo di Charles Cotton (1630-1687): quattro strofe da The Evening Quatrains

    The day’s grown old; the fainting sun
    Has but a little way to run,
    And yet his steeds, with all his skill,
    Scarce lug the chariot down the hill.

    The shadows now so long do grow,
    That brambles like tall cedars show;
    Mole hills seem mountains, and the ant
    Appears a monstrous elephant.

    A very little, little flock
    Shades thrice the ground that it would stock;
    Whilst the small stripling following them
    Appears a mighty Polypheme.

    And now on benches all are sat,
    In the cool air to sit and chat,
    Till Phoebus, dipping in the west,
    Shall lead the world the way to rest.


  3. Nocturne [5:16]

    testo di Alfred Tennyson (1809-1892): Blow, bugle, blow

    The splendour falls on castle walls
    And snowy summits old in story:
    The long light shakes across the lakes,
    And the wild cataract leaps in glory:
      Blow, bugle, blow, set the wild echoes flying,
      Bugle blow; answer, echoes, dying, dying, dying.

    O hark, O hear! how thin and clear,
    And thinner, clearer, farther going!
    O sweet and far from cliff and scar
    The horns of Elfland faintly blowing!
      Blow, let us hear the purple glens replying:
      Blow, bugle; answer, echoes, dying, dying, dying.

    O love, they die in yon rich sky,
    They faint on hill or field or river:
    Our echoes roll from soul to soul,
    And grow for ever and for ever.
      Blow, bugle, blow, set the wild echoes flying,
      And answer, echoes, answer, dying, dying, dying.


  4. Elegy [8:50]

    testo di William Blake (1757-1827): The Sick Rose)

    O Rose, thou art sick!
    The invisible worm,
    That flies in the night
    In the howling storm,
    Has found out thy bed
    Of crimson joy:
    And his dark, secret love
    Does thy life destroy.


  5. Dirge [13:43]

    testo di autore anonimo del secolo XV, noto come Lyke-Wake Dirge

    This ae nighte, this ae nighte,
    Every nighte and alle,
    Fire and fleet and candle‑lighte,
    And Christe receive thy saule.

    When thou from hence away art past,
    Every nighte and alle,
    To Whinny‑muir thou com’st at last;
    And Christe receive thy saule.

    If ever thou gavest hosen and shoon,
    Every nighte and alle,
    Sit thee down and put them on;
    And Christe receive thy saule.

    If hosen and shoon thou ne’er gav’st nane
    Every nighte and alle,
    The whinnes sall prick thee to the bare bane;
    And Christe receive thy saule.

    From Whinny‑muir when thou may’st pass,
    Every nighte and alle,
    To Brig o’ Dread thou com’st at last;
    And Christe receive thy saule.

    From Brig o’ Dread when thou may’st pass,
    Every nighte and alle,
    To Purgatory fire thou com’st at last;
    And Christe receive thy saule.

    If ever thou gavest meat or drink,
    Every nighte and alle,
    The fire sall never make thee shrink;
    And Christe receive thy saule.

    If meat or drink thou ne’er gav’st nane,
    Every nighte and alle,
    The fire will burn thee to the bare bane;
    And Christe receive thy saule.

    This ae nighte, this ae nighte,
    Every nighte and alle,
    Fire and fleet and candle‑lighte,
    And Christe receive thy saule.


  6. Hymn [17:42]

    testo di Ben Jonson (1572-1637): Hymn to Diana (dalla commedia satirica Cynthia’s Revels, or The Fountain of Self-Love, 1600)

    Queen and huntress, chaste and fair,
    Now the sun is laid to sleep,
    Seated in thy silver chair,
    State in wonted manner keep:
    Hesperus entreats thy light,
    Goddess excellently bright.

    Earth, let not thy envious shade
    Dare itself to interpose;
    Cynthia’s shining orb was made
    Heav’n to clear when day did close:
    Bless us then with wishèd sight,
    Goddess excellently bright.

    Lay thy bow of pearl apart,
    And thy crystal shining quiver;
    Give unto the flying hart
    Space to breathe, how short so-ever:
    Thou that mak’st a day of night,
    Goddess excellently bright.


  7. Sonnet [19:42]

    testo di John Keats (1795-1821): Sonnet To Sleep

    O soft embalmer of the still midnight!
    Shutting, with careful fingers and benign,
    Our gloom-pleas’d eyes, embower’d from the light,
        Enshaded in forgetfulness divine;
    O soothest Sleep! if so it please thee, close,
        In midst of this thine hymn, my willing eyes.
    Or wait the Amen, ere thy poppy throws
        Around my bed its lulling charities;
        Then save me, or the passed day will shine
    Upon my pillow, breeding many woes;
        Save me from curious conscience, that still hoards
    Its strength for darkness, burrowing like a mole;
        Turn the key deftly in the oiled wards,
    And seal the hushed casket of my soul.

  8. Epilogue (replica del Prologue eseguita dietro le quinte)

 

Serenata – X

 
Franz Schubert (1797 - 19 novembre 1828): Ständchen, Lied D 957/4 (1828) su testo di Ludwig Rellstab. Peter Schreier, baritono; Walter Olbertz, pianoforte.

Leise flehen meine Lieder
Durch die Nacht zu Dir;
In den stillen Hain hernieder,
Liebchen, komm’ zu mir!

Flüsternd schlanke Wipfel rauschen
In des Mondes Licht;
Des Verräthers feindlich Lauschen
Fürchte, Holde, nicht.

Hörst die Nachtigallen schlagen?
Ach! sie flehen Dich,
Mit der Töne süßen Klagen
Flehen sie für mich.

Sie verstehn des Busens Sehnen,
Kennen Liebesschmerz,
Rühren mit den Silbertönen
Jedes weiche Herz.

Laß auch Dir das Herz bewegen,
Liebchen, höre mich!
Bebend harr’ ich Dir entgegen!
Komm’, beglücke mich!

Petite Suite

Aleksandr Porfir’evič Borodin (12 novembre 1833 - 1887): Petite Suite per pianoforte (1884). Aldo Ciccolini.

  1. Au Couvent: Andante religioso
  2. Intermezzo: Tempo di menuetto [4:52]
  3. Mazurka I: Allegro [8:06]
  4. Mazurka II: Allegretto [10:54]
  5. Rêverie: Andante [14:32]
  6. Sérénade: Allegretto [16:33]
  7. Finale: Nocturne [18:09]

La stessa composizione nell’orchestrazione di Glazunov. Kungliga fil­har­mo­ni­ska orkestern (Stoccolma), dir. Gennadij Roždestvenskij.

  1. Au Couvent
  2. Intermezzo [4:35]
  3. Mazurka I [9:54]
  4. Mazurka II [13:33]
  5. Rêverie [17:20]
  6. Sérénade [20:23]
  7. Finale: Scherzo – Nocturne – Scherzo: Allegro vivace – Andantino – Allegretto [22:32]

Serenata – IX

Dame Elizabeth Violet Maconchy Le Fanu (1907 - 11 novembre 1994): Serenata concertante per violino e orchestra (1962). Manoug Parikian, violino; London Symphony Orchestra, dir. Vernon Handley.

  1. Lento – Andante con moto – Allegro ritmico
  2. Scherzo: Allegro molto
  3. Andante con moto
  4. Allegro vigoroso – Andante tranquillo

Serenata – VIII

Antonín Dvořák (8 settembre 1841 - 1904): Serenata in re minore per 10 strumenti a fiato (2 oboi, 2 clarinetti, 2 fagotti, controfagotto ad libitum e 3 corni), violoncello e contrabbasso op. 44 (1878). Membri dell’Orchester des Bayerischen Rundfuks, dir. Rafael Kubelík.

  1. Moderato, quasi marcia
  2. Minuetto [4:11]
  3. Andante con moto [10:49]
  4. Finale: Allegro molto [18:54]

Mucho Grando

P.D.Q. Bach (alias Peter Schickele; 17 luglio 1935 - 2024): Grand Serenade for an Awful Lot of Winds and Percussion (1992). Turtle Mountain Naval Base Tactical Wind Ensemble, dir. Peter Schickele.

  1. Grand Entrance
  2. Simply Grand Minuet
  3. Romance in the Grand Manner
  4. Rondo Mucho Grando

Grand Entrance : la solennità un po’ statica, severa ma non seria, del I movimento è punteggiata dai versi di alcuni pennuti che incautamente si sono introdotti nell’auditorium; non vorrei dirlo, ma… insomma… peggio per loro.
Simply Grand Minuet : in questo minuetto reboante la banda si fa accompagnare dal suono di ance e bocchini staccati dai rispettivi aerofoni; l’effetto nel complesso ricorda un po’ i richiami da caccia: forse i suonatori vorrebbero catturare altri volatili da sacrificare sull’altare di P.D.Q.
Romance in the Grand Manner : in sostanza è una suggestiva armonizzazione di Old Folks at Home ovvero Swanee River, celeberrimo minstrel song composto da Stephen Foster nel 1851.
Rondo Mucho Grando : il brano più esteso della suite è introdotto da un triplice rullo di timpano e tamburo militare, che si risolve in uno spaventoso crasho grosso quando l’armamentario delle percussioni rovina (fortuitamente?) a terra. Il tema principale del rondò, semplice e orecchiabile (più o meno), s’incrocia di continuo con segnali militari (carica!), con la fanfara che all’ippodromo annuncia l’inizio delle corse e con suggestioni blues. La sezione centrale si apre con una citazione di You Gotta Be a Football Hero, subito metamorfizzato nel tema iniziale del Quartetto n. 7 (op. 59 n. 1) di Beethoven. Una sirena sancisce la fine delle ostilità.


Grand Entrance: in his static solemnity, stern but not serious, the 1st movement is dotted by the cries of some birds who recklessly entered the auditorium; I don’t want to say it, but– well– worse for them.
Simply Grand Minuet: playing this booming minuet the band is accompanied by reeds and mouthpieces detached from their respective aerophones; the overall effect is somewhat reminiscent of hunting calls: maybe our players would like to capture other birds to be sacrificed on the altar of P.D.Q.
Romance in the Grand Manner: it substantially is a suggestive harmonization of Old Folks at Home or Swanee River, a famous minstrel song composed by Stephen Foster in 1851.
Rondo Mucho Grando: the most extensive movement of the Serenade is introduced by a triple roll performed by timpani and snare drum, which results in a frightening crasho grosso when all the percussion instruments fall (fortuitously?) to the ground. The main theme of the Rondo, (almost) simple and catchy, constantly intersects with military signals (charge!), the fanfare that announces the start of races at the hippodrome and bluesy tones. The middle section opens with a quote from You Gotta Be a Football Hero, which is immediately metamorphosed into the first theme of Beethoven’s Quartet no. 7 (op. 59 n. 1). A siren marks the end of hostilities.

Peter Schickele

Serenata – V

Arnold Schoenberg (1874 - 13 luglio 1951): Serenata per baritono e 7 strumenti (clarinetto, clarinetto basso, mandolino, chitarra, violino, viola, violoncello) op. 24 (1921-23); testo di Francesco Petrarca (Sonetto 217, Canzoniere CCLVI) nella traduzione di Stefan George. Derrik Olsen, baritono; membri del SWR Sinfonieorchester Baden-Baden und Freiburg, dir. Hans Rosbaud.

  1. Marsch: Durchaus gleichmässiges Marschtempo
  2. Menuett: Nicht schnell, aber gesangvoll
  3. Variationen: Andante
  4. Sonnet Nr 217 von Petrarca: Rasch

    O könnt’ ich je der Rach’ an ihr genesen,
    die mich durch Blick und Rede gleich zerstöret,
    und dann zu grösserm Leid sich von mir kehret,
    die Augen bergend mir, die süssen, bösen!

    So meiner Geister matt bekümmert Wesen
    sauget mir aus allmählich und verzehret
    und brülend, wie ein Leu, ans Herz mir fähret
    die Nacht, die ich zur Ruhe mir erlesen!

    Die Seele, die sonst nur der Tod verdränget,
    trent sich von mir, und ihrer Haft entkommen,
    fliegt sie zu ihr, die drohend sie empfänget.

    Wohl hat es manchmal Wunder mich genommen
    wenn die nun spricht und weint und sie umfänget,
    dass fort sie schläft, wenn solches sie vernommen.

    Far potess’io vendetta di colei
    che guardando et parlando mi distrugge,
    et per piú doglia poi s’asconde et fugge,
    celando gli occhi a me sí dolci et rei.

    Cosí li afflicti et stanchi spirti mei
    a poco a poco consumando sugge,
    e ‘n sul cor quasi fiero leon rugge
    la notte allor quand’io posar devrei.

    L’alma, cui Morte del suo albergo caccia,
    da me si parte, et di tal nodo sciolta,
    vassene pur a lei che la minaccia.

    Meravigliomi ben s’alcuna volta,
    mentre le parla et piange et poi l’abbraccia,
    non rompe il sonno suo, s’ella l’ascolta.

  5. Tanzscene: Sehr lebhaft
  6. Lied (ohne worte): Adagio
  7. Finale: Im Marschtempo des 1. Satzes

Minimalista ante litteram

Leoš Janáček (3 luglio 1854 - 1928): Suita (o Serenada) per orchestra op. 3 (1891). Janáčkova filharmonie Ostrava, dir. Otakar Trhlík.

  1. Con moto [0:07]
  2. Adagio [3:16]
  3. Allegretto [10:05]
  4. Con moto [12:44]

Appassionato studioso delle tradizioni musicali della propria terra, Janáček ne adotta gli elementi caratteristici — come per esempio le formule ripetitive — in varie composizioni. Il delizioso Allegretto della Suita op. 3 era già stato inserito, come II movimento, con strumentazione leggermente diversa, nella serie delle Danze dei lachi (1889).

Leoš Janáček con la moglie Zdenka Schulzová nel 1881.

Mozart new-look

Wolfgang Amadeus Mozart (1756 - 1791): «Deh, vieni alla finestra» da Don Giovanni, atto II. Cesare Siepi.

Deh, vieni alla finestra, o mio tesoro,
Deh, vieni a consolar il pianto mio.
Se neghi a me di dar qualche ristoro,
Davanti agli occhi tuoi morir vogl’io!
Tu ch’hai la bocca dolce più del miele,
Tu che il zucchero porti in mezzo al core!
Non esser, gioia mia, con me crudele!
Lasciati almen veder, mio bell’amore!


Georges Bizet (1838-1875): «Près des remparts de Séville» (seguidilla) da Carmen, atto I. Maria Callas, con Nicolai Gedda.

Près des remparts de Séville
Chez mon ami Lillas Pastia,
J’irai danser la séguedille
Et boire du Manzanilla!
J’irai chez mon ami Lillas Pastia!
Oui, mais toute seule on s’ennuie,
Et les vrais plaisir sont à deux;
Donc pour me tenir compagnie
J’emmènerai mon amoureux!
Mon amoureux… il est au diable…
Je l’ai mis à la porte hier!
Mon pauvre coeur, très consolable,
Mon coeur est libre comme l’air!
J’ai des galants à la douzaine,
Mais ils ne sont pas à mon gré;
Voici la fin de la semaine:
Qui veut m’aimer? je l’aimerai!
Qui veut mon âme?… elle est à prendre!
Vous arrivez au bon moment!
Je n’ai guère le temps d’attendre,
Car avec mon nouvel amant,
Près des remparts de Séville
Chez mon ami Lillas Pastia,
J’irai danser la séguedille
Et boire du Manzanilla.


Jean Françaix (23 maggio 1912-1997): Mozart new-look, petite fantaisie pour contrebasse et instruments à vent sur la sérénade de Don Giovanni (1983). Enrico Fagone, contrabbasso; Orchestra della Svizzera Italiana.
Il tema mozartiano è accompagnato da citazioni della seguidilla dalla Carmen di Bizet — «afin de saupoudrer d’un peu de démocratie l’aristocratie du Maître salzbourgeois», spiega Françaix.

Serenata – IV

Ethel Smyth (23 aprile 1858 - 1944): Serenata in re maggiore per orchestra (1889). BBC Phil­har­mo­nic Orchestra, dir. Odaline de la Martinez.

  1. Allegro non troppo
  2. Scherzo: Allegro vivace – Allegro molto [14:26]
  3. Allegretto grazioso – Molto vivace grazioso – Allegretto grazioso [20:36]
  4. Finale: Allegro con brio [26:22]