César Franck (10 dicembre 1822 - 1890): Sinfonia in re minore (1886-88). Orchestre national de France, dir. Emmanuel Krivine.
- Lento – Allegro non troppo [0:32]
- Allegretto [17:31]
- Finale: Allegro non troppo [28:28]

César Franck (10 dicembre 1822 - 1890): Sinfonia in re minore (1886-88). Orchestre national de France, dir. Emmanuel Krivine.

César Franck (10 dicembre 1822 - 1890): Quintetto in fa minore-maggiore per pianoforte e archi (1878-79). Rosanne Philippens e Lorenzo Gatto, violini; Dimitri Murrath, viola; Camille Thomas, violoncello; Julien Libeer, pianoforte.
Dedicato a Camille Saint-Saëns, che tuttavia non apprezzava molto questa composizione e ciononostante suonò il pianoforte nella prima esecuzione (Société Nationale de Musique, 17 gennaio 1880).

César Franck (10 dicembre 1822 - 1890): Variations symphoniques per pianoforte e orchestra (1885). Jorge Bolet, pianoforte; Concertgebouworkest, dir. Riccardo Chailly.
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César Franck (10 dicembre 1822 - 1890): Sonata in la maggiore per violino e pianoforte (1886). David Ojstrach e Svjatoslav Richter in concerto, a Mosca, nel 1968.
Da ascoltarsi assaporando una madeleine.

César Franck (10 dicembre 1822 - 1890): Prélude, Choral et Fugue per pianoforte (1884). Samson François (registrazione del 1955).

César Franck (10 dicembre 1822 - 1890): Prélude, fugue et variation per organo op. 18 (1862). Vincent Dubois all’organo della Cattedrale di Soissons.

Jurij Aleksandrovič Šaporin (1887 - 9 dicembre 1966): Seconda Sonata per pianoforte op. 7 (1929). Marija Judina (registrazione del 1959).

Costanzo Antegnati (9 dicembre 1549 - 1624): Canzon IX La Battera (da Canzoni per sonare con ogni sorte di stromenti a quattro, cinque e otto, 1608). Fabio Gandini, 4 flauti dolci.
Ancora il medesimo brano di Antegnati eseguito dallo Slokar Brass Ensemble.
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Franz Seraph von Destouches (1772 - 9 dicembre 1844): Sinfonia in re minore-maggiore. Staatskapelle Weimar, dir. Peter Gülke.

Pietro Alessandro Guglielmi (9 dicembre 1728 - 1804): Sonata in do maggiore op. III n. 1 (c1770). Enrico Barbagli, clavicordo.
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Bohuslav Martinů (8 dicembre 1890 - 1959): Sinfonietta giocosa per pianoforte e orchestra da camera (1940). Dennis Henning, pianoforte; Australian Chamber Orchestra, dir. sir Charles Mackerras.

Jean Sibelius (8 dicembre 1865 - 1957): Oma maa (La mia terra), cantata per coro e orchestra op. 92 (1918); testo (1832) di Kallio (nome d’arte di Samuel Gustaf Bergh). Coro e Orchestra nazionale dell’Estonia, dir. Paavo Järvi.
Vallan autuas se, jok’ ei nuorena sortunu maaltaan,
hyljetty onnensa kans’ urhoin haudoilta pois!
Ei sopis miehenä näin mun nuhdella taivahan töitä,
mutta mun syämeni taas tahtoopi huoata ees.
Kun minä muistan sen yön, jona rakkailta rannoilta luovuin,
nousevat silmiini nyt vieläkin viljavat veet.
Ei mun mielestän’ ei mee Pohjolan tunturit, joilla
lasna ma kuuntelin kuin sampo ja kantelo soi.
(Fortunato colui che in gioventù non fu cacciato dalla sua patria, abbandonato dalla fortuna, lontano dalle tombe dei suoi eroi!
Da uomo, non è giusto che io discuta l’opera del cielo, ma il mio cuore vuole sospirare ancora.
Quando ricordo la notte in cui lasciai i lidi che amavo, ancor oggi copiose lacrime inumidiscono i miei occhi.
Non posso dimenticare le colline del Nord, dove bambino udivo il suono del sampo e del kantele.)

Claude Balbastre (8 dicembre 1724 - 1799): Il est un petit l’ange – Noël Suisse, dalla Deuxième Suite de Noëls (1770). Marina Tchebourkina all’organo Clicquot/Cavaillé-Coll della Chiesa di san Rocco in Parigi.
Nicolas Séjan (1745 - 1819): Variations sur un Noël suisse (lo stesso variato da Balbastre). David Christensen, organo.
Perché questo noël è «svizzero»? La risposta è nel testo originale, scritto in modo da far pensare a qualcuno che parli francese con pesante accento tedesco:
Il est un petit l’ange
Qui jamais li mange
Dit à moi l’autr’ jour:
Camarade Alimand,
Prends ton juste-au-corps
Et ton l’habiliment,
Fiens foir sti pouponne.
Quoique tout p’tit, li est grand.
Li l’être dans l’étable,
Li l’être misérable,
Li n’avoir point d’ coffre,
Li n’avoir rien qu’ fiauffe,
Li l’être paufriment
Bien misérablement.
J’ai dit à Monsieu l’ange
– Montrés moi sti grange,
Pour y voir sti pouponne
Qui l’est si paufriment.
Pour moi, n’i falloit faire
Un grand trinquement.
Moi saffre bien faire
Un beau p’tit compliment:
Moi parlerai à le père,
Moi parlerai à le mère,
Moi saffre bien dire:
– Moi reste avec le sire.
Le majesté du roi
Moi le dis franchement.
– Bon jour roi di gloire.
C’est moi qui ti fiens foir.
Comment li portes fous
Depuis l’autre demain?
Pourquoi vous lefir vous
De si grante matin?
Li l’être dangireux
D’y prendre li sirin.
Ni pleures point, j’ t’en prie!
Mon demoisell’ Marie,
Baille-moi lis langes
Que je les fiauffe au p’tit l’ange.
Li l’être une bonne garçonne,
Car moi le saffre bien.
Il testo è trascritto in una raccolta di Châlons-sur-Marne sotto il titolo Le Noël des reîtres : il termine reîtres, come il suo corrispondente italiano raitri, deriva dal tedesco Reiter, che si può genericamente tradurre come «cavaliere» ma nella fattispecie si riferisce agli schwarze Reiter («cavalieri neri», così chiamati per il colore della loro caratteristica corazza pettorale), ossia quei soldati di cavalleria leggera svizzeri e tedeschi (soprattutto sassoni) che furono inquadrati negli eserciti europei nel corso del XVI secolo.

Vincenzo Davico (1889 - 8 dicembre 1969): Notturno in re maggiore per pianoforte (1926). Carlo Zecchi.

Marco Stroppa (8 dicembre 1959): Spirali per quartetto d’archi proiettato nello spazio (1987-88). Arditti String Quartet.

Pietro Morandi (1745 - 8 dicembre 1815): Sonata per organo moderno. Ljerka Očić all’organo Girardi (1864) della Chiesa dei santi Vito, Modesto e Crescenzia in Grožnjan/Grisignana (Croazia).

Jules Grison (7 dicembre 1842 - 1896): Toccata in fa minore-maggiore per organo. Gert van Hoef all’organo Marcussen della Sint-Laurenskerk in Rotterdam.

Hermann Goetz (7 dicembre 1840 - 1876): Sinfonia in fa maggiore op. 9 (1873). Rundfunkorchester Hannover des NDR. dir. Richard Müller-Lampertz.

Adrian Willaert (1490 - 7 dicembre 1562): Vecchie letrose, frottola (villanella) a 4 voci (pubblicata in Canzone villanesche alla napolitana, 1545, n. 5). La Capella Reial de Catalunya e Hespèrion XXI, dir. Jordi Savall.
Vecchie letrose, non valete niente
Se non a far l’aguaito per la chiazza.
Tira, tira, tir’alla mazza,
Vecchie letrose, scannaros’e pazze!
Secondo il GDLI (Grande Dizionario della Lingua Italiana, Utet, noto anche come il Battaglia, dal nome del suo fondatore), letroso è termine regionale antico per “ostinato”, “cocciuto” o “scontroso”. Il testo si riferisce abbastanza chiaramente a vecchie megere che non hanno niente da fare se non spettegolare ai danni di chi passa per la loro strada, dunque un’accettabile interpretazione del testo potrebbe essere: « vecchie scontrose (o cocciute), non sapete far altro che spiare chi passa per la piazza. Prendetele a bastonate, ’ste vecchie scontrose, scandalose e pazze »

Ernst Toch (7 dicembre 1887 - 1964): Fuge aus der Geographie per coro parlato a 4 voci (1930). Junger Chor Aachen, dir. Fritz Wey.
Qui si trova uno studio interessante (in inglese) su questa composizione.
Ratibor!
Und der Fluss Mississippi
und die Stadt Honolulu
und der See Titicaca;
Der Popocatepetl liegt nicht in Kanada,
sondern in Mexico, Mexico, Mexico.
Kanada, Malaga, Rimini, Brindisi,
Ja! Athen, Athen, Athen, Athen,
Nagasaki, Yokohama.

Jórunn Viðar (7 dicembre 1918 - 2017): Eldur (Fuoco), suite dal balletto (ispirato da un poema di Einar Benediktsson). Orchestra Kítón, dir. Hallfríður Ólafsdóttir.

Pietro Mascagni (7 dicembre 1863 - 1945): Suite sinfonica (1902) dalle musiche di scena per il dramma La città eterna (The Eternal City, poi trasformato in romanzo) di sir Hall Caine. Filarmonica ’900 (del Teatro Reģio di Torino), dir. Gianandrea Noseda.
Preludio, Marcia delle trombe d’argento: Allegro brillante – Un poco maestoso – Andante molto sostenuto
Intermezzo fra il I e il II atto: Andante molto sostenuto – Meno sostenuto
Interludio fra il II e il III atto: Sostenuto – Andantino molto sostenuto – Sostenuto
Interludio fra il III e il IV atto: Allegretto vivace e spigliato – Con anima – Calmo – Con anima
Interludio fra il IV e il V atto: Andante maestoso e sostenuto – Largo appassionato – A tempo con moto

Due diversissime interpretazioni della canzonetta a 4 voci Fa’ una canzone di Orazio Vecchi (6 dicembre 1550 - 1605). Ensemble Arduo d’Amore e duo Munia Cabal – Rómulo Vega-González.
Fa’ una canzone senza note nere,
Se mai bramasti la mia grazia havere,
Falla d’un tuono ch’invita al dormire,
Dolcemente, dolcemente facendola finire.
Per entro non vi spargere durezze
Ché le mie orecchie non vi sono avezze.
Né vi far cifra o segno contra segno:
Sopra ogni cosa quest’è ‘l mio disegno.
Con questo stile il fortunato Orfeo
Proserpina la giù placar poteo.
Questo è lo stile che quetar già feo
Con dolcezza a Saul lo spirto reo.

John Fernström (6 dicembre 1897 - 1961): Den kapriciöse trubaduren, serenata in 4 parti per piccola orchestra op. 21 (1931). Sveriges Radios Symfoniorkester, dir. Stefan Solyom.

Johann Christoph Bach (6 dicembre 1642 - 1703): Preludio e Fuga in mi bemolle maggiore per strumento a tastiera; brano già attribuito, dubitativamente, al cugino di Johann Christoph, Johann Sebastian Bach (BWV Anh.177). Onofrio Della Rosa, clavicembalo.

Gideon Klein (6 dicembre 1919 - 1945): Partita per archi (1944); era originariamente un Trio per violino, viola e violoncello: l’arrangiamento è di Vojtěch Saudek (1951 - 2003). Orchestra di Padova e del Veneto, dir. Nada Matošević Orešković.
Klein fu internato a Theresienstadt nel dicembre del 1941; a fine 1944 venne trasferito a Auschwitz e poi a Fürstengrube, dove morì all’inizio dell’anno successivo.

Virgilio Mortari (6 dicembre 1902 - 1993): Concerto per arpa e orchestra (1970). Giuliana Bressan, arpa; Orchestra da camera di Benevento e del Sannio, dir. Paolo Ponziano Ciardi.
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O du eselhafter Martin! |
Oh, asinoso Martin! |

Wolfgang Amadeus Mozart
* 27 gennaio 1756 – † 5 dicembre 1791
Johann Christoph Pezel (5 dicembre 1639 - 1694): Ciacona in si bemolle maggiore a 6 parti strumentali (pubblicata in Opus musicum sonatarum praestantissimarum, 1686, n. 25). ACRONYM ensemble.

Henry Lawes (5 dicembre 1595 - 1662): Slide soft, you silver floods, ayre. Anna Prohaska, soprano; Simon Martyn-Ellis, liuto.
Slide soft, you silver floods
And ev’ry Spring
Within these shady woods.
Let no bird sing,
But from this grove a turtle dove
Be seen to couple with his love.
But silence on each dale and mountain dwell,
Whilst that I weeping bid my love farewell.
You nymphs of Thetis’ train,
You mermaids fair
That on these shores do plane
Your seagreen hair,
As you in trammels knit your locks
Weep ye, and force the craggy rocks.
In heavy murmurs through broad shores tell
How that I weeping bid my love farewell.
