Johann Sebastian Bach (1685 - 1750): Ach Herr, mich armen Sünder, cantata BWV 135 (1724). Knabenchor Hannover, dir. Heinz Hennig; Collegium Vocale Gent, dir. Philippe Herreweghe; Leonhardt-Consort, dir. Gustav Leonhardt.
Coro: Ach Herr, mich armen Sünder
Recitativo (tenore): Ach heile mich, du Arzt der Seelen [4:45]
Gaetano Valeri (1760 - 13 aprile 1822): Concerto in sol maggiore per organo e orchestra (c1800). Luca Scandali, organo; Hermans Consort, dir. Fabrizio Ammetto.
Cécile Chaminade (1857 - 13 aprile 1944): Concertino per flauto e orchestra op. 107 (1902). James Galway, flauto; Royal Philharmonic Orchestra, dir. Charles Dutoit.
Sir William Sterndale Bennett (13 aprile 1816 - 1875): Concerto n. 5 in fa minore per pianoforte e orchestra (1836). Malcolm Binns, pianoforte; London Philharmonic Orchestra, dir. Nicholas Braithwaite.
Allegro moderato
Romanza pastorale A stroll through the meadows [14:40]
Presto agitato [24:01]
William Sterndale Bennett ritratto da James Warren Childe, c1832
Johann Sebastian Bach (1685 - 1750): « O Haupt voll Blut und Wunden », corale tratto dalla Matthäus-Passion (1729). Arnold Schoenberg Chor e Concentus Musicus Wien, dir. Nikolaus Harnoncourt.
Il corale, n. 54 della Matthäus-Passion, utilizza le prime due strofe di un testo di Paul Gerhardt (1653) che adatta in lingua tedesca il Salve caput cruentatum di Arnolfo di Lovanio (sec. XIII). La melodia è tratta da Mein Gmüth ist mir verwirret, una composizione profana di Hans Leo Hassler pubblicata in Lustgarten neuer teutscher Gesäng (1601): ne riparleremo in seguito.
O Haupt voll Blut und Wunden,
Voll Schmerz und voller Hohn!
O Haupt, zum Spott gebunden
Mit einer Dornenkron!
O Haupt, sonst schön gezieret
Mit höchster Ehr’ und Zier,
Jetzt aber höchst schimpfiret:
Gegrüsset sei’st du mir!
Du edles Angesichte,
Vor dem sonst schrickt und scheut
Das grosse Weltgerichte,
Wie bist du so bespeit!
Wie bist du so erbleichet,
Wer hat dein Augenlicht,
Dem sonst kein Licht niet gleichet,
So schändlich zugericht’t?
Alberto Ginastera (11 aprile 1916 - 1983): Concerti per pianoforte e orchestra n. 1 op. 28 (1961) e n. 2 op. 39 (1972). Dora de Marinis, pianoforte; Orchestra sinfonica della Radio slovacca di Bratislava, dir. Julio Malaval.
Concerto n. 1:
Cadenza e varianti
Scherzo allucinante
Adagissimo
Toccata concertata
Concerto n. 2:
32 variazioni sopra un accordo di Beethoven
Scherzo per la mano sinistra
Quasi una fantasia
Cadenza
Finale prestissimo
Fra gli ammiratori di Ginastera si annoverava Keith Emerson (1944 - 2016), che nel 1973 volle far visita al maestro argentino nella sua casa di Ginevra e gli fece ascoltare una propria rielaborazione del IV movimento del Primo Concerto per pianoforte: Ginastera ne fu favorevolmente impressionato. La rielaborazione, con il titolo di Toccata, fu poi inserita nell’album Brain Salad Surgery, inciso da Emerson insieme con Greg Lake e Carl Palmer in quello stesso 1973.
Matthias Georg Monn (9 aprile 1717 - 1750): Concerto in sol minore per violoncello e orchestra. Jaqueline Du Pré, violoncello; Valda Aveling, clavicembalo; London Symphony Orchestra, dir. sir John Barbirolli.
Gabriel Fauré (1845 - 1924): Sicilienne in sol minore per violoncello e pianoforte op. 78 (1893). David Louwerse, violoncello; François Daudet, pianoforte.
Mi è giunta voce che qualcuno, oggi, per l’ora si pranzo, avrebbe gradito un brano per violoncello: ne conoscete uno più bello? 🙂
La stessa composizione nella versione per orchestra con flauto solista (strumentazione di Charles Koechlin, 1898), inserita nelle musiche di scena per Pelléas et Mélisande di Maurice Maeterlinck. Philadelphia Orchestra, direttore Eugene Ormandy.
Ignaz Holzbauer (1711 - 7 aprile 1783): Concerto in re minore per oboe e orchestra (cadenza di Kurt Meier). Kurt Meier, oboe; Royal Northern Sinfonia, dir. Howard Griffiths.
.
Nicola Sabatino (c1705 - 4 aprile 1796): Vola turtur de nido, mottetto a voce sola e orchestra (1729). Roberta Invernizzi, soprano; Cappella della Pietà de’ Turchini, dir. Antonio Florio. .
Sergej Sergeevič Prokof’ev (1891 - 1953): Поручик Киже (Il tenente Kižé), suite op. 60 tratta dalla colonna sonora del film omonimo di Aleksandr Fajncimmer (1934). London Symphony Orchestra, dir. André Previn.
Рождение Киже (Nascita di Kižé)
Романс (Romanza) [4:20]
Свадьба Киже] (Nozze di Kižé) [8:25]
Тройка (Trojka) [11:20]
Похороны Киже (Funerale di Kižé) [14:05]
La sceneggiatura del film è ricavata da un racconto di Jurij Tynjanov (1894-1943) in cui si mette alla berlina l’assurda burocrazia militare dell’epoca di Paolo I, alla fine del XVIII secolo. In sostanza succede questo: copiando un ordine del giorno, un cancelliere del reggimento Preobraženskij incappa in un errore di trascrizione, invece di scrivere Подпоручики же…, «Per quanto riguarda i tenenti…», gli sfugge un Подпоручик Киже che letteralmente significa «Il sottotenente Kižé»: e così dà nome a un sottufficiale che non esiste. Prima che ci si accorga dell’errore, il documento finisce nelle mani dell’imperatore, il quale vuole sapere chi sia questo militare e che cosa abbia fatto di tanto rilevante da finire per essere citato in un ordine del giorno. Prova tu a dire a uno zar che si è sbagliato, se ne hai il coraggio… Superfluo dire che nessuno osa, anzi: si decide di inventare ipso facto il curriculum di Kižé. Favorevolmente colpito, il sovrano stabilisce che il valoroso soldato venga promosso e chiede di essere poi costantemente informato su di lui e sulle sue azioni. E così gli si racconta di volta in volta che Kižé, caduto in disgrazia, è stato esiliato in Siberia, ma poi ottiene il perdono, viene reintegrato nell’esercito, è promosso capitano, poi colonnello e infine generale. A questo punto lo zar vuole conoscerlo di persona: impossibile, si è ammalato, sta tanto male e non può muoversi. Allora l’imperatore si recherà di persona al suo capezzale: troppo tardi, maestà, Kižé è morto. Sinceramente addolorato, lo zar fa predisporre grandiosi funerali di stato.
Questo post è dedicato a Luisella del blog Tra Italia e Finlandia, che ha pubblicato un articolo sulla composizione di Prokof’ev, sottolineando il fatto che fra la «Romanza», II movimento della suite, e la canzone di Sting Russians vi sia una singolare somiglianza 🙂
Autore non identificato: Fuga a 4 voci in sol maggiore, Alla giga, già attribuita a Johann Sebastian Bach (BWV 577). Matthias Havinga all’organo van Vulpen (1966) dell’Augustanakerk in Amsterdam.
La giga (in francese gigue) è una forma di danza barocca, di andamento rapido e in ritmo doppio ternario, originatasi dalla jig irlandese. Per eseguire la Fuga alla giga gli organisti devono essere provetti ballerini: guardate infatti il nostro bravo e simpatico Matthias, qui sopra, come volteggia agile e leggero sulla pedaliera!
La Fuga BWV 577 — il cui manoscritto originale non è reperibile — non sarebbe opera di Bach: lo affermano, sulla base di considerazioni stilistiche, i più autorevoli studiosi del lascito bachiano. Ferruccio Rivoir, amico, collega e versatile organista, una volta mi confidò: «La Fuga alla giga non è di Bach. Te lo dicono le dita: quando suoni il vero Bach, le dita trasmettono sensazioni del tutto differenti.»
Troppo “facile”, dunque, per essere scaturita dal genio del Kantor di Lipsia, la Fuga in sol maggiore è tuttavia un brano assai gradevole, tant’è vero che è stata fatta oggetto di numerosi adattamenti: eccone alcuni, scelti fra i più interessanti:
un pulsante adattamento di Michiko Noguchi per 2 marimbe e 4 esecutori; The Marimba Duo
un dabadabadattamento per coro a 4 voci; The Swingle Singers
un cinguettante adattamento di tenkon1 per sintetizzatore
una trascrizione per orchestra realizzata nel 1929 da Gustav Holst (1874 - 1934); BBC Philharmonic Orchestra, dir. Leonard Slatkin.
Sergej Nikiforovič Vasilenko (30 marzo 1872 - 1956): Весной (In primavera), suite per flauto e orchestra da camera op. 138 (1954). Aleksandr Korneev (dedicatario della composizione), flauto; Orchestra filarmonica di Mosca, dir. Nikolaj Anosov.
Joseph Weigl (28 marzo 1766 - 1846): Ouverture per Die Schweizer Familie, «lyrische Oper» in 3 atti su libretto di Franz Castelli (1809). Orchestra Dreieck, dir. Uri Rom.
Ammirata da tutti i più noti compositori del tempo, fra i quali Franz Schubert, all’inizio del XX secolo Die Schweizer Familie scomparve dai teatri.
Vincent d’Indy (27 marzo 1851 - 1931): Symphonie Cévenole sur un chant montagnard français op. 25 (1886). Robert Casadesus, pianoforte; Philadelphia Orchestra, dir. Eugene Ormandy.
Ruperto Chapí Lorente (27 marzo 1851 - 25 marzo 1909): Escenas de capa y espada, poema sinfonico (1876). Orquesta sinfónica de Radio Televisión Española, dir. Adrian Leaper.
François-Joseph Fétis (25 marzo 1784 - 26 marzo 1871): Sinfonia n. 1 in mi bemolle maggiore (1862). Orchestre symphonique de la RTBF, dir. Brian Priestman.
Oskar Nedbal (26 marzo 1874 - 1930): Scherzo-Caprice in sol maggiore per orchestra op. 5 (1892). Symfonický orchestr Masarykovy univerzity, dir. Martin Mazánek.
Aimé Maillart (24 marzo 1817 - 1871): Ouverture per Les Dragons de Villars (1856), opéra-comique in 3 atti su libretto di Lockroy (alias Joseph-Philippe Simon) e Eugène Cormon. London Symphony Orchestra, dir. Richard Bonynge.
Jean-Baptiste Lully (1632 - 22 marzo 1687): scelta di brani dal Ballet des Plaisirs LWV 2 (1655). Aradia Ensemble, dir. Kevin Mallon.
Ouverture
1a entrée: Six jeunes Bergers [2:07]
2a entrée: Quatre Gentilshommes [3:223]
Ouverture per la 2a parte [4:41]
Gavotte pour les Satyrs (7a entrée) [6:04]
Sarabande (7a entrée) [6:49]
Air pour le Vieillard et sa Famille (8a entrée) [9:01]
Gavotte pour les Suisses (12a entrée) [11:23]
Bourrée pour Les Courtisans (13a entrée) [12:34]
Il balletto fu composto in collaborazione con Louis de Mollier (1615 - 1688) e Jean-Baptiste Boësset (1614 - 1685) su uno scenario di Isaac de Bensérade (1613 - 1691); è suddiviso in due parti, la prima dedicata ai piaceri della campagna (Les Plaisirs de la Campagne ou les Délices champêtres), la seconda a quelli della città (Les Divertissements de la Ville), per un totale di 25 entrées.
Luigi XIV prese parte alle rappresentazioni interpretando quattro personaggi: la Pace, un Egiziano, un Debosciato e il Genio della Danza; anche Lully ebbe quattro ruoli: un Satiro, un altro Egiziano, un altro Debosciato e un Bagnante.
Hamish MacCunn (22 marzo 1868 - 1916): The Land of the Mountain and the Flood, ouverture da concerto op. 3 (1887). Royal Scottish National Orchestra, dir. sir Alexander Gibson.
Pëtr Il’ič Čajkovskij (1840 - 1893): Времена года / Les Saisons op. 37a (1875-76), 3. Март: Песнь жаворонка / Mars: Chant de l’alouette. Versione originale: Valentyna Lysycja, pianoforte. Trascrizione per orchestra di Aleksandr Gauk (1893 - 1963): Orchestra da camera di Mosca, dir. Constantine Orbelian.
Questo brano fu originariamente pubblicato nel marzo 1876 sul periodico sanpietroburghese «Нувеллист» (Nuvellist), associato a una quartina di Apollon Nikolaevič Majkov:
Поле зыблется цветами,
В небе льются света волны.
Вешних жаворонков пенья
Голубые бездны полны.
Il campo risplende di fiori,
nel cielo si frangono onde luminose.
Il canto dell’allodola
riempie l’abisso blu.