Imogen Holst (12 aprile 1907 - 1984): Phantasy Quartet (1928). The London Conchord Ensemble.

Imogen Holst (12 aprile 1907 - 1984): Phantasy Quartet (1928). The London Conchord Ensemble.

František Ondříček (1857 - 12 aprile 1922): Scherzo capriccioso per violino e pianoforte op. 18 (c1900). Pavel Šporcl, violino; Petr Jiříkovský, pianoforte.

Anonimo: Їхав козак за Дунай (Ikhav kozak za Dunaj, Cavalcò un cosacco al di là del Danubio), canto tradizionale ucraino, qui interpretato dal cantante e virtuoso di bandura Taras Kompaničenko, da Kiev, con il suo ensemble. Il testo è attribuito al poeta ucraino Semen Klimovskij (1705 - 1785).
Portato nell’Europa occidentale dai soldati dell’esercito zarista in guerra contro Napoleone, questo canto divenne noto nei Paesi di lingua tedesca con il titolo Schöne Minka; nella prima metà dell’Ottocento ispirò diversi compositori.
Carl Maria von Weber (1786 - 1826): [9] Variations sur un air russe per pianoforte op. 40, J. 179 (1814-15). Alexander Paley.
Johann Nepomuk Hummel (1778 - 1837): Variazioni per flauto, violoncello e pianoforte op. 78 n. 2 (1818). Ilma Ensemble: Rosa Sanz, flauto; David Olivares, violoncello; Hernán Milla, pianoforte.
Aleksandr Aleksandrovič Aljab’ev (1787 - 1851): Variazioni sul tema ucraino «Cavalcò un cosacco al di là del Danubio» per violino e orchestra. Aleksandr Trostjanskij, violino; Orchestra Musica Viva, dir. Aleksandr Rudin.
Ludwig van Beethoven (1770 - 1827): Air cosaque: Schöne Minka, ich muß scheiden per canto, violino, violoncello e pianoforte, n. 16 dei Lieder verschiedener Völker WoO 158 (1816-18). Dorothee Wohlgemuth, soprano; Georg Poplutz, tenore; Martin Haunhorst, violino; Bernhard Schwarz, violoncello; Rainer Maria Klaas, pianoforte.
Schöne Minka, ich muß scheiden, ach du fühlest nicht das Leiden,
fern auf freudelosen Heiden, fern zu sein von dir!
Finster wird der Tag mir scheinen, einsam werd ich gehn und weinen;
auf den Bergen, in den Hainen ruf ich, Minka, dir.
Nie werd ich von dir mich wenden; mit den Lippen, mit den Händen
werd ich Grüße zu dir senden von entfernten Höhn.
Mancher Mond wird noch vergehen, ehe wir uns wiedersehen;
ach, vernimm mein letztes Flehen: bleib mir treu und schön!
Du, mein Olis, mich verlassen? Meine Wange wird erblassen;
alle Freuden werd ich hassen, die sich freundlich nahn.
Ach, den Nächten und den Tagen werd ich meinen Kummer klagen;
alle Lüfte werd ich fragen, ob sie Olis sahn!
Tief verstummen meine Lieder, meine Augen schlag ich nieder;
aber seh ich dich einst wieder, dann wird’s anders sein.
Ob auch all die frischen Farben deiner Jugendblüte starben:
ja, mit Wunden und mit Narben bist du, Süßer mein!
Beethoven: Air russe: Schöne Minka, variazioni per flauto e pianoforte op. 107 n. 7 (1817-18). Jean-Pierre Rampal, flauto; Robert Veyron-Lacrois, pianoforte.
Auguste Franchomme (10 aprile 1808 - 1884): Air russe varié pour violoncelle avec accompagnement de quintuor op. 32 (1845). Anner Bylsma, violoncello; L’Archibudelli.
Ma non è finita. Ritroviamo il tema musicale in brani molto più recenti, come per esempio questa canzone proposta negli anni 1940 da Dinah Shore (statunitense di origini russe) e più tardi ripresa da Sandie Shaw:
Alla fine, proporrei di tornare a est per ascoltare il Coro Kubanskij:
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Їхав козак за Дунай. Та було б, та було б не ходити, Постій, постій, козаче, Лучше було б, лучше було б не ходити «Білих ручок не ламай. Та було б, та було б не ходити… «Не хочу я нічого Лучше було б, лучше було б не ходити… |
Cavalcò un cosacco al di là del Danubio. Sarebbe stato meglio non partire, Aspetta, aspetta, cosacco, Sarebbe stato meglio non partire, Non torcerti quelle mani bianche, Sarebbe stato meglio non partire… Non voglio nessun altro, Sarebbe stato meglio non partire… |
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Giuseppe Tartini (8 aprile 1692 - 1770): Sonata in sol minore per violino e basso continuo op. 1 n. 10, Didone abbandonata (c1731). Sergio Marrini, violino; Ekachai Maskulrat, violoncello; Francesco Saverio Pedrini, clavicembalo.

Franz Ries (7 aprile 1846 - 1932): La Capricciosa, versione per violino e orchestra. Janos Maté, violino; Münchner Rundfunkorchester, dir. Willy Mattes.

Claude Delvincourt (1888 - 5 aprile 1954): Danceries, 5 pezzi per violino e pianoforte (1930). Eliot Lawson, violino; Diane Andersen, pianoforte.
Stephen Storace (4 aprile 1762 - 1796): Sonata (III) for the Piano-Forte, with Accompanyments (c1788). Mаx Bаrros, fortepiano; Stephаnie Chаsе, violino; Chrіstіne Gummеrе, violoncello.

Henri Marteau (31 marzo 1874 - 1934): Concerto in do maggiore per violino e orchestra op. 18 (1916). Nicolas Koeckert, violino; Deutsche Radio Philharmonie Saarbrücken Kaiserslautern, dir. Raoul Grüneis.

Francesco Durante (31 marzo 1684 - 1755): Concerto per quartetto d’archi n. 1 in fa minore. Il Cantiere delle Muse, dir. Roberto Caravella.

Oto Ferenczy (30 marzo 1921 - 2000): Sonata per violino e pianoforte (1962). Viktor Šimčisko, violino; Helena Gáfforová, pianoforte.
Josef Antonín Gurecký (1709 - 27 marzo 1769): Sonata in re maggiore per violino e basso continuo, «fatta a Dresda». Collegium Marianum.

Ludwig van Beethoven (1770 - 26 marzo 1827): Trio in re maggiore per violino, violoncello e pianoforte op. 70 n. 1, Geistertrio (n. 4, 1808). Isaac Stern, violino; Leonard Rose, violoncello; Eugene Istomin, pianoforte.
Perché questo brano è noto come Geistertrio, ossia «Trio degli spettri»? A quanto pare il titolo si deve indirettamente a Carl Czerny, il più celebre fra gli allievi di Beethoven, il quale nel 1842 scrisse che ascoltando il II movimento gli era venuta in mente la scena iniziale dell’Amleto.

Francesca Lebrun (nata Franziska Danzi; 24 marzo 1756 - 1791): Sonata per violino e strumento a tastiera in fa maggiore op. 1 n. 3 (1780). Dana Maiben, violino; Monica Jakuc, fortepiano.


Le Quattro stagioni di Vivaldi ri-composte da Max Richter (22 marzo 1966). Daniel Hope, violino solista; Ensemble LPR, dir. Tito Muñoz; con la partecipazione dell’autore.

Johann Sebastian Bach (21 marzo 1685 - 1750): Partita in re minore per violino solo BWV 1004 (c1720). Amandine Beyer.
Amandine Beyer è Early Music Day Ambassador per il 2023
Nikolaj Andreevič Rimskij-Korsakov (18 marzo 1844 - 1908): Quartetto per archi n. 1 in fa maggiore op. 12 (1876). Quartetto «Rimskij-Korsakov».

Nicolas Flagello (15 marzo 1928 - 16 marzo 1994): Credendum, rapsodia per violino e orchestra (1973). Elmar Oliveira, violino; Slovenská filharmónia, dir. David Amos.

César Cui (1835 - 13 marzo 1918): Sonata in re maggiore per violino e pianoforte op. 84 (1860-70). Peter Sheppard, violino; Aaron Shorr, pianoforte.

Jenő Hubay (1858 - 12 marzo 1937): Concerto per violino e orchestra n. 3 in sol minore op. 99 (c1907). Ragin Wenk-Wolff, violino; Orchestra sinfonica della Radio slovacca di Bratislava, dir. Dennis Burkh.

Giovanni Stefano Carbonelli (9 marzo 1694 - 1772): Sonata in mi minore per violino e basso continuo (n. 9 della raccolta XII Sonate da camera a violino, e violone o cembalo, 1729, dedicata a John Manners, III duca di Rutland). Augusta McKay Lodge, violino; Doug Balliett, violone; Adam Cockerham, tiorba; Elliot Figg, clavicembalo.

Maurice Ravel (7 marzo 1875 - 1937): Tzigane per violino e pianoforte (1924). Chantal Juillet, violino; Pascal Rogé, pianoforte con luthéal.
Brevettato dal belga Georges Cloetens nel 1919, il luthéal è un dispositivo meccanico che, applicato a un pianoforte a coda, consente al pianista di modificarne il timbro, ottenendone sonorità affini a quelle del liuto, dell’arpa, del clavicembalo, della cetra. Non ebbe fortuna: la Tzigane di Ravel è una delle pochissime composizioni che ne prevedano l’impiego.
Lo stresso brano trascritto dall’autore per violino e orchestra. Olivier Charlier, violino; Orchestre National de Lorraine, dir. Jacques Mercier.

Tomaso Antonio Vitali (7 marzo 1663 - 1745): Ciaccona in sol minore per violino solo e basso figurato. Stéphanie De Failly e l’ensemble Clematis.
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Johann Georg Albrechtsberger (1736 - 7 marzo 1809): Concertino a 5 in mi bemolle maggiore (1771). Marcos-Fregnani Martins, flauto; Benjamin Braude, violino; Pierre-Henri Xuereb, viola; Damien Ventula, violoncello; Rachel Talitman, arpa.

Sergej Sergeevič Prokof’ev (1891 - 5 marzo 1953): Ouverture su temi ebraici op. 34, versione originale (1919) per clarinetto, quartetto d’archi e pianoforte. Ermanno Veglianti, clarinetto; Pierluigi Pietroniro e Antonio Cordici, violini; Massimiliano Carlini, viola; Francesco Storino, violoncello; Leandro Piccioni, pianoforte.
Lo stesso brano nella versione per orchestra realizzata da Prokof’ev nel 1934 e poi pubblicata come op. 34bis. The Chamber Orchestra of Europe, dir. Claudio Abbado.
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Antonio Vivaldi (4 marzo 1678 - 1741): Concerto in si bemolle maggiore per violino, archi e basso continuo RV 367. Concerto Italiano, dir. Rinaldo Alessandrini.

Johann Pachelbel (1653 - 3 marzo 1706): Canone e Giga [al minuto 2:57] in re maggiore per 3 violini e basso continuo (1694). Hespèrion XXI, dir. Jordi Savall.
Ecco la composizione più tartassata dell’intera storia musicale: eseguita il più delle volte con lentezza abnorme; orbata della seconda parte, la Giga, come se questa non fosse una sua componente fondamentale; per tacer di quelli che ne eseguono il solo antecedente, ossia la parte del I violino, sopra un canapè di accordi banali, come se ignorassero il significato del termine “canone” – e probabilmente l’ignorano davvero (*).
Insomma, un gioiello del repertorio musicale barocco ridotto a insipida sciacquetta romantico-sentimentale. Fortuna che ci sono Jordi Savall e il suo ensemble a ricordarci come Pachelbel l’aveva concepito.
(*) In ambito musicale il canone è, nella sua forma più semplice, una composizione polifonica costituita da un’unica idea melodica che viene enunciata da due o più “voci” (per convenzione si usa questo termine anche se si tratta di parti strumentali) diverse, le quali non attaccano simultaneamente ma in successione:
Si tratta dunque di una forma di contrappunto “a imitazione” (imitazione è detta appunto la ripetizione di una frase melodica eseguita da una voce diversa da quella che l’ha enunciata per prima).
Quello di Pachelbel che si può ascoltare in questa pagina è un canone a 3 voci (i tre violini). Siccome v’è una quarta parte (il basso continuo) che non partecipa al gioco delle imitazioni, si parla in questo caso di “canone misto”.
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Bernard Rands (2 marzo 1934): …in the receding mist… per flauto, arpa, violino, viola e violoncello (1988). North-South Consonance Ensemble.

Girolamo Frescobaldi (1583 - 1° marzo 1643): Se l´aura spira tutta vezzosa, dal Primo Libro d’arie musicali (1630). Alice Borciani, soprano; Sabine Stoffer, violino barocco; Maria Ferré, tiorba; Magdalena Hasibeder, organo.
Se l’aura spira tutta vezzosa
La fresca rosa ridente sta.
La siepe ombrosa di bei smeraldi
D’estivi caldi timor non ha.
A balli liete venite ninfe
Gradite fior di beltà
Orché sì chiaro il vago fonte
Dall’alto monte al mar s’en va.
Miei dolci versi spiega l’augello
E l’arboscello fiorito sta.
Un volto bello ha l’ombra accanto
Sol si dia vanto d’aver pietà.
Al canto ninfe ridenti
Scacciate i venti di crudeltà.
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Sandro Fuga (1906 - 1° marzo 1994): Sonata n. 2 per violino e pianoforte (1972). Alessandro Milani, violino; Giacomo Fuga, pianoforte.

Aleksandr Porfir’evič Borodin (1833 - 27 febbraio 1887): Quartetto per archi n. 2 in re maggiore (1881). Quartetto Borodin.
Il III movimento del Secondo Quartetto di Borodin trascritto per orchestra da Aleksandr Čerepnin (1899 - 1977). Philharmonia Orchestra, dir. Anatole Fistoulari.