Antonín Vranický ovvero Anton Wranitzky (1761 - 6 agosto 1820): Concerto in do maggiore per 2 viole e orchestra. Lubomír Malý, viole; Dvořákův komorní orchestr, dir. Miloš Konvalinka.
- Allegro
- Romance [12:39]
- Rondò [21:23]

Antonín Vranický ovvero Anton Wranitzky (1761 - 6 agosto 1820): Concerto in do maggiore per 2 viole e orchestra. Lubomír Malý, viole; Dvořákův komorní orchestr, dir. Miloš Konvalinka.

Gaston Litaize (11 agosto 1909 - 5 agosto 1991): Improvvisazione su tema dato: Victimae paschali laudes. Esegue l’autore.
William Schuman (4 agosto 1910 - 1992): Sinfonia n. 3 (1941). New York Philharmonic Orchestra, dir. Leonard Bernstein.

Fernand de La Tombelle (3 agosto 1854 - 13 agosto 1928): Livre d’images, suite sinfonica n. 2. Brussels Philharmonic, dir. Hervé Niquet.

Carolus Luython (c1557 - 2 agosto 1620): Fuga suavissima in sol maggiore, adattata per quartetto d’archi e con versi e foto di Poetella. Ensemble Pro Arte Antiqua.

Ignaz Anton Ladurner (1° agosto 1766 - 1839): Sonata in do minore per pianoforte a 4 mani op. 6 (c1800). Ayami Ikeba e Marlies Nussbaumer.
Introduzione :
– Grave
– Pastorale: Andantino [0:55]
Sonata :
– Allegro brillante [1:42]
– Polac[c]a [7:12]
– Pastorale: Allegretto [12:41]
Ladurner era nato a Aldino (oggi in provincia di Bolzano) e visse a lungo in Francia, dove arrivò alla vigilia della Rivoluzione e per qualche tempo fece parte fra l’altro, come organista, dell’orchestra di corte di Napoleone. Pare che fosse un formidabile didatta, capace di tener lezione anche per quindici ore al giorno. Elaborò uno stile compositivo personale, e questa Sonata ne dà la misura.

Georg Friedrich Händel (1685 - 1759): Sarabanda, dal III atto dell’opera Almira HWV 1 (1705). Akademie für Alte Musik Berlin, dir. Bernhard Forck.
Franz Liszt (1811 - 31 luglio 1886): Sarabande und Chaconne aus dem Singspiel «Almira» von Georg Friedrich Händel per pianoforte S 181 (1879). Joel Hastings.

Nicola Francesco Haym (6 luglio 1678 - 31 luglio 1729): Sonata per violoncello e basso continuo n. 1 in la minore (c1698). Marco Ceccato, violoncello; Accademia Ottoboni.
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Georg Friedrich Händel (1685 - 1759): «Lascia la spina», dall’oratorio Il trionfo del Tempo e del Disinganno HWV 46a (1707) su testo di Benedetto Pamphili. Mary Bevan, soprano; Academy of Ancient Music, dir. Christopher Bucknall.
Lascia la spina,
cogli la rosa;
tu vai cercando
il tuo dolor.
Canuta brina
per mano ascosa
giungerà quando
nol crede il cuor.
Georg Friedrich Händel: «Lascia ch’io pianga», dal II atto dell’opera Rinaldo HWV 7 (1711) su libretto di Giacomo Rossi. Patricia Petibon, soprano; Venice Baroque Orchestra.
Lascia ch’io pianga
mia cruda sorte
e che sospiri
la libertà.
Il duolo infranga
queste ritorte
de’ miei martiri
sol per pietà.
William Babell (1689/90 - 1723): «Lascia ch’io pianga» di Händel, trascrizione per clavicembalo eseguita da Erin Helyard.
Händel: «Lascia ch’io pianga», manoscritto autografo (1711)
Jón Leifs (propriamente Jón Þorleifsson; 1899 - 30 luglio 1968): Hughreysting (Consolazione), intermezzo per archi op. 66 (1968). Sinfóníuhljómsveit Íslands, dir. Osmo Vänskä.

Antoine Busnois (1430 - 1492): Anthoni, usque limina, mottetto in onore di sant’Antonio abate. Capella Sancti Michaëlis.
Questo mottetto è celebre, oltre che per la maestria compositiva dell’autore, per il fatto che il testo contiene, nel primo e nell’ultimo verso, la «firma» di Busnois (evidenziata con inchiostro rosso nel manoscritto).
Anthoni, usque limina
Orbis terrarumque maris,
Et ultra, qui vocitaris
Providencia divina,
Quia demonum agmina
Superasti viriliter:
Audi cetum nunc omina
Psalentem tua dulciter.
Et ne post hoc exlium
Nos igneus urat Pluto,
Hunc ab orci chorum luto
Eruens, fer auxilium:
Porrigat refrigerium
Artubus gracie moys,
Ut per verbi misterium
Fiat in omnibus noys.

Manuel Infante (29 luglio 1883 - 1958): Sevillana per pianoforte (1922). L’esegue José Iturbi (1895 - 1980), dedicatario della composizione.
Johann Sebastian Bach (1685 - 28 luglio 1750): Passacaglia e Fuga in do minore BWV 582. Karl Richter, organo.
Trascrizione per pianoforte di Igor Žukov eseguita dal trascrittore.
Trascrizione per pianoforte di Krystian Zimerman eseguita dal trascrittore.
Trascrizione per orchestra di Ottorino Respighi. Royal Philharmonic Orchestra, dir. Andrew Litton.
Trascrizione per orchestra di Leopold Stokowski. International Festival Youth Orchestra diretta dal trascrittore.
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Ferruccio Busoni (1866 - 27 luglio 1924): Berceuse élégiaque (Des Mannes Wiegenlied am Sarge seiner Mutter) op. 42, Kind. 252a (1909), versione per orchestra; «In memoriam Anna Busoni, n. Weiss, m. 3.Oct.MCMIX». Radio-Symphonie-Orchester Berlin, dir. Arturo Tamayo.

Ferruccio Busoni (1866 - 27 luglio 1924): 24 Preludi per pianoforte op. 37 (1880-81). Geoffrey Douglas Madge.

Tadeusz Baird (26 luglio 1928 - 1981): Sinfonia n. 3 (1969). Orkiestra Filharmonii Narodowej w Warszawie (Orchestra filarmonica nazionale di Varsavia), dir. Jan Krenz.
John Field (26 luglio 1782 - 1837): Concerto per pianoforte e orchestra n. 5 in do maggiore, L’Incendie par l’orage (1817). Miceal O’Rourke, pianoforte; London Mozart Players, Matthias Bamert.
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Anonimo (dal Cancionero de Palacio, sec. XV-XVI): Tres morillas m’ enamoran, villancico (CMP 24). Ensemble Accentus, dir. Thomas Wimmer (sopra); Hespèrion XX, dir. Jordi Savall.
Tres morillas me enamoran
en Jaén,
Axa y Fátima y Marién.
Tres morillas tan garridas
iban a coger olivas,
y hallábanlas cogidas
en Jaén,
Axa y Fátima y Marién.
Y hallábanlas cogidas,
y tornaban desmaídas
y las colores perdidasv
en Jaén,
Axa y Fátima y Marién.
Tres moricas tan lozanas,
iban a coger manzanas,
y hallábanlas cogidas
a Jaén:
Axa y Fátima y Marién.

Qui un articolo interessante (in spagnolo) sull’argomento.
Agostino Steffani (25 luglio 1654 - 1728): «Ogni core può sperar», aria per soprano (Tanaquil), dal dramma per musica Servio Tullio (1686), atto II, scena 7ª. Cecilia Bartoli, soprano; I Barocchisti, dir. Diego Fasolis.
Ogni core può sperar,
solo il mio dee lagrimar.
La fortuna, ch’è tiranna,
mi condanna
a mai sempre sospirar.

Johann Georg Knechtel (attivo fra 1734 e 1756): Concerto in mi bemolle maggiore per corno da caccia, 2 violini, viola e basso (adattamento per corno e organo). Michael Tunnell, corno da caccia; Jack Ashworth, organo.

Alisa Firsova (24 luglio 1986): Bergen’s Bonfire – an apocalyptic dream per orchestra op. 31 (2015). Orchestra filarmonica di Bergen, dir. Andrew Litton.
Il brano è stato composto per celebrare il 250enario della compagine norvegese, che fra le orchestre in attività è una delle più antiche.

Turlough O’Carolan (1670 - 1738): composizione senza titolo (n. 171 nel repertorio di Carolan), oggi nota come Carolan’s Welcome. Patrick Ball, arpa.

Turlough O’Carolan
Domenico Scarlatti (1685 - 23 luglio 1757): Sonata in mi maggiore K 380 (pubblicata postuma in Oeuvres de Clementi V, 1804, n. 5). Scott Ross, clavicembalo, e Emil Gilels, pianoforte.
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Anonimo (sec. XVIII): Concerto in sol maggiore per violoncello e archi. Roel Dieltiens, violoncello; Ensemble Explorations.
Fino a relativamente poco tempo fa questo concerto era attribuito a Vivaldi e perciò inserito nel Répertoire Vivaldi (RV), il catalogo delle composizioni del maestro veneziano compilato da Peter Ryom, con il numero 415; studi recenti hanno appurato che si tratta di un’opera spuria, ragion per cui oggi nel RV figura come Anh. 146.

Otmar Nussio (1902 - 22 luglio 1990): Folklore d’Engadine, suite sinfonica (1949). Philharmonia Promenade Orchestra, dir. Henry Krips.


La montagna prende nome dal Val d’Hérens, nel Vallese (Svizzera), benché non sia compresa nel distretto omonimo. In passato era chiamata Dent Blanche, nome attuale della bella piramide di ghiaccio e roccia che domina il Val d’Hérens: sembra che lo scambio di denominazione sia dovuto a una svista dei cartografi incaricati di mappare la zona negli anni 1850.
La Dent Blanche vista dalla Dent d’Hérens (foto dal web).
Jerry Goldsmith (1929 - 21 luglio 2004): Suite dalla colonna sonora del film The Wind and the Lion (1975) di John Milius. Münchner Symphoniker diretti dall’autore.
Un buon film, probabilmente il migliore di un regista a volte discusso per via delle idee politiche ultraconservatrici.
La sceneggiatura prende spunto da un fatto storico per raccontare i primi passi degli Stati Uniti quale potenza mondiale, subito dopo la guerra con la Spagna. Il film ha un buon ritmo e diverse scene spettacolari; quella (del tutto inventata rispetto alla realtà storica) con i marines che sbarcano a passo di corsa e sbaragliano in pochi secondi le forze del pascià di Tangeri ha una coreografia perfetta. Di pura fantasia è anche la vicenda quasi-sentimentale fra il capo berbero (Sean Connery) e la giovane vedova americana (Candice Bergen), ma è scritta molto bene. Quella che mi è rimasta più impressa è però la prestazione di Brian Keith nei panni di Teddy Roosevelt, secondo me da Oscar. John Huston ha un piccolo ruolo (il segretario di Stato), ma ovviamente si fa notare. Colonna sonora di Goldsmith candidata all’Academy Award, ma quell’anno la statuetta andò a John Williams per Lo squalo.

You are like the Wind and I like the Lion.
You form the tempest.
The sand stings my eyes and the ground is parched.
I roar in defiance but you do not hear.
But between us there is a difference.
I, like the lion, must remain in my place.
While you, like the wind, will never know yours.
Cipriano de Rore (1515 o 1516 - 1565): Cantai mentre ch’i arsi del mio foco, madrigale a 5 voci (pubblicato nel Primo Libro de madrigali a cinque voci, 1542, n. 1) su testo di Giovanni Brevio. Ensemble Blue Heron, dir. Scott Metcalfe.
Cantai, mentre ch’i arsi del mio foco,
La viva fiamma ov’io morendo vissi,
Ben che quant’io cantai e quant’io scrissi
Di madonna e d’amor fu nulla o poco.
Ma se i begli occhi ond’il mio cor s’accese,
Del lor chiaro divin almo splendore
Non m’havessero a torto fatto indegno,
Col canto havrei l’interno e grave ardore
A gl’orecchi di tal fatto palese
Che pietà fora ov’alberga ira e sdegno.
A gl’amorosi strali fermo segno sarei,
Pieno di dolce aspro martiro
Ov’hora in libertà piagno e sospiro:
Ahi, pace in cor d’amanti non ha loco.

Gustav Lange (1830 - 20 luglio 1889): Dein Eigen, notturno in la bemolle maggiore per pianoforte op. 54 (1869). Gamma1734.
