(Pezzo da) Concerto

Ferdinand Hiller (1811 - 11 maggio 1885): Concerto o Konzertstück per pianoforte e orchestra op. 113 (pubblicato nel 1866 con entrambi i titoli). Jerome Rose, pianoforte; Grand orchestre symphonique de Radio Luxembourg, dir. Pierre Cao.

  1. Alla marcia. Allegro energico con fuoco
  2. Andante religioso, ma con moto [9:43]
  3. Allegro [14:15]

L’empia ch’adoro

Claudio Monteverdi (9 maggio 1567 - 1643): Si dolce è’l tormento (dal Quarto scherzo delle ariose vaghezze, 1624) su testo di Carlo Milanuzzi. Renata Fusco, soprano; Lorenzo Micheli, tiorba; Matteo Mela, chitarra barocca; Massimo Lonardi, liuto.

Si dolce è’l tormento
Ch’in seno mi sta,
Ch’io vivo contento
Per cruda beltà.
Nel ciel di bellezza
S’accreschi fierezza
Et manchi pietà:
Ché sempre qual scoglio
All’onda d’orgoglio
Mia fede sarà.

[La speme fallace
Rivolgam’ il pie’.
Diletto ne pace
Non scendano a me.
E l’empia ch’adoro
Mi nieghi ristoro
Di buona mercè:
Tra doglia infinita,
Tra speme tradita
Vivrà la mia fè.]

Per foco e per gelo
riposo non ho.
Nel porto del cielo
riposo averò.
Se colpo mortale
con rigido strale
Il cor m’impiagò,
cangiando mia sorte
Col dardo di morte
il cor sanerò.

Se fiamma d’amore
Già mai non sentì
Quel rigido core
Ch’il cor mi rapì,
Se nega pietate
La cruda beltate
Che l’alma invaghì:
Ben fia che dolente,
Pentita e languente
Sospirimi un dì.

Rondò capriccioso

Hermann Grädener (8 maggio 1844 - 1929): Concerto per violino e orchestra n. 2 in re minore op. 41 (1905). Karen Bentley Pollick, violino; Orchestra sinfonica nazionale dell’Ucraina, dir. Gottfried Rabl.

  1. Allegro non troppo
  2. Andante [19:18]
  3. Finale (Rondò capriccioso): Allegro [28:07]

Amor scortese

Hugo de Lantins (attivo tra il 1420 e il 1430): Plaindre m’estuet de ma damme jolye, rondeau a 3 voci. Le Miroir de Musique, dir. Baptiste Romain.

P laindre m’estuet de ma damme jolye
V ers tous amans qui par sa courtosie
T out m’a failly sa foy qu’avoit promis
A ultre de moy, tant que seroye vis,
J amais changier ne devoit en sa vie.
N e scay comment elle a fait départie
D e moy. Certes ne le cuidesse mye
E n tel deffault trouver, ce m’est [a]vis.
M ais je scay bien que ja merancolie
E [n] moy n’ara pour yceste follye.
R enouveler volray malgré son vis
D ’aultre damme dont mon cuer est souspris
E t renuncer de tout sa compaignye.

Sinfonia concertante – III

Leopold Antonín Koželuh (1747 - 7 maggio 1818): Sinfonia concertante in mi bemolle maggiore per tromba, pianoforte, mandolino, contrabbasso e orchestra P II:1. Siegfried Goethel, tromba; Werner Genuit, pianoforte; Takashi Ochi, mandolino; Walter Meuter, contrabbasso; Academy of St Martin in the Fields & Consortium Classicum, dir Iona Brown.

  1. Allegro
  2. Andantino con variazioni [15:59]
  3. Finale: Rondò allegretto [22:19]

Partire è un po’ morire? – II

John Dowland (1563 - 1626): Now, O Now I Needs Must Part, ayre (pubblicato nel First Booke of Songes or Ayres of foure partes with Tableture for the Lute, 1597, n. 6). Les Canards Chantants: Sarah Holland, soprano; Robin Bier, contralto; Edd Ingham, tenore; Graham Bier, basso. Con la collaborazione del liutista Jacob Heringman, che all’inizio e alla fine [5:00] esegue la Frog Galliard di Dowland, composta sul medesimo tema musicale dell’ayre.

Now, o now I needs must part,
Parting though I absent mourn.
Absence can no joy impart:
Joy once fled cannot return.

While I live I needs must love,
Love lives not when Hope is gone.
Now at last Despair doth prove,
Love divided loveth none.

Sad despair doth drive me hence;
This despair unkindness sends.
If that parting be offence,
It is she which then offends.

Once the world moved not so fast,
Yet the journey sweeter seemed.
Now I see you rushing past,
No more time to stay and dream.

Dear when I from thee am gone,
Gone are all my joys at once,
I lov’d thee and thee alone,
In whose love I joyed once.

And although your sight I leave,
Sight wherein my joys do lie,
Till that death doth sense bereave,
Never shall affection die.

Dear, if I do not return,
Love and I shall die together.
For my absence never mourn
Whom you might have joyed ever;

Part we must though now I die,
Die I do to part with you.
Him despair doth cause to lie
Who both liv’d and dieth true.

(La quartina in corsivo non fa parte del testo originale: è un’interpolazione dei Canards Chantants, ideata appositamente per questo videoclip.)

Per ayre si intende un genere musicale fiorito in Inghilterra tra la fine del Cinquecento e la terza decade del secolo successivo. L’ayre è un brano a più voci (solitamente quattro) con ac­com­pa­gna­mento di liuto; ciò che lo distingue dalle composizioni congeneri del periodo precedente è il fatto che alla voce più acuta è affidata una parte spiccatamente melodica, sul modello della «monodia accompagnata» italiana e dell’air de cour francese. Gli interpreti hanno dunque la possibilità di eseguire un ayre o secondo tradizione, con tutte le parti vocali e con l’ac­com­pa­gna­mento del liuto ad libitum, oppure seguendo la moda dell’epoca, cioè con il canto della sola parte più acuta sostenuto dal liuto. In quest’ultimo caso, al liuto spesso si aggiunge una viola da gamba che ha il compito di irrobustire la linea del basso d’armonia.

Nel video dei Canards Chantants è visibile la riproduzione di una doppia pagina del First Booke di Dowland, stampato secondo le consuetudini dell’epoca, cioè disponendo le parti in modo che possano agevolmente essere lette da quattro cantanti seduti intorno a un tavolo; questo tipo di impaginazione è appunto detto “a libro di coro”.

Dowland - Now oh now

Core oblioso

Pier Adolfo Tirindelli (5 maggio 1858 - 1937): Myosotis, romanza per voce e pianoforte su testo di Olga Bonetti. Roberta Canzian, soprano; Roberto Bertuzzi, pianoforte.

Sotto le stelle tacite d’argento,
Core oblioso, lieve, intorno a te,
Senti una voce sussurrar nel vento:
Non ti scordar di me ?

Se tu sul lido l’onda che s’infrange
Guardi e sospiri senza alcun perché,
Nel mar non senti la voce che piange:
Non ti scordar di me ?

Dimmi, ovunque un’anima non senti
Che ti sussurra e che s’avvince a te,
Nel mar, nel vento i supplicanti accenti:
Non ti scordar di me ?

«Sonata solo da Sig.re Barba»

Daniel Dal Barba (5 maggio 1715 - 1801): Sonata in re maggiore per violino e basso continuo (1747). Valerio Losito, violino barocco; Diego Leverić, arciliuto; Andrea Lattarulo, violoncello; Cecilia Medi, fagotto barocco; Carlo Calegari, contrabbasso; Federico Del Sordo, clavicembalo.

  1. Adagio
  2. Allegro
  3. Capriccio variato

Partire è un po’ morire? – I

Cipriano de Rore (1515 o 1516 - 1565): Ancor che col partire, madrigale a 4 voci (pubblicato nel Primo libro di madrigali a quatro voci di Perissone Cambio con alcuni di Cipriano Rore, 1547); testo di Alfonso d’Avalos. Ensemble Qvinta Essençia: Elia Casanova, soprano; Hugo Bolívar, controtenore; Albert Riera, tenore; Pablo Acosta Martínez, basso.

Ancor che col partire
io mi sento morire,
partir vorrei ogn’ hor, ogni momento:
tant’ il piacer ch’io sento
de la vita ch’acquisto nel ritorno:
et cosi mill’ e mille volt’ il giorno
partir da voi vorrei:
tanto son dolci gli ritorni miei.


Riccardo Rognoni (c1550 - c1620): Ancor che col partire, variazioni strumentali sul madrigale di Cipriano de Rore. Becky Baxter, arpa; Michael Leopold, tiorba; Annalisa Pappano, viola da gamba.

Le vergini prudenti

Asprilio Pacelli (c1570 - 4 maggio 1623): Media nocte, mottetto a 12 voci (da Sacrae cantiones, 1608). Ensemble Dodecantus, dir. Marina Malavasi.

Media nocte clamor factus est:
Ecce Sponsus venit, exite obviam ei.
Prudentes virgines ornaverunt suas lampades
et intraverunt cum Sponso ad nuptias.
Fatuae autem clamabant: Domine, aperi nobis.
Et Sponsus respondens ait: Amen dico vobis, nescio vos.
Vigilate ergo, quia nescitis diem neque horam.

Abbi buon occhio al capriolo

Anonimo (1a metà del XVI secolo): Alla cazza, madrigale a 4 voci. Die Singphoniker.

Alla cazza, alla cazza,
su su su su,
su, ognun si spazza.
A questa nostra cazza
Venite volentieri
Con bracchi e con levrieri,
Chi vuol venir si spazza.
Non aspettar il giorno,
Suona il corno,
O capo di cazza,
E spazza, spazza, spazza.
Te’ qui, Balzan, te’ qui, Lion,
Te’ qui, Fasan, te’ qui, Falcon,
Te’ qui, Tristan, te’ qui, Pizon,
Te’ qui, Alan, te’ qui, Carbon.
Chiama li bracchi dal monte, babbion.
Te’ qui Pezolo, te’ qui, Spagnolo,
Abbi buon occhio al capriolo.
A te, Augustino, a te, Pasalingua.
Vide là, vide là.
A spalla, a spalla, piglia, pigliala,
Ché li cani non la strazza.

Ave Maria d’Arcadelt

Jacques Arcadelt (1507 - 1568): Nous voyons que les hommes, chanson a 3 voci (pubblicata nel Tiers Livre de chansons, Le Roy & Ballard, Paris 1554, Édition 1, n. 15). Ensemble Doulce Mémoire, dir. Denis Raisin Dadre.

Nous voyons que les hommes
font tous vertu d’aimer
et, sottes que nous sommes,
voulons l’amour blâmer.

Ce qui leur est louable
nous tourne à déshonneur,
faute inexcusable,
O dure loi d’honneur!

Nature, plus qu’eux sage,
nous en a un corps mis
plus propre à cet usage
et nous est moins permis.


Arcadelt: Ave Maria a 4 voci. The Cathedral Singers, dir. Richard Proulx.
Non si tratta in realtà di una composizione originale di Arcadelt, bensì di un travestimento spirituale, realizzato da Pierre-Louis Dietsch nel 1842, della chanson precedente.


Franz Liszt (1811 - 1886): Ave Maria d’Arcadelt per pianoforte S.183/2 (1862). Philip Thomson.