Antonín Kraft (1749 - 28 agosto 1820): Concerto in do maggiore per violoncello e orchestra op. 4 (c1805). Jiří Hošek, violoncello; Orchestra sinfonica di Praga, dir. Josef Hrnčíř.
- Allegro aperto
- Andante [11:56]
- Rondò alla cosacca: Moderato [17:32]

Antonín Kraft (1749 - 28 agosto 1820): Concerto in do maggiore per violoncello e orchestra op. 4 (c1805). Jiří Hošek, violoncello; Orchestra sinfonica di Praga, dir. Josef Hrnčíř.

Josquin des Prez (c1450 - 27 agosto 1521): Alma redemptoris mater, antifona (mottetto) a 4 voci (1518). Ensemble De Labyrinto.
Alma Redemptoris Mater, quae pervia coeli porta manes,
et stella maris, succurre cadenti, surgere qui curat, populo:
tu quae genuisti, natura mirante, tuum sanctum Genitorem,
Virgo prius ac posterius, Gabrielis ab ore sumens illud Ave, peccatorum miserere.

Tomás Luis de Victoria (1548 - 27 agosto 1611): Alma redemptoris mater, antifona a 8 voci (pubblicata in Cantica B. Virginis, 1581, n. 18). Ensemble Plus Ultra, dir. Michael Noone.
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Tomás Luis de Victoria (1548 - 27 agosto 1611): Nigra sum, sed formosa, antifona (mottetto) a 6 voci (pubblicato in Motecta festorum totius anni cum Communi Sanctorum, quae partim senis, partim quinis, partim quaternis, alia octonis vocibus concinuntur, 1585, n. 3); testo tratto dal Canticum canticorum (I:5, II:10-12) in parte modificato.
Alcune interpretazioni del mio mottetto preferito. Nell’ordine:
– The Tallis Scholars, dir. Peter Phillips
– Chanticleer
– The Song Company
– Ensemble Plus Ultra, dir. Michael Noone
Nigra sum sed formosa filia Jerusalem
Ideo dilexit me Dominus et introduxit me in cubiculum suum et dixit mihi:
surge amica mea et veni.
Jam hiems transiit, imber abiit et recessit,
Flores apparuerunt in terra nostra, tempus putationis advenit.
Victoria è uno dei più straordinari compositori di ogni tempo. Ogni volta che ho l’occasione di ascoltare la sua musica mi sorprende la maestria con cui riesce a creare architetture polifoniche di complesse senza mai rinunciare all’intelligibilità del testo e alla piacevolezza dell’insieme. Questo brano è un esempio significativo della sua arte formidabile.

Josquin des Prez (c1450 - 27 agosto 1521): Tu solus qui facis mirabilia, mottetto a 4 voci (pubblicato in Motetti de Passione de Cruce de Sacramento de Beata Virgine – B, Venezia 1503). Gloriana Ensemble: Noar Lee Naggan, controtenore; Hillel Sherman, tenore; Yoram Bar Akiva, baritono; Joel Sivan, basso.
I. Tu solus qui facis mirabilia,
Tu solus Creator, qui creasti nos,
Tu solus Redemptor, qui redemisti nos
sanguine tuo pretiosissimo.
Ad te solum confugimus,
in te solum confidimus
nec alium adoramus,
Jesu Christe.
Ad te preces effundimus
exaudi quod supplicamus,
et concede quod petimus,
Rex benigne .
II. D’ung aultre amer,
Nobis esset fallacia:
D’ung aultre amer,
Magna esset stultitia et peccatum.
Audi nostra suspiria,
Replenos tua gratia,
O rex regum,
Ut ad tua servitia
Sistamus cum laetitia
in aeternum.

Rebecca Clarke (27 agosto 1886 - 1979): Sonata per viola e pianoforte (1919). Ilario Gastaldello, viola; Marina Baudoux, pianoforte.

Willem de Fesch (26 agosto 1687 - 1761): Concerto grosso in si bemolle maggiore op. 10 n. 2 (1741). Bremer Barockorchester.

Philip Glass (1937): cinque danze (nn. 1, 2, 5, 8 e 9) dal balletto In the Upper Room (1986). Philip Glass Ensemble, dir. Michael Riesman.
Il balletto, coreografato da Twyla Tharp, fu presentato al pubblico il 26 agosto 1986 come Untitled. In seguito Tharp ebbe l’idea di ribattezzarlo con il titolo attuale prendendo spunto da un inno cristiano per la Pentecoste, In the upper room at Jerusalem ovvero Prayer for the Power: il testo, del rev. James Bruce Mackay, fa riferimento a un passo degli Atti degli apostoli (1:13) in cui si dice che i discepoli di Gesù erano soliti riunirsi « in una stanza al piano superiore » dove ricevettero poi lo Spirito Santo, il quale si manifestò loro, annunciato da un vento impetuoso, sotto forma di « lingue di fuoco che si dividevano e si posarono su ciascuno » (Atti 2:2-3). Il titolo del balletto non allude però a esperienze mistico-religiose: la Upper Room è in realtà la mente dell’artista, visitata dal vento e dal fuoco dell’ispirazione.

Alberto di Sassonia-Coburgo-Gotha (26 agosto 1819 - 1861): Melodia per violino e pianoforte. Iona Brown, violino; Jennifer Partridge, pianoforte.
Alberto di Sassonia-Coburgo-Gotha: Gruss an den Bruder, testo di Ernesto I di Sassonia-Coburgo-Gotha (padre del compositore). Toby Spence, tenore; Ronald Brautigam, pianoforte.
Hat so lang mein Leid geschwiegen,
soll es heute auf erstehn
und aus süssen Schlaf dich wiegen,
durch der Klänge zartes Weh’n.
Ist auch noch so weit die Reise
trägt’s ein Zephir hin zu Dir!
Und es flüstert dann ganz leise,
Denkst des Bruders Du auch hier
von der Heimath von dem Norden
von der Jugend stillem Glück,
spricht es schwebend in Accorden:
leitet hieher deinen Blick.
(A lungo il mio soffrire è stato silente, ma oggi sorgerà e ti desterà dolcemente dal tuo sonno con il lieve respiro dei suoni.
Il viaggio è lungo, ma te lo porterà il vento! E con lieve alito ti farà pensare al tuo fratello,
alla casa, al Nord, alla serena felicità della gioventù, librandosi parlerà per accordi: qui attirerà il tuo sguardo.)
Alberto di Sassonia-Coburgo-Gotha: Ständchen (Serenata) per voce e pianoforte su testo di Ernesto I di Sassonia-Coburgo-Gotha. Ian Partridge, tenore; Jennifer Partridge, pianoforte.
Wachst, Liebchen, Du in stiller Nacht?
Kennest Liebchen auch der Sehnsucht Macht?
O lass bey meinem heissen Fleh’n
das Fenster heut noch offen stehn.
Es ruhet längst schon süss und fest,
was Lieb’ und Sehnsucht ruhen lässt.
O Liebchen komm an’s Fenster Dein,
lass schauen Deine Äugelein!
Wie ist’s so schön im Mondenschein!
Es weht die Luft so kühl und rein.
Horch wie die Leier sehnend klingt!
Das Vöglein selbst im Traum noch singt!
Da that sich auf das Fensterlein,
es sahn heraus im Mondenschein
die schönsten schönsten Äugelein:
wie freundlich waren sie und rein.
(Vegli ancora, amor mio, nella notte silente? Anche tu, amore, avverti il morso del desiderio? Oh, ascolta il mio appello appassionato e lascia aperta, ora, la tua finestra.
È un riposo assai dolce e profondo quello di chi dà requie all’amore e al desiderio. Oh, amore, vieni alla finestra e fa’ che possa vedere i tuoi begli occhi!
Com’è bello stare al chiaro di luna! L’aria è così fresca e pura. Ascolta il bramoso suono della cetra! Il passerotto canta anche quando sogna!
Ed ecco, la finestra si spalancò e nel chiaro di luna brillarono quegli occhi stupendi: e quanto erano amichevoli e puri.)


Silvio Omizzolo (26 agosto 1905 - 1991): Toccata per pianoforte, n. 10 dei Dieci Studi sul trillo (1936-39). Giovanni Tirindelli.

August Gottfried Ritter (25 agosto 1811 - 26 agosto 1885): Sonata per organo n. 1 in re minore op. 11 (1845). Luca Scandali.

Carlos Seixas (1704 - 25 agosto 1742): Sinfonia in si bemolle maggiore per archi e basso continuo. Nova Filarmónica Portuguesa, dir. Álvaro Cassuto.
Érik Satie (1866 - 1925): La belle excentrique, « fantaisie sérieuse » (1920), versione per pianoforte a 4 mani. Aldo Ciccolini e Gabriel Tacchino.


Leonard Bernstein (25 agosto 1918 - 1990): Seconda Sinfonia, The Age of Anxiety , versione originale (1947-48). Lukas Foss, pianoforte; Philharmonic-Symphony Orchestra of New York diretta dall’autore.
Ispirata dall’omonima «egloga barocca» di Wystan Hugh Auden, ne segue strettamente lo svolgimento. Il pianoforte solista è, nella concezione dell’autore, «un protagonista quasi autobiografico, posto di fronte a uno specchio orchestrale in cui vede sé stesso, analiticamente, in un’ambientazione moderna».
Il lavoro è suddiviso in due parti, comprendenti ognuna tre sezioni che si susseguono senza stacchi:
PARTE I – A) The Prologue : in un bar della 3rd Avenue tre uomini e una giovane donna, tormentati dalla solitudine, cercano nell’alcool la liberazione dai propri problemi; B) The Seven Ages [a 2:27]: la vita dell’uomo è considerata da quattro punti di vista differenti («conversazione» in 4 variazioni senza tema comune, ognuna delle quali prende le mosse da un elemento di quella precedente); C) The Seven Stages [a 10:50]: viaggio interiore dei personaggi alla ricerca di un «luogo» confortevole e sicuro (7 variazioni).
PARTE II – A) The Dirge [a 16:42]: chiuso il bar, i quattro personaggi si recano a casa della donna; sul taxi, intonano un canto funebre per la perdita del Grande Padre («Colossal Dad»); B) The Masque [a 22:22]: stanchi, tormentati da sensi di colpa, i quattro bevono e ballano, in una finzione di divertimento (Scherzo per pianoforte e percussioni); C) The Epilogue [a 26:51]: i quattro si separano, soli come prima, e ognuno trova una riconciliazione con sé stesso nella fede, nell’affermazione di «qualcosa di puro» che può essere ovunque.

Luigi Ferrari Trecate (25 agosto 1884 - 1964): Riflessi lagunari e Il prode Anselmo per pianoforte. Mauro Bolzoni.
Riflessi lagunari (1946):
1. Bautte
2. Gondolieri [4:50]
3. San Marco a mezzodì [9:21]
Il prode Anselmo (1937) [17:04]

Paul Creston (nome d’arte di Giuseppe Guttoveggio; 1906 - 24 agosto 1985): Concerto per sassofono contralto e orchestra op. 26 (1941). Rob Burton, sassofono; City of Birmingham Symphony Orchestra, dir. Mark Wigglesworth (concerto finale del vincitore, nella categoria legni, della BBC Young Musician competition nel 2018).

Johann Rosenmüller (24 agosto 1619 - 1684): Magnificat in do minore. Ensemble ARTEK e Les Sacqueboutiers de Toulouse, dir. Gwendolyn Toth.
Kenneth Leighton (1929 - 24 agosto 1988): 6 Study–Variations per pianoforte op. 56 (1968-69). Grace Fong.

James Tenney (1934 - 24 agosto 2006): Harmonium #3 per 3 arpe (1980). Interpreti non identificati.

Théodore Dubois (24 agosto 1837 - 1924): Toccata in sol maggiore, n. 3 delle Douze Pièces pour orgue (1889). Olivier Penin all’organo della Basilica di Sainte-Clotilde in Parigi.

Ernst Křenek (23 agosto 1900 - 1991): Sinfonia n. 5 op. 119 (1947-49). NDR Radiophilharmonie, dir. Takao Ukigaya.

Irving Fine (1914 - 23 agosto 1962): Tigeroo per voce e pianoforte, da Childhood Fables for Grownups su testi di Gertrude Norman (1955). William Parker, baritono; Dalton Baldwin, pianoforte.
There once was a Tiger named Tigeroo,
The hungriest tiger in the zoo:
All day long he liked to eat
Not cake, not cookies, but only meat.
The keeper said, «Now, Tigeroo,
You eat too much, you know you do!
If you eat any more and you get sick,
I’ll call the tiger doctor quick!»
«I’ll eat all I like», said Tigeroo,
«I’m the hungriest tiger in the zoo.
You tell that doctor, I said POOH!
If he comes in my cage, I’ll eat him too!»
Constant Lambert (23 agosto 1905 - 21 agosto 1951): The Rio Grande, cantata per voce solista, coro, pianoforte, ottoni, archi e percussione (1927) su testo di Sacheverell Sitwell. Jean Temperley, mezzosoprano; London Madrigal Singers, dir. Christopher Bishop; London Symphony Orchestra, dir. André Previn.
By the Rio Grande
They dance no sarabande
On level banks like lawns above the glassy, lolling tide;
Nor sing they forlorn madrigals
Whose sad note stirs the sleeping gales
Till they wake among the trees and shake the boughs,
And fright the nightingales;
But they dance in the city, down the public squares,
On the marble pavers with each colour laid in shares,
At the open church doors loud with light within.
At the bell’s huge tolling,
By the river music, gurgling, thin
Through the soft Brazilian air.
The Comendador and Alguacil are there
On horseback, hid with feathers, loud and shrill
Blowing orders on their trumpets like a bird’s sharp bill
Through boughs, like a bitter wind, calling
They shine like steady starlight while those other sparks are failing
In burnished armour, with their plumes of fire,
Tireless while all others tire.
The noisy streets are empty and hushed is the town
To where, in the square, they dance and the band is playing;
Such a space of silence through the town to the river
That the water murmurs loud –
Above the band and crowd together;
And the strains of the sarabande,
More lively than a madrigal,
Go hand in hand
Like the river and its waterfall
As the great Rio Grande rolls down to the sea.
Loud is the marimba’s note
Above these half -salt waves,
And louder still the tympanum,
The plectrum, and the kettle-drum,
Sullen and menacing
Do these brazen voices ring.
They ride outside,
Above the salt-sea’s tide.
Till the ships at anchor there
Hear this enchantment,
Of the soft Brazilian air,
By those Southern winds wafted,
Slow and gentle,
Their fierceness tempered
By the air that flows between.

Albert Roussel (1869 - 23 agosto 1937): Suite in fa maggiore op. 33 (1926). Royal Scottish National Orchestra, dir. Stéphane Denève.

Claude Debussy (22 agosto 1862 - 1918): Fantaisie per pianoforte e orchestra (1889-90). Jean-Efflam Bavouzet, pianoforte; BBC Symphony Orchestra, dir. Yan-Pascal Tortelier.
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Claude Debussy (22 agosto 1862 - 1918): Jardins sous la pluie (Estampes, n. 3, 1903) interpretato dall’autore (rullo Welte-Mignon del 1912).

Claude Debussy (22 agosto 1862 - 1918): La Mer, trois esquisses symphoniques pour orchestre (1903-05, rev. 1908). Philharmonia Orchestra, dir. Giuseppe Sinopoli.

Claude Debussy (22 agosto 1862 - 1918): La Belle au bois dormant, mélodie L 81 (1890) su testo di Vincent Hyspa. Véronique Gens, soprano; Roger Vignoles, pianoforte.
Des trous à son pourpoint vermeil,
Un chevalier va par la brune,
Les cheveux tout pleins de soleil,
Sous un casque couleur de lune.
Dormez toujours, dormez au bois,
L’anneau, la Belle, à votre doigt.
Dans la poussière des batailles,
Il a tué loyal et droit,
En frappant d’estoc et de taille,
Ainsi que frapperait un roi.
Dormez au bois, où la verveine,
Fleurit avec la marjolaine.
Et par les monts et par la plaine,
Monté sur son grand destrier,
Il court, il court à perdre haleine,
Et tout droit sur ses étriers.
Dormez la Belle au Bois, rêvez
Q’un prince vous épouserez.
Dans la forêt des lilas blancs,
Sous l’éperon d’or qui l’excite,
Son destrier perle de sang
Les lilas blancs, et va plus vite.
Dormez au bois, dormez, la Belle
Sous vos courtines de dentelle.
Mais il a pris l’anneau vermeil,
Le chevalier qui par la brune,
A des cheveux pleins de soleil,
Sous un casque couleur de lune.
Ne dormez plus, La Belle au Bois,
L’anneau n’est plus à votre doigt.
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Claude Debussy (22 agosto 1862 - 1918): D’un cahier d’esquisses per pianoforte L 112 (1904). Esegue l’autore (incisione su rullo Welte-Mignon del 1913).

Anonimo (regione francese, sec. XVII): Quand je menai mes chevaux boire, chanson tradizionale francese (bretone o normanna). Claire Lefilliâtre, soprano; Le Poème Harmonique, dir. Vincent Dumestre.
Quand je menai mes chevaux boire,
ilaire, ilaire, itou, ilaire,
ilaire, oh, ma Nanette,
Quand je menai mes chevaux boire
j’entendis le coucou chanter.
Il me disait dans son language:
Ta bien aimée vont l’enterrer.
Ah! que dis-tu, méchante bête,
j’étais près d’elle hier au soir.
Mais quand je fus dedans la lande
j’entendis les cloches sonner.
Mais quand je fus dedans l’église
j’entendis les prêtres chanter.
Donnai du pied dedans la chasse.
Réveillez-vous si vous dormez.
Non je ne dors ni ne sommeille:
je vous attend dedans l’Enfer.
Vois: ma bouche est pleine de terre
et la tienne est pleine d’amour.
Auprès de moi reste une place
et c’est pour toi qu’on l’a gardée.

John Bull (c1562 - 1628): Fantasia per strumento a tastiera (dal Fitzwilliam Virginal Book, n. [CVIII]). Pieter-Jan Belder, clavicembalo.
