Per uno e per quattro

Albert Lortzing (23 ottobre 1801 - 1851): Konzertstück in mi maggiore per corno e orchestra. Peter Damm, corno; Staatskapelle Dresden, dir. Siegfried Kurz.
Il brano, in un unico movimento, si articola nelle seguenti sezioni: Andante – Variazioni – Poco più lento – Allegretto – Tempo I – Allegretto – Cadenza – Tempo I.


Robert Schumann (1810 - 1956): Konzertstück per 4 corni e orchestra op. 86 (1849). Roger Montgomery, Gavin Edwards, Susan Dent e Robert Maskell, corni; Orchestre révolutionnaire et romantique, dir. John Eliot Gardiner.

Lebhaft – Romanze [7:03] – Sehr Lebhaft [12:01]

Ritorno a Nonnenwerth

Franz Liszt (22 ottobre 1811 - 1886): Feuille d’album n. 2 S. 534/2bis (1849). Clemens Muller, pianoforte.

Si tratta della terza versione di una terza versione. All’origine vi è un Lied su testo di Felix Lichnowsky, intitolato Die Zelle im Nonnenwerth (S. 274/1, del 1841); la sua 3ª versione fu redatta nel 1845 con testo tradotto in francese da Étienne Monnier e il titolo di Élégie (S. 301b/2); della trascrizione per piano­forte di quel brano, questa è appunto la 3ª versione.


Franz Liszt: Die Zelle im Nonnenwerth (Élégie) per violoncello e pianoforte S. 382 (c1883; trascrizione della 2ª versione del Lied di cui sopra). János Fejérvári, violoncello; Zoltán Fejérvári, pianoforte.

Idyllen op. 21

Egon Wellesz (21 ottobre 1885 - 1974): Idyllen, fünf Klavierstücken zu Gedichten von Stefan George op. 21 (1917). Margarete Babinsky.

  1. In ruhig fließender Bewegung

    …Kostbarer wie sie die Quelle verstreut
    Schmächtigem Springbrunn Funken entstieben…
    Werden sie leuchten, leuchten mir heut?
    Werd ich die süßen Traumaugen lieben?
                          (Gartenfrühlinge.)

  2. Schwebend [3:05]

    …In umschwärmendem Chor
    Und in zitternder Jagd
    Nach den Wiesen die Woge
    Nach Silber Smaragd

    So folgen dir froh
    Die dein lächeln erkürt…
    O mein tag mir so gross
    Und so schnell mir entführt!
                          (Tag-Gesang.)

  3. Mäßig [6:49]

    …Ein rauschendes Geflitter
    Entzückt und quält – macht schwer und frei.
    Ein Schwanken süß und bitter
    Ein Singen sonder Melodei…
                          (Morgenschauer.)

  4. Verträumt [10:21]

    Frühe nacht verwirrt die ebnen Bahnen
    Kalte Traufe trübt die Weiher
    Glückliche Apolle und Dianen
    Hüllen sich in nebelschleier…
                          (Die Gärten schließen.)

  5. Langsam. Frei im Vortrag [13:33]

    Wie eine tiefe Weise
    Die uns gejubelt und gestöhnt
    In neuem Paradeise
    Noch lockt und rührt wenn schon vertönt.
                          (Blaue Stunde.)

Egon Wellesz

In marble halls

Michael William Balfe (1808 - 20 ottobre 1870): «I dreamt that I dwelt in marble halls», aria di Arline (soprano) dall’o­pera The Bohemian Girl (1843), atto II, scena 1a. Dame Joan Sutherland, soprano; London Symphony Orchestra, dir. Richard Bonynge (registrazione del 1962).

I dreamt that I dwelt in marble halls,
With vassals and serfs at my side,
And of all who assembled within those walls,
That I was the hope and the pride.
I had riches too great to count, could boast
Of a high ancestral name;
But I also dreamt, which pleas’d me most,
That you lov’d me still the same.

I dreamt that suitors sought my hand,
That knights upon bended knee,
And with vows no maiden heart could withstand,
They pledg’d their faith to me.
And I dreamt that one of that noble host
Came forth my hand to claim;
But I also dreamt, which charm’d me most,
That you lov’d me still the same.


La rivisitazione di Enya.
 

Balfe, Marble halls

Esquisses hébraïques

Aleksandr Abramovič Krejn (20 ottobre 1883 - 1951): Esquisses hébraïques, 1a suite per clarinetto e quartetto d’archi op. 12 (1909). Dieter Klöcker, clarinetto; Vlachovo kvarteto Praha.

  1. Lento
  2. Andante con anima – Allegretto grazioso – Tempo I [3:54]
  3. Allegro moderato [6:41]

Krejn, op. 12

Sarabanda e Allegro


Gabriel Grovlez (1879 - 20 ottobre 1944): Sarabande et Allegro per oboe e pianoforte (1929). Julia Stritzel, oboe; Christian Meinel, pianoforte.
Sotto, la medesima composizione trascritta dall’autore per sassofono (Jack Taylor) e pianoforte (Bethan Rees). Grovlez ne approntò adattamenti anche per clarinetto e per fagotto.

Čajkovskij: Le Stagioni – 10


Pëtr Il’ič Čajkovskij (1840 - 1893): Времена года / Les Saisons op. 37a (1875-76), 10. Октябрь: Осенняя песнь / Octobre: Chant d’automne. Versione originale: Valentyna Lysycja, pianoforte. Trascrizione per orchestra di Aleksandr Gauk (1893 - 1963): Orchestra da camera di Mosca, dir. Constantine Orbelian.
Il dolente Canto autunnale fu pubblicato nell’ottobre 1876 sul periodico sanpietroburghese «Нувеллист» (Nuvellist), associato a versi di Aleksej Kostantinovič Tolstoj (1858):

Осень. Обсыпается весь наш бедный сад,
Листья пожелтелые по ветру летят…
Autunno. Si spoglia il nostro povero giardino,
foglie ingiallite che volano nel vento…


Di Octobre, indubbiamente uno dei «mesi» più famosi della raccolta, esistono vari adattamenti per strumenti diversi. Ecco come l’esegue sull’arpa Pauline Haas:


Il brano è stato trascritto per clarinetto e quartetto d’archi da Tōru Takemitsu (1930 - 1996). Rob Patterson, clarinetto; Hrabba Atladottir e Mathew Oshidam, violini; Elizabeth Prior, viola; Evgeny Tonkha, violoncello.

Levitan, Autunno dorato
Isaak Il’ič Levitan (1860-1900): Autunno dorato (1895)

Molto espressivo

Wilhelm Kienzl (1857 - 19 ottobre 1941): Trio in fa minore per violino, violoncello e pianoforte op. 13 (1880). Thomas Christian, violino; Attila Pasztor, violoncello; Evgenij Sinaiskij, pianoforte.

  1. Allegro moderato
  2. Scherzo: Allegro molto [10:30]
  3. Adagio (Sehr ausdrucksvoll) [15:00]
  4. Allegro vivace [19:30]

Gopak

 

 
Aram Il’ič Chačaturjan (1903 - 1978): «Gopak», dal balletto Gajane (1942). Wiener Philharmoniker diretti dall’autore.


 
Pëtr Il’ič Čajkovskij (1840 - 1893): Gopak, dall’opera Mazeppa (atto I, scena 1a), rappresentata per la prima volta nel 1884. London Symphony Orchestra, dir. Geoffrey Simon.



 
Modest Musorgskij (1839 - 1881): Gopak, dall’opera comica La fiera di Soročynci (atto III, scena 2ª); Musorgskij ne scrisse il libretto (basato sull’omonimo racconto di Gogol’) e lavorò alla partitura fra il 1874 e il 1880, lasciandola però incompiuta. Eseguito da Katja Emec al violino, con orchestra non identificata (sopra), e dall’Orchestra sinfonica accademica di Stato dell’URSS diretta da Evgenij Svetlanov.

Nella tavola dei Peanuts (del 19 ottobre 1952) che apre questa pagina Charles Schulz ha inserito alcune battute tratte da una riduzione per pianoforte del Gopak di Musorgskij.

Allegro vigoroso – II

Ilmari Hannikainen (19 ottobre 1892 - 1955): Concerto in si bemolle maggiore per pianoforte e orchestra op. 7 (1917). Arto Satukangas, pianoforte; Radion sinfoniaorkesteri, dir. Petri Sakari.

  1. Allegro moderato marziale
  2. Adagio ma non tanto [15:45]
  3. Allegro vigoroso [24:00]

In nomine – I

John Taverner (c1490 - 18 ottobre 1545): Missa « Gloria tibi Trinitas » a 6 voci, composta prima del 1530. Ars Nova Copenhagen, dir. Paul Hillier.
Come le altre messe composte da Taverner, manca del Kyrie : all’epoca era infatti consuetudine intonare Kyrie tropati (cioè ampliati mediante interpolazioni testuali e/o musicali), ciascuna chiesa o regione avendone un proprio repertorio. La Missa « Gloria tibi Trinitas » di Taverner comprende dunque:

  1. Gloria
  2. Credo
  3. Sanctus
  4. Benedictus
  5. Agnus Dei

Questa splendida Messa ha un posto di rilievo nella storia della musica britannica in quanto diede origine a una forma polifonica a sé stante. La sezione del Benedictus che si svolge sulle parole « in nomine Domini » [0:42], a 4 voci, è caratterizzata da particolare eufonia e dolcezza, e per questo motivo fu assai apprezzata dai musicisti inglesi del XVI e del XVII secolo, numerosi dei quali rielaborarono il brano in composizioni contrappuntistiche, perlopiù strumentali, cui diedero appunto il titolo di In nomine. Sono circa 150 gli In nomine composti fra la metà del Cinquecento e la fine del secolo seguente; a questi se ne aggiungono altri creati in epoche successive, fino ai giorni nostri.