Sette giorni con il granduca – giovedì

Giovanni Battista Buonamente (c1595 - 1642): Il ballo del granduca (dal Quarto Libro de varie sonate, sinfonie, gagliarde, corrente, e brandi per sonar con due violini & un basso di viola, 1626, n. 50). Ensemble Voices of Music (San Francisco, CA).

Buonamente, Ballo del granduca

Contrafactum

Robert Lucas de Pearsall (14 marzo 1795 - 1856): Lay a garland, madrigale a 8 voci (1840) su testo di Beaumont & Fletcher (da The Maid’s Tragedy, 1608-11: atto II, scena 1ª) modificato da Pearsall. Ensemble Voces8.

Lay a garland on her hearse
of dismal yew.
Maidens, willow branches wear,
say she died true.
Her love was false, but she was firm
Upon her buried body lie
lightly, thou gentle earth.


Pearsall: Tu es Petrus, mottetto a 8 voci (1854): travestimento spirituale del brano precedente. Coral Reyes Bartlet.

Pearsall: Lay a garland, incipit

Sette giorni con il granduca – mercoledì

Jan Pieterszoon Sweelinck (1562 - 1621): Ballo del granduca, variazioni SwWV 319 per strumento a tastiera, alcune delle quali sono forse di Samuel Scheidt (1587 - 1654), allievo di Sweelinck. Esegue Ton Koopman all’«organo Compenius» del Castello di Frederiks­borg.

Fresher than the rose’s bloom

Thomas Augustine Arne (12 marzo 1710 - 1778): The Morning, cantata (1755). Anastasia Terranova, soprano; Emile ter Schegget, flauto dolce; Schola Cantorum Basiliensis.

The glittering sun begins to rise
On yonder hill, and paints the skies.

The lark his warbling matin sings,
Each flower in all its beauty springs.

The village up, the shepherd tries
His pipe, and to the woodland hies.

Oh! that on th¹enamelled green
My Delia, lovely maide, were seen,
Fresher than the roses bloom,
Sweeter than the mead¹s perfume.

Go, gentle gales, and bear my sighs away,
To Delia¹s ear the tender notes convey.
As some lonely turtle his lost love deplores,
And with shrill echoes fills the sounding shores.
So I like him, abandoned and forlorn,
With ceaseless plaints my absent Delia mourn.
Go, gentle gales, and bear my sighs along;
The birds shall cease to tune their evening song,
The winds to blow, the waving woods to move,
And streams to murmer e¹er I cease to love.
Not bubbling fountains to the thirsty swain,
Nor balmy sleep to labourers spent with pain,
Nor showers to larks, nor sunshine to the bee,
Are half so pleasing as thy sight to me.

Sette giorni con il granduca – lunedì

Emilio de’ Cavalieri (1550 - 11 marzo 1602): O che nuovo miracolo, madrigale a 5 voci. Ensemble Modo Antiquo, dir. Federico Maria Sardelli.

O che nuovo miracolo,
Ecco che in Terra scendono,
Celeste alto spettacolo,
Gli Dei che il Mondo accendono.
Ecco Himeneo e Venere
Col piè la Terra hor premere.

Del grande Heroe che con benigna legge
Hetruria affrena e regge
udito ha Giove in Cielo
Il purissimo zelo,
E dal suo seggio santo
Manda il ballo e il canto.

Che porti, O drappel nobile
Ch’orni la Terra immobile?

Portiamo il bello e il buon
Che in ciel si serra

Per far al Paradiso ugual la Terra.

Tornerà di auro secolo?

Tornerà il secol d’oro
E di real costume
Ogni più chiaro lume.

Quando verrà che fugghino
I mali e si distrugghino?

Di questo nuovo Sole
Nel subito apparire;
E i gigli e le viole
Si vedranno fiorire.

O felice stagion, beata Flora!

Arno, ben sarai tu beato a pieno
Per le nozze felici di Loreno.

O novello d’amor fiamma lucente!

Questa è la fiamma ardente
Che infiammerà di amore
Ancor l’anime spente.

Ecco ch’Amor e Flora
Il Ciel arde e innamora.

A la Sposa reale
corona trionfale
Tessin Ninfe e Pastori
Dei più leggiadri fiori.

Ferdinando hor va felice altero.

La Virgine gentil di santo foco
Arde e si accinge a l’amoroso gioco.

Voi Dei, scoprite a noi la regia prole.

Nasceran semidei
Che renderan felice
Del mond’ogni pendice.

Serbin le glorie
I cigni in queste rive
Di Medici e Loreno eterne e vive.

Le meraviglie nuove
Noi narremo a Giove.
Hor te, Coppia Reale,
Il Ciel rende immortale.

Le quercie hor mel distillino
E latte i fiumi corrino,
D’amor l’alme sfavillino
E gli empi vitii aborrino,
E Clio tessa l’histoire
Di così eterne glorie.
Giudin vezzosi balli
Fra queste amene valli,
Portin Ninfe e Pastori
Del Arno al ciel gli onori.
Giove benigno aspiri
Ai vostri alti disiri.
Cantiam lieti lodando
Cristina e Ferdinando.

Nel Seicento la melodia nota come Ballo del granduca o Aria di Fiorenza fu impiegata da numerosi autori come tema di variazioni strumentali e come base di composizioni di varia natura, sacre e profane. Ricorre per la prima volta nel ballo O che nuovo miracolo di Emilio de’ Cavalieri (testo di Laura Guidiccioni) che concludeva gli intermedi musicali creati da vari autori per una rappresentazione della commedia La Pellegrina di Girolamo Bargagli, rappresentazione cui nel 1589 sovrintese lo stesso Cavalieri.

Sonata in re minore

Benjamin Dale (1885 - 1943): Sonata per pianoforte in re minore op. 1 (1902-05). Gordon Fergus-Thompson.

  1. Allegro deciso
  2. Slow Movement, Scherzo and Finale (Theme and 8 Variations):
    1. Slow Movement: Adagio (Theme, Variations 1-2) [11:24]
      Allegretto con grazia (Variation 3) [17:29]
      Adagio maestoso (Variation 4) [18:24]
    2. Scherzo: Presto (Variation 5) [21:36]
      Tempo di mazurka (Variation 6) [23:35]
      Prestissimo – Andante – Adagio (Variation 7) [25:43]
    3. Finale: Molto allegro – Lento (Variation 8) [31:55]

Barber, opus 11

Samuel Barber (9 marzo 1910 - 1981): Quartetto per archi op. 11 (1936). Auner Quartett: Daniel Auner e Barbara de Menezes Galante Auner, violini; Nikita Gerkusov, viola; Konstantin Zelenin, violoncello.

  1. Molto allegro e appassionato
  2. Molto adagio [8:35]
  3. Molto allegro come prima – Presto [16:04]

Se la mia morte brami

Carlo Gesualdo da Venosa (8 marzo 1566 - 1613): Se la mia morte brami, madrigale a 5 voci (da Madrigali a cinque voci libro sesto, 1611, n. 1) su testo di Torquato Tasso. Ensemble Métamorphoses, dir. Maurice Bourbon.

Se la mia morte brami, crudel, lieto ne moro.
E dopo morte ancor te solo adoro.
Ma se vuoi che non t’ami, ahi, che a pensarlo solo
il duol m’ancide e l’alma fugge a volo.

Per far tranquillo ogni turbato core

Claudio Monteverdi (1567 - 1643): sezioni strumentali dell’Orfeo (1607). English Baroque Soloists, dir. John Eliot Gardiner.

  1. Prologo: Toccata
  2. Prologo: Ritornello [1:33]
  3. Atto I: Ritornello [2:17]
  4. Atto I: Ritornello [2:43]
  5. Atto II: Sinfonia [3:24]
  6. Atto III: Sinfonia a 7 [4:35]
  7. Atto III: Sinfonia [6:05]
  8. Atto III: Ritornello [6:39]
  9. Atto III: Sinfonia a 7 [7:32]
  10. Atto IV: Sinfonia a 7 [8:18]
  11. Atto V: Sinfonia [9:02]
  12. Atto V: Moresca [9:34]

Io la Musica son, ch’ai dolci accenti
So far tranquillo ogni turbato core,
Et hor di nobil ira, et hor d’Amore
Poss’infiammar le più gelate menti.
(L’Orfeo, Prologo)

Monteverdi