Georg Friedrich Händel (1685 - 14 aprile 1759): «See, the conqu’ring hero comes!», coro (n. 58) dall’oratorio Judas Maccabaeus HWV 63 (1747) su testo di Thomas Morell. Wandsworth School Boys Choir, English Chamber Orchestra, dir. sir Charles Mackerras.
Youths :
See, the conqu’ring hero comes!
Sound the trumpets! Beat the drums!
Sports prepare! The laurel bring !
Songs of triumph to him sing!
Virgins :
See the godlike youth advance!
Breathe the flutes and lead the dance!
Myrtle wreaths and roses twine
to deck the hero’s brow divine!
Israelites :
See, the conqu’ring hero comes!
Sound the trumpets! Beat the drums!
Sports prepare! The laurel bring!
Songs of triumph to him sing!
See, the conqu’ring hero comes!
Sound the trumpets! Beat the drums!
Ludwig van Beethoven (1770 - 1827): 12 Variationen über ein Thema aus dem Oratorium «Judas Maccabäus» von Händel per violoncello e pianoforte WoO 45 (1796). Yo-Yo Ma, violoncello; Emanuel Ax, pianoforte.
Anonimo: Їхав козак за Дунай (Ikhav kozak za Dunaj, Cavalcò un cosacco al di là del Danubio), canto tradizionale ucraino, qui interpretato dal cantante e virtuoso di bandura Taras Kompaničenko, da Kiev, con il suo ensemble. Il testo è attribuito al poeta ucraino Semen Klimovskij (1705 - 1785).
Portato nell’Europa occidentale dai soldati dell’esercito zarista in guerra contro Napoleone, questo canto divenne noto nei Paesi di lingua tedesca con il titolo Schöne Minka; nella prima metà dell’Ottocento ispirò diversi compositori.
Carl Maria von Weber (1786 - 1826): [9] Variations sur un air russe per pianoforte op. 40, J. 179 (1814-15). Alexander Paley.
Johann Nepomuk Hummel (1778 - 1837): Variazioni per flauto, violoncello e pianoforte op. 78 n. 2 (1818). Ilma Ensemble: Rosa Sanz, flauto; David Olivares, violoncello; Hernán Milla, pianoforte.
Aleksandr Aleksandrovič Aljab’ev (1787 - 1851): Variazioni sul tema ucraino «Cavalcò un cosacco al di là del Danubio» per violino e orchestra. Aleksandr Trostjanskij, violino; Orchestra Musica Viva, dir. Aleksandr Rudin.
Ludwig van Beethoven (1770 - 1827): Air cosaque: Schöne Minka, ich muß scheiden per canto, violino, violoncello e pianoforte, n. 16 dei Lieder verschiedener Völker WoO 158 (1816-18). Dorothee Wohlgemuth, soprano; Georg Poplutz, tenore; Martin Haunhorst, violino; Bernhard Schwarz, violoncello; Rainer Maria Klaas, pianoforte.
Schöne Minka, ich muß scheiden, ach du fühlest nicht das Leiden,
fern auf freudelosen Heiden, fern zu sein von dir!
Finster wird der Tag mir scheinen, einsam werd ich gehn und weinen;
auf den Bergen, in den Hainen ruf ich, Minka, dir.
Nie werd ich von dir mich wenden; mit den Lippen, mit den Händen
werd ich Grüße zu dir senden von entfernten Höhn.
Mancher Mond wird noch vergehen, ehe wir uns wiedersehen;
ach, vernimm mein letztes Flehen: bleib mir treu und schön!
Du, mein Olis, mich verlassen? Meine Wange wird erblassen;
alle Freuden werd ich hassen, die sich freundlich nahn.
Ach, den Nächten und den Tagen werd ich meinen Kummer klagen;
alle Lüfte werd ich fragen, ob sie Olis sahn!
Tief verstummen meine Lieder, meine Augen schlag ich nieder;
aber seh ich dich einst wieder, dann wird’s anders sein.
Ob auch all die frischen Farben deiner Jugendblüte starben:
ja, mit Wunden und mit Narben bist du, Süßer mein!
Beethoven: Air russe: Schöne Minka, variazioni per flauto e pianoforte op. 107 n. 7 (1817-18). Jean-Pierre Rampal, flauto; Robert Veyron-Lacrois, pianoforte.
Auguste Franchomme (10 aprile 1808 - 1884): Air russe varié pour violoncelle avec accompagnement de quintuor op. 32 (1845). Anner Bylsma, violoncello; L’Archibudelli.
Ma non è finita. Ritroviamo il tema musicale in brani molto più recenti, come per esempio questa canzone proposta negli anni 1940 da Dinah Shore (statunitense di origini russe) e più tardi ripresa da Sandie Shaw:
Alla fine, proporrei di tornare a est per ascoltare il Coro Kubanskij:
Їхав козак за Дунай.
Сказав: «Дівчино, прощай!
Ти, конику вороненький
Неси та й гуляй!»
Та було б, та було б не ходити,
Та було б, та було б не любити,
Та було б, та було б та й не знаться
Чим тепер, чим тепер росставаться!
Постій, постій, козаче,
Твоя дівчина плаче.
«Як ти мене покидаєш!
Тільки подумай!»
Лучше було б, лучше було б не ходити
Лучше було б, лучше було б не любити
Лучше було б, лучше було б та й не знаться
Чим тепер, чим тепер росставаться
«Білих ручок не ламай.
Ясних очок не стирай.
Мене з війни зі славою
К собі ожидай!»
Та було б, та було б не ходити…
«Не хочу я нічого
Тільки тебе одного.
Будь здоров ти, мій миленький
А все пропадай!»
Лучше було б, лучше було б не ходити…
Cavalcò un cosacco al di là del Danubio.
Disse: «Mia bella, addio!
E tu, mio buon cavallo nero,
portami via, andiamo!»
Sarebbe stato meglio non partire,
sarebbe stato meglio non amare,
sarebbe stato meglio non conoscerci
che doverci lasciare ora!
Aspetta, aspetta, cosacco,
la tua bella sta piangendo.
«Mi vuoi abbandonare!
Pensaci bene!»
Sarebbe stato meglio non partire,
sarebbe stato meglio non amare,
sarebbe stato meglio non conoscerci
che doverci lasciare ora!
Non torcerti quelle mani bianche,
non strofinarti quegli occhi chiari,
aspettami: dalla guerra
tornerò coperto di gloria.
Sarebbe stato meglio non partire…
Non voglio nessun altro,
sei tu quello che desidero.
Prenditi cura di te, caro:
solo questo mi sta a cuore.
Johann Christoph Bach (1642 - 31 marzo 1703): Aria Eberliniana Pro dormente Camillo variata (1690). Onofrio Della Rosa, clavicembalo.
Il titolo è uno dei più enigmatici della storia della musica in quanto nulla si sa a proposito dell’aria Pro dormente Camillo attribuita qui a Daniel Eberlin (1647-1715), collega di Johann Christoph Bach a Eisenach.
Alcune diferencias (= variazioni) di Antonio de Cabezón (30 marzo 1510 - 26 marzo 1566):
Diferencias sobre Guárdame las vacas. Ensemble Accentus, dir. Thomas Wimmer.
Diferencias sobre el canto llano del caballero. Hanneke van Proosdij, clavicembalo.
Diferencias sobre la gallarda milanesa. Arturo Barba all’organo di Julián de la Orden (sec. XVIII) della Chiesa di Nuestra Señora de la Asunción in Villar de Cañas (Cuenca).
Diferencias sobre la pavana italiana. Amaya Fernández Pozuelo, clavicembalo.
Diferencias sobre el villancico ¿Quién te me enojó Isabel?. Claudio Astronio, organo.
Diferencias sobre el canto de La dama le demanda (ossia Belle, qui tiens ma vie di Thoinot Arbeau). Hespèrion XX.
Aleksandr Konstantinovič Glazunov (1865 - 21 marzo 1936): Sinfonia n. 6 in do minore op. 58 (1896). Orchestra sinfonica di Mosca, dir. Aleksandr Anisimov.
Muzio Clementi (1752 - 10 marzo 1832): Sonata in si bemolle maggiore per pianoforte op. 12 n. 1 (1784). Arturo Benedetti Michelangeli (in concerto, 1959).
Filippo Azzaiolo (c1530/40 - p1570): Chi passa per ’sta strada, villotta a 4 voci. Eseguita da: The Musicians of Swanne Alley; The King’s Singers; Denis Raisin-Dadre, flauto, e ens. Doulce Mémoire; Yo-Yo Ma, violoncello, e The Silk Road Ensemble; Marco Beasley, voce, e ens. Accordone, dir. Guido Morini.
Chi passa per ‘sta strad’ e non sospira,
Beato s’è, falalilela,
Beato è chillo chi lo puote fare,
Per la reale.
Affacciati mo’
Se non ch’io moro mo’, falalilela.
Affacciati, ché tu mi dai la vita,
Meschino me, falalilela,
Se ‘l cielo non ti possa consolare,
Per la reale.
Affacciati mo’
Se non ch’io moro mo’, falalilela.
Et io ci passo da sera e mattina,
Meschino me, falalilela,
Et tu, crudele, non t’affacci mai,
Perché lo fai?
Affacciati mo’
Se non ch’io moro mo’, falalilela.
Compar Vassillo, che sta a loco suo,
Beato s’è, falalilela,
Salutami ‘no poco la comare,
Per la reale.
Affacciati mo’
Se non ch’io moro mo’, falalilela.
Giacomo Gorzanis (1525 - 1578): Padoana detta Chi passa per questa strada (trascrizione della villotta di Azzaiolo). Massimo Lonardi, liuto.
Anonimo (Inghilterra, sec. XVI): Chi passa (dal Marsh lute book). Valéry Sauvage, liuto.
William Byrd (c1540 - 1623): Qui Passe, dal My Ladye Nevells Booke (n. 2). Timothy Roberts, virginale.
Wolfgang Amadeus Mozart (1756 - 1791): «Là ci darem la mano», duettino di Don Giovanni e Zerlina, dal I atto, scena 9a, del dramma giocoso Don Giovanni K 527 (1787), libretto di Lorenzo Da Ponte. Bryn Terfel, baritono; Cecilia Bartoli, soprano; Orchestra dell’Accademia nazionale di santa Cecilia, dir. Myung-Whun Chung.
Friedrich Dotzauer (1783 - 6 marzo 1860): Andante con Variazioni über ein Thema aus der Oper «Don Giovanni» per 2 violoncelli. Marie Spaemann e Rebekka Markowski.
Fryderyk Chopin (1810 - 1849): Variazioni per pianoforte e orchestra op. 2 (1827) su «Là ci darem la mano» dal Don Giovanni di Mozart. Claudio Arrau, pianoforte; London Philharmonic Orchestra, dir. Eliahu Inbal.
Chopin elaborò questa sua prima partitura orchestrale durante il secondo anno di studio presso la Scuola superiore di musica di Varsavia; le Variazioni contribuirono in maniera determinante, forse anche più dei Concerti per pianoforte, a far conoscere il nome del giovane compositore in patria e nei principali centri musicali europei.
È noto l’entusiasmo che le Variazioni op. 2 suscitarono nel giovane Schumann, il quale le recensì in un lungo articolo per l’«Allgemeine Musikalische Zeitung» di Lipsia (n. XXXIII/49 del 7 dicembre 1831), articolo che s’inizia con una significativa esclamazione: «Giù il cappello, signori, un genio!». Chopin lesse la recensione e ne scrisse divertito a Tytus Woyciechowski, dedicatario delle Variazioni: «Costui le analizza misura per misura, affermando che non sono variazioni come le altre, ma una specie di quadro fantastico. Della seconda dice che vi si vedono correre Don Giovanni e Leporello; nella terza Don Giovanni stringe Zerlina fra le braccia, mentre a sinistra Masetto si rode di rabbia. Infine sostiene che nella quinta misura dell’Adagio Don Giovanni bacia Zerlina in re bemolle maggiore. […] È ben divertente la fantasia di questo tedesco» (12 dicembre 1831).
Chopin eseguì più volte in pubblico le Variazioni op. 2: fra l’altro, anche nel concerto con il quale si presentò al mondo musicale parigino, il 26 febbraio 1832.
NB: salvo diversa indicazione, i testi inseriti negli articoli dedicati a Chopin nel presente blog sono tratti dal volume Chopin: Signori il catalogo è questo di C. C. e Giorgio Dolza, Einaudi, Torino 2001.
Siete tutti invitati visto che non lo celebro mai. Potete lasciare le condoglianze a Donna Maria.
I miei rispetti a chi ha perso qualcuno, non possiamo fare niente.
Qualcuno suoni il piano, grazie.
Ecco qua:
Cyprien Katsaris (1951): Tre Variazioni su Happy Birthday: Best wishes from Mozart, Beethoven, Chopin.
Pëtr Il’ič Čajkovskij (1840 - 1893): Leggenda per voce e pianoforte op. 54 n. 5 (1883). Nicolai Gedda, tenore; Geoffrey Parsons, pianoforte.
Il testo è costituito da una traduzione russa, eseguita da Aleksej Nikolaevič Pleščeev (1825-1893), di una poesia, un tantino antisemita, di Richard Henry Stoddard (1825-1903) intitolata Roses and Thorns (vedi oltre).
Lo stesso brano nell’orchestrazione di Čajkovskij, interpretato (con testo inglese) da Peter Pears con l’English Chamber Orchestra diretta da Benjamin Britten.
Versione per coro a cappella eseguita dal Coro da camera del Ministero della cultura dell’URSS diretto da Valerij Kuzmič Poljanskij. Registrazione del 1988.
Anton Stepanovič Arenskij (1861 - 25 febbraio 1906): Variazioni per archi sopra un tema di Čajkovskij op. 35a (1894). London Symphony Orchestra, dir. John Barbirolli. Registrazione del 1947.
R. H. Stoddard: Roses and Thorns (1857).
The young child Jesus had a garden,
Full of roses, rare and red:
And thrice a day he watered them,
To make a garland for his head.
When they were full-blown in the garden,
He called the Jewish children there,
And each did pluck himself a rose,
Until they stripped the garden bare.
«And now how will you make your garland?
For not a rose your path adorns.»
«But you forget», he answered them,
«That you have left me still the thorns.»
They took the thorns, and made a garland,
And placed it on his shining head;
And where the roses should have shone
Were little drops of blood instead!
Christian Heinrich Rinck (18 febbraio 1770 - 1846): 9 Variationen und Finale per organo op. 90. Gabriel Isenberg all’organo della Chiesa di St Agnes in Rüschendorf (Damme, Bassa Sassonia).
Il tema variato è desunto dalla canzone infantile francese Ah, vous dirai-je, Maman (ovvero Quand trois poules vont au champ); gli anglofoni sulla stessa melodia cantano Twinkle, twinkle, little star e Baa, Baa, Black Sheep; nei Paesi di lingua tedesca ha identica melodia il canto natalizio Morgen kommt der Weihnachtsmann. Variazioni sul medesimo tema si devono, fra gli altri, a Wolfgang Amadeus Mozart, Johann Christoph Friedrich Bach, Theodor von Schacht, Ernő Dohnányi, Erwin Schulhoff.
Domenico Ferrabosco (14 febbraio 1513 - febbraio 1574): Io mi son giovinetta, madrigale a 4 voci (pubblicato nel Primo Libro di madrigali de diversi eccellentissimi autori a misura di breve, 1542, n. 26) su testo di Giovanni Boccaccio. Gesualdo Consort Amsterdam, dir. Harry van der Kamp.
Io mi son giovinetta, e volentieri
M’allegro e canto in la stagion novella,
Merzè d’Amore e de’ dolci pensieri.
Io vo pe’ verdi prati riguardando
I bianchi fiori e’ gialli et i vermigli,
Le rose in su le spine e i bianchi gigli;
E tutti quanti gli vo somigliando
Al viso di colui che me amando
Ha presa e terrà sempre.
Andrea Gabrieli (1510 - 1585): Io mi son giovinetta di Domenico Ferrabosco intavolato per strumento a tastiera (pubblicazione postuma nel Terzo Libro de ricercari di Andrea Gabrieli, 1596, n. 11). Filippo Pantieri, clavicembalo.
Scipione Stella (1558 o 1559 - 1622): Io mi son giovinetta del Ferrabosco. Paola Erdas, clavicembalo.
Il madrigale di Domenico Ferrabosco eseguito su strumenti a percussioni da Tore Jamne (1966-).
Ferdinando Carulli (9 febbraio 1770 - 17 febbraio 1841): Notturno in do maggiore per flauto, violino e chitarra op. 119 n. 2 (c1817). Guido Sasso, flauto; Giorgio Sasso, violino; Stefano Cardi, chitarra.
Wolfgang Amadeus Mozart (1756 - 1791): «Priestermarsch» (Marcia dei sacerdoti), dal II atto, scena 1a, del Singspiel Die Zauberflöte (Il flauto magico) K 620 (1791). Academy of St Martin in the Fields, dir. sir Neville Marriner.
Christian Gottlob Neefe (5 febbraio 1748 - 1798): Veränderungen über den Priestermarsch aus Mozarts Zauberflöte (Variazioni sulla Marcia dei sacerdoti). Gabriel Isenberg all’organo della Chiesa di San Giovanni Battista in Welschen Ennest (Renania Settentrionale-Vestfalia).
Pavel Haas (1899 - 1944): Quartetto per archi n. 3 op. 15 (1937-38). Quartetto «Haas».
Allegro moderato
Lento ma non troppo e poco rubato [6:50]
Tema con variazioni e fuga: Con moto [12:58]
Allievo di Leoš Janáček, Pavel Haas fu deportato nel 1941 a Theresienstadt e il 16 ottobre 1944 trasferito a Auschwitz, dove morì uno o due giorni dopo.
Mozart: Neuf Variations sur «Lison dormait» K 264/315d (1778). Walter Gieseking, pianoforte.
Il tema è tratto da un’aria dell’opéra-comique Julie (1772) di Nicolas Dezède.
Wolfgang Amadeus Mozart
* 27 gennaio 1756 – † 5 dicembre 1791
Norman Dello Joio (24 gennaio 1913 - 2008): Variations and Capriccio per violino e pianoforte (1948). William Steck, violino; Lambert Orkis, pianoforte.
Leslie Bassett (22 gennaio 1923 - 2016): Variations for orchestra (1963). Orchestra sinfonica della Radio di Zurigo, dir. Jonathan Sternberg.
A questa composizione fu conferito il Premio Pulitzer per la musica nel 1966.
Ermanno Wolf-Ferrari (12 gennaio 1876 - 21 gennaio 1948): Divertimento in re maggiore per orchestra op. 20 (1937). Münchner Rundfunkorchester, dir. Ulf Schirmer.
Alcuni temi musicali pubblicati con funzioni esplicative da Jean-Jacques Rousseau nel Dictionnaire de musique (1768) sono stati poi inseriti in composizioni più o meno celebri. Per esempio, una melodia di ranz des vaches fornì a Rossini lo spunto per alcune pagine, fra cui la famosa scena finale, del Guillaume Tell (1828).
Questo «air chinois», invece,
venne utilizzato da Carl Maria von Weber in una Overtura cinese scritta nel 1805 e poi confluita nelle musiche di scena composte per una rappresentazione della Turandot che Schiller aveva tratto dall’omonimo lavoro di Gozzi. Più recentemente Paul Hindemith impiegò lo stesso tema, desunto dall’Overtura cinese di Weber, nelle Metamorfosi sinfoniche.
Il medesimo «air chinois» ispirò inoltre una sere di variazioni sinfoniche al compositore britannico di origine belga Eugene Aynsley Goossens.
Carl Maria von Weber (1786 - 1826): Ouverture e Marcia [a 4:22] per Turandot op. 37, J. 75 (1809). City of Birmingham Symphony Orchestra, dir. Lawrence Foster.
Paul Hindemith (1895 - 1963): Scherzo (Turandot), da Symphonic Metamorphosis of Themes by Carl Maria von Weber (1943). Berliner Philharmoniker diretti dall’autore (1955).
Il titolo originale dell’opera è in inglese: Hindemith si era stabilito negli Stati Uniti nel 1940 e le Metamorfosi furono eseguite per la prima volta il 20 gennaio 1944 dalla New York Philharmonic-Symphony Orchestra diretta da Artur Rodziński.
(Penso che Hindemith sia un compositore sottovalutato; questo Scherzo è semplicemente geniale.)
Eugene Aynsley Goossens (1893 - 1962): Variations on a Chinese Theme per orchestra op. 1 (1911-12). Melbourne Symphony Orchestra, dir. Vernon Handley.
Václav Matějka (Wenzel Matiegka; 1773 - 19 gennaio 1830): Notturno in sol maggiore per flauto, viola e chitarra op. 21 (1807). Karl Kaiser, flauto; Peta Mullejans, viola; Sonja Brunnbauer, chitarra.
Allegro moderato
Menuetto [10:03]
Lento e patetico [15:17]
Zingara [21:21]
Ständchen (Serenata): variazioni su Mädchen, o schlummre noch nicht! [24:28]
Hector Berlioz (1803 - 1869): «Une puce gentille», dalla légende dramatique La damnation de Faust (1846, da Goethe), parte 2ª, scena 6ª. Gabriel Bacquier, baritono; London Symphony Orchestra, dir. Georges Prêtre.
Une puce gentille
chez un prince logeait.
Comme sa propre fille,
le brave homme l’aimait,
et, l’histoire assure,
à son tailleur un jour
lui fit prendre mesure
pour un habit de cour.
L’insecte, plein de joie
dès qu’il se vit paré
d’or, de velours, de soie,
et de crois décoré.
Fit venir de province
ses frères et ses sœurs
qui, par ordre du prince,
devinrent grands seigneurs.
Mais ce qui fut bien pire,
c’est que les gens de cour,
sans en oser rien dire,
se grattaient tout le jour.
Cruelle politique!
Ah! plaignons leur destin,
et, dès qu’une nous pique,
écrasons-la soudain!
Walter Braunfels (1882 - 1954): Phantastische Erscheinungen eines Themas von Berlioz op. 25 (1914-17). ORF Radio-Symphonieorchester Wien, dir. Dennis Russell Davies.
Oleg Grigor’evič Jančenko (1939 - 12 gennaio 2002): Собор в Шпейере – Партиты на тему хорала «A solis ortus cardine» (Il Duomo di Spira – Partite sul tema del corale A solis ortus cardine) per organo (1987). Esegue l’autore.
Gioachino Rossini (1792 - 1868): «Non più mesta accanto al fuoco», rondò dal II atto del melodramma giocoso La Cenerentola, ossia La bontà in trionfo (1817). Cecilia Bartoli, mezzosoprano; Orchestra La Scintilla, dir. Ada Pesch.
Non più mesta accanto al fuoco
Starò sola a gorgheggiar, no.
Ah fu un lampo, un sogno, un gioco
Il mio lungo palpitar.
Henri Herz (6 gennaio 1803 - 5 gennaio 1888): Variazioni su «Non più mesta». Earl Wild, pianoforte.
Massimo Nosetti (5 gennaio 1960 - 2013): Variazioni in la minore per organo sulla melodia tradizionale giapponese Sakura (Il ciliegio; 1994). Domenico Severin.