Dans les rues

Hanns Eisler (1898 - 6 settembre 1962): Suite per orchestra n. 5 op. 34 (1934), dalle musiche per il film Dans les rues di Victor Trivas (1933). Collegium Musicum Leipzig, dir. Adolf Fritz Guhl.

  1. Präludium: Larghetto
  2. Intermezzo [1:48]
  3. Tema con variazioni: 1. Larghetto [4:00]
  4. Marsch [6:46]
  5. Tema con variazioni: 2. Andante [8:13]
  6. Andante eroico. Andante – Marschtempo [11:20]
  7. Tema con variazioni: 3. Andante [14:00]
  8. Finale: Larghetto – Allegro. Eilend [16:38]

Dans les rues

Eisler è noto soprattutto quale autore di Auferstanden aus Ruinen (1949), su testo di Johannes R. Becher, che fu l’inno della Repubblica democratica tedesca.

La Musa novarese

Isabella Leonarda (Isabella Calegari) detta la Musa novarese (6 settembre 1620 - 1704): Sonata in re minore per violino e basso continuo (ultima delle 12 Sonate a 1, 2, 3, e 4 istromenti op. 16, 1693). Ensemble Bizzarrie Armoniche.

  1. Adagio
  2. Allegro e presto [1:51]
  3. Vivace e largo [3:05]
  4. Aria: Allegro [7:53]
  5. Veloce [9:21]

Isabella Leonarda: Magnificat. Gruppo vocale Musica Laudantes, dir. Riccardo Doni; Cappella strumentale del Duomo di Novara, dir. Paolo Monticelli.

Quintetto con clarinetto – II

Giacomo Meyerbeer (5 settembre 1791 - 1864): Quintetto in mi bemolle maggiore per clarinetto e archi (1813). Dieter Klöcker, clarinetto; Daniel Stabrawa e Christian Stadelmann, violini; Niethard Resa, viola; Jan Diesselhorst, violoncello.

  1. Allegro moderato
  2. Adagio – Andante [8:51]
  3. Rondò: Allegro scherzando [14:54]

A Musicall Banquet: V. Go, my flock

Anonimo (sec. XVI-XVII): Go, my flock, go get you hence, ayre su testo di Philip Sidney (1554 - 1586) tratto da Astrophel and Stella. Nigel Rogers, tenore; Anthony Bailes, liuto.

Go, my flock, go get you hence,
Seek some other place of feeding;
Where you may have some defence
From the storms in my breast breeding
And showers from mine eyes proceeding.

Leave a wretch in whom all woe
Can abide to keep no measure:
Merry flock! such one forego,
Unto whom mirth is displeasure:
Only rich in mischief’s treasure.

Stella! fayrest shepherdess!
Fayrest but yet cruelst ever!
Stella! whom the heav’ns still bless!
Though against me she persever;
Though I bliss inherit never.

Stella hath refusèd me!
Astrophel that so well servèd,
In this pleasant spring, must see,
While in pride flowers be preservèd
Himself only winter-starvèd.

Why, alas, then doth she swear
That she loveth me so dearly?
Seeing me so long to bear
Coals of love that burn so clearly:
And yet leave me hopeless merely?

No, she hates me, well away!
Fayning love, somewhat to please me:
Knowing, if she should display
All her hate, Death would soon seize me,
And of hideous torments ease me.

Then my dear flock now adieu!
But, alas, if in your straying,
Heavenly Stella meet with you,
Tell her, in your piteous blaying,
Her poor slave’s unjust decaying.

Personalità di spicco nell’Inghilterra elisabettiana, sir Philip Sidney è noto fra l’altro quale autore di una raccolta di versi (108 sonetti e 11 canzoni) in stile petrarchesco, pubblicata postuma nel 1591 con il titolo Astrophel and Stella: vi si celebra l’amore del poeta per Penelope Devereux (1563 - 1607).
Sorella maggiore del più noto Robert, 2° conte di Essex e favorito di Elisabetta I, quando aveva 13 anni Penelope fu promessa in sposa a Sidney; per ragioni non del tutto chiarite, il progetto andò a monte e, all’inizio del 1581, Penelope sposò controvoglia Robert Rich, in seguito 1° conte di Warwick (1559 - 1619), dal quale ebbe sette figli; nei versi di Sidney ricorre sovente il termine rich, evidente allusione al nome assunto dall’amata con questo matrimonio. Nel 1595 Penelope divenne amante di Charles Blount, 8° barone Mountjoy (1563 - 1606), il quale le diede altri tre figli; ottenuto il divorzio nel 1605, alla fine di quell’anno Penelope sposò Blount.
L’ayre composto da autore ignoto sul testo di Go, my flock, nona canzone di Astrophel and Stella, venne pubblicato da Robert Dowland nella raccolta A Musicall Banquet (Londra 1610, n. IIII) — questa antologia è dedicata a sir Robert Sidney, fratello di Philip e padrino del curatore.

Allegro con scioltezza

Mrs H. H. A. Beach (Amy Marcy Cheney Beach, 5 settembre 1867 - 1944): Concerto in do diesis minore per pianoforte e orchestra op. 45 (1896). Virginia Eskin, pianoforte; Utah Symphony Orchestra, dir. Joseph Silverstein.

  1. Allegro moderato
  2. Scherzo: Vivace (Perpetuum mobile) [13:25]
  3. Largo [17:53]
  4. Allegro con scioltezza [22:23]

Mrs H. H. A. Beach

Di sera, in montagna

Anton Bruckner (4 settembre 1824 - 1896): Abendzauber per tenore o baritono, coro maschile (TTBB), 3 Jodler (SSA) e 4 corni (a mo’ di corni delle Alpi), WAB 57 (1878); testo di Heinrich von der Mattig, ossia il medico militare Heinrich Wallmann (1827-1898). Christoph Prégardien, tenore; Camerata Musica Limburg, dir. Jan Schumacher.

Der See träumt zwischen Felsen,
Es flüstert sanft der Hain.
Den Bergeshang beleuchtet
Des Mondes Silberschein.

Und aus dem Waldesdunkel
Hallt Nachtigallensang,
Und von dem See weh’n Lieder
Mit zauberhaftem Klang.

Ich saß am Seegestade,
Vertieft in süßen Traum;
Da träumte ich zu schweben
Empor zum Himmelsraum.

Wer könnte je vergessen
Den wonnevollen Ort!
Noch tief im Herzen klingen
Die Zaubertöne fort.

(Il lago sogna fra le rocce, il bosco mormora dolcemente. La luce argentea della luna rischiara il pendio della montagna.
Dal buio della foresta risuona il canto dell’usignolo, il lago sussurra magiche melodie.
Seduto in riva al lago, assorto in dorate fantasie, sognavo di salire in paradiso.
Chi potrebbe mai dimenticare un luogo così delizioso! Suoni fatati riecheggiano ancora nel profondo del cuore.)

WAB 57

Da me tornerai

Edvard Grieg (1843 - 4 settembre 1907): «Solvejgs sang / Solvejgs Lied», dalle musiche di scena (1875) per il dramma Peer Gynt di Henrik Ibsen (atto III, n. 19); traduzione tedesca di Christian Morgenstern. Lucia Popp, soprano; Academy of St Martin in the Fields, dir. Neville Marriner.

Der Winter mag scheiden, der Frühling vergehn,
der Sommer mag verwelken, das Jahr verwehn,
Du kehrst mir zurück, gewiß, du wirst mein,
ich hab es versprochen, ich harre treulich dein.

Gott helfe dir, wenn du die Sonne noch siehst.
Gott segne dich, wenn du zu Füßen ihm kniest.
Ich will deiner harren, bis du mir nah,
und harrest du dort oben, so treffen wir uns da!

(Forse l’inverno passerà, la primavera se ne andrà, l’estate appassirà e l’anno intero svanirà, ma un giorno tornerai, lo so. E io fedelmente ti aspetterò, te l’ho promesso. Che Dio ti aiuti, se ancora vedi il sole. Che Dio ti benedica, se ti inginocchi davanti a Lui. Io ti aspetterò, fino a quando arriverai da me. E se rimarrai lassù, lassù ci incontreremo!)

Conosco molte interpretazioni di questa composizione, diverse sono disponibili online grazie a YouTube, ma nessuna mi commuove come quella di Lucia Popp.


A Musicall Banquet – IV. O eyes, leave off your weeping

Robert Hales (attivo 1583 - 1616): O eyes, leave off your weeping, ayre su testo di autore anonimo (talvolta erroneamente attribuito a Nicholas Breton, 1542 - 1626). Emma Kirkby, soprano; Anthony Rooley, liuto.

O eyes, leave off your weeping,
love hath the thoughts in keeping
that may content you.
Let not this misconceiving,
where comforts are receiving,
causeless torment you.

Clouds threaten but a shower;
hope hath his happy hour,
though long in lasting.
Time needs must be attended
Love must not be offended
with too much hasting.

But O the painful pleasure,
where Love attends the leisure
of life’s wretchedness:
where Hope is but illusion,
and Fear is but confusion
of Love’s happiness.

But happy Hope, that seeth
how Hope and Hap agreeth,
of life deprive me;
or let me be assured
when life hath death endured
Love will revive me.

Di Robert Hales sappiamo che fu al servizio di Elisabetta I, apprezzato dalla sovrana in particolare quale cantante, e poi di Anna di Danimarca, consorte di Giacomo I; O eyes, leave off your weeping, pubblicato da Robert Dowland nella raccolta A Musicall Banquet (Londra 1610, n. 4), è l’unica sua composizione nota.

Scaramouche

 
Darius Milhaud (4 settembre 1892 - 1974): Scaramouche, suite per sassofono contralto e orchestra op. 165c (1939), tratta delle musiche di scena per Le médécin volant di Molière. Simone Moschitz, sassofono; Orchestra UniMi, dir. Sebastiano Rolli.

  1. Vif
  2. Modéré [4:16]
  3. Brazileira [8:52]

Musica istropolitana

Alexander Moyzes (4 settembre 1906 – 1984): Musica istropolitana koncertantná, preludio per archi op. 73 (1974). Slovenská filharmónia, dir. Bohdan Warchal.
L’aggettivo «istropolitana» deriva dall’antico nome di Bratislava, Istropoli, ossia «città sul Danubio» (fiume chiamato Istro da greci e romani).

Suite du septième ton

Jean-Baptiste Nôtre (4 settembre 1732 - 1807): Suite in re maggiore, dalla raccolta manoscritta Livres de piesses d’orgue par l’organiste de Toul (sic!). Dominique Dantand all’organo Küttinger (1775) della Chiesa parrocchiale di Vézelise (Meurthe-et-Moselle).

  1. Plein jeux
  2. Fugue grave [0:45]
  3. Duo [1:59]
  4. Récit [2:43]
  5. Trompette [3:49]
  6. Trio [4:40]
  7. Basse de trompette [5:29]
  8. Grand jeux [6:15]
  9. Grand jeux [6:58]

Trompette è un registro ad ancia battente, tipico dell’organaria francese. Basse de trompette è una combinazione di registri costituita di solito da Bourdon 8′ + Prestant 4′ al positivo (mano destra) e Trompette 8′ + Bourdon 8′ + Prestant 4′ al grand orgue (mano sinistra), dove il Prestant 4′ può essere rimpiazzato in entrambi i manuali dalla Montre 8′ (Prestant e Montre appartengono entrambi alla famiglia dei Principali).

Suite di Jean-Baptiste Nôtre

A Musicall Banquet – III. Change thy mind

 
Richard Martin (XVI-XVII secolo): Change thy mind since she doth change, ayre su testo (risalente al 1597) di Robert Devereux, II conte di Essex (1567 - 1601). Nigel Rogers, tenore; Anthony Bailes, liuto.

Change thy mind since she doth change,
Let not fancy still abuse thee.
Thy untruth cannot seem strange
When her falsehood doth excuse thee.
Love is dead and thou art free;
She doth live, but dead to thee.

Whilst she lov’d thee best awhile,
See how she hath still delay’d thee,
Using shows for to beguile
Those vain hopes that have deceiv’d thee.
Now, thou see’st although too late
Love loves truth, which women hate.

Love no more since she is gone;
She is gone and loves another.
Being once deceiv’d by one,
Leave her love, but love none other.
She was false, bid her adieu;
She was best, but yet; untrue.

Love, farewell, more dear to me
Than my life which thou preservest.
Life, all joys are gone from thee,
Others have what thou deservest.
O my death doth spring from hence;
I must die for her offence.

[Die, but yet before thou die,
Make her know what she hath gotten.
She in whom my hopes did lie
Now is chang’d, I quite forgotten.
She is chang’d, but changed base,
Baser in so vile a place.]

Presente nella raccolta A Musicall Banquet, pubblicata a Londra nel 1610 a cura di Robert Dowland, Change thy mind è l’unica composizione pervenutaci di Richard Martin, musicista del quale si ignora pressoché tutto.

A Musicall Banquet – II. My heavy sprite

 
Anthony Holborne (c1545 - 1602): My heavy sprite, oppress’d with sorrow’s might, ayre su testo di George Clifford, III conte di Cumberland (1558 - 1606). Emma Kirkby, soprano; Anthony Rooley, liuto.

My heavy sprite, oppress’d with sorrow’s might,
of wearied limbs the burden sore sustains,
with silent groans and heart’s tears still complains,
yet I breathe still and live in life’s despite.
Have I lost thee? All fortunes I accurse
bids, thee farewell, with thee all joys farewell,
and for thy sake this world becomes my hell.

My heavy sprite di Anthony Holborne è il primo brano vocale della raccolta A Musicall Banquet, pubblicata a Londra nel 1610 a cura di Robert Dowland (1591 - 1641).

Moby Dick

 
Philip Sainton (1891 - 2 settembre 1967): Moby Dick, suite sinfonica dalla colonna sonora del film omonimo (1956) di John Huston. Louis Levy and His Orchestra.

  1. Opening
  2. Quayside Scenes [1:39]
  3. Going Aboard [2:19]
  4. Pequod’s Departure [2:52]
  5. Captain Ahab [3:55]
  6. Carnival [5:15]
  7. The Sea [6:53]
  8. The Hunt: The Great White Whale [8:15]
  9. Soliloquy: St Elmo’s Fire [8:58]
  10. The Hunt: He Rises [10:21]
  11. Moby Dick and Closing [13:59]

La notte, ancora

 
Alphons Diepenbrock (2 settembre 1862 - 1921): Die Nacht, elegia per contralto e orchestra (1910-11) su testo di Friedrich Hölderlin. Janet Baker, mezzosoprano; Koninklijk Concertgebouworkest, dir. Bernard Haitink.

Rings um ruhet die Stadt; still wird die erleuchtete Gasse,
Und, mit Fackeln geschmückt, rauschen die Wagen hinweg.
Satt gehn heim von Freuden des Tags zu ruhen die Menschen,
Und Gewinn und Verlust wäget ein sinniges Haupt
Wohlzufrieden zu Haus; leer steht von Trauben und Blumen,
Und von Werken der Hand ruht der geschäftige Markt.
Aber das Saitenspiel tönt fern aus Gärten; vielleicht, daß
Dort ein Liebendes spielt oder ein einsamer Mann
Ferner Freunde gedenkt und der Jugendzeit; und die Brunnen
Immerquillend und frisch rauschen an duftendem Beet.
Still in dämmriger Luft ertönen geläutete Glocken,
Und der Stunden gedenk rufet ein Wächter die Zahl.
Jetzt auch kommet ein Wehn und regt die Gipfel des Hains auf,
Sieh! und das Schattenbild unserer Erde, der Mond,
Kommet geheim nun auch; die Schwärmerische, die Nacht, kommt,
Voll mit Sternen und wohl wenig bekümmert um uns,
Glänzt die Erstaunende dort, die Fremdlingin unter den Menschen,
Über Gebirgeshöhn traurig und prächtig herauf.
    (Friedrich Hölderlin, Brod und Wein I)

Riposa la città, il vicolo acceso azzittisce;
strepitano carrozze adorne di fiaccole,
la gente rincasa, sazia delle gioie del giorno,
un capo accorto calcola entrata e uscita
in pace e a casa, il mercato industrioso
spoglio di grappoli fiori e opere s’acquieta.
– Un violino lontano, da un giardino. Forse
qualcuno che ama o un solitario che pensa
gioie perdute, la sua giovinezza; perenni
fresche fontane scrosciano su aiuole odorose.
Erano nella penembra dell’aria rintocchi lenti,
qualcuno annuncia chiaro il conto delle ore.
Un soffio di vento muove le cime del bosco,
e il simulacro della terra, la luna,
viene in segreto: e la fantastica notte
che è ricca di stelle e di noi non si cura,
splende stupita, estraniata tra gli uomini
sopra le cime dei colli, triste e sfarzosa.
    (traduzione di Enzo Mandruzzato)

diepenbrock_incipit

A Musicall Banquet: I. Lord Viscount Lisle His Galliard

 
John Dowland (1563 - 1626): The Right Honourable the Lord Viscount Lisle, Lord Chamberlaine to the Queenes most excellent Maiestie, his Galliard. Nigel North, liuto.

A Musicall Banquet. Furnished with a varietie of delicious Ayres, Collected out of the best Authors in English, French, Spanish and Italian è il titolo di una raccolta di composizioni di diversi autori, curata e pubblicata a Londra nel 1610 da Robert Dowland (1591 - 1641), figlio di John, e dedicata a Robert Sidney (1563 - 1626), statista al servizio di Elisabetta I e Giacomo I. La silloge si apre con questa gagliarda dal titolo chilometrico, uno dei più celebri brani liutistici di Dowland: la composizione è espressamente intitolata a Sidney, che era stato creato visconte Lisle nel 1605 — e che più tardi, nel 1618, divenne il primo conte di Leicester.

Settembre

Richard Strauss (1864 - 1949): September, Lied per voce e orchestra (Vier letzte Lieder, n. 2; 1948) su testo di Hermann Hesse. Lucia Popp, soprano; London Symphony Orchestra, dir. Michael Tilson Thomas.

Der Garten trauert,
kühl sinkt in die Blumen der Regen.
Der Sommer schauert
still seinem Ende entgegen.

Golden tropft Blatt um Blatt
nieder vom hohen Akazienbaum.
Sommer lächelt erstaunt und matt
in den sterbenden Gartentraum.

Lange noch bei den Rosen
bleibt er stehn, sehnt sich nach Ruh.
Langsam tut er die [großen]
müdgeword’nen Augen zu.

(Il giardino è in lutto, fredda scivola tra i fiori la pioggia. Rabbrividendo l’estate si avvia silente verso la fine.
A foglia a foglia l’oro cade a terra dall’alto albero d’acacia. L’estate sorride, stupita e languida, nel sogno del giardino morente.
A lungo ancora vicino alle rose sembra sopravvivere, ma anela al riposo. Lentamente chiude i [grandi] suoi occhi ormai stanchi.)


Rockocò

Jean-Paul Égide Martini (ovvero Johann Paul Aegidius Schwarzendorf detto Martini il Tedesco, 31 agosto 1746 - 1816): Plaisir d’amour, ro­man­za per voce e pianoforte (c1784) su testo di Jean-Pierre Claris de Florian. Claire Lefilliâtre, soprano; Arthur Schoonderwoerd, fortepiano.

Plaisir d’amour ne dure qu’un moment,
chagrin d’amour dure toute la vie.

J’ai tout quitté pour l’ingrate Sylvie.
Elle me quitte et prend un autre amant.

Plaisir d’amour ne dure qu’un moment,
chagrin d’amour dure toute la vie.

«Tant que cette eau coulera doucement
vers ce ruisseau qui borde la prairie

Je t’aimerai», me répétait Sylvie.
L’eau coule encore. Elle a changé pourtant.

Plaisir d’amour ne dure qu’un moment,
chagrin d’amour dure toute la vie.

Com’è noto, la melodia composta da Martini il Tedesco ha dato origine a uno dei capisaldi della musica rock (grazie, Luisa 🙂 ).

Sinfonia Gioconda

Nodar Gabunija (1933 - 31 agosto 2000): Terza Sinfonia (Sinfonia Gioconda) per orchestra da camera (1988). Orchestra da camera di Stato della Georgia, dir. Lijana Isakadze.

  1. Quasi danza
  2. Tempo molto rubato, come improvvisazione
  3. Intermedio: Moderato quasi cembalo
  4. Tempo molto rubato

Il longo pianto

Andrea Gabrieli (c1533 - 30 agosto 1585): O beltà rara, madrigale a 5 voci (pubblicato nel Primo Libro de madrigali a 5 voci, 1566, n. 11) su testo di Luigi Alamanni. I Fagiolini, dir. Robert Hollingworth.

O beltà rara, o santi modi adorni,
Luci beate piene
Di dolcezza e di spene:
Ah sì tosto in oblio me posto avete!
Ma, sia pur quel che può, voi non farete
Ch’io non sia quel che’l primo giorno volli;
Fin che questi occhi molli
Finiran per mai sempre il longo pianto.

O beltà rara