Carson Cooman (12 giugno 1982): Toccata, Aria, and Finale per organo op. 1184 (2017). Erik Simmons.

Carson Cooman (12 giugno 1982): Toccata, Aria, and Finale per organo op. 1184 (2017). Erik Simmons.

Jean-Baptiste Barrière (1707 - 6 giugno 1747): Sonata II in sol minore dal Livre I de sonates pour violoncelle et basse continue (1733). Jelena Očić Flaksman, violoncello; Ljerka Očić, organo.

Johann Kuhnau (1660 - 5 giugno 1722): Toccata in la maggiore. Felix Bräuer, organo.

Julius Reubke (1834 - 3 giugno 1858): Der 94. Psalm, sonata in do minore per organo (1857). Dame Gillian Weir all’organo Aeolian-Skinner della First Church of Christ, Scientist in Boston, Massachusetts.
I. [Introduzione:] Grave
1. Dio che fai giustizia, o Signore,
Dio che fai giustizia: mostrati!
2. Alzati, giudice della terra,
rendi la ricompensa ai superbi.
II. Larghetto – Allegro con fuoco [3:25]
3. Fino a quando gli empi, Signore,
fino a quando gli empi trionferanno?
6. Uccidono la vedova e il forestiero,
danno la morte agli orfani.
7. Dicono: «Il Signore non vede,
il Dio di Giacobbe non se ne cura».
III. Adagio – Lento [10:45]
17. Se il Signore non fosse il mio aiuto,
in breve io abiterei nel regno del silenzio.
19. Quand’ero oppresso dall’angoscia,
il Tuo conforto mi ha consolato.
IV. [Fuga:] Allegro – Allegro assai [16:53]
22. Ma il Signore è la mia difesa,
roccia del mio rifugio è il mio Dio.
23. Egli ritorcerà contro di essi la loro malizia,
per la loro perfidia li farà perire,
li farà perire il Signore, nostro Dio.
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Daniele Bertotto (1947 - 31 maggio 2007): O dulcissimum puerum per coro, flauto, 2 clarinetti, fagotto, arpa, organo e archi (1995, rev. 2006). Coro e Ensemble strumentale dell’Accademia musicale «Ruggero Maghini», dir. Claudio Chiavazza.

Marcel Dupré (1886 - 30 maggio 1971): Suite bretonne per organo op. 21 (1924). Thomas Trotter.

Jean Françaix (23 maggio 1912-1997): Suite profane per organo (1984). Randall Mullin (organo a campionamento digitale).

Francis Poulenc (1899 - 1963): Trois Mouvements perpétuels per pianoforte (1918). Gabriel Tacchino.
Arvo Pärt (1935): Perpetuum mobile per orchestra op. 10 (1963). Governor’s School Orchestra di Winston-Salem (North Carolina), dir. Orlando Cela.
Wilhelm Middelschulte (1863 - 1943): Perpetuum mobile per pedaliera sola (1903). Brink Bush, organo.

Wilhelm Middelschulte
Questo articolo è stato ispirato da Antartica e perciò a lei dedicato.
Passacaglia è il nome generico di una danza secentesca di origine spagnola e della forma musicale tradizionalmente associata alla danza stessa, in ritmo ternario e di andamento lento. Fra Seicento e Settecento la passacaglia si affermò nella musica d’arte assumendo la forma di variazioni sopra un tema, sopra uno schema armonico o sopra un basso ostinato; sotto il profilo musicale, la passacaglia è di fatto simile alla ciaccona, tanto che a lungo i due termini furono considerati equivalenti.
Numerosi musicisti si sono dedicati alla composizione di passacaglie; uno dei primi è Girolamo Frescobaldi:
Nell’ambito della musica teatrale, una passacaglia assai nota si trova nel V atto dell’Armide di Lully:
La Passacaglia con Fuga BWV 582 di Bach è uno dei più grandi capolavori della musica organistica d’ogni tempo:
Fra le passacaglie più celebri va annoverata quella in sol minore di Georg Friedrich Händel; fa parte di una Suite per clavicembalo (la n. 7, HWV 432) ed è una passacaglia sui generis perché ha ritmo binario anziché ternario. La versione originale suona così:
Nel 1897, quasi centoquarant’anni dopo la morte di Händel, il compositore norvegese Johan Halvorsen elaborò un adattamento per violino e viola della Passacaglia in sol minore:
Tanto della versione originale di Händel quanto della rielaborazione di Halvorsen esistono vari arrangiamenti per strumenti diversi. Fino a qualche anno fa, un adattamento per arpa (eseguito da Anna Palomba Contadino) era ben noto agli abbonati Rai:
Un’altra famosa passacaglia si trova nel IV movimento del Quintettino op. 30 n. 6 di Luigi Boccherini, noto anche come Musica notturna delle strade di Madrid:
È una passacaglia il Finale della Quarta Sinfonia di Brahms, costituito da una serie di 32 variazioni sopra il tema del coro conclusivo («Meine Tage in dem Leide») della cantata Nach dir, Herr, verlanget mich BWV 150 di Bach.
La passacaglia che costituisce il III movimento del Trio per violino, violoncello e pianoforte di Ravel è un brano di straordinaria intensità:
Troviamo una passacaglia, poi, fra i capolavori della musica del Novecento: è l’opus 1 di Anton Webern:
Ruggero Manna (1808 - 13 maggio 1864): Capriccio in forma di toccata per organo (pubblicato postumo, c1870). Alberto Pozzaglio.

Max Reger (1873 - 11 maggio 1916): Introduction und Passacaglia in re minore (1899). Stefano Faggioni all’organo della Cattedrale di Losanna.

Dietrich Buxtehude (1637 - 9 maggio 1707): Preludio e fuga in re minore BuxWV 140. Ton Koopman all’organo Schnitger (1689-93) della Sankt-Jacobi-Kirche in Amburgo.
Lo stesso brano nella trascrizione per pianoforte di Prokof’ev (1923). Boris Berman.

Franz Xaver Schnizer (o Schnitzer; 1740 - 9 maggio 1785); Sonata in re maggiore op. 1 n. 4 (1773). Franz Lehrndorfer allo Heilig Geist-Orgel dell’Abbazia di Ottobeuren.


Lucrezia Orsina Vizzana (1590 - 7 maggio 1662): O magnum mysterium, mottetto a voce sola e basso continuo. Cristina Radu, soprano; Steffen Schlandt, organo; Stefan Neagoe, violoncello.
O magnum mysterium,
O profundissima vulnera,
O passio acerbissima,
O dulcedo deitatis,
Adiuva me ad aeternam felicitatem consequendam.
Alleluia.

Claudio Merlotti alias Merulo (1533 - 4 maggio 1604): Canzon La Pazza a 4. Massimiliano Raschietti all’organo del Duomo del SS. Corpo di Cristo in Valvasone (Vincenzo Colombo, 1532-35).
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Marcel Dupré (3 maggio 1886 - 1971): Cortège et Litanie op. 19 n. 2 (1923). Esegue l’autore all’organo di Saint-Sulpice in Parigi.

Johann Heinrich Buttstett (25 aprile 1666 - 1727): Preludio e Capriccio in re minore (da Musicalische Clavier-Kunst und Vorraths-Kammer, 1713). Marco Lo Muscio all’organo Mascioni della Chiesa di San Gregorio VII in Roma.
Johann Heinrich Buttstett: Fuga in mi minore (dall’Andreas-Bach-Buch, n. 40). Maurizio Croci, organo.


Raffaele Manari (21 aprile 1887 - 21 aprile 1933): Studio da concerto sopra la melodia gregoriana del «Salve regina». Monica Czausz, organo.

Johann Pachelbel (1653 - 1706): Herzlich tut mich verlangen, corale con 7 Partiten (variazioni) per organo (n. 3 dei Musicalische Sterbens-Gedancken, 1683). Joseph Payne.
Anche l’inno luterano Herzlich tut mich verlangen, scritto nel 1611 da Christoph Knoll, adotta la melodia di Mein Gmüth ist mir verwirret, composizione profana di Hans Leo Hassler.
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Delphin Strungk (1600 o 1601 - 1694): Laß mich dein sein und bleiben, preludio-corale. David Yearsley, organo.
Il titolo fa riferimento a un testo di Nikolaus Selnecker (1572):
Laß mich dein sein und bleiben,
Du treuer Gott und Herr;
Von dir laß mich nichts treiben,
Halt mich bei reiner Lehr’;
Herr, laß mich nur nicht wanken,
Gib mir Beständigkeit!
Dafür will ich dir danken
In alle Ewigkeit.
La melodia è quella di Hans Leo Hassler (1601) che abbiamo già ascoltato più volte con testi differenti.

Gaetano Valeri (1760 - 13 aprile 1822): Concerto in sol maggiore per organo e orchestra (c1800). Luca Scandali, organo; Hermans Consort, dir. Fabrizio Ammetto.

Autore non identificato: Fuga a 4 voci in sol maggiore, Alla giga, già attribuita a Johann Sebastian Bach (BWV 577). Matthias Havinga all’organo van Vulpen (1966) dell’Augustanakerk in Amsterdam.
La giga (in francese gigue) è una forma di danza barocca, di andamento rapido e in ritmo doppio ternario, originatasi dalla jig irlandese. Per eseguire la Fuga alla giga gli organisti devono essere provetti ballerini: guardate infatti il nostro bravo e simpatico Matthias, qui sopra, come volteggia agile e leggero sulla pedaliera!
La Fuga BWV 577 — il cui manoscritto originale non è reperibile — non sarebbe opera di Bach: lo affermano, sulla base di considerazioni stilistiche, i più autorevoli studiosi del lascito bachiano. Ferruccio Rivoir, amico, collega e versatile organista, una volta mi confidò: «La Fuga alla giga non è di Bach. Te lo dicono le dita: quando suoni il vero Bach, le dita trasmettono sensazioni del tutto differenti.»
Troppo “facile”, dunque, per essere scaturita dal genio del Kantor di Lipsia, la Fuga in sol maggiore è tuttavia un brano assai gradevole, tant’è vero che è stata fatta oggetto di numerosi adattamenti: eccone alcuni, scelti fra i più interessanti:
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Johann Sebastian Bach (31 marzo 1685 - 1750): Toccata e fuga in re minore (detta Dorica) BWV 538. Ton Koopman all’organo Schnitger (1689-93) della Sankt-Jacobi-Kirche in Amburgo.
Se confrontate questa con altre registrazioni del medesimo brano riscontrerete la differenza di accordatura: per lo strumento di Amburgo è stato in effetti adottato un temperamento mesotonico modificato, con LA a 495,45 Hz.
Johann Sebastian Bach (31 marzo 1685 - 1750): Fantasia e fuga in sol minore BWV 542 (c1720), detta «la Grande». Marie-Claire Alain, organo.

Johann Sebastian Bach (31 marzo 1685 - 1750): Fuga in sol minore BWV 578 (c1705-07). Simone Stella, organo.
La Fuga BWV 578 è popolarmente detta «la Piccola» per distinguerla dalla Fantasia e Fuga BWV 542, anch’essa in sol minore.

Nicolaus Bruhns (1665 - 29 marzo 1697): (Großes) Praeludium und Fuge in mi minore. Georg Hagel all’organo Rieger della Basilica dei Quattordici Santi in Bad Staffelstein (Alta Franconia).
« Questo Preludio e Fuga in mi minore è una delle opere organistiche pre-bachiane più grandi e…sconvolgenti. A cominciare dal folgorante inizio che tocca tutte le note della scala cromatica e proseguendo con una quantità di episodi contrastanti che creano una sorta di tormentato ritratto psicologico di un musicista morto a 32 anni e di cui poco si sa. Tanto è vero che lo scrittore Andreas Nohr ne ha tentato una biografia immaginaria dal titolo Mitternacht, sorta di romanzo noir, ipotizzandone una fine tragica. Lo Stylus phantasticus è alla sua apoteosi e va ancora oltre quello di Buxtehude. L’interpretazione di quest’opera pone problemi rilevanti che sono stati risolti in modo molto vario nel corso del tempo. Richiede comunque un notevole coinvolgimento personale da parte dell’interprete. Musica visionaria quant’altre mai » (Pietro Pompili).

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Heinrich Isaac (c1450 - 26 marzo 1517): Un dí lieto giamai, madrigale a 3 voci su testo di Lorenzo de’ Medici, detto il Magnifico. Insieme vocale e strumentale L’homme armé.
Un dí lieto giamai
non ebbi, Amor, da poi
che dalli lacci tuoi mi dislegai.
Cagion della nimica
mia donna, a cui servia;
cosí convien ch’i’ dica
la sua discortesia.
Amore a tal follia
m’indusse, allor ch’i’ ruppi
i tuoi amorosi gruppi e ti lassai.
Fanne tu, Amor, vendetta,
ché mio poter non cura;
anzi talor m’alletta
con gli occhi e m’assicura;
e poi mi strazia e giura
che te e me disprezza:
cotanto male avvezza, signor, l’hai.
Ma, lasso, or del mio errore
m’avveggio e me ne pento,
ché sanza te, Amore,
assai piú doglia sento.
Allor qualche contento
sentiva a mezzo il lutto:
or quello è perso tutto, e vivo in guai.
Heinrich Isaac: Palle, palle, canzone a 3 voci. Versione strumentale eseguita dall’ensemble Piffaro; versione per organo (intavolatura pubblicata nel 1507) eseguita da Gabriele Giacomelli.
Heinrich Isaac: Quis dabit capiti meo aquam?, mottetto a 4 voci su testo di Agnolo Poliziano, in morte di Lorenzo il Magnifico (1492). La Capella Reial de Catalunya e Hespèrion XXI, dir. Jordi Savall.
Prima pars :
Quis dabit capiti meo aquam?
Quis oculis meis fontem lachrimarum dabit,
ut nocte fleam, ut luce fleam?
Sic turtur viduus solet,
sic cygnus moriens solet,
sic luscinia conqueri.
Heu miser, o dolor!
Secunda pars, altus & tenor I:
Laurus impetu fulminis
illa iacet subito,
laurus omnium celebris
musarum choris,
nympharum choris.
Secunda pars, bassus:
Et requiescamus in pace.
Tertia pars :
Sub cuius patula coma
et Phebi lira blandius insonat
et vox blandius insonat.
Nunc muta omnia,
nunc surda omnia.
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Samuel Scheidt (1587 - 24 marzo 1654): Cantio Sacra. Warum betrübst du dich, mein Herz, 12 variazioni SSWV 106 (pubblicate in Tabulatura Nova I, 1624, n. 5). Tina Christiansen, organo.

Eugène Gigout (23 marzo 1844 - 1925): Toccata in si minore per organo (1890). Ben van Oosten.

Johann Gottfried Walther (1684 - 23 marzo 1748): Partita sopra Erschienen ist der herrliche Tag (È giunto il lieto giorno). Walter Gatti all’organo Metzler della Zwinglikirche in Zurigo.
