Francesco Maria Veracini (1° febbraio 1690 - 1768): Sonata in sol minore per violino e basso continuo, n. 5 delle 12 Sonate accademiche op. 2 (1744). Luigi Mangiocavallo, violino; Claudio Ronco, violoncello; Marco Mencoboni, clavicembalo.
Capriccio con due soggetti: Allegro assai – Adagio assai
Philip Glass (31 gennaio 1937): North Star / Étoile Polaire (1977). Fa parte della colonna sonora di un documentario di Barbara Rose e François de Menil dedicato allo scultore Mark di Suvero.
Oggi vi propongo un breve ma efficace video divulgativo, pubblicato da Francesco Di Fortunato nel suo canale di YouTube Musica antica (for dummies) e dedicato alla genesi della Cantata del caffè (Schweigt stille, plaudert nicht BWV 211) di Johann Sebastian Bach, composta nel 1734 circa su testo di Picander, al secolo Christian Friedrich Henrici.
scoperta e diffusione del caffè
Bach a Lipsia [1:44]
la Cantata del caffè [2:51]
analisi musicale [3:38]
i pregiudizi sul caffè [6:23]
conclusione [8:12]
Dopodiché, ecco la Cantata del caffè in una pregevole interpretazione: Lucie Chartin, soprano (Liesgen); Jan-Willem Schaafsma, tenore; Mattijs van de Woerd, basso (Schlendrian); membri della Nederlandse Bachvereniging, dir. e violino I Shunske Sato.
Mentre gli altri preparano la scena, ricostruendo (più o meno) il Cafè Zimmermann di Lipsia ove la cantata fu eseguita per la prima volta, gli strumentisti eseguono un brano di Telemann – così, giusto per scaldare i motori…
– Georg Philipp Telemann (1681 - 1767): Distrait, V movimento del Quartetto in mi minore per flauto traverso, violino, violoncello e basso continuo TWV43:e4 (1738).
Schweigt stille (recitativo) [1:44]
Hat man nicht (aria) [2:26]
Du böses Kind (recitativo) [5:09]
Ei! wie schmeckt (aria) [5:53]
Wenn du mir nicht (recitativo) [10:33]
Mädchen, die von harten (aria) [11:51]
Nun folge (recitativo) [14:33]
Heute noch (aria) [15:31]
Nun geht (recitativo) [22:18]
Die Katze läβt (terzetto) [23:09]
Testo
1. Rezitativ (Tenor)
Schweigt stille, plaudert nicht
Und höret, was itzund geschicht:
Da kömmt Herr Schlendrian
Mit seiner Tochter Liesgen her;
Er brummt ja, wie ein Zeidelbär;
Hört selber, was sie ihm getan!
1. Recitativo (Tenore)
Fate silenzio, non parlate,
e ascoltate che cosa succede:
ecco il signor Schlendrian
con sua figlia Liesgen;
brontola come un vecchio orso,
sentite da voi che cosa gli ha fatto!
2. Arie (Schlendrian)
Hat man nicht mit seinen Kindern
Hunderttausend Hudelei!
Was ich immer alle Tage
Meiner Tochter Liesgen sage,
Gehet ohne Frucht vorbei.
2. Aria (Schlendrian)
Non si hanno, con i figli,
che centomila grattacapi!
Ciò che sempre ogni giorno
ripeto a mia figlia Liesgen
se ne va via senza frutto.
3. Rezitativ (Schlendrian, Liesgen)
Du böses Kind, du loses Mädchen,
Ach! wenn erlang ich meinen Zweck:
Tu mir den Coffee weg!
Herr Vater, seid doch nicht so scharf!
Wenn ich des Tages nicht dreimal
Mein Schälchen Coffee trinken darf
So werd ich ja zu meiner Qual
Wie ein verdorrtes Ziegenbrätchen.
3. Recitativo (Schlendrian, Liesgen)
– Bambina cattiva, ragazzaccia,
ah!, quando vorrai obbedirmi,
fa’ sparire quel caffè!
– Signor padre, non siate così severo!
Se tre volte al giorno
non bevo la mia tazzina di caffè,
per mia disgrazia mi trasformo
in un arrosto di capra rinsecchito.
4. Arie (Liesgen)
Ei! wie schmeckt der Coffee süße,
Lieblicher als tausend Küsse,
Milder als Muskatenwein.
Coffee, Coffee muss ich haben,
Und wenn jemand mich will laben,
Ach, so schenkt mir Coffee ein!
4. Aria (Liesgen)
Oh, com’è dolce il caffè,
più soave di mille baci,
più amabile del moscato!
Caffè, caffè io devo avere;
e se qualcuno mi vuole compiacere,
ah!, mi versi del caffè!
5. Rezitativ (Schlendrian, Liesgen)
– Wenn du mir nicht den Coffee lässt,
So sollst du auf kein Hochzeitfest,
Auch nicht spazierengehn.
– Ach ja!
Nur lasset mir den Coffee da!
– Da hab ich nun den kleinen Affen!
Ich will dir keinen Fischbeinrock nach itzger Weite schaffen.
– Ich kann mich leicht darzu verstehn.
– Du sollst nicht an das Fenster treten
Und keinen sehn vorübergehn!
– Auch dieses; doch seid nur gebeten
Und lasset mir den Coffee stehn!
– Du sollst auch nicht von meiner Hand
Ein silbern oder goldnes Band
Auf deine Haube kriegen!
– Ja, ja! nur lasst mir mein Vergnügen!
– Du loses Liesgen du,
So gibst du mir denn alles zu?
5. Recitativo (Schlendrian, Liesgen)
– Se non smetti di bere il caffè
non andrai più a una festa di nozze
e nemmeno a passeggiare.
– Ah va bene!
Purché mi lasciate il caffè!
– Ora ti tengo, scimmietta!
Non avrai più nemmeno una crinolina,
fatta come moda comanda.
– Posso anche farne a meno.
– Non potrai più stare alla finestra
a guardare la gente che passa!
– Va bene anche questo. solo vi prego
di non toglierrmi il caffè!
– E da me non avrai più
nastri d’argento né d’oro
per il tuo cappello!
– Sì, sì! Ma lasciatemi il mio piacere!
– Discola d’una Liesgen,
accetterai dunque qualsiasi punizione?
6. Arie (Schlendrian)
Mädchen, die von harten Sinnen,
Sind nicht leichte zu gewinnen.
Doch trifft man den rechten Ort,
O! so kömmt man glücklich fort.
6. Aria (Schlendrian)
Le ragazze dalla testa dura
non son facili da domare.
Ma se si tocca il tasto giusto
Oh!, allora se ne viene a capo!
7. Rezitativ (Schlendrian, Liesgen)
– Nun folge, was dein Vater spricht!
– In allem, nur den Coffee nicht.
– Wohlan! so musst du dich bequemen,
Auch niemals einen Mann zu nehmen.
– Ach ja! Herr Vater, einen Mann!
– Ich schwöre, dass es nicht geschicht.
– Bis ich den Coffee lassen kann?
Nun! Coffee, bleib nur immer liegen!
Herr Vater, hört, ich trinke keinen nicht.
– So sollst du endlich einen kriegen!
5. Recitativo (Schlendrian, Liesgen)
– Obbedisci al volere di tuo padre!
– Farò ogni cosa, salvo che per il caffè.
– Molto bene! Allora ti dovrai rassegnare
a non prendere mai marito!
– Oh, sì! Signor padre, un marito!
– Ti giuro che non l’avrai.
– Se non smetto di bere caffè?
Allora, caffè, rimani dove sei!
Padre, ascoltate, non ne berrò più.
– E così alla fine potrai avere un marito!
8. Arie (Liesgen)
Heute noch,
Lieber Vater, tut es doch!
Ach, ein Mann!
Wahrlich, dieser steht mir an!
Wenn es sich doch balde fügte,
Dass ich endlich vor Coffee,
Eh ich noch zu Bette geh,
Einen wackern Liebsten kriegte!
8. Aria (Liesgen)
Oggi stesso,
caro padre, fatelo!
Ah, un marito!
Davvero fa per me!
Oh, accadesse presto
che finalmente, invece del caffè,
prima di andare a letto
trovassi un fiero amore!
9. Rezitativ (Tenor)
Nun geht und sucht der alte Schlendrian,
Wie er vor seine Tochter Liesgen
Bald einen Mann verschaffen kann;
Doch, Liesgen streuet heimlich aus:
Kein Freier komm mir in das Haus,
Er hab es mir denn selbst versprochen
Und rück es auch der Ehestiftung ein,
Dass mir erlaubet möge sein,
Den Coffee, wenn ich will, zu kochen.
9. Recitativo (Tenore)
Ora il vecchio Schlendrian va e cerca,
come ha promesso a sua figlia Liesgen,
un uomo che possa farle da marito;
ma Liesgen di nascosto fa saper questo:
che nessuno spasimante venga da me
se prima non mi prometterà,
scrivendolo nel contratto di nozze,
che mi sarà concesso di farmi un caffè
ogni volta che ne avrò voglia.
10. Chor (Terzett)
Die Katze lässt das Mausen nicht,
Die Jungfern bleiben Coffeeschwestern.
Die Mutter liebt den Coffeebrauch,
Die Großmama trank solchen auch,
Wer will nun auf die Töchter lästern?
10. Terzetto
Come il gatto non lascia il topo,
così le ragazze non rinunciano al caffè.
Le loro madri amano farne uso,
e anche le nonne lo bevevano:
Chi dunque vorrà imprecare contro le figlie?
Michail Michajlovič Ippolìtov-Ivànov (1859 - 28 gennaio 1935): Schizzi caucasici, suite n. 1 op. 10 (1894). Orchestra sinfonica nazionale dell’Ucraina, dir Arthur Fagen.
In un passo di montagna
In un villaggio [10:08]
In una moschea [15:54]
Processione del sardar [20:12]
Sardar è un termine di origine indo-iraniana in uso presso varie popolazioni mediorientali per designare un nobile o un dignitario, o anche un capo, un comandante militare.
Ippolitov-Ivanov: Schizzi caucasici, suite n. 2 op. 42, Iveria (1896). Stessi interpreti.
Introduzione: Lamento della principessa Ketevana
Berceuse [9:48]
Lezginka [13:41]
Marcia georgiana [18:11]
Iveria è il nome dato da greci e romani all’antica regione della Cartalia, nella Georgia centro-orientale.
Ketevana (c1560-1624), martirizzata dai safavidi per non aver abiurato la fede cristiana, è la santa più venerata in Georgia.
La lezginka è una danza caratteristica delle popolazioni caucasiche.
Wolfgang Amadeus Mozart (27 gennaio 1756 - 1791): Concerto n. 17 in sol maggiore per pianoforte e orchestra K 453 (1784). Géza Anda, solista e direttore; Camerata Academica des Mozarteums Salzburg.
Allegro
Andante
Allegretto
Con i suoi chiaroscuri, il movimento iniziale trasmette all’ascoltatore attento un sottile ma persistente senso di inquietudine. Non di rado dalla musica di Mozart, anche nei brani apparentemente leggeri e spensierati, traspare una profonda malinconia.
Sono particolarmente affezionato a questa interpretazione di Géza Anda poiché si trova in un disco donatomi da mio padre nel 1970, poco prima della sua prematura scomparsa.
Daniele Zanettovich (26 gennaio 1950): Concerto per flauto e archi detto Il Casanova (2004). Enzo Caroli, flauto; Orchestra Sinfonica Adriatica, dir. Paolo Pessina.
Allegro
Adagietto alla gondoliera – Un poco più mosso, ma molto liberamente (Il canto dell’usignolo) – Tempo I [5:47]
Paul Hofhaimer (25 gennaio 1459 - 1537): Herzliebstes Bild, Lied a 3-4 voci (pubblicato per la prima volta nel Liederbuch zu vier Stimmen di Erhard Öglin, 1512, n. 37), qui interpretato a voce sola con accompagnamento di liuto. Bill Ives, tenore; Anthony Rooley, liuto.
Herzliebstes bild,
beweisst dich milt,
mit deiner lieb
und gunstgen mir
des gleych will ich
wann ich han dich,
nach lust und wunsch
meinss hertzen gir,
erwelt für all
in diesem tall,
mit reichem schal,
frey ich mich dein in eren.
Earl Wild (1915 - 23 gennaio 2010): Concert paraphrase on Mexican Hat Dance per pianoforte. Esegue l’autore (composizione e registrazione del 2003: Wild aveva 88 anni).
José Gomes de Abreu, meglio noto come Zequinha de Abreu (1880 - 22 gennaio 1935): Tico tico no fubá (ossia «Il passero nella farina di mais»), chôro (1917), versione per orchestra. Göteborgs Symfoniker, dir. Gustavo Dudamel.
Jiří Ignác Linek (21 gennaio 1725 - 1791): Preludio in re maggiore e Fuga in sol maggiore [1:44] per organo. Ondřej Valenta all’organo costruito nel 1760 da Jan Výmola nella Chiesa della Santa Croce in Doubravník (Moravia).
Johann Hermann Schein (20 gennaio 1586 - 1630): Wie lieblich sind deine Wohnungen, mottetto a 4 voci e continuo; testo: Salmo 84, versetti 2-4. Wiener Kammerchor, dir. Johannes Prinz.
Wie lieblich sind deine Wohnungen, Herr Zebaoth!
Meine Seele verlangt und sehnt sich nach den Vorhöfen des Herrn; mein Leib und Seele freuen sich in dem lebendigen Gott.
Denn der Vogel hat ein Haus gefunden und die Schwalbe ihr Nest, da sie Junge hecken: deine Altäre, Herr Zebaoth, mein König und Gott.
P.D.Q. Bach (Peter Schickele, 1935 - 16 gennaio 2024): Concerto for Simply Grand Piano and Orchestra. Jeffrey Biegel, pianoforte; Philharmonia Northwest, dir. Julia Tai.
Peter Schickele (1935 - 16 gennaio 2024): Last Tango in Bayreuth per 4 fagotti (1974). Tennessee Bassoon Quartet.
Amene divagazioni sul Tristanakkord 🙂
Henry Purcell (1659 - 1695): Once, twice, thrice I Julia try’d, catch a 3 voci Z 265 (pubblicato postumo in The Second Book of the Catch Club or Merry Companions, c1700). Deller Consort, dir. Alfred Deller.
Once, twice, thrice I Julia try’d:
the scornfull puss as oft deny’d;
and since I can no better thrive
I’ll cringe to ne’er a bitch alive.
So kiss my arse, disdainfull sow!
Good claret is my mistress, now.
Tōru Takemitsu (1930 - 1996): Twill by Twilight (In memory of Morton Feldman) per orchestra (1988). Tōkyō Metropolitan Symphony Orchestra, dir. Ryusuke Numajiri.
« In Twill by Twilight, the twill weave of the music takes effect by means of an extremely limited musical unit or what we might better call the musical principle which exists prior to the forming of the melody or the taking shape of the rhythm. Subtle variations in pastel colors express the moment just after sunset when twilight turns toward darkness. The work was commissioned by the Yomiuri Nippon Symphony Orchestra on the occasion of its 25th anniversary. It was composed as a fond reminiscence of a man who was both my friend and a unique composer, Morton Feldman, who died in 1987 » (Tōru Takemitsu).
Julius Bittner (1874 - 9 gennaio 1939): 3 brani sinfonici dall’opera Der Bergsee (1911, rev. 1938). Wiener Rundfunkorchester, dir. Felix Prohaska (registrazione del 1953).
Leo Ornstein (Juda-Lejv Gornštejn; 1893 - 2002): Wild Men’s Dance (Danse Sauvage) per pianoforte op. 13 n. 2 (1913). Marc-André Hamelin.
Per cluster (letteralmente: grappolo) in musica si intende un gruppo di almeno tre suoni adiacenti simultanei. Ornstein fu tra i primi a farne largo impiego nelle sue composizioni pianistiche.
Heinrich Scheidemann (c1596 - 1663): Vater unser im Himmelreich, preludio-corale, 3ª versione. Massimo Gabba all’organo Tamburini di Sant’Antonio in Casale Monferrato.
John Dowland (1563 - 1626): Can she excuse my wrongs, ayre, dal First Booke of Songes or Ayres (1597). Emma Kirkby, soprano; Anthony Rooley, liuto.
Can she excuse my wrongs with Virtue’s cloak?
Shall I call her good when she proves unkind?
Are those clear fires which vanish into smoke?
Must I praise the leaves where no fruit I find?
No, no; where shadows do for bodies stand,
That may’st be abus’d if thy sight be dim.
Cold love is like to words written on sand,
Or to bubbles which on the water swim.
Wilt thou be thus abused still,
Seeing that she will right thee never?
If thou canst not o’ercome her will,
Thy love will be thus fruitless ever.
Was I so base, that I might not aspire
Unto those high joys which she holds from me?
As they are high, so high is my desire,
If she this deny, what can granted be?
If she will yield to that which reason is,
It is reason’s will that love should be just.
Dear, make me happy still by granting this,
Or cut off delays if that I die must.
Better a thousand times to die
Than for to live thus still tormented:
Dear, but remember it was I
Who for thy sake did die contented.
Il testo – adattato a un tema di gagliarda: in qualche fonte, la versione strumentale del brano (qui) reca il titolo The Earl of Essex [ his ] Galliard – fa forse riferimento alle vicende di Robert Devereux, 2° conte di Essex (1566-1601), che potrebbe essere l’autore dei versi. È probabile che sia da collegarsi a Robert Devereux la citazione della melodia tradizionale The woods so wild, da Dowland inserita nel terzo periodo, affidata a una voce intermedia (tenore; testo: Wilt thou be thus abused still ecc.): farebbe riferimento al fatto che il conte di Essex soleva ritirarsi in una casa di sua proprietà, sita nei boschi a nord-est di Londra. The woods so wild è un ballad assai diffuso in epoca Tudor: pare che fosse particolarmente caro a Enrico VIII. Variazioni sulla melodia si devono a William Byrd (riportate dal Fitzwilliam Virginal Book e dal My Lady Nevell’s Book) e a Orlando Gibbons.
William Byrd (c1540 - 1623): The Woods so Wilde, variazioni. Michael Maxwell Steer, clavicembalo.
Orlando Gibbons (1583 - 1625): The Woods so Wild, variazioni. Michael Maxwell Steer, clavicembalo.
Un’altra interpretazione del brano di Dowland, ove la parte che comprende la citazione della melodia tradizionale è eseguita con un flauto dolce. Karin Gyllenhammar, soprano; Mirjam-Luise Münzel, flauto; David Leeuwarden, liuto; Alina Rotaru, clavicembalo.