Franco Mannino (25 aprile 1924 - 2005): Concerto per violino e orchestra n. 2 op. 447 (1993). Francesco Manara, violino; Orchestra da camera Gli Armonici, dir. Umberto Bruno.
- Andante mosso e appassionato
- Ode
- Presto

Franco Mannino (25 aprile 1924 - 2005): Concerto per violino e orchestra n. 2 op. 447 (1993). Francesco Manara, violino; Orchestra da camera Gli Armonici, dir. Umberto Bruno.

Alessandro Speranza (24 aprile 1724 - 1797): Divertimento per cembalo in cui si esprime una uccellaja in sol maggiore. Falerno Ducande alias Fernando De Luca.


Augusta Read Thomas (24 aprile 1964): Capricious; toccata-like da Two Thoughts About The Piano (2017). Daniel Pesca, pianoforte.

Arthur Frackenpohl (23 aprile 1924 - 2019): Pop Suite per ottoni (1974); adattamento per 4 tube. The British Tuba Quartet.

Robert Fayrfax (23 aprile 1464 - 1521): Most clere of colour per 3 voci a cappella. The Hilliard Ensemble.
Most clere of colour and rote of stedfastness,
With vertu connyng her maner is lede,
Which that passyth my mynde for to express
Of her bounte, beaute and womanhode;
The bryghtest myrrour and floure of goodlyhed,
Which that all men knowith, both more and less;
Thes vertues byn pryntyd in her doutless.

Johann Sebastian Bach (1685 - 1750): Weinen, Klagen, Sorgen, Zagen, cantata BWV 12 su testo di Salomo Franck (forse) e Samuel Rodigast (n. 7); eseguita per la prima volta a Weimar il 22 aprile 1714. Paul Esswood, contraltista; Kurt Equiluz, tenore; Max van Egmond, basso; Tölzer Knabenchor, dir. Gerhard Schmidt-Gaden; King’s College Choir Cambridge, dir. David Willcocks; Leonhardt-Consort, dir. Gustav Leonhardt.
Il basso ostinato del coro (n. 2) della cantata bachiana è costituito da una successione cromatica discendente di quattro note (passus duriusculus : secondo le convenzioni della retorica musicale, i cromatismi ascendenti o discendenti esprimono dolore). Su questo basso ostinato Franz Liszt compose un Präludium per pianoforte (R 23, 1859; dedicato a Anton Grigor’evič Rubinštejn) che qui possiamo ascoltare nell’interpretazione di Vladimir Horowitz:
In seguito, Liszt scrisse una serie di Variationen über den Basso continuo von J. S. Bachs Kantate «Weinen, Klagen, Sorgen, Zagen» (R 24, anch’esse dedicate a A. G. Rubinštejn), composte sotto l’impressione della morte di Blandine Ollivier, la figlia che il musicista ungherese aveva avuto da Catherine-Adelaide Méran e che era defunta a Saint-Tropez l’11 settembre 1862. L’esecuzione che vi propongo è di Artur Aksenov:
Liszt rielaborò poi le variazioni in una versione organistica (R 382, dedicata a Alexander Wilhelm Gottschalg, organista e Kantor di Tiefurt), qui eseguita da Thibaut Duret all’organo Michel-Merklin-Kuyhn di Saint Louis de la Guillotière, a Lione:

Édouard Lalo (1823 - 22 aprile 1892): Trio n. 3 in la minore per violino, violoncello e pianoforte op. 26 (1880). Trio Parnassus.
Édouard Lalo: Scherzo in re minore per orchestra (1884); trascrizione del II movimento dell’op. 26. Orchestre de la Suisse Romande, dir. Ernest Ansermet.

György Ligeti (1923 - 2006): Quartetto per archi n. 1, Metamorphoses nocturnes (1953-54). Kodak String Quartet.

Clément d’Hooghe (21 aprile 1899 - 1951): Concerto per pianoforte e orchestra, Romantisch Concerto (1949). Jozef de Beenhouwer, pianoforte; BRT filharmonisch orkest, dir. Sylveer van den Broeck.

Paul Hindemith (1895 - 1963): Symphonic Metamorphosis of Themes by Carl Maria von Weber (1943). SWR Symphonieorchester, dir. Dima Slobodeniouk.
Un’accurata guida all’ascolto delle Symphonic Metamorphosis, firmata da Sergio Sablich, si trova nel sito l’Orchestra Virtuale del Flaminio.
Di questa composizione avevamo già incontrato il II movimento nell’ambito della ricerca sulle «melodie itineranti», nella fattispecie quando ci siamo occupati dell’air chinois citato nel Dictionnaire de musique di Jean-Jacques Rousseau.

Sem Dresden (20 aprile 1881 – 1957): Dansflitsen, suite per orchestra (1951). Residentie Orkest, dir. Willem van Otterloo.

Fumio Hayasaka (1914 - 1955): Metamorfosi per orchestra (1953). Orchestra filarmonica del Giappone, dir. Tetsuji Honna.

Sigismondo d’India (c1582 - 19 aprile 1629): Ha di serpe il velen, madrigale a 5 voci (dal Primo Libro de madrigali a 5 voci, 1606, n. 5) su testo di Giovanni Battista Strozzi. La Venexiana, dir. Claudio Cavina.
Ha di Serpe il velen,
Di Tigre il morso,
E di lieve Cervetta
Quest’acerbetta fugitiva ha ‘l corso.
Ben sembr’ell’Angioletta,
Di dolcezza e di gratia à le parole,
À le guancie l’Aurora,
À gl’occhi il Sole.

Benjamin Britten (1913 - 1976): Six Metamorphoses after Ovid per oboe solo op. 49 (1951). Heinz Holliger.
Pan, who played upon the reed pipe which was Syrinx, his beloved
Phaeton, who rode upon the chariot of the sun for one day and was hurled into the river Padus by a thunderbolt [2:10]
Niobe, who, lamenting the death of her fourteen children, was turned into a mountain [3:30]
Bacchus, at whose feasts is heard the noise of gaggling women’s tattling tongues and shouting out of boys [6:11]
Narcissus, who fell in love with his own image and became a flower [8:05]
Arethusa, who, flying from the love of Alpheus the river god, was turned into a fountain [12:07]

Jean-Féry Rebel (18 aprile 1666 - 1747): Les Élémens, «simphonie nouvelle» (1737). Le Concert des Nations, dir. Jordi Savall.
Ispirata dall’omonimo balletto di Michel-Richard Delalande e André-Cardinal Destouches, che Rebel aveva diretto alle Tuileries di Parigi il 3 dicembre 1721, fu eseguita la prima volta come azione coreografica — interpreti, fra gli altri, Françoise Prévost (futura consuocera di Rebel), Marie Sallé, David Dumoulin e Louis Dupré — dopo una rappresentazione della tragédie en musique di Lully Cadmus et Hermione (1673).
È una sinfonia a programma ante litteram. La parte introduttiva, intitolata Le cahos, descrive musicalmente il caos degli elementi naturali (acqua, aria, terra, fuoco) prima che essi trovassero ciascuno il proprio posto nell’ordine cosmico. L’identificazione tra caos primordiale e caos armonico (illustrata da Rebel nell’Avertissement anteposto alla partitura nella 1a edizione) fa sì che nelle prime sette battute gli strumenti eseguano simultaneamente tutti i suoni della scala: la dissonanza risolve nell’accordo perfetto coincidente con il momento in cui gli elementi, dopo l’iniziale resistenza, docilmente si conformano all’ordine cosmico. Seguono sette parti che corrispondono ai sette stadi del processo di separazione degli elementi, ognuno dei quali è rappresentato musicalmente da una sezione dell’orchestra (il basso simboleggia l’immobilità della terra, i flauti la fluidità dell’acqua e la leggerezza dell’aria, gli archi l’irrequietezza del fuoco) ed è caratterizzato da un proprio tema musicale.

Philip Glass (1937): Metamorphosis I-III (1988). Floraleda Sacchi, arpa.

Ulisse Matthey (17 aprile 1876 - 1947): Toccata-Carillon. Marco Limone all’organo della Cattedrale di Chambéry.

Richard Strauss (1864 - 1949): Metamorphosen per 23 archi solisti (1946). Staatskapelle Weimar, dir. Antoni Wit.

Leó Weiner (16 aprile 1885 - 1960): Ballata per clarinetto e pianoforte op. 8 (1911). Márton Egri, clarinetto; Boglárka Orgován, pianoforte.

Borys Ljatošyns’kyj (Boris Ljatošinskij; 1895 - 15 aprile 1968): Concerto slavo per pianoforte e orchestra op. 54 (1953). Evgenij Ržanov, pianoforte; Orchestra sinfonica della Radiotelevisione di Kiev, dir. Vadim Gnedaš.

Pietro Grossi (15 aprile 1917 - 2002): Polifonia, computer music (1972).
Documentario sull’attività di Pietro Grossi.

Georg Friedrich Händel (1685 - 14 aprile 1759): Silete, venti, mottetto per soprano e orchestra HWV 242 (c1724). Karina Gauvin, soprano; Les Violons du Roy, dir. Bernard Ladabie.
Symphonia: Largo – Allegro
Recitativo accompagnato: Larghetto [2:14]
Silete venti, nolite murmurare frondes,
quia anima mea dulcedine requiescit.
Aria: Andante ma larghetto [5:35]
Dulcis amor, Jesu care,
quis non cupit te amare?
Veni, transfige me!
Si tu feris, non sunt clades:
tuae plagae sunt suaves,
quia totus vivo in te.
Accompagnato [12:43]
O fortunata anima!
O jucundissimus triumphus!
O felicissima laetitia!
Aria: Andante – Allegro – Da capo: Andante [13:15]
Date serta, date flores;
me coronent vestri honores;
date palmas nobiles.
Surgant venti
Et beatae spirent almae fortunatae
Auras coeli fulgidas.
Presto [22:13]
Alleluja.

Denis ApIvor (14 aprile 1916 - 2004): Six Songs per voce e pianoforte. Moira Harris, soprano; Wills Morgan, tenore; Richard Black, pianoforte.

Un’impresa editoriale di genere alquanto insolito è Torino – Il grande libro della città (Edizioni del Capricorno), una sorta di enciclopedia del capoluogo subalpino, curata da Bruno Gambarotta e altri, pubblicata giusto vent’anni fa, nel 2004.

In verità, ha avuto scarso successo; contiene però numerose notizie interessanti e curiose. Come, per esempio, quelle che seguono.
Non tutti sanno che Torino è il fulcro della cosiddetta “scuola” violinistica piemontese, un gruppo di musicisti che nel Settecento diedero un’impronta caratteristica alla musica europea. Primo di questi violinisti virtuosi e compositori fu Giovanni Battista Somis; fra i suoi allievi e epigoni si annoverano Felice Giardini, Gaetano Pugnani e Giovanni Battista Viotti. Di quest’ultimo (1755 - 1824) sono ancora nel repertorio dei violinisti d’oggi alcuni concerti per violino e orchestra, dei quali il più famoso è il numero 22.
Pugnani (1731-1798) compose fra l’altro un melologo per voce recitante e orchestra su testo tratto dal Werther di Goethe; il brano è stato pubblicato in edizione critica a cura di Ruggero Maghini e Alberto Basso.
Una famosa incisione di William Hogarth (lo straordinario artista inglese noto per la serie La carriera del libertino), intitolata The enraged musician, ritrae un violinista severamente disturbato da musicisti di strada: il poveretto ha le fattezze di Pugnani.
![]()
Giardini (1716 - 1796) compose opere teatrali e molta musica da camera (in particolare trii per violino, viola e violoncello), molto apprezzata ai suoi tempi. Morì in miseria a Mosca.
Di Somis (1686-1763) oggi viene raramente eseguito qualcosa; compose circa 150 concerti e musica da camera, e inoltre il mottetto Mundi splendidae, l’unica sua opera vocale che ci sia pervenuta.
In compenso si ricorda la parentela di Somis con Désirée Clary, che fu per breve tempo fidanzata con il giovane Napoleone Bonaparte (l’episodio è liberamente raccontato in un film del 1954, famoso ma inconsistente, con Jean Simmons e Marlon Brando) e in seguito sposò uno dei suoi generali: quel Bernadotte che poi abbandonò la causa napoleonica e finì per diventare re di Svezia — e lei regina con il nome di Desideria.
I violinisti della scuola piemontese gravitarono prevalentemente in area francese e influenzarono fortemente lo stile musicale europeo di fine ‘700.
Gloria d’altri tempi – che non sono mai più tornati…
Gaetano Valeri (1760 - 13 aprile 1822): Sonata per organo in sol maggiore op. 1 n. 2 (1785). Giancarlo Parodi.

Imogen Holst (12 aprile 1907 - 1984): The Unfortunate Traveller per ottoni e percussione (1929). The Grimethorpe Colliery Band, dir. Robert Childs.

Joseph Lanner (12 aprile 1801 - 14 aprile 1843): Steyrische Tänze op. 165 (1841). Wiener Biedermeier Solisten.
J. Lanner: Die Schönbrunner, valzer op. 200. Wiener Symphoniker, dir. Robert Stolz.
Temi tratti da queste due composizioni di Lanner sono stati utilizzati da Stravinskij nel balletto Petruška (1911), quadro III n. 3: « Valzer della Ballerina e del Moro ».
New York Philharmonic, dir. Leonard Bernstein.

Louis-Emmanuel Jadin (1768 - 11 aprile 1853): Fantasia concertante in sol minore per arpa, pianoforte e orchestra. Lily Laskine, arpa; Robert Veyron-Lacroix, pianoforte; Orchestre de chambre «Jean-François Paillard», dir. Jean-François Paillard.
Jean-Joseph Mouret (11 aprile 1682 - 1738): Fanfares pour des trompettes, timbales, violons et hautbois, Première Suitte (1729). Adolf Scherbaum, tromba; Orchestre de chambre «Paul Kuentz», dir. Paul Kuentz.

Arthur Benjamin (1893 - 10 aprile 1960): Storm Clouds Cantata per soprano, coro e orchestra su testo di Dominic Bevan Wyndham Lewis (1934); versione rimaneggiata da Bernard Herrmann (1956). Barbara Howitt, soprano; Covent Garden Opera Chorus e London Symphony Orchestra, dir. B. Herrmann.
La cantata fu composta appositamente per la celeberrima «scena dello sparo», che si svolge nella Royal Albert Hall di Londra, nel film L’uomo che sapeva troppo (The Man Who Knew Too Much, 1934) di Alfred Hitchcock; per il rifacimento del 1956 fu ancora utilizzata la musica di Benjamin, ma apportando alcune modifiche al testo e, curate da Herrmann, alla partitura.
Testo
(versione del 1956)
Soprano:
There came a whispered terror on the breeze.
And the dark forest shook.
Coro:
And on the trembling trees came nameless fear.
And panic overtook each flying creature of the wild.
Soprano:
All save the child.
Around whose head screaming,
The night-birds wheeled and shot away.
Coro:
Finding release from that which drove them onward like their prey.
Finding release the storm-clouds broke.
And drowned the dying moon.
The storm-clouds broke.
Finding release!
